ENJOY & DESTROY

“Che significa disintegrare il sistema? Scucire i punti di sutura del sistema, aprendo glispazi del possibile. Ogni spazio sottratto alla determinazione tecnoscientifica è una porta che si apre sull’infinità del possibile, ed insieme un luogo che può tornare ad essere abitato. Far saltare alcuni elementi del sistema è la maggiore minaccia alla sua integrità, al suo equilibrio.” Fotti il sistema

Indovinello: quanti cadaveri entrano in una Fiat 500? 1, 10, 1000?
Sembrerà incredibile, ma sono molti, molti di più, migliaia, anzi, milioni! E avanza ancora moltissimo spazio! A fare compagnia a scheletri e carni putrescenti ci sono tonnellate di bombe e armamenti vari, chilometri di tunnel e gasdotti, dittatori col turbante, detenuti politici, treni superveloci, operai e operatori dei call center ridotti alla fame, fiumi neri di petrolio… Ma com’è possibile? Non si tratta di magia né di esoterismo, bensì di uno dei più recenti prodotti della secolare storia d’amore tra scienza, potere e denaro; un sodalizio che trasforma in realtà i nostri peggiori incubi.

La creatura in questo caso si chiama Enjoy, ed è il nuovo servizio di carsharing nato dalla collaborazione tra Eni, Fiat,  Frecciarossa, Vodafone ed i comuni di Roma, Milano e Firenze. Se aguzzerete la vista noterete,disseminate per le strade di queste quattro città, delle Fiat 500 nuove, rosse fiammanti, riconoscibili dalla scritta gialla “Enjoy” che campeggia sulle fiancate, assieme ai nomi degli sponsor, ovvero quei colossi simbolo del più spietato e cannibale capitalismo globale.

Come funziona?

Attraverso un portale web (enjoy.eni.com)è possibile visualizzare in qualunque momento la posizione precisa e aggiornata di ognuna di queste vetture sulla mappa della città desiderata. Se si accede tramite smartphone, grazie al GPS si verrà teleguidati fino alla macchina più vicina, dopodiché con una mail si riceverà un codice che fungerà da chiave e il gioco è fatto: al termine della corsa la salata tariffa sarà comodamente addebitata sulla propria mastercard.

Qual è il loro obiettivo?

Queste aziende leader nell sfruttamento umano e nella distruzione ambientale hanno avuto un’idea strepitosa: grazie a Enjoy e al lucroso business delle auto a noleggio (25cent al minuto) quest’operazione di marketing mira intanto a “ripulire” l’immagine e il nome delle multinazionali che grazie ad essa si fanno pubblicità, con tutta una serie
di vantaggi meno evidenti ma non meno importanti. Da un lato si normalizzano e si rendono sempre più desiderabili per il popolo bue le trasformazioni in atto rispetto a quello che potremmo definire “progetto Alta Velocità”, cioè trafori per le nuove linee che devastano le montagne e sventrano le città, lo stravolgimento ed il riassetto della mobilità
urbana ed extraurbana per implementare il flusso di merci e di persone/merce, la progettazione e la costruzione di nuove stazioni in zone desertificate e la militarizzazione di quelle esistenti per rendere il viaggio un privilegio accordato unicamente a chi può permettersi il biglietto. D’altro canto si rafforzano e si diffondono capillarmente alcuni
elementi cardine di ciò che si potrebbe definire “progetto Smart City”, ovvero l’informaatizzazione totalizzante ed il controllo tecnologico pervasivo di ogni aspetto del vivere e muoversi cittadino, favorendo altresì l’imposizione dell’utilizzo di oggetti tecnologici sempre più sofisticati per accedere ai vari “servizi”. Questo è Enjoy: attrarre la
simpatia del passante e incentivare la fidelizzazione del cliente, rispondere con un prodotto agile alle esigenze di mobilità dei ricchi in una città ormai inumana e blindata.

Quali prospettive per i futuri clienti di Enjoy?

E’ possibile accedere ad un centro storico sempre più esteso e museificato, e posteggiare in parcheggi riservati, per poter meglio consumare in un lussuoso, sterile e avvilente centro commerciale a cielo aperto. Oppure si può andare in stazione, dove aerodinamici mostri di metallo, tanto veloci quanto nocivi, ci trasporteranno attraverso campi
inquinati, monti deturpati e aberranti zone industriali. Frettolosamente raggiungeremo mete sempre diverse e sempre uguali, dove con pari fretta svolgeremo attività alienanti quanto inutili, per tornare altrettanto di
corsa in quei cubi di solitudine che chiamiamo case.

Perché colpire Enjoy?

Perché offre la possibilità a chiunque di attaccare in maniera diretta ed efficace un nemico che affama, esporta guerra per profitto e distrugge le nostre vite. E’ pur sempre un nemico attrezzato, che protegge il proprio corpo composto di banche, cantieri, uffici, gigantesche infrastrutture con un esercito di telecamere, armi, leggi e gabbie. Tuttavia le 500 rosse passano sotto i nostri occhi tutti i giorni, sono parcheggiate sotto le nostre case e non vi sono a proteggerle delle mura o delle guardie armate.
Sono fatte di ruote che si bucano, vernice che si rovina, vetri che si infrangono, motori che grippano, sedili che bruciano, sono obiettivi alla portata di tutti, sono strumenti reali e manifestazioni sensibili del dominio che viene esercitato su di noi quotidianamente. Si possono rigare, imbrattare, deturpare, sfregiare, danneggiare in qualunque modo e in qualsiasi momento ci venga suggerito dalla fantasia e dalla rabbia.

E se per gioco fossimo in tanti “chiunque” ad accanirci sulle macchinine? E se oltre ad essere in tanti a farlo individualmente ci divertissimo anche a farlo simultaneamente di tanto in tanto? Qualche centinaio di auto sparse
per le strade di 3 città non saranno certo un colpo al cuore del sistema, ma si tratta pur sempre di sferrare un colpo ad una delle sue estensioni – e questa è particolarmente diffusa, esposta e vulnerabile – che chiunque, in qualsiasi momento di ispirazione può colpire.

La notte del 4 febbraio, a Firenze, alcuni nemici di questo mondo hanno attaccato le macchine rosso sangue, perchè se è vero che poco si può fare contro la megamacchina che ci stritola quotidianamente ancora reclamiamo la nostra libertà di pensare, di sentire e di agire di conseguenza. Perché la militanza ci annoia e la politica, particolarmente
quella alternativa, ci deprime. Perché sappiamo che è giusto sfogare la rabbia che coviamo pensando ai nostri compagni prigiornieri, che abbiano colpito macchine o persone, usato vernice o pistole poco ci interessa.
Perchè amiamo il calore della carne e dei sensi e odiamo il freddo del calcolo, del metallo e dei circuiti.

Qualcuno ha già cominciato a giocare…e tu?