Alcuni links su i fatti di piazza Navona

Published on 15:04, 10/31,2008

 

http://ombra.noblogs.org/post/2008/10/31/di-infiltrati-non-ne-hanno-bisogno

http://ombra.noblogs.org/post/2008/10/31/teatro-e-comparse

http://ombra.noblogs.org/post/2008/10/30/piazza-navona-aspettate-le-direttive

http://roma.indymedia.org/node/5669

http://www.radiosonar.net/

 


Grecia - Negli ultimi giorni

Published on 14:47, 10/31,2008

Da Informa-azione:

eguono alcune traduzioni di comunicati e notizie inerenti alcuni attacchi avvenuti negli ultimi giorni in Grecia e pubblicati su directaction grecia. All'interno del sito sopraccitato potete trovare una raccolta di resoconti e rivendicazioni di sabotaggi, atti vandalici e scontri messi in atto in Grecia, in lingua originale o tradotti in inglese.



Rivendicazione dell’incendio alla banca nazionale di Salonicco 28/10/2008

Nella notte di martedì 28 ottobre, mentre addobbavano di festività la miseria nazionale, abbiamo scelto di ridurre in cenere, per l’ennesima volta, la banca nazionale di strada Venizelou a Triandria, Salonicco (Tessalonica).

Passando rapidamente oltre la retorica dominante di una crisi finanziaria e l’emergenza di un nuovo “socialismo”, le ceneri che ci lasciamo dietro urlano che i meccanismi dello sfruttamento non collassano da soli. Oltretutto, gli unici a rimetterci in questa crisi occasionale, non sono le bande dei grandi rapinatori e usurai, che hanno accumulato per secoli ricchezza e potere, ma le masse degli oppressi. Basti pensare ai milioni di morti causati dalla seconda guerra mondiale affinché questo fantastico capitalismo si risollevasse dalla crisi del ’29.

In ogni caso, opposti ai colossi della finanza, che si inginocchiano uno dopo l’altro, stanno gli insorti del mondo. Opposti agli schiavi dello stipendio, che si curano solo del proprio conto in banca, si pongono con dignità i compagni Iannis Dimitrakis e Giorgos Voutsis-Vogiatzis, in carcere per la scelta di espropriare un po’ di quel che ci è stato rubato quotidianamente dalle banche. Opposta all’apatia generalizzata e alla servitù ostinata, si diffonde l’azione rivoluzionaria.

In fine, possiamo accettare la gratitudine della banca nazionale per il nostro contributo nel ridurne le filiali, come richiesto dalla crisi.

P.S. Dobbiamo chiarire che l’offensiva delle azioni contro l’esistente non vuole, né necessita, compagni in carcere o in fuga. Affermiamo quindi, che finché per I. Nikolaou, D. Syrianou and K. Halazas si protrarrà questa condizione di prigionia con le sua caratteristiche, la nostra rabbia trasborderà, con tutte le sua conseguenze.



Attacco al tribunale militare

Dai mass-media greci
Danni minori sono stati arrecati all’ingresso del tribunale militare di Rouf, nei pressi di Atene alle 2:35 della notte del 29 ottobre 2008. La combustione è stata causata da un dispositivo incendiario costituito da 10 bombolette di gas da campeggio. Da quanto comunicato, il fuoco si è scatenato seguito da un’esplosione, rompendo le vetrate dell’ingresso. Poco dopo le 7.00, la polizia ha trovato un buco nella recinzione vicino agli alloggi dei militari, di cui si sono presumibilmente serviti gli assalitori. E’ da evidenziare come gli incendiari non siano stati notati nonostante il luogo sia vigilato dai militari.



Attacco contro ufficio del ministero dell’economia

Dai media locali

Nelle ultime ore di lunedì 27 ottobre 2008, un dispositivo incendiario composto da bombolette di gas è stato piazzato presso uno stabile degli uffici della proprietà terriera e della compagnia American Express, su strada Mesogion nel distretto di Holagros, Atene. L’esplosione ha causato danni minori a entrambe le strutture. La polizia sta investigando, per il momento non sono pervenute rivendicazioni.

Comunicato di rivendicazione pervenuto successivamente via mail:

“Il 27/10/08 abbiamo scelto di ataccare gli uffici del ministero dell’economia su strada Mesogion a Holagros. Il nostro obbiettivo non è stato casuale.

La riorganizzazione dell’economia, in completa armonia con l’ordine del capitale, viene attuata per intensificare ancor di più disagi, ineguaglianza e alienazione.

Nel momento in cui facciamo esperienza del totalitarismo del dominio e della sua accettazione, i padroni di questo paese, in collaborazione con gli stati occidentali, si dicono pronti a investire ingenti somme di denaro per salvare il prestigio del sistema finanziario mondiale e il regolare funzionamento dell’economia.

In questa normalità imposta, qualcuno sceglie la servitù, qualcuno l’ozio e qualcun altro non sceglie proprio. Ma c’è anche chi sceglie di attaccare. Le nostre parole testimoniano la nostra anima: Negazione. Non chiediamo mitezza, non diamo silenzio. Neghiamo questo mondo e tutti coloro che contribuiscono a mantenerlo. Per cui sempre invaderemo i loro sogni come fantasmi, ombre nella clandestinità criminale.

Questo attacco incendiario è solo una pietra della torre della solidarietà aggressiva, e il nostro contributo alla crisi del capitalismo locale e globale. Non coltiviamo illusioni. Il mondo non cambierà coi ragionamenti. C’è bisogno di individui, pronti a rischiare e incendiare questo mondo fino a farlo risplendere. Le azioni rivoluzionarie violente abbatteranno ogni traccia di compromesso e pace all’interno di questa società. Questo attacco è dedicato a Iannis Dimitrakis, che si trova prigioniero per l’esproprio alla banca ETE di strada Solonos.

ARMIAMO, MIRIAMO, SPARIAMO…
PERCHE’ SIAMO IN GUERRA

Συμμορία Μαύρος Πυρετός - Banda della Febbre Nera

 


Madda e Nora sottoposte a regime E.I.V.

Published on 14:46, 10/31,2008

Dal giorno 29 di ottobre Nora e Madda, accusate di "accensione ed esplosione pericolosa di materiale esplosivo che provoca timore pubblico" contro la caserma dei vigili a Parma, sono state trasferite alla 2a sezione del carcere di Verona, in regime E.I.V (Elevato Indice di Vigilanza). Ancora si devono avere notizie per quanto riguarda la situazione attuale degli altri accusati, Peppe e Santo, il primo anch'esso rinchiuso a Verona, il secondo a Parma.
Come usualmente accade, si ha la volontà, da parte dei carcerieri di stato, di rompere i legami tra detenuti e tra l'interno e l'esterno delle mura della prigione.
Non permettiamoglielo!
Ribadiamo la nostra vicinanza e la nostra solidarietà a* compagn* carcerat*! Distruggiamo l'isolamento carcerario!

Maddalena Calore
Giuseppe Sciacca
Nora Gattiglia

Via S. Michele, 15
37033 Verona

Santo Caselbonese Fonti

Via Burla, 59
43100 Parma


Firenze. Serata di Canti Anarchici

Published on 15:03, 10/30,2008

 
Serata di Canti Anarchici
                         
Il Collettivo Libertario Fiorentino
                                                                                       
                   
 convoca Voi, i simpatizzanti, gli amici, le zie, i ragionieri
(insomma fate girare la voce)
                                       
Sabato 8 Novembre ore 20:00
presso la Sala delle ex Leopoldine
in Piazza T. Tasso,1 Firenze
(Ingresso Libero)
                                                   
Partecipano:
                                        
Collettivo Folkloristico Montano
Alessandro Scavetta
Donato Landini
Giacomo Gentiluomo
Terra Terra
 
Da un'idea di Giampaolo
 


Manifestazione no Gelmini ieri a Pistoia.

Published on 10:47, 10/30,2008

Ieri sera (29 Ottobre)  a Pistoia si è svolto un corteo in risposta all'approvazione della legge 133; in una giornata caratterizzata dal nubifragio che si è abbattuto sulla città l'unica pausa che il tempo ha concesso è stata -fortunatamente- durante la mobilitazione.

Il corteo, composto da genitori, insegnanti (di ogni grado), bambini, studenti, rappresentanti dei sindacati di base e solidali, si è snodato per le vie del centro ed è stato caratterizzato da una folta (800 persone?) quanto silenziosa partecipazione; solo un gruppo di compagni, armati di slogans, fischietti, tamburi e fumogeni, qualche studente e tanti bambini(!) hanno animato il corteo, che giunto in Piazza duomo, davanti ai gonfaloni di comune e provincia è stato prontamente catechizzato dagli alleati di giornata, quella classe politica che, all'opposizione è sempre attenta alle richieste della "base", e che una volta al governo...tira dritto senza sentire ragioni. C'è da notare la totale assenza in piazza e durante il corteo dei fascisti del terzo millennio di Casapound...d'altra parte se non c'è da aggredire qualcuno...i contenuti non è che abbondino...


AN loves CasaPound

Published on 10:30, 10/30,2008

 
autore:
AnonimoReporter
Da segnalare la presenza di alcuni esponenti cittadini degli "antifascisti pappaeciccia della comunità ebraica" di AN oggi a casapound.

Ad una settimna dallo sgombero di Horus che ha visto AN esultare per il "risultato" ottenuto, altra notevole prestazione per il comune di roma.

Mentre Alemanno tace sugli scontri di Piazza Navona ieri si è svolta la conferenza stampa dei "leoni" di casapound/blocco studentesco che denunciavano "l'aggressione subita" da almeno 300 persone (o erano 3000? o 30000?) anzi antifascisti cattivi che voglioni mettere il cappello ad un movimento studentesco "apolitico".
Essì ora sono tutti apolitici.
Non è come prima che il personale era politico ora neanche più il politico è politico!

Detto ciò segnaliamo la presenza di 3 esponenti capitolini di An:
l'assessore allo sport COCHI e i consiglieri GRAMAZIO (figlio di cotanto padrenfame) e CASSONE.

Nessuno si sorprenda. Infondo nel gabinetto del sindaco ci lavora anche un ex base autonoma: LUCARELLI.


Val Susa - Azione contro l'Autofrejus

Published on 10:27, 10/30,2008

 Da informa-azione.info:

Apprendiamo da Luna Nuova, pubblicazione di informazione locale valsusina, che mercoledì 15 ottobre è stata messa in atto da ingoti un'azione diretta contro l'autostrada A32, in particolare contro la costruzione della seconda canna del traforo del Frejus.
Circa 400 copertoni sono stati ammassati in uno dei piccoli condotti sottostanti l'infrastruttura, nei pressi di Bruzolo, quindi dati alle fiamme generando una nube nera che ha avvolto il tratto autostradale da San Giorgio a Villarfocchiardo. L'autostrada è stata chiusa per più di 3 ore. Su alcuni containers nei paraggi dell'incendio sono comparse scritte come "No alla seconda canna, fuoco all'autostrada, non ci fermerete" e "Polizia al rogo, A.A.A., fuoco autostrada chiusa, bastardi".

L'articolo prosegue elencando altri sabotaggi avvenuti nell'area: il 20 gennaio 2007 un attacco incendiario distruggeva una centralina telefonica della "3", nella notte dei funerali per i morti della Thyssen Krupp, 13 dicembre 2007, una molotov colpiva una centralina telefonica delle FS, accompagnata da una scritta di solidarietà con gli operai.

per maggiori dettagli: luna nuova del 17 ottobre 2008


Lugano - Imminente sgombero del Selva Squat anarchico

Published on 12:45, 10/29,2008

Al quinto giorno di occupazione ci è giunta la notizia che la società immobiliare Rodrex SA, proprietaria dello stabile, ha sporto denuncia contro gli occupanti. Di conseguenza lo sgombero è imminente e potrebbe arrivare anche oggi (29.10.08). Da parte nostra la volontà è di proseguire quest'esperienza continuando a rimboccarci le maniche al fine di contrastare le decisioni delle autorità con ogni mezzo necessario. Non basterà una denuncia per farci desistere e abbandonare il posto per riconsegnarlo al degrado.

Per questo indiciamo un'assemblea questa sera alle 18.30 al Selva Squat in via Tesserete 30 a Massagno-Lugano.

(per info su come arrivare: Dalla stazione dei treni proseguire in direzione ospedale civico, la casa è sulla strada principale sulla destra)

I NOSTRI SOGNI NON SI SGOMBERANO! RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!

Gli/le occupanti del Selva Squat Anarchico


Sui fatti di Parma

Published on 16:30, 10/27,2008

Da Anarchia in azione:

Nell'ultimo anno si è registrato, in Italia, uno stillicidio di pestaggi e attacchi razzisti. Di fronte ai campi Rom e Sinti incendiati, la reazione mediatico-politica è stata di occultamento e di minimizzazione ("cortocircuiti", "cause oscure", "esclusa la pista razzista"). Di fronte alle aggressioni fasciste (anche mortali), si è escogitata la categoria del "bullismo". L'ideologia bipartisan della sicurezza ha aperto la caccia all'immigrato, al diverso, al dissidente. L'abominio è diventato normale.

Sono però bastate due bombe carta esplose nel cortile del comando dei vigili urbani di Parma per scatenare la canea mediatica. Se il pestaggio apertamente razzista del ragazzo ghanese da parte dei vigili aveva fatto scrivere ai giornali "razzismo" fra virgolette e con tutti i condizionali d'obbligo, un'esplosione simbolica contro il luogo dove si è consumata quella violenza diventa "terrorismo" (senza condizionali e senza virgolette). Terrorismo, nella lingua del potere, non è un sistema che fa vivere i poveri nella paura, che li ammazza in un campo Rom, in un CPT o in un cantiere; terrorismo non è l'uso dell'esercito nelle strade, non è la segregazione razziale, non è il bombardamento "umanitario" di intere popolazioni. Terrorismo, in questo mondo alla rovescia, è la violenza di chi si oppone, di chi resiste, di chi attacca.

E allora giù un coro di condanne a cui si accodano anche alcune realtà antirazziste. C'è persino chi arriva, in nome dell'immagine perbene dell'antirazzismo, a sostenere che i petardoni di Parma non c'entrano nulla con il pestaggio di Emmanuel. Pensa te.

Dopo aver visto le immagini di quel ragazzo massacrato di botte, quanti sono i compagni, gli antifascisti, gli antirazzisti che, prima di prendere sonno, hanno pensato: "'Ste carogne meritano una risposta"?

A nessuno verrebbe in mente di sostenere che il razzismo istituzionale e sociale si possa sconfiggere solo con qualche bomba carta. Ma nemmeno solo con i cortei, le assemblee, i comunicati. L'autorganizzazione ha sempre avuto mille forme. La violenza istituzionale continua come non mai e nessuno ha trovato la ricetta per fermarla. Di sicuro non la fermerà la magistratura, che ha occhi aguzzi per colpire i sovversivi mentre ha una tripla benda di fronte al razzismo di Stato.

Se i pennivendoli attaccano così pesantemente i compagni accusati del lancio delle bombe carta è per dare un messaggio a tutti gli antirazzisti: un fascista con le lame è un "bullo", un antirazzista con dei petardoni è un "terrorista".

Al di fuori del coro di condanna, diciamo chiaro e forte ciò che è da sempre patrimonio del movimento rivoluzionario: se gli arrestati sono innocenti, hanno tutta la nostra solidarietà; se sono colpevoli, ce l'hanno ancora di più.

anarchici di Rovereto e di Trento

 


Pisa, Polo Carmignani: "lasciamo la Sapienza e la lotta continua"

Published on 11:40, 10/27,2008

 Da associazione AUT-AUT:
 
"Come promesso andiamo via dalla Sapienza dopo tre giorni di questa nuova occupazione. Dopo il Polo Carmignani, che continua a rimanere occupato, si era scelto di liberare dopo quarant'anni il luogo simbolo dell'ateneo pisano in risposta alle frasi folli di Berlusconi e Cossiga.C'è da dire che se l'occupazione del polo Carmignani ha dato fastidio a pochi, quella Sapienza al contrario ha colpito nell'immaginario anche i vari presidi e rettore, che subito hanno cercato di aprire un tavolo di trattative per un ritorno alla "normalità", proponendo baratti con altri spazi dell'ateneo.Ma in questo momento della mobilitazione non c'è spazio per i passi indietro. L'azione in Sapienza che ha creato malumori durante il corteo, era sì una risposta necessaria a Berlusconi, ma voleva anche essere un modo per dire "non è finita qua". Lo scopo è stato raggiunto.Un corteo di ventimila persone, storico per Pisa, poteva facilmente trasformarsi nello spartiacque che tra l'inizio e la fine di una mobilitazione: noi del Polo Carmignani Occupato crediamo che non sia ancora il momento di lasciare il testimone nelle mani delle istituzioni e dei partiti. Tutto è accora da costruire, il governo non ci ha dato nessuna risposta. Non è ancora il momento delle trattative col ministro.La mobilitazione è appena iniziata e se a Pisa abbiamo anticipato nei tempi il resto d'Italia, non è il caso di mollare la presa sul più bello. Lo spezzone del Polo Carmignani Occupato ha voluto esprimere tutto questo e se oggi disoccupiamo la Sapienza, simbolo dell'ateneo, domani ripartiremo nella città e in tutte le facoltà per ingrandire l'onda inarrestabile del movimento studentesco."

Polo Carmignani Occupato 


Sabato 25, volantinaggio contro la lega nord

Published on 11:17, 10/27,2008

Sabato 25 La rete Antifascista Pistoia-Agliana-Prato ha svolto un volantinaggio di denuncia contro la lega nord, che da qualche settimana sta raccogliendo firme contro il campo rom della città; dopo circa un'oretta di volantinaggio un leghista, coadiuvato da alcuni vigili, ha bloccato tre antirazzisti e, esibendo furioso un volantino ha chiesto ai divisati l'identificazione degli antifascisti/antirazzisti...il coglione (con tutto il rispetto per i coglioni) ha così pensato di intimidire i solidali con i rom, paventando una probabile querela per diffamazione...non contenti di tutto ciò i vigili hanno comunicato ai compagni che nel comune di Pistoia il volantinaggio è permesso solo ai partiti politici, pena una denuncia per volantinaggio abusivo. Terminate le "formalità" gli antirazzisti/antifascisti per tutta risposta hanno ripreso tranquillamente il volantinaggio. In tutto i compagni identificati sono stati quattro. Sappiano lor signori, siano merde leghiste, coglionazzi in divisa o chi per loro, che la solidarietà non si arresta certo grazie a qualche denuncia. Stronzi, chi fomenta l'odio raziale, l'oppressione, la sopraffazione non avrà tregua!
di seguito il volantino distribuito Sabato.
Clicca l'immagine per ingrandire.


Solidarietà al Newroz di Pisa

Published on 11:07, 10/27,2008

Sabato sera è stata lanciata una bomba carta all'esterno del centro sociale Newroz di Pisa. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai militanti del centro che da anni lavorano attivamente sui temi delle migrazioni e della precarietà. Le bombe, che siano fasciste, che siano di stato (la stessa identica cosa), non fermeranno chi ha in mente e nel cuore un orizzonte nuovo.

Anarchici Pistoiesi.


Silvio va alla guerra, un contributo al dibattito

Published on 10:51, 10/27,2008

Una risposta critica al Mio articolo "Silvio va alla guerra, una possibile lettura", è arrivata in una mailing-list di movimento (Anarchia in azione) da parte di un compagno, Andrea Papi, che stimiamo è che riteniamo sempre molto puntuale e preciso nei suoi interventi; pubblichiamo il suo breve scritto perché lo riteniamo utilissimo (oltre che fondato) nell'ottica del dibattito che speriamo possa seguire a questi due interventi...facciamoci trovare pronti...
Evjenij Vassil'ev Bazarov.
 
Ciò che dici lo trovo giustissimo, ma al contempo trovo insufficiente le proposte di un eventuale intervento nostro. Riporto parti del tuo scritto: "...quello che realmente possiamo fare è partecipare attivamente alle mobilitazioni mettendo in campo tutto il nostro portato ideologico in maniera chiara ed inequivocabile, restando certo sui temi contingenti, ma tentando di fare un passo in più tentando –per quanto possibile- di analizzare la mobilitazione all’interno del contesto nella quale è nata e si sviluppa, “aprendo” la tematica a tutte le correlazioni ch’essa ha con altre tematiche sensibili anche apparentemente lontane (economicizzazione esasperata dell’esistente, militarizzazione del territorio, inasprimento della piramide sociale, restringimento degli spazi di libertà e di azione, ecc…)..." Ciò che trovo nella sostanza inadeguato e insufficiente è il limitarsi a denunciare l'opera del sistema di potere che produce le nefandezze contro le quali si insorge e si lotta. Lo trovo insufficiente perchè un salto di qualità si realizza quando, oltre alla protesta (che va portata avanti e denunciata in tutta la sua portata), si riesce a mettere in campo anche una proposta alternativa, radicale e soprattutto operativa, di modo diverso e alternativo al potere di agire, pensare e condurre le cose. Es. solo per rendere l'idea. Quale tipo di scuola e di società proponiamo, quale metodo di sperimentazione, di lotta e quali realizzazioni pensiamo siano corposamente funzionali a superare e abbattere il sistema di potere? Se continuiamo a limitarci, perchè ritengo che sostanzialmente sia un limite teorico strategico, a denunciare e combattere il modo di essere del potere, senza tendere e tentare cosa si vuole proporre di mettere al suo posto, che lo vogliamo o no, comporta accettare di muoversi esclusivamente sul terreno del nemico. Essendo il suo terreno, dato il potere e le risorse che ha, non può che vincere e schiacciare o dileguare alla fine tutto il dissenso. Come nei fatti è avvenuto soprattutto negli ultimi decenni. Non sarebbe male se decidessimo tutti insieme di discuterne, riflettendo a fondo e tentando di elaborare cosa poter fare, sempre insieme, con più chiarezza e condivisone e consensualità. Anche accettando più ipotesi che si confrontano nel fare e riescano a coordinarsi, ma all'interno, ovviamente, di intenti comuni dichiarati. La giustezza dell'agire e del pensare non è mai in un'unica linea ritenuta giusta, che quindi tende ad imporsi sulle altre. Del resto questo sarebbe perfettamente coerente con ciò che a suo tempo si disse quando si cominciò a pensare la coordinazione.
Andrea Papi 


Convalida degli arresti di Parma e Verona

Published on 16:46, 10/24,2008

Da informa-azione:

Ieri, 23 ottobre, sono stati convalidati gli arresti per i quattro compagni accusati per le bombe carta alla sede dei vigili di Parma. Il capo d'imputazione è l'art. 6 L. 895 che si riferisce ad accensioni ed esplosioni pericolose di materiale esplosivo che provoca timore pubblico. Restano quindi tutti in carcere anche una delle ragazze che è incensurata e il compagno di Parma arrestato a casa per possesso di un fumogeno. Dalle carte risulta che le due bombe carta fossero: un fumogeno e un petardo.
Comunque, tutta la nostra solidarietà agli arrestati innocenti o colpevoli che siano.
Ricordiamo che i vigili di Parma spadroneggiano da tempo in città procurando molto allarme e timore, oltre che lesioni fisiche, a tutti gli immigrati poveri che incontrano sul loro percorso.

Anarchici di Bologna


Silvio alla guerra, una possibile lettura.

Published on 10:26, 10/24,2008

Ebbene sembra che ci stiamo avvicinando ad una nuova stagione calda della storia dello stivale, cominciata lontano, sette anni fa a Genova, dove la violenza del potere si è rovesciata come un fiume in piena su centinaia di migliaia di manifestanti uccidendo, come dicono alcuni, il movimento no global, ma che come controindicazione (per il potere) ha altresì dimostrato (a molti) i limiti –politici e strutturali- di quel movimento, avviando un lungo periodo di ripensamento e riorganizzazione di chi in quell’esperienza aveva creduto e di chi invece la aveva sempre criticata.
Ora in un momento in cui il capitalismo mondiale –e quindi anche quello italiota- sta rantolando, Silvio, sempre lui, ha deciso, con vecchia consuetudine tricolore di alzare la tensione, metodo spesso utilizzato un po per motivare l’involuzione autoritaria del paese, un po per sviare –estremizzando una tematica- l’attenzione dei potenziali portatori di criticità (movimenti di base, soggetti rivoluzionari, sindacati di base) su tematiche non strettamente afferenti al progetto d’intervento del potere.; si è trattato per il magnate di Arcore, se accettiamo questa lettura, di trovare il grimaldello giusto per scardinare la serratura della tensione sociale, punto di rottura individuato tra quelli classici, da libro di storia verrebbe da dire, ovvero la scuola.
Una riforma che ucciderebbe la già sciagurata istruzione pubblica italica, con licenziamenti sconsiderati nella scuola primaria, i tagli alla ricerca, la trasformazione delle università in fondazioni (che diverranno così schiave dei capitali privati, come negli usa), ecc…Certo, questo scempio non è e non può essere soltanto uno specchietto per le allodole, ma certamente così Silvietto è riuscito a prendere due piccioni con una fava.
Nonostante tutto ciò possiamo trovare una chiave di lettura rispetto ciò che potrebbe accadere dietro l’angolo analizzando alcuni accadimenti del recentissimo passato: se guardiamo al comportamento del governo nei confronti del problema rifiuti a Napoli beh, è impossibile non notare delle similitudini con quello che sta accadendo nella scuola…Le provocazioni continue al fine di inasprire il conflitto tra popolazione e ordine costituito, le minacce di pugno di ferro ed infine l’invio della sbirraglia contro le popolazioni…precisamente quello che sta accadendo con la scuola, come se Napoli non fosse stata altro che la palestra del potere per studiare modi, tempi e metodologie della repressione. In questi giorni si sente parlare molto, moltissimo (ed è bene) della riforma Gelmini e di ciò che vorrebbe dire per l’istruzione pubblica in Italia, dall’altro sembra passata in secondo piano la drammatica crisi che sta avvolgendo il capitalismo mondiale che si direbbe quasi al capolinea (ma sappiamo bene che senza una spallata decisa e decisiva non imploderà mai) e che sta sbugiardando se stesso attraverso nazionalizzazioni camuffate –leggasi USA e Regno unito- o aiuti di stato alle aziende –leggasi Italia-.
Di fronte a tutto ciò l’interesse dei governi, che se giova ricordarlo non sono altro che il mastino dei poteri forti siano economici o politici, è quello di smantellare o quanto meno depotenziare il più possibile quelle istanze sociali in grado di creare e “gestire” le conflittualità. Per portare a termine questo progetto però ogni governo ha bisogno di tempo, tempo guadagnato attraverso la creazione di sacche di dissenso volte a sviare l’attenzione delle suddette istanze dalla riorganizzazione autoritario/repressiva in atto.
Attaccare frontalmente la scuola poi ha almeno tre vantaggi fondamentali.

1- Valutare la reale combattività e consistenza dei movimenti antagonisti, che verosimilmente appoggeranno le mobilitazioni studentesche.

2    in caso di “vittoria” della reazione governativa, oltre ad aver smantellato ogni possibilità di innesco di potenziali criticità, si potrà dare il via all’organizzazione di una scuola fatta da pochi per pochi in modo da poter creare da un lato i nuovi padroni del mondo che uscirà da questa  crisi mondiale in corso, e dall’altro la nuova manovalanza asservita ad i loro scopi.

3    In caso di “vittoria” del movimento degli studenti si avrà la scusa per non toccare per molto tempo il problema dell’istruzione (quella pubblica) in Italia. Giova ricordare che se la riforma Gelmini è realmente irricevibile, anche la situazione attuale della scuola italiana è piuttosto vergognosa…

Quale dunque il ruolo dei Rivoluzionari (utilizzando il termine Rivoluzione nell’accezione più ampia del termine) all’interno di questa fase storica, potenzialmente rispondente quantomeno ad una parte delle nostre aspettative?
Premessa l’impossibilità di preconfezionare ricette adatte a tutte le stagioni e a tutte le situazioni –lasciamo volentieri ad altri il ruolo di pontefici- quello che realmente possiamo fare è partecipare attivamente alle mobilitazioni mettendo in campo tutto il nostro portato ideologico in maniera chiara ed inequivocabile, restando certo sui temi contingenti ma tentando di fare un passo in più tentando –per quanto possibile- di analizzare la mobilitazione all’interno del contesto nella quale è nata e si sviluppa, “aprendo” la tematica a tutte le correlazioni ch’essa ha con altre tematiche sensibili anche apparentemente lontane (economicizzazione esasperata dell’esistente, militarizzazione del territorio, inasprimento della piramide sociale, restringimento degli spazi di libertà e di azione, ecc…), al fine di poter contribuire alla nascita di un movimento cosciente sia di se che del ruolo che può avere in un reale cambiamento di rotta di questa società odiosa e priva di Libertà. Questo è quanto, ma ora fuori di qui, le strade ci aspettano.
Evjenij Vassil'ev Bazarov.