Roma, servizi indiscreti.

Ieri, 20/5/2014, poco prima delle 13, appena uscito dal lavoro e dopo aver messo in moto la vespa per tornare a casa sono stato avvicinato da una donna. Credevo volesse qualche informazione stradale invece chiamandomi per nome e cognome si presenta con un po’ di imbarazzo per una funzionaria dei servizi segreti. Mi chiede cortesemente di ascoltarla solo due minuti al fine di una proposta lavorativa… declino e rimando, senza darle modo di aggiungere altro, la proposta al mittente in modo meno garbato di lei; appena partito urlando ha ripetuto di farle il piacere di ascoltarla, pronunciando il nome di un compagno che frequento e dicendo che costui già forniva loro dei piaceri… a proposito di ciò, approfitto anche in questa sede per rinnovare tutta la mia stima, affetto, fiducia e solidarietà alla persona tacciata di questa infamia.

Niente di nuovo, ovvio, se non fosse che a pochi isolati da casa mentre mi fermo al semaforo rosso, mi si accosta uno scooter con 2 ragazzi a bordo, casco ed occhialoni da sole indossati, mi puntano una pistola sotto l’ascella e premono il grilletto più volte, ovviamente il ferro era scarico sennò non starei qui, praticamente una manciata di secondi dopo, ripartono facendo inversione, non prima di assicurarmi che la prossima volta la pistola sarebbe stata carica. Confermo che non ho intenzione di sparire dalla circolazione, non ho viaggi in programma e non mi sfiora l’idea di un suicidio. Scrivo per mia tutela e per conoscenza dei compagni confermando il mio anarchismo determinato ed intransigente. Adesso, per onestà, non necessariamente deve esserci un nesso tra i due episodi, il tipo col ferro non ha accennato nient’altro oltre a quello che già  ho scritto, rassicuro che non ho problemi con nessuno, di nessuna natura, qualche ovvia antipatia ma impossibile pensare che questa possa trasformarsi in una minaccia armata. Quindi o le cose sono collegate oppure dei tipi qualsiasi mi hanno scambiato per qualcun’altro…

Questo, in modo sintetico ciò che è successo, sarebbe da ragionare e discutere molto su queste ed altre dinamiche degli apparati repressivi, nel frattempo la logica consiglia che ove e quando simili episodi si verificassero di far circolare il più possibile tali nefandezze tra i compagni.

La salute sia in voi…