Da Indy Toscana:

Le bombe sono esplose nelle prime ore
del mattino. Nella capitale una telefonata ha annunciato la
deflagrazione. Secondo gli inquirenti, si tratta di azioni di gruppi di
sinistra.

Due attentati dinamitardi sono
stati compiuti in Grecia nelle prime ore del mattino, di fronte alla
Borsa di Atene e a Salonicco e una donna è rimasta ferita.
Nell’attentato di Atene, rivendicato con una telefonata a un quotidiano
locale circa 40 minuti prima dell’esplosione, si sono verificati danni
all’edificio della Borsa e sono andate distrutte almeno otto auto
parcheggiate nei pressi.

La donna rimasta ferita si stava recando a lavorare in un palazzo
vicino alla Borsa. "Stiamo verificando i danni all’edificio", ha detto
il presidente della Borsa Spyros Capralos.

Quasi contemporaneamente, un’altra esplosione è avvenuta di fronte a un edificio governativo di Salonicco.
Secondo gli inquirenti, dietro i due attentati ci sono gruppi di
sinistra che nei mesi scorsi hanno compiuto diverse azioni contro
polizia, banche, uffici governativi e una emittente privata. Di
conseguenza, il governo di Costas Karamanlis è stato accusato di non
essere in grado di proteggere i cittadini.


Salonicco: rinvenuti 8 missili anticarro
 

La Borsa di Atene, ha riaperto normalmente le
operazioni malgrado i gravi danni subiti dall’edificio che la ospita a
seguito di un attentato dinamitardo avvenuto stamane. La facciata della
Borsa di Atene risulta infatti visibilmente danneggiata dall’esplosione
di un ordigno artigianale detonato all’interno di un furgoncino. Il
mezzo era stato lasciato in sosta davanti alla sua sede situata su una
grande arteria nella zona occidentale della capitale greca.

Coinvolte nell’esplosione anche 6 automobili andate completamente
distrutte. Mentre una donna è rimasta lievemente ferita, colpita da
frammenti di vetro, ed è stata poi medicata in ospedale. Sempre in
mattinata ma a Salonicco è esplosa davanti alla sede del Ministero
della Tracia e Macedonia una seconda bomba, deflagrata questa volta
all’interno di una cabina telefonica provocando solo danni materiali.
Anche se i due attentati erano stati preannunciati poco prima ai media
locali e alle forze di sicurezza consentendo di prendere misure
precauzionali, finora non è giunta alcuna rivendicazione. Però
l’episodio di Salonicco assume una veste inquietante se collegato al
ritrovamento, sulle montagne della regione di Salonicco, di 8 missili
anticarro di costruzione americana.

Gli ordigni bellici erano nascosti, ben protetti, in una zona impervia
della foresta di Nea Vrasna. Polizia, antiterrorismo e servizi segreti
stanno investigando in merito. Si teme che potessero servire per un
attentato. Nella città greca è atteso il premier Costas Karamanlis per
partecipare all’inaugurazione, tra qualche giorno, della Fiera
Internazionale.

Nel frattempo gli inquirenti, dopo le due esplosioni di stamani, hanno indirizzato le loro indagini negli ambienti di sinistra.
Nei mesi scorsi infatti, a partire dalle dimostrazioni violente per
l’uccisione di un giovane da parte della polizia ad Atene nel dicembre
2008, organizzazioni armate di stampo anarchico-marxista come ‘Lotta
Rivoluzionaria’, ‘Setta dei Rivoluzionari’ e ‘Nuclei di Fuoco’ hanno
compiuto attentati dinamitardi in Grecia contro polizia, banche, uffici
pubblici e governativi e una emittente privata, senza però mai
provocare vittime.
Gli attentati di oggi infatti avvengono dopo la mobilitazione anarchica
e antiglobalista dei giorni scorsi attuata per ottenere la liberazione
dell’ultimo detenuto della rivolta di dicembre, Thodoris Iliopoulos,
scarcerato alcuni giorni fa dalle autorità carcerarie greche.

Nei giorni scorsi anarchici avevano lanciato bombe molotov contro
l’ambasciata greca a Belgrado e compiuto altre azioni dimostrative.

Per far fronte alla crescente minaccia e alle accuse di non essere in
grado di proteggere i cittadini da parte dei media nazionali e
dell’opposizione, il governo Karamanlis ha di recente messo in cantiere
una riforma della struttura di sicurezza cambiando il capo dei servizi
segreti e proponendo la creazione di un Consiglio nazionale per la
sicurezza interna, Cnsi.


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