Intimidazione e schedate illegali ai danni di un’attivista di Chiaiano

Comunicato Stampa

E’ evidente in queste ultime settimane l’escalation
repressiva nei confronti delle mobilitazioni contro la
devastazione ambientale. Anche a Chiaiano.
Nella serata di ieri un attivista, Francesco Barone, giovane
operaio edile di Chiaiano e partecipante del presidio, viene
convocato in questura con un avviso per "motivi di
giustizia". Francesco si reca in questura ritenendo debbano
notificargli eventualmente qualcosa. Ma una volta arrivato
lo portano al quinto piano e cominciano prima a
interrogarlo, poi a minacciarlo. Gli fanno vedere fotografie
del 23 maggio, dove francesco, come tanti altri, è seduto
in terra con le mani alzate e subisce la carica della
polizia. Fotografie comparse su molti giornali dove
evidentemente i dimostranti sono vittime.
Contremporaneamente cominciano a minacciarlo apertamente
affermando di essere "pronti ad usare altri metodi per farti
cantare". A questo punto viene condotto nella sala per le
fotosegnalazioni e gli vengono fatte le fotografie
segnaletiche e prese le impronte digitali, in maniera
assolutamente immotivata e illegale! Tanto che a Framncesco
non viene consegnato nessun verbale. Non solo la schedatura
è illegale, ma tutto il comportamento è da "stato di
polizia": se Francesco è stato interrogato come indagato
aveva diritto a un avvocato, se è stato interrogato come
testimone allora evidentemente non doveva subire quello che
gli hanno fatto fino alla schedatura!
Una evidentissima e grave intimidazione che fa seguito alle
denunce contro i cittadini che avevano bloccato per qualche
ora i camion dell’esercito, ma anche ad altri episodi del
tutto analoghi a quello di Francesco, che stanno venendo
fuori in queste ore.
Un escalation probabilmente preparata dall’uso
criminalizzante dell’inchiesta di Pianura.
Raccogliendo le testimonianze di chi ha subito questi
episodi, stiamo preparando su questo un dossier sulla
violazione dei diritti democratici da presentare alla corte
europea di giustizia.
Invitiamo tutti i sinceri democratici a prendere la parola
per impedire che questa operazione di repressione del
dissenso, motivata dall’enorme business che sorregge
"questo" piano rifiuti, vada ancora avanti!

Noi, per conto nostro, non ci faremo certo intimidire,
perchè è in gioco la nostra terra, la nostra salute e il
nostro futuro!

Comitati contro la discarica di Chiaiano e Marano

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