I movimenti di lotta che mettono concretamente in discussione i progetti di devastazione sociale e territoriale in atto in questo Paese stanno affrontando una stagione di criminalizzazione e repressione ogni giorno più in­tensa. La Procura di Cuneo, nella figura del suo capo Francesca Nanni, ci sta mettendo il suo, cercando di portare a processo qualsiasi episodio di protesta e resistenza avvenga in questa cittadina dalle coscienze in catalessi.

Dopo le 16 condanne di questa settimana nei confronti degli antifascisti che si opposero all’apertura di una sede di Casa Pound in città , adesso è  la volta del processo nei confronti di 4 imputati per una vicenda accadu­ta nell’estate 2012 ai margini di un’iniziativa contro la repressione nei confronti del  movimento NoTav. Un fatto di cronaca, spiacevole quanto dalle conseguenze irrisorie, montato ad arte da polizia, Procura e Stampa per sbattere in galera con il pretesto del “concorso in reato€ (visto che gli autori della presunta rapina non sono stati identificati) alcuni partecipanti alla manifestazione in questione.

Ma per spiegare in breve cosa accadde quel giorno, rivisitiamo un estratto dal comunicato diffuso in questi giorni da alcuni degli imputati in questo processo.

 

耜… Il 14 luglio 2012 un presidio sotto il carcere di Cuneo in solidarietà  ai prigionieri No Tav e in particolare al compagno Maurizio, qui rinchiuso da oltre 5 mesi in regime di isolamento totale per i fatti del 3 Luglio 2011 in Valsusa, si trasformava in un corteo spontaneo in direzione della stazione ferroviaria. Qui, poco pri­ma che il corteo venisse sciolto, nasceva una diatriba con un €™automobilista spazientitasi per il rallentamento del traffico causato dalla manifestazione. L’esasperata madamina denuncia alle forze dell’ordine di aver subi­to durante la scaramuccia il furto di una cesta di mirtilli, di un sacchetto di vestiti griffati freschi freschi di shopping (per un valore di 1700€) e di essere stata ingiuriata e malmenata.

Per questo fatto la procura di Cuneo sta cercando di condannare, con l’€™assurdo reato di concorso anomalo in rapina aggravata, quattro compagni la cui unica responsabilità  è stata quella di essere in piazza quel giorno. Una telecamera della stazione ha ripreso tutta la vicenda ma nel video dell’accusa non vi è  traccia né di ag­gressioni né di refurtiva. Eppure nella fase di istruttoria la colpa è  già  data come assioma: si parla di gravi in­dizi di colpevolezza per giustificare le misure cautelari a suo tempo emesse, due obblighi di dimora e due ar­resti domiciliari.

Vediamo nell’opera della procura di Cuneo uno schema che si sta sempre più ripetendo a livello nazionale: esercitare la repressione politica sia attraverso il superamento della responsabilità  individuale grazie all’€™indi­scriminato uso del concorso in reato, sia attraverso l’€™uso strumentale delle misure cautelari. Il reato di con­corso in tutte le sue assurde declinazioni (anomalo, psichico e morale) permette a Digos e magistratura di an­dare a colpire con estrema facilità  chi più interessa loro poiché con questi articoli penali tutti possono diven­tare colpevoli, eliminando la scocciatura di dover giustificare i capi di imputazione in relazione all’€™effettiva responsabilità  individuale nell’€™accaduto…€.

 

Per quanto i tribunali non siano certo il terreno più propizio per dare voce alle istanze di critica a quest’esi­stente avvelenato, consideriamo una delle più  belle conquiste del movimento NoTav l’avere assunto come pratica collettiva la degna consuetudine a non lasciare mai solo chi è oggetto delle attenzioni repressive.

Per rompere l’accerchiamento della criminalizzazione, saremo quindi davanti al Tribunale di Cuneo a portare la nostra solidarietà  ai NoTav sotto processo.

Si parte e si torna insieme!

Biblioteca Popolare Rebeldies, Borgo Gesso