Grecia: Testo di autopresentazione del gruppo “Sinfonia del Caos”

Preludio di insurrezione anarchica…

Il gruppo anarchico “Sinfonia del caos” è un punto d’incontro di azione per i compagni dell’ampio raggio dell’anarchia nera. E’ una struttura anarchica informale, che mira a fare un intervento stabile e multiforme nello spazio pubblico, diffondendo le prospettiva insurrezionale sulle questioni che ci riguardano e per sostenere i compagni, le cui parole e idee sono vicine alle nostre.

Chiarendo la nostra posizione di solidarietà, noi consideriamo sbagliato di porla in termini politici, quindi strategici e simbolici. Per noi ha senso solo quando fa parte dell’analisi e della pratica di lotta anarchica, come viene espressa dai soggetti e dalle relazioni organiche o dialettiche che questi sviluppano. Perciò, la solidarietà con i compagni perseguitati a livello internazionale (detenuti, fuggitivi, sotto processo) può aver luogo solo nel contesto dell’affinità teorica e pratica, e non sotto etichette generalizzate come “anarchici” o “rivoluzionari”, che di per sé vuol dire ben poco o niente. Nello stesso tempo, è ovvio che, in ogni caso, il sostegno non è un riflesso automatico che si attiva quando necessario, né è attivato il pilota automatico, indipendentemente dai movimenti e dall’attitudine del ricevitore. E’ un processo dinamico, che esamina ogni caso e situazione individualmente. Inoltre, riteniamo che è importante sviluppare delle relazioni concrete con quegli anarchici che guardano alla lotta anarchica attraverso lo stesso prisma come noi, sia in Grecia che fuori, con il desiderio di incontrarli sui sentieri della ribellione, quando le nostre scelte coincidono o interagiscono dialetticamente.

Noi pensiamo che, in una realtà dove il complesso di dominazione è in aumento e in continuo cambiamento, dove le masse nonostante il loro impoverimento spirituale e materiale sono ancora addormentate e disposte a obbedire, nell’attesa di potenziali salvatori, e dove una gran parte dell’ambiente anarchico corre verso la collettivizzazione, le alternative politiche o verso il sostengo dei governi di sinistra e social-democratici, esista il bisogno che emerga una teoria e pratica anarchica militante, che si oppone all’esistente nel suo insieme.

Noi promuoviamo la lotta anarchica, anti-Stato. Lo Stato, come basilare superstruttura istituzionale dell’autorità, è il dirigente e il supervisore dell’ordine della fabbrica sociale, ed è in diretto rapporto dialettico con essa. Esso assicura la regolare circolazione di merci e il buon funzionamento del mercato, e organizza tutte le strutture sociali responsabili per l’assimilazione degli individui, e protegge la normalità reprimendo fisicamente e psicologicamente coloro che deviano da essa. L’anti-statalismo anarchico è intrinsecamente antipolitico. Per noi, le politiche sono identiche alla gestione di miseria della struttura sociale e sono intrinsecamente legate al regime democratico, e alla più ampia costruzione che è la civiltà. Contro il cittadino che rispetta le leggi o il cittadino attivo della normalità democratica, sta la ribelle individualità anarchica a-politica. Inoltre, considerando che lo Stato è semplicemente la moderna espressione del potere centralizzato istituzionalizzato, noi stiamo dalla parte opposta di ogni rispettiva struttura del potere sociale, sia essa una comune, una confederazione, un’assemblea nazionale ecc.

Noi ci stiamo muovendo aggressivamente contro il capitale. Riconoscendo che il capitalismo, nella forma odierna, è un moderno e globalizzato sistema di classe del potere economico e struttura della fabbrica sociale, noi promuoviamo l’attacco critico e pratico contro di esso. Il nostro attacco non è dalla parte del “proletariato oppresso”, proviene da coscienze anarchiche insorte. Il capitalismo è responsabile per la totale commercializzazione dei nostri rapporti e corpi, per lo sfruttamento sistematico e il dissolvimento del mondo naturale, e per la creazione di un ambiente soffocante, autoritario, oggi espresso nella forma di un crescente selvaggio neoliberismo. Noi miriamo a dissolvere le strutture e le relazioni capitaliste, disintegrare il sacro mercato, denudare la società dello spettacolo e degradare l’ideologica politica, economica e sociale del capitalismo. Nello stesso tempo, crediamo che lo sfruttamento e la schiavitù degli individui non è iniziata, e probabilmente non cesserà, assieme al capitalismo, che è stato fondato su strutture ed ideologie esistenti. Perciò, ci opponiamo ad ogni sistema organizzato di lavoro ed economia all’interno della macchina sociale, sia esso capitalista, comunista o qualcos’altro.

Dichiariamo guerra alla civilizzazione e alla società. La civilizzazione è un elemento essenziale della superstruttura ideologica, e presupposto necessario per la sostanza materiale della civiltà. Utilizzando la consunta ideologia del progresso, essa demolisce tutto, trasforma la natura e gli animali in oggetti, mentre la mostruosità del complesso tecnologico-scientifico meccanicizza, registra, studia, normalizza, scompone e ricompone la vita in sé secondo il proprio volere, mentre si assicura di creare l’alibi appropriata per la sua necessità di esistere. La pianificazione urbana, che è il centro della struttura residenziale, produttiva e amministrativa della società, all’interno e all’esterno delle metropoli, fornisce il campo in cui si sviluppano le operazioni e le politiche centrali della fabbrica sociale, e dove la maggior parte della “forza lavoro”, la massa, abita. La struttura della civilizzazione non può essere vista indipendentemente dalla struttura sociale autoritaria. L’edificio sociale è il centro dell’esistente. Una vasta rete di mediate relazioni, ruoli e identità (genere, classe, etnia, razza ecc.), valori e ideologie (umanitarismo, moralità, legge, sicurezza, religione, patriarcato, carnismo, status sociale e consumo, fanatismo di ogni specie ecc.), e istituzioni formali e informali (famiglia, educazione, proprietà, carceri, chiese, esercito, polizia ecc.), che formano e tengono insieme le masse sociali tramite un elevato numero di processi d’addomesticamento della civiltà.

Colpiamo l’esistente nella sua interezza. Anche se si è capaci di analizzare quasi separatamente i pilastri centrali del dominio e i suoi punti finali, dovremmo sempre tenere a mente che si tratta di un tutto indivisibile. Nel contesto di creare brecce, di aprire aree di azione anarchica e conquistare un maggior numero di esperienze e momenti anarchici, più intensi e più nostri possibile, gli anarchici insurrezionalisti scelgono di attaccare il dominio nella sua totalità, non mirando all’auto-gestione o alla conquista e la riforma delle parti, ma bramando la continua devastante guerra contro di esso. Contrari alla tirannia della massa, noi poniamo la rivolta individuale cosciente e pratica, che diventa collettiva in un modo informale e diffuso quando diventa necessario, impostando così un contrappeso al regime. La rivolta anarchica costante non ha un fine ultimo e una data di scadenza, è un processo costante, di distruzione a più livelli. Questo costante viaggio liberatorio è probabilmente l’unica cosa concreta in un mondo che umilia tutto in modo esponenziale.

Gruppo Anarchico “Sinfonia del Caos”

Traduzione: RadioAzione [Croazia]
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