Archive for Aprile 17th, 2014

Mauro Moretti cambia giacchetta e dopo aver concorso all’eccidio di Viareggio, aver spinto per la devastazione territoriale in Valsusa e smontato pezzo per pezzo il trasporto pubblico viene premiato per l’egregio lavoro svolto e affiancato all’ex boia De Gennaro ai vertici di Finmeccanica, la partecipata statale che oltre a produrre treni dipana le sue attività tra la produzione di armi da guerra e nucleare. Mentre non si sa ancora chi lo sostituirà in RFI sappiamo per certo a chi il nostro offrirà con abnegazione i suoi servigi di assassino in colletto bianco. Intanto i sindacati, gli stessi sindacati (da cui peraltro lo stesso Moretti proviene, essendo un ex CGIL) che lo hanno affrontato nelle varie vertenze per i lienziamenti e le dismissioni nelle ferrovie, dicono di aspettare, prima di giudicare la nomina, la prova dei fatti…premesso lo schifo che proviamo per finmeccanica e per i sindacati collusi con i poteri forti, ci fa sorridere di come la retorica cerchiobottista delle associazioni a “tutela dei lavoratori” si spinga tanto in là dal voler dare ancora una possibilità di redenzione ad un personaggio che ha dimostrato tutto lo schifo che ha dentro nelle dichiarazioni sui morti di Viareggio o sull’avidità di base che lo muove e che esplose con tutto il livore possibile quando ad essere depennato rischiò di essere il suo super stipendio. Insomma, la fabbrica di morte finmeccanica ora ai vertici ha ben due servitori fedeli del capitale e dell’autorità, il “ferroviere” assassino moretti ed il boia di Genova, con le mani sporche di sangue, De Gennaro, entrambi premiati con posti sicuri, lauti stipendi e future pensioni d’oro da quell’autorità e privilegio per i quali si sono sempre battuti…

Apprendiamo da un giornalaccio di regime che Madda è stata arrestata ancora.

da estense.com:

Poggio Renatico. Da Poggio Renatico a Cagliari per rubare sigarette. Maddalena Calore, padovana che risiede a Poggio Renatico, 27 anni, nota per la sua attività anarchica a Bologna, è stata fermata lunedì dai Carabinieri del capoluogo sardo insieme al complice Francesco Manca, 43enne di Quartu, dopo aver rubato stecche di sigarette e altro materiale per un valore complessivo di circa 6mila euro da una tabaccheria.

I due, dopo essersi introdotti nel locale e sottratto la refurtiva hanno provato a scappare  a bordo di una Peugeot 206, ma sono stati tempestivamente fermati e arrestati dai carabinieri del nucleo Radiomobile.

Domenica 13 aprile una quindicina di solidali ha ritardato di diversi minuti la partenza del Freccia Bianca per Venezia in partenza da Ferrara, in solidarietà con i detenuti in lotta e nello specifico con Claudio ed i compagni in isolamento nella sezione di AS2. I binari sono stati bloccati con fumogeni ed uno striscione con scritto : “A fianco dei detenuti in lotta. AS2=tortura. Libertà per tutti”. Nel frattempo venivano scanditi interventi al megafono e distribuiti volantini e flyer.
Al termine del blocco goffo e vano tentativo da parte della polfer di acchiappare qualcuno per, a loro dire, “chiarimenti”.



Testo del volantino distribuito in aggiunta all’appello del coordinamento dei detenuti  :


PERCHE’ SIAMO A FERRARA

Cogliamo l’occasione della mobilitazione anticarceraria lanciata dal coordinamento dei detenuti dal 5 al 20 aprile per ribadire la nostra solidarietà con tutti i prigionieri.
Nel carcere di Ferrara in particolare si trova una sezione di Alta Sicurezza specifica per detenuti “politici”, con l’obiettivo di tenerli separati dai “comuni”. All’interno vi sono quattro compagni anarchici: Adriano, Alfredo, Claudio e Nicola.
Claudio, arrestato il 9 dicembre scorso accusato insieme ad altri di aver attaccato il cantiere dell’alta velocità in Val di Susa, in particolare si trova in una condizione di isolato tra gli isolati. Per lui vige il divieto di incontro con due degli altri tre priionieri della sezione. Sia per lui che per Adriano inoltre è stato disposto che i processi si svolgeranno tramite videoconferenza, strumento che non permette all’imputato di presenziare fisicamente alle udienze e quindi di poter parlare direttamente con il proprio avvocato o di vedere amici e parenti presenti in aula.
Il carcere è un ingranaggio infame del sistema in cui viviamo. Questa situazione lo rende ancora più palese, non soltanto si rinchiudono degli individui, ma li si priva anche della possibilità di vedersi e comunicare tra loro.
Chi detiene le redini del potere spera così di minare la resistenza dei singoli e impedire lo sviluppo di rapporti di solidarietà. Non deve riuscirci.

LIBERTA’ PER CLAUDIO, PER I NO TAV, PER I COMPAGNI PRIGIONIERI E TUTTI I DETENUTI!
BASTA GALERE!

Anarchiche e anarchici

 CNA

Fuochi di rivolta continuano a rischiarare le tenebre di un mondo altrimenti volto all’annientamento dell’individuo ed alla schiavitù omologata: queste pagine sono destinate ad attizzare questi fuochi e ad accenderne di nuovi.

Uno dei pochi vantaggi forniti dalla parossistica ricerca di informazione globale è lo scoprire che anche agli antipodi ci siano cuori che battono allo stesso ritmo dei nostri e che armano mani abili a fare molto più che battere su una tastiera. La corsa verso l’abisso della società tecnologica si fa sempre più forsennata, ma i combattenti di tutto il mondo tengono il passo e, pur a rischio di venir schiacciati da un mostro così gigantesco, provano ad ostacolarlo ed a farlo cadere a terra. Adesso è il momento di rimboccarsi le maniche e fare sempre di più.

Con questa tensione abbiamo deciso di dar vita ad una nuova Croce Nera Anarchica. Iniziamo questo percorso con la consapevolezza di vivere in tempi in cui è sempre più facile pagare un alto prezzo per la scelta di continuare a diffondere certe idee e pratiche, ma abbiamo sempre sostenuto che la rassegnazione sia complicità e – sebbene non siamo tra quelli che reputano che “la penna valga quanto il fucile” – risulta oramai evidente che anche all’interno del cosiddetto movimento anarchico si sia venuta a creare un’intollerabile omogeneità di pensiero, che le pratiche collegate appaiano sempre più il risultato di un’asta al ribasso e che quindi sia imprescindibile tornare a far sentire altre voci. Rompiamo il silenzio assordante di questi ultimi anni, consapevoli del fatto che certe voci, anche le nostre voci, troppo a lungo non si sono fatte sentire.

Questa nuova Croce Nera nasce con lo specifico obiettivo di diventare una palestra di idee con come minimo comun denominatore la centralità della pratica distruttiva: non basta più usare la definizione “azione diretta”, visto che sembra aver acquisito il significato di “tutto ed il contrario di tutto”… Ovviamente daremo il più ampio spazio possibile al contributo dei compagni finiti nelle maglie della repressione, senza ridurci ad una sorta di croce rossa ridipinta, ma supportando in ogni modo la continuazione del loro percorso di lotta.

Lo scopo del progetto, che mai dovrà assumere i toni o le forme dell’assistenzialismo, è quello di rilanciare certe idee e conseguentemente certe pratiche.

Speriamo che, partendo da questi presupposti, si crei un reale dibattito, che non scada mai nella misera partigianeria, ma che piuttosto sia vivo al punto da farsi acceso fino allo scontro, perché siamo stanchi del tiepido ed ipocrita “va bene tutto”.

Abbiamo deciso di dare forma cartacea al bollettino, più tangibile e duraturo dello scorrimento veloce della rete, mantenendo comunque il corrispondente blog con fondamentale funzione di volano e di strumento più rapido per la diffusione di notizie e comunicati su azione e repressione. Sentiamo la scelta della forma fisica del giornale non come sterile feticcio nostalgico, ma convinti che non ci si possa continuare a lamentare dei danni distruttivi della società tecnologica e ignorare come anche noi anarchici ci si sia lasciati ridurre a semplici “utenti” di un mondo sempre più virtuale in cui anche le lotte rientrano nell’idiota meccanismo di essere maggiormente “di successo” in base a quanti più “mi piace” ricevono…

Inoltre desideriamo ricreare un luogo fisico in cui incontrarsi, confrontarsi e trovare nuovi complici. Ci aspettiamo di ricevere molti contributi, anche critici e faremo il possibile per creare occasioni per presentare il bollettino e finalmente tornare a guardarsi negli occhi mentre si parla di quello che continua ad essere il nostro più ardente desiderio: la distruzione di quest’esistente che ci annichilisce e la gioia di contribuire a vederlo crollare in macerie.