Archive for Ottobre 4th, 2013

RadioAzione - Pilar  in fiammeTesto rivendicativo:

“Inoltre ho ben il diritto di uscire dal teatro quando la commedia mi diventa odiosa ed anche sbattere la porta uscendo, col rischio di turbare la tranquillità ...”

Emile Henry

 L’autorità, principio fondamentale della società, assume il potere attraverso le varie istituzioni, la Chiesa è una delle più importanti per la sua complicità storica con la carica dello Stato-Capitale con il compito di cementificare e perpetuare lo stato attuale di oppressione patriarcale ed etero. La Basilica del Pilar è uno dei templi significativi per chi è al potere. Visitato da ripetutamente da Franco in varie occasioni e dal papa Giovanni Paolo II nel 1982 e nel 1984, si pone come uno dei principali simboli e punto di incontro del fascismo. La Vergine di Pilar è la Patrona e Regina degli ispanici, e all’interno del tempio sono appesi come i trofei della verità le bandiere di tutti gli Stati che dominano il territorio latino-americano. Facendo galà di sterminio causata della civilizzazione al lato del tempio c’è la Plaza del Pilar, che caratterizza l’origine ispanica che disegna la mappa di Centro e Sud del continente americano.

Insieme a tutto quanto sopra, nel settembre 1864 è stata nominata patrona della scuola di giovani guardie e nel 1913 la Vergine del Pilar venne proclamata patrona degli assassini assoldati dalla Guardia Civil. L’ordine sarà firmato da Alfonso XIII, l0 stessa que fuera blanco del anarquista e che dà il nome al nostro gruppo e ci fa rivivere nel febbraio di quest’anno in un altro attacco contro un simbolo di potere. I compagni uccisi in azione vivono solo attraverso l’azione.

Dopo la vittoria del fascismo, nel 1939, viene dichiarato come un pilastro nazionale tempio e santuario della razza. Essa divenne un luogo ideale per Franco e il suo entourage, che gli diedero un’importanza centrale nella vittoria decisiva su Saragozza e precedentemente sul Fronte di Aragona. In questo tempio si trova il corpo dell’impresario e cardinale Juan Soldevila, ucciso dai Los Solidarios nel 1923 per essere stato uno dei finanziatori dei pistoleri dei padroni. Questo personaggio nocivo fu rilevante nella storia di questo luogo e viene ricordato ad ogni emblematica celebrazione del potere, come ogni 12 ottobre quando i nostri nemici festeggiano con preghiere su preghiere la loro espansione coloniale in questo spazio intimo, dove il transitano in totale tranquillità.

Ma oggi 2 Ottobre 2013 si è persa la solita calma. Intorno 13:15 ore, abbiamo installato un ordigno esplosivo costituito da una bombola di gas butano riempito con 2 chili di polvere nera, oltre a un sistema di attivazione con timer. Questa azione non era destinata a danneggiare parrocchiani e turisti, ed è per questo che abbiamo dato avviso al Giornale stampa (Saragozza) e El Heraldo, e anche alla Basilica del Pilar, con 10 minuti prima della detonazione in modo che potevano lasciare il tempio.

Questa azione mira a mettere in guardia che i loro stendardi fascisti come questo non sono e non saranno mai posti sicuri.

Comando Insurreccional Mateo Morral

riceviamo e diffondiamo:

Perquisizioni in Trentino per azione contro il tribunale in solidarietà con i detenuti in lotta

La mattina del 2 ottobre, tre compagni sono stati perquisiti in Trentino dalla Digos. Dalle carte degli sbirri e dalle notizie mediatiche si capisce che le perquisizioni sono legate ad un’azione avvenuta a Trento nella notte del 25 settembre. Alcuni ignoti avevano riempito di vernice rossa il portone del tribunale di Trento (sigillandone le serrature con del mastice) e lanciato dei sassi contro le vetrate. Stando ai giornali, l’azione era in solidarietà con i detenuti in lotta. Anche un’altra sede giudiziara, nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, era stata imbrattata con la vernice, questa volta verde.

Se mettiamo in relazione il carattere piuttosto modesto delle azioni con la rapidità di magistrati e Digos nell’avviare indagini e perquisizioni, possiamo concludere che le lotte dei detenuti dànno molto fastidio e che ogni segnale di solidarietà va immediatamente colpito.

E allora: solidarietà ai detenuti in lotta!

compagne e compagni