Archive for Febbraio 11th, 2015

Sono passati quasi cinque anni dal nostro arresto in Svizzera, quando ad un posto di blocco sul passo dell’Albis, nel Canton Zurigo, venne rinvenuto nell’auto su cui viaggiavamo dell’esplosivo, alcune bombole di gas propano, taniche di benzina e diverse copie di uno scritto rivendicativo a firma Earth Liberation Front Switzerland. Obiettivo dell’attacco rivendicato negli scritti era il “Binning and Rohrer Nanotechology Center”, una struttura allora in costruzione, di proprietà dell’ IBM e in collaborazione con l’ETH, il Politecnico federale di Zurigo.
Il processo si tenne un anno e mezzo dopo il nostro arresto con tre accuse a nostro carico: atti preparatori punibili di incendio intenzionale; occultamento e trasporto di materie esplosive; commercio non autorizzato (importazione) di esplosivi. Le richieste di pena formulate dal procuratore federale Hansjörg Stadler, tra i 3 anni e 4 mesi e i 3 anni e 8 mesi vennero ampiamente accolte dal giudice federale Walter Wütrich, la quale corte confermò tutti i capi d’accusa ad eccezione del traffico (importazione) illecito di esplosivi, accusa dalla quale fummo assolti. 
Parallelamente, la procura di Torino aveva da subito dato avvio ad un’indagine a tutto tondo intorno alle cartucce di esplosivo che gli svizzeri ci trovarono addosso, con l’obbiettivo di poterne determinare la provenienza. Ad indagine conclusa, le accuse a nostro carico ipotizzate dal pm Enrico Arnaldi Di Balme, sono pure tre: atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzione e trasporto in luogo pubblico di esplosivi e ricettazione per l’esplosivo, accuse tutte aggravate dalla finalità di terrorismo.

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I sei compagni fermati preventivamente giovedì scorso e tenuti in caserma durante la visita di Salvini a Roseto, sono stati denunciati, con una celerità stucchevole, per ingiurie in concorso. Perchè, udite udite, in concorso tra loro ed attraverso l’azione di scrittura della frase “NESSUNO SPAZIO AI RAZZISTI DELLA LEGA”…, offendevano l’onore e la reputazione di Salvini Matteo. Se, come si suol dire, non c’è limite al peggio, stavolta ci siamo accorti che il limite non c’è neanche allo schifo ed alla comicità. E, di conseguenza, non c’è neanche un limite allo scherno che meritano le forze dell’ordine ed i loro mandanti. Sarà una risata che vi seppellirà