Rumore di specchi, sulle retoriche giustificazioni dei delatori e altre cosette

spione1I castelli di carta ogni tanto vengono giù, certe volte per un soffio di vento, altre perché si inciampa nel tavolo…dando un’occhiata alle vicende di questi ultimi periodi riguardanti la confidenza poliziesca a mezzo internet, mi pare proprio che i virgulti e le virgulte di notav.infam questa gomitata l’abbiano data proprio forte, e che le carte cadendo abbiano scoperto un bel panorama sulla reale faccia -ma ce n’era bisogno!?- di lor signiori/e: quello di arroganti autoritari che non disdegnano nemmeno la delazione pur di attaccare chi ha osato mettere in discussione il dogma e la dottrina notavica.

Di parole, più o meno moderate (ma come si fa ad essere moderati davanti alla delazione? Vien da pensar male…), più o meno condivisibili ne sono state dette molte, come molti sono stati gli isterismi da diva insolentita da parte dei signori confidenti. Ora a distanza di vari giorni la voce degli ormai noti delatori (repetita juvant) torna a farsi sentire, chissà quante volte avranno letto e riletto queste poche righe per sincerarsi di non inciampare nuovamente nel famoso tavolo…eppure il risultato, pur evidentemente frutto di sforzi delle migliori ed illuminate menti dell’ufficio stampa dell’anonima infami, non è poi granché…i nostri cominciano con il giocare con le parole…e l’evidente delazione diventa “un errore nell’ultima frase del nostro contributo”, proprio una bella manipolazione dei contenuti che avrebbe potuto trovare spazio nel libro di Chomsky/Herman “La fabbrica del consenso”; infatti in questo novello scritto dei nostri un’evidente delazione diventa un semplice errore tecnico di scrittura, quindi concettualmente si passa da una questione di sostanza, con tutto ciò che significa, ad una questione meramente tecnica, tentando così un’autoassoluzione attraverso lo svuotamento contenutistico e simbolico di certe affermazioni. Così come nel linguaggio del potere i poveracci che muoiono nelle sue guerre sono definiti “effetti collaterali”, i tristi figuri di notav.infam trasformano la loro delazione in un semplice errore di forma e che come tale secondo loro andrebbe letta ed interpretata. Il meccanismo è il medesimo, i nostri lo usano però in maniera stentata. Purtroppo per lor signori però le parole hanno un peso e certe affermazioni hanno un significato e delle conseguenze che non possono essere eluse semplicemente adducendo a giustificazione la propria buona fede ed un semplice errore…

I nostri poi continuano affermando che la “polemica” non sia frutto d’altro che di una strumentalizzazione tutta politica della vicenda, e ciò sarebbe dimostrato dall’atteggiamento che gli anarchici non avrebbero preso posizione su un documento francese del 2012 che sostanzialmente affermava come il movimento valsusino fosse gestito, nei suoi appuntamenti di “lotta” come ad esempio i campeggi, in maniera verticistica ed autoritaria dagli sgherri dell’Askatasuna…ma su cosa ci sarebbe stato da prendere posizione? Non è forse così? Suvvia, almeno su questo un minimo di sincerità, fatti su fatti lo dimostrano tanto che sembra superfluo passare troppo tempo su questo punto, un’ultima cosa però la vorrei far notare…l’accusa di partigianeria (ma è poi un’offesa accusare qualcuno di essere coerente con le proprie idee?) viene mossa da coloro che nella testata di uno dei siti che gestiscono scrivono “l’informazione di parte”…ahiahiahi, che si mettano d’accordo fra loro stessi almeno. Tornando alla questione di cui sopra,  Sarebbe altresì interessante chiedersi e capire come mai certi, anzi molti degli anarchici che frequentano la famosa valle per anni abbiano accettato la marginalizzazione e di subire in sostanziale silenzio certe dinamiche…questo si che avrebbe senso domandarsi…

Torniamo al testo. I cari amici della delazione affermano che portare all’attenzione di chi fosse interessato certe questioni non sarebbe altro che un modo per utilizzare la fama del movimento notav (il minuscolo è voluto) per ricercare legittimazione pubblica: “…del Movimento No Tav pur cercando in esso, in seconda battuta, la legittimazione pubblica di tale agire” Ebbene mi pare palese che nessuno, e basta leggere tutti i comunicati usciti in questi giorni -eccettuando il triste scritto uscito dalle penne romane- ricerchi nessuna legittimità pubblica né all’interno né fuori il movimento trenocrociato, tanto meno i redattori di Finimondo…chi scrive ad esempio non è notav, ma casomai contro l’alta velocità ed il mondo che disegna, e soprattutto non ricerca nessun tipo di legittimità, termine più consono al linguaggio del dominio, a differenza invece di chi pur di mostrare la propria bella faccia in giro è disposto a sedersi sugli sgabelli di Santoro, di condividere palchi con giudici boia come Imposimato, di servirsi dei media di regime come strumento di propaganda.

Tralascio la solenne retorica di movimento che segue, degna della più scafata chiesa e passo direttamente alla chiusa del documento…

“Permetteteci però di chiudere con una promessa. In tutti questi anni di intensa lotta abbiamo resistito ad un attacco senza precedenti portato avanti dalla politica dei palazzi, dai mezzi di informazione, dall’azione della magistratura e lo abbiamo fatto senza fare mai un passo indietro, cercando anzi di rilanciare la nostra azione ogni qualvolta è stato possibile. Ciò che sappiamo, quindi, è che non saranno di sicuro delle miserabili accuse a distrarci dal nostro cammino”. 

In parte ciò che è scritto sopra è vero, certi figuri hanno sempre avuto le spalle larghe, si sono difesi dagli attacchi dei magistrati grazie all’appoggio ed alla complicità di…magistrati, si sono difesi egregiamente dagli attacchi dei media sfruttando i media di regime stessi, nella componente d’opposizione (leggasi il fatto quotidiano ad esempio) alle lobbies di potere momentaneamente al dominio; si sono difesi mirabilmente dalla politica dei palazzi mutuandone metodologie, linguaggio e strutture sistemiche, in una legittimazione dell’impianto di dominio che comunque i nostri non disdegnano certo, ma del quale vorrebbero prendere il timone, verniciato di rosso, s’intende!

Una lancia però per questi autoritari la spezzo volentieri, alla fine non fanno che essere conseguenti con le proprie idee, la cosa che in realtà infastidisce di più è come certi libertari ed anarchici abbiano accettato fino ad ora e continuino ad accettare tutto ciò delazione compresa, forse per convenienza politica, forse perché si sono illusi di avere pari “dignità”, forse perché come quei poveri cani che per una vita sono stati bastonati ed ai quali è bastata una carezza “popolare” per farli diventare riconoscenti e fedeli hanno deciso di ingoiare di tutto e di più, nella speranza che chissà, in un prossimo futuro…

L’Aska ed i suoi accoliti non sono il movimento diranno alcuni; chiedo io: “come si è posto il vostro “movimento popolare” davanti alla delazione?” C’è chi fino ad ora ha deciso di partecipare ad un’esperienza nella quale sotto l’alone putrido del “movimento delle mille anime” è sceso in piazza, ha condiviso il piatto e condivide le iniziative con preti, magistrati, ex militari, politici, autoritari di ogni fatta…deciderà ora di continuare a stare fianco a fianco con i delatori? Povera “L’Idea” sacrificata sull’altare del pragmatismo politico…

Solidale con i redattori di Finimondo, anarchico individualista, libero da chiese e convenienze, contro i delatori

M.