Campi Bisenzio:Serata a sostegno della Rete Antifascista Pistoiese

Published on 11:54, 02/08,2010


Pistoia : aggioRnamenti !

Published on 22:20, 02/07,2010

                                 MARCO è LIBEROoOooOO!!

ha l'obbligo di rispettare un coprifuoco , di non uscire dal comune di (Tr)istoia!

 


Firenze: Benefitte x Marco!!

Published on 18:40, 02/05,2010

http://viadeconciatori2rosso.jimdo.com/


TERZA UDIENZA DEL 29 GENNAIO 2010, TRIBUNALE DI PISTOIA

Published on 14:46, 02/04,2010

Venerdì 29 gennaio si è tenuta al tribunale di Pistoia la terza udienza relativa ai fatti dell’11 ottobre. Il primo a deporre è stato Dessì, dichiarando che durante l’aggressione a CasaPound ha riconosciuto un uomo un po’ stempiato, alto press’a poco quanto lui, intorno ai 30 anni, corporatura normale, capelli castani  chiari, maglietta forse gialla o beige, forse jeans. L’uomo che aveva la catena al braccio portava una maglietta militare, occhiali con lenti chiare, occhi scuri, un po’ più alto di Dessì. Un terzo uomo portava una maglietta Nike scura, con barba corta, intorno ai 30 anni, non ha notato orecchini e sostiene di non aver visto altre foto di queste persone.
La seconda deposizione è quella di Luccarelli, il pizzaiolo che ha l’attività accanto a CasaPound. Il teste afferma di aver notato un uomo alto circa un metro e ottanta, snello, capelli corti, occhiali da vista, barba lunga. Vi sarebbe stata anche una donna alta circa un metro e settanta, robusta, coi capelli mesciati e pearcing . Infine u terzo individuo sui 30 anni, senza barba né baffi, alto un metro e settantacinque circa. Dichiara di non aver visto foto di questi personaggi. Successivamente, assieme ad Alessandro, entrano i quattro indagati di Livorno: Alessandro Orfano, Elisabetta Cipolli, Casella e Colombo. Il giudice chiama di nuovo a deporre il Luccarelli, il quale sostiene di aver visto da vicino alcune persone (20-25 individui) pare armati di bastoni e che si stavano sfilando le cinture. Tra gli aggressori la donna mesciata, dove però vi aggiunge altri particolari, ossia che essa avrebbe portato pantaloni neri e maglietta viola scura. Luccarelli continua sostenendo che costoro sarebbero corsi in direzione di Porta S.Marco e che lui, assieme al Ramondia (suo dipendente), li avrebbe inseguiti col suo scooter fino alla stazione, perdendone le tracce. L’avvocato chiede al teste dove si trovava durante il raid e lui risponde che era nei pressi del bar Gianni, accanto alla sua pizzeria, inoltre aggiunge che al momento dell’irruzione lui avrebbe udito un grande fracasso ma che non si sarebbe voltato a guardare cosa poteva essere accaduto, anche perchè il circolo Agogè non era logisticamente in grado di vederlo. Avrebbe notato i vandali scappare a corsa lungo i due marciapiedi e da lì l’inseguimento con lo scooter. Luccarelli ha sottolineato un particolare importante, ossia che in quel mentre stava reggendo una stufa assieme al Ramondia e che assieme dovevano trasportarla da un vicino. Una volta compiuta l’irruzione avrebbero comunque continuato il lavoro, per poi tornare indietro a vedere cos’era successo a seguito anche della telefonata della moglie. Il Luccarelli afferma di  non essere entrato nel circolo Agogè a notare quanto accaduto, né di aver parlato col Dessì, che in quel momento stava sanguinando al braccio, ma si sarebbe soltanto avvicinato a lui. Durante l’inseguimento con lo scooter il teste sostiene di essere passato accanto ad alcune auto non targate Pistoia, perciò avrebbe secondo lui avuto senso proseguire verso la stazione (???), anche per questo particolare egli ritiene che i teppisti non fossero pistoiesi. Riprende a dire che vi si sarebbe trovato anche un uomo rossiccio con la cresta, tra gli aggressori. L’avvocato chiede al teste se il giorno dopo parlò con il Dessì e lui risponde affermando che questi, essendo un cliente, ha sempre avuto modo d’incontrarlo in pizzeria e che all’indomani dell’aggressione, presso il suo locale, si sarebbero scambiati poche battute relativamente al fatto, senza scendere nei particolari. Al Luccarelli viene chiesto di riconoscere in aula Alessandro ed altri tra gl’imputati di Livorno, egli conferma che tra gli esecutori vi sono anche loro. Juri Bartolozzi (già in aula all’inizio dell’udienza) era stato riconosciuto dal Dessì come partecipante al raid.
A seguito interviene a deporre il Ramondia, il quale precisa che non appena udito l’attentato avrebbero posato subito a terra la lavatrice  senza occuparsi di finire il trasporto che il Luccarelli avrebbe ricevuto la telefonata dalla moglie da lì a pochi minuti, che si sarebbero precipitati al circolo e parlato con Dessì dell’irruzione, che si sarebbero diretti alla stazione e che non avrebbe ragionato col Luccarelli relativamente alle macchine non di Pistoia.
Da queste due deposizioni emergono delle contraddizioni rilevanti:






il Luccarelli afferma di aver terminato il trasloco della stufa per poi accorrere sul luogo, mentre il Ramondia testimonia l’opposto, cioè che avrebbero immediatamente posato l’oggetto (che per il Ramonidia è una lavatrice).
Il Luccarelli sostiene di aver parlato col Ramondia a proposito delle auto, il Ramondia contraddice questa testimonianza.
Il Luccarelli precisa di non aver parlato col Dessì, né di essere entrato dentro il circolo Agogè, mentre il Ramondia dice l’opposto.

Nel pomeriggio si è riaperto il processo, con la visione del video dei danni a CasaPound.
Hanno deposto in seguito alcuni agenti della Digos di Pistoia, Christian Boeri dei c.a.r.c., gl’imputati livornesi Alessandro Orfano ed Elisabetta Cipolli i quali hanno menzionato la presenza di una catena a bordo dell’auto che li conduceva a Pistoia, dove avrebbero partecipato al dibattito al circolo 1°maggio. Elisabetta si ricorda della moglie del Bartolozzi ma non di quest’ultimo al momento dell’arresto. Inoltre sono state mostrate le foto della catena per il riconoscimento.
L’udienza si è conclusa con la richiesta di revoca degli arresti domiciliari a carico di Alessandro e degli altri imputati, relativamente al reato di devastazione. Il Pubblico Ministero non ha acconsentito quest’istanza ed il giudice si è riservato di decidere.

Comitato amici e  parenti di Colle Val d'Elsa.


Raf:comunicato stampa

Published on 23:11, 02/03,2010

Dopo appena la prima udienza svoltasi il 20 febbraio il Giudice del processo contro gli antifascisti ILLEGITTIMAMENTE arrestati l’11 ottobre e il 9 novembre in quella che sempre abbiamo definito una RAPPRESAGLIA poliziesca contro il movimento antifascista toscano, aveva deciso la scarcerazione di Alessandro Della Malva e la revoca, per lui e tutti gli altri ai domiciliari, del divieto di incontro e comunicazione con il resto del mondo.
Oggi, lunedì 1 febbraio, dopo la terza udienza lo stesso Giudice, pur rinviando a tempi migliori la derubricazione del reato di devastazione e saccheggio (reati voluti e utilizzati dalla questura     unicamente per poter imporre gli arresti, non avendo né prove né evidenze alcune) in semplice danneggiamento, pone termine al sopruso voluto dalla Questura e sottoscritto sempre dal P.M.e toglie gli arresti domiciliari a tutti gli antifascisti perseguitati e sotto processo.

Occorre però notare che di una politica cara alla Questura anche il Giudice di corte non ha inteso finora liberarsi: l’ACCANIMENTO GIUDIZIARIO sviluppato illegittimamente e pretestuosamente contro gli antifascisti. Li si è tolti dagli arresti domiciliari, ma si è deciso (su quali basi giuridiche ci sfugge) di mantenere contro di loro un provvedimento di divieto di uscire dalla Provincia di residenza, e un obbligo di residenza dalle ore 21.00 di sera alle ore 07.00 di mattina.

Leggiamo nell’ordinanza recapitata agli antifascisti:…”i fatti risultano notevolmente ridimensionati nella loro gravità..” .
RIDIMENSIONARE: ..”ricondurre nei giusti limiti di valutazione…”.
Si pensi che al Giudice è stato sufficiente vedere le foto della sede danneggiata (foto riprese dai giornali dei giorni successivi), visionare un video girato subito dopo il fatto (e trasmesso da una TV privata) per rendersi conto dei “giusti limiti di valutazione”.

Perché allora non si prende la giusta decisione: assoluta Libertà?
Ma semplice: il Tribunale sa che questi compagni sotto processo sono innocenti. Sa che essi sono semplici capri espiatori di una RAPPRESAGLIA.
Però non può decidere da subito di porsi contro una operazione della Questura.
A pillole ci danno giustizia.
Dunque la prossima mossa: ASSOLUZIONE!


LIBERTA’ IMMEDIATA E ASSOLUTA!
ASSOLUZIONE PIENA!
RIPRISTINO DELLA VERITA’ CALPESTATA!


Manifestazione antifascista sabato 6 febbraio ore 16:00 piazza della stazione firenze

Published on 20:44, 02/03,2010

FUORI I FASCISTI DALLE NOSTRE CITTA'

Non siamo più disposti ad accettare il revisionismo storico e le maschere dei nuovi movimenti fascisti che lavorano indisturbati alla ricostituzione del partito fascista dichiarandosi non conformi e collaborando con partiti di nostalgici. Questa è la prova che ad oggi cercano la rinascita sventolando simboli, sfidando la costituzione, avendo lo stato come garante.

FIRENZE RIPUDIA TUTTO QUESTO, LA TOSCANA ANTIFASCISTA MILITANTE
SI OPPONE E SI MOBILITA

Manifestazione antifascista sabato 6 febbraio ore 16:00 piazza della stazione Firenze
 


Answers: 6 Febbraio, serata di solidarietà

Published on 21:32, 02/02,2010

serata di finanziamento per la cassa di resistenza dei lavoratori Answer (Pt)

Sabato 6 Febbraio
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos Campi B (Fi)

- ore 22.00 Presentazione del dossier "Piazza Fontana. Una strage lunga 40 anni" a cura di Contropiano per la Rete dei comunisti. Interviene Ernesto Rascato della libreria Quarto Stato di Aversa

- a seguire concerto con Trade Unions (Oi! Livorno), Punkistan (Punk, Fi)

L'incasso andrà alla cassa di resistenza del lavoratori della Answer di Pistoia che interverranno nel corso della serata.

Related Link: http://www.k100fuegos.org


FASSINO IN NERO!

Published on 21:20, 01/29,2010

 

Focomelici si nasce camerati si diventa!!!


Aperto conto corrente di solidarietà per Marco Tonarelli

Published on 15:23, 01/25,2010

Facendo seguito alle indicazioni della riunione degli Anarchici Toscani, è stato aperto un conto corrente postale per raccogliere contributi in solidarietà a Marco Tonarelli.


Marco Tonarelli è un compagno pistoiese, agli arresti domiciliari per i fatti di Pistoia dell'11 Ottobre 2009; sarà processato il 10 Marzo p.v..

Il ccp è intestato a Barni Simona, il numero è 1498365.

il codice IBAN è:
IT12 A076 0113 8000 0000
1498 365


Firenze : MANNU LIBERO!!!!!!

Published on 13:50, 01/25,2010

MI è ARRIVATA NOTIZIA CHE HANNO LIBERATO MANNU!!!

hiP hIP URRà

IN CULO A TUTTO L'APPARATO REPRESSIVO CRISTIANO E NON!

a seguire gli aggiornamenti . ..


Pescara - Ordigno contro sede fascista

Published on 14:19, 01/22,2010

fonte: indymedia abruzzo

PESCARA. Un ordigno, posizionato da ignoti, ha mandato in frantumi, nella nottata tra martedì e mercoledì, la vetrina della sede dell’associazione Terra Nostra in via Vespucci.

 

E’ stata danneggiata la serranda in metallo ed è andata in frantumi la vetrina e la porta d’ingresso.
A provocare i danni sarebbe stato un ordigno simile ad una bomba carta che è esploso intorno alle due di questa mattina, una esplosione avvertita distintamente da tutto il quartiere.

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N.B.

Terra Nostra sarà pure "apolitica", come il sig. Monaco tiene tanto e spesso a precisare. Purtroppo però condivide la sede con un gruppo denominato Giallo e Nero dediti sopra ogni cosa alla sopravvivenza e diffusione del nazi-fascismo a Pescara e dintorni organizzando incontri e riunioni .


Verona - Comunicato sulla repressione degli antifascisiti

Published on 14:18, 01/22,2010

I compagni antifascisti arrestati a Verona, ora entrambi agli arresti domiciliari da oltre 2 mesi, stanno subendo continui attacchi e intimidazioni da parte dei Carabinieri e della Digos di Verona. In particolare uno dei due compagni riceve più volte al giorno controlli domiciliari dai solerti sbirri molto pressanti. La digos di Verona con azioni di terrorismo sta cercando di far perdere il lavoro al compagno, recandosi più volte sul posto di lavoro, minacciando, intimidendo e facendo pressioni perché lo si licenzi o che i colleghi abbiano paura a frequentarlo. L’azione terrorista è stata coadiuvata dai già noti pennivendoli della stampa asservita di Verona, con una valanga di articoli di merda farciti di balle e supposizioni. Il pubblico ministero Celenza della procura di Verona, che già rifiutò i domiciliari per problemi cardiaci all’antifascista, ora indispettito dalla concessione del giudice che volle ugualmente concedere i domiciliari per gravi motivi di salute, e sempre più sotto pressione dalla DIGOS, non ha alcuna intenzione di rilasciare benefici o alcun cambio alla situazione detentiva dei compagni. E’ una forma di “pressione” e annientamento del sistema politico di giudici e polizia, contro chi si oppone e lotta con coraggio e determinazione contro fascismo, razzismo, e il quotidiano terrorismo e violenza che lo stato e il capitalismo applicano su tutti. I compagni sono accusati d’aver preso a pugni in un luogo pubblico un noto fascista di Forza Nuova veronese, Mauroner Giulio, che 4 anni prima assieme a una trentina di nazisti aveva accoltellato i due antifascisti. Egli è indagato in una miriade di aggressioni razziste e fasciste, anche assieme a due forzanovisti condannati per l’omicidio di Nicola Tommasoli, e con gli altri squadristi che aggredirono e pestarono una ragazza fuori un bar di Piazza Viviani. La codardia e l’infamità fascista è esemplare. Il suo stesso avvocato è un noto esponente dell’estrema destra veronese (Alternativa Antagonista, vicina a Casa Pound) e uno dei difensori degli assassini di Tommasoli. Ovviamente queste indagini sono ferme e chiuse, per la questura scaligera il problema non sono gli omicidi fascisti, ma gli antifascisti che si organizzano difendendosi e lottando. Ne siamo lieti e felici!! Speriamo di essere per questo cancro di magistrati, giornalisti asserviti, sbirri e politicanti, un problema ingestibile sempre!!! Rilanciamo la lotta antifascista e anticapitalista ai tanti antifascisti e antifasciste che da tutta Italia ed Europa sono stati vicino ai due compagni, a tutti/e i/le compagni/e che quotidianamente lottano contro ogni forma di ingiustizia e di razzismo, contro lo sfruttamento e il capitale, i rivoluzionari nelle carceri. Anche in questo momento difficile di repressione e omicidi di stato nelle prigioni e nelle strade italiane, in condizioni drammatiche per la privazione della propria libertà e vita, rilanciamo l’antifascismo militante come unica pratica, teoria e organizzazione possibile a chi ci vorrebbe tutti morti, schiavi o seppelliti nelle prigioni di stato!!
NON UN PASSO INDIETRO!! SEMPRE ARDITI!! SEMPRE ANTIFASCISTI!!

PRIGIONIERI ANTIFASCISTI


NoTav - Resoconto mercoledì 20/01/10 e appello corteo

Published on 14:14, 01/22,2010

Ecco un breve resoconto della giornata no tav di oggi mercoledì 20 GENNAIO

Ennesima sveglia precoce stamattina per i no tav, alle 5 circa inizia a girare la notizia di una trivella posizionata alla stazione di Condove e scortata, come al solito da centinaia di agenti. Inizia l'afflusso delle persone e si creano due postazioni di manifestanti ai due lati della stazione di condove; in mezzo solo poliziotti che dopo un po' impediscono anche di andare a prendere il treno a chiunque. Un tentativo di forzare il blocco viene respinto a spintoni e qualche manifestante cade a terra.

Per tutta la mattina affluisce gente che va e che viene, molti devono andare a lavorare e ripassano in pausa pranzo.
Alle 12.30 circa alla stazione di S.Antonino viene bloccato il Tgv in arrivo dalla Francia e diretto a Milano, accumulerà un ritardo di oltre mezz'ora. Nel frattempo un treno locale, che scende verso Torino, sorpassa il tgv fermo in stazione; una quarantina di no tav sale a bordo per riscendere alla stazione successiva che è proprio quella di Condove. Prendendo di sorpresa la polizia i quaranta riescono a piombare a ridosso della trivella gridando slogan, qualche carabiniere perde il controllo e parte qualche manganellata che ferisce un manifestante al braccio poi soccorso da una ambulanza, tutto ciò verso le 14.00. Si scopre ufficialmente che la ditta incaricata del sondaggio è la GEOMONT di Bussoleno.

Alle 17.30 una colonna di mezzi della polizia transita sulla statale 25 e all'altezza del presidio i manifestanti bloccano e respingono i mezzi blu costringendoli alla retromarcia.

Dopo un assemblea volante,alle 18.30 parte un corteo di 7-800 persone con le fiaccole che, passando per stradine di campagna raggiunge il piazzale dove è posizionata la trivella, rimangono 10 metri di distanza dagli  agenti che circondano la trivella ormai smontata dopo aver terminato (?) il lavoro. Partono piccole barriere fatte con alberi abbattuti con una motosega, che in seguito saranno incendiati per un grande falò.
Dopo circa mezz'ora di presenza il corteo prosegue sui binari della stazione di Condove per ricongiungersi con il
presidio sulla statale 25.

A mezzanotte circa il camion con la trivella lascia il sito e parte in direzione Torino.
Comunque sia una buona giornata di mobilitazione che fa ben sperare in vista dei prossimi appuntamenti, tra i
quali il più importante e ravvicinato è il grande corteo NO TAV - NO SONDAGGI che si terrà sabato 23 gennaio con partenza alle 14.oo dal presidio di Susa Autoporto.
TUTTI INVITATI.

Per aggiornamenti in tempo reale ascoltate Radio Blackout

Ven, 22/01/2010 – 10:52


Serravalle(Pt):calano striscione dalla torre"Marco (A) Libero" e volano via!

Published on 21:22, 01/15,2010

 klicca sopra x ingrandire la foto!

Ieri notte del (14gennaio) siamo saliti sulla torre di Serravalle , difronte all'austrada a11

(tra pistoia e montecatini) per srotolare uno striscione di 13 metri  " MARCO (A) LIBERO ".

Prima di slanciarsi via abbiamo diffuso un pò di volantini.


 

 

klicca sopra x leggere il volantino volante!

                                                                                 


Massa - Quinto suicido in carcere dall'inizio dell'anno

Published on 14:48, 01/15,2010

fonte rainews24

Roma, 14-01-2010

Quinto suicidio nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno: Abellativ Sirage Eddine, 27 anni, detenuto extracomunitario nel reparto infermeria del carcere circondariale di Massa, si e' impiccato la notte scorsa con un lenzuolo annodato al tubo della doccia.

In due settimane, dunque, sono gia' cinque i detenuti che hanno deciso di farla finita nelle sovraffollate carceri italiane per le quali ieri il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza: il 2 gennaio, ad Altamura (Bari) si e' ucciso Pierpaolo Ciullo, 39 anni; tre giorni dopo si e' impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari Celeste Frau, 62 anni; il 7 gennaio, infine, si sono suicidati Amato Tammaro, 28 anni, nel supercarcere di Sulmona, e Giacomo Attolini, 49 anni, nel penitenziario di Verona.