Anche Pistoia scopre che di lavoro si può morire

Martedì 8 Aprile alla Breda di pistoia un operaio di 49 anni è stato vittima dell’ennesimo "incidente" sul lavoro; il lavoratore è rimasto schiacciato sotto la fiancata di un treno in movimentazione riportando oltre ad un trauma facciale, la frattura di alcune vertebre ed uno schiacciamento toracico…solo la fortuna ha fatto sì che non ci lasciasse le penne…di seguito il testo del volantino che abbiamo or ora finito di attacchinare fuori dallo stabilimento.
 
Se Parigi val bene una Messa, ora sappiamo che un incidente sul lavoro, per quanto grave, vale un’oretta di sciopero…se l’incidente poi fosse mortale…quattro orette e siamo a posto.
Martedì 8 Aprile anche Pistoia si è accorta che di lavoro si può morire, alla Breda un operaio di 49 anni è rimasto schiacciato dalla fiancata di una carrozza ferroviaria durante la sua movimentazione; le organizzazioni sindacali hanno immediatamente organizzato un’ora (!) di sciopero…60 minuti per un compagno di lavoro finito grave all’ospedale…Come sempre dopo fatti di questo genere assistiamo alle lacrime di coccodrillo di chi, fino ad un minuto prima non si era posto nemmeno il problema della sicurezza sul lavoro. Crediamo poi, ma ne siamo certi, che nei prossimi giorni qualcuno tenterà di far ricadere buona parte della responsabilità dell’accaduto sui lavoratori e sulla loro poca attenzione nei confronti della sicurezza; mentirà sapendo di mentire, perché se anche fosse vero che in certi casi la sicurezza, appunto, è passata in secondo piano, ciò accade a causa delle spinte più o meno occulte a produrre sempre di più e più velocemente; se ciò accade è per causa della perdita del potere d’acquisto dei salari, che spinge i lavoratori a turni di straordinario vergognosi solo per poter far quadrare i bilanci familiari a fine mese…
10/12 ore di fabbrica non sono vita!
Ma allora che fare? Come salvarsi da questo stillicidio giornaliero? Le possbilità sono molteplici, ma implicano la partecipazione di tutti.
E’ necessario rilanciare la conflittualità sui posti di lavoro
rifiutando ogni mediazione da parte di chi, nascondendosi dietro parole e promesse, poi non fa altro che giocare con le stesse carte truccate dei grandi poteri economici: ci stiamo riferendo alle istituzioni, sempre pronte a tutelare capitale ed imprenditori e sorde alle necessità dei lavoratori; stiamo parlando della triade sindacale, ammalata di concertazione e malafede, che a pié sospinto concorre ad affamare chi lavora firmando contratti nazionali ridicoli (ricordate quello fresco fresco dei metalmeccanici?) con la scusante dell’economia stagnante e quant’altro…eppure i sacrifici si chiedono sempre e solo a chi lavora…Sindacati, istituzioni e stato sono tutti ingranaggi di quella macchina perversa, che si chiama capitale, che divora carne umana per produrre utile.
Anche noi chiediamo un sacrificio, quel sacrificio che richiede impegno e fermezza da parte di tutti al fine di liberare il lavoro dalle manette di chi lo vuole asservito…Meglio occupare le pagine di cronaca dei giornali per uno sciopero (serio, non uno scherzo di una mezz’ora) che quelle di cronaca nera per una morte sul lavoro; Sabotare la produzione, questo l’unico modo per raggiungere dei risultati tangibili; sviluppare la solidarietà fra i lavoratori, questa l’unica maniera per opporsi alla repressione che il potere metterà in campo; sviluppare l’autogestione, questa l’unica possibilità per liberarsi da un lavoro che assomiglia ogni giorno di più ad un inferno.
Rifiutare ogni compromesso ed agire in prima persona per far valere i propri diritti
LAVORATORI SVEGLIA! nessuno vi regala niente, AUTORGANIZZATEVI!!!

BASTA MORTI SUL LAVORO, BASTA COL LAVORO CHE UCCIDE!