Entries tagged with “azione diretta”.


Da Finimondo:

S-a-b-o-t-a-g-g-i-o

 1. (sost. m.) Azione clandestina di danneggiamento, distruzione, in genere violenta, mirante a rendere inutilizzabile un materiale, una installazione civile o militare.
2. (sost. m.) Manovra, atto avente come scopo la disorganizzazione, il fallimento di una impresa, di un progetto. 
3. (sost. m.) Atto materiale tendente ad impedire il normale funzionamento di un servizio.
Talvolta siamo indotti a credere di abitare in un mondo di fantasmi. Senza corpo né forma, essi infestano i nostri giorni e le nostre notti, cercando di determinare e di controllare la nostra intera esistenza. Si chiamano Economia, Nazione, Politica, Bene Pubblico, Stato, Ordine. Nessuno sa esattamente in cosa consistano, perché esistano e, soprattutto, i pareri sono discordi. Fantasmi quindi, inafferrabili, estremamente resistenti alla critica benevola o costruttiva, come si dice, perché dotati di una incredibile capacità di assorbimento delle mezze opinioni, degli all’incirca e delle critiche superficiali.
Il potere scava di continuo l’abisso fra questi concetti ideologici e la materialità tuttavia innegabile dello sfruttamento, dell’oppressione, dell’ingiustizia, dell’assenza di libertà. Si parla di Economia come se fosse qualcosa di separato dalle ore di lavoro che si svolgono soffocando, come se non riguardasse gli abiti che tutti indossiamo, fabbricati da milioni di schiavi in un paese lontano. Si parla di Ordine senza rendersi conto che questo concetto, applicato alla realtà, riguarda per esempio le migliaia di immigrati morti alle frontiere. Si parla di Reclusione, di Punizione e di Giustizia, ma colui che parla è difficile che trascorra i suoi anni in nove metri quadrati.

(altro…)

LECCE, 9 maggio 2015. Alla vigilia della visita elettorale di Matteo Salvini in città, sconosciuti hanno danneggiato di notte una vetrata del comitato di “Noi con Salvini”, che appoggia uno dei candidati del
centro-destra alle regionali.

L’11 maggio è stata contestata, con urla, insulti e lancio di uova, la sua presenza all’hotel Tiziano di Lecce dove, per incontrare i suoi sostenitori, è stato costretto ad entrare da un ingresso secondario,
scortato dalla polizia.

La protesta è terminata con mezz’ora di blocco del traffico sulla statale per Brindisi, adiacente all’hotel.

Ogni tanto qualche pratica interessante anche in Val Susa, allargare il fronte dell’attacco all’alta velocità alle aree periferiche in combutta con la lobbie del buco può ampliare il terreno di lotta e le possibilità di intervento si configurerebbero come potenzialmente infinite, rendendo più ingovernabile, in termini di repressione e controllo, il territorio vallivo.
Chissà, ora forse qualcuno si dissocerà, va di gran moda, dicendo che queste sono pratiche mafiose che non attengono ad un determinato movimento, chiacchere inutili.
Non importa andare per forza alle reti, non importa che le azioni siano accompagnate da codazzi di giornalisti e fotografi (“amici”, s’intende!) pronti a mediatizzare ogni sbuffo di polvere, attaccare il dominio nelle sue manifestazioni fisiche vuol dire farlo in ogni momento ed in ogni luogo si manifesti, sia direttamente sia attraverso le connivenze tentacolari che mette in atto.

Da Piemonte Indymedia:

mercedes-ninfa


9 maggio.
Avigliana (TO). Nella notte va a fuoco una Mercedes parcheggiata fuori dall’Hotel Ninfa, già salito agli onori delle cronache per aver ospitato poliziotti e carabinieri di stanza in Val Susa, nonché un convengo organizzato dal PD a sostegno dell’Alta Velocità.  A quanto pare l’automobile è di proprietà del titolare dell’albergo, Enzo Savant.

Il 23 aprile si è svolta presso il tribunale di Torino l’udienza preliminare che vede imputati Billy, Costa e Silvia con l’accusa di voler attaccare con esplosivo il centro di ricerche IBM a Zurigo.
L’udienza è stata rinviata all’11 Giugno per una mancanza di documentazione inerente alla sentenza definitiva svizzera che ha fatto già scontare anni di carcere per gli stessi reati per cui oggi la procura di Torino vuole procedere.

RILANCIAMO LA LOTTA ALLE NOCIVITA’

silviabillycostaliberi.noblogs.org
resistenzealnanomondo.org

Leggo sul sito dell’ansa che questa notte ignoti avrebbero tentato di incendiare il locomotore di un frecciargento fermo in deposito; purtroppo l’innesco ha fatto cilecca. Convinto che qualcuno parlerà di provocazione dei servizi in vista del corteo NoExpo di Milano del 1 Maggio, chi scrive preferisce salutare l’ennesimo tentativo di attacco alle infrastrutture del potere, sperando che si cominci intanto a migliorare gli i metodi di accensione…http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/04/25/molotov-su-frecciargento-fermo-a-bolzano-non-esclusa-matrice-no-tav_eecabd41-456f-4a88-b7df-98eab22a51ba.html

“GENOVA: Incendiato bancomat in solidarietà con i prigionieri della sezione AS 2 di Ferrara e con le lotte dentro e fuori le carceri greche”

“MODENA: BANCA CARISBO ATTACCATA IN SOLIDARIETà AI PRIGIONIERI RINCHIUSI IN AS2 A FERRARA

BANCA CARISBO ATTACCATA NELLA NOTTE TRA IL 16 E IL 17 MARZO: BANCOMAT MANOMESSO E VETRINE SFONDATE A MARTELLATE. UN SALUTO AI COMPAGNI RINCHIUSI IN AS2 SOTTOPOSTI DA OLTRE UN MESE A ISOLAMENTO PUNITIVO”

Udine, 18 marzo 2015

Attaccato il capetto della Lega Nord Alessandro Ciani a Udine in occasione del tentato sgombero sbirresco dei rifugiati politici di ieri, martedì 17 marzo 2015, prontamente difeso dalla DIGOS. Sull’italico e padano comunicato dei fascio-leghisti solo una precisazione: della tolleranza e della democrazia (quella degli amici di CasaPound e di Marine Le Pen?), di cui Ciani ci accusa di parlare ma di non rispettare, non permettendogli di stare lì, non ce ne frega un cazzo. Nessuna tolleranza per razzisti e fascisti! Conflittualità constante!
Aggiornamento dalla stampa di regime («il Gazzettino», 18 marzo 2015): il fascio-leghista attaccato ha fatto denuncia.

Anarchici

 Da Finimondo:

È inutile. Per quanti sforzi faccia, la ragionevolezza dei molti non sarà mai al sicuro dagli eccessi dei pochi. La moltitudine potrà anche deridere e mettere al bando il singolo, ma resta il fatto che la sua quiete sarà sempre a rischio della rabbia dell’altro. La politica ha bisogno delle masse e per questo aborrisce la solitudine; l’etica no, basta a se stessa. La politica si potrà contemplare quanto vuole nello specchio della propria popolarità, elargire sorrisi, raccogliere applausi e contare compiaciuta sui propri numeri, veri o presunti che siano, ma nulla potrà mai impedire ad un intempestivo sasso di mandare in frantumi la sua immagine.

Prendiamo ad esempio la linea dell’Alta Velocità in costruzione in provincia di Alessandria, quella detta del Terzo Valico. La ragione di Stato vuole che si faccia e per questo conta su molti parlamentari, sulla magistratura, sulle forze dell’ordine. La ragione del contro-Stato non vuole che si faccia e per questo conta su pochi parlamentari, sulla magistratura, sulle popolazioni. Tic e tac, tic e tac, tic e tac… mentre le due parti, se non partiti, si contendono i favori dei più a furia di strombazzare riprese economiche o devastazioni ambientali, flussi di merci o flussi di mazzette, ecco che nei cantieri infestati da operai  e sbirri spuntano nottetempo sgraditi ospiti. Passi per i ladri, disperati che fanno notizia per un giorno, ma i sabotatori! Quelli no, non devono fare notizia. Ecco il motivo per cui è solo attraverso una mail anonima diffusa via internet che si è venuti a conoscenza dell’incendio che ha abbrustolito alcune notti fa un paio di macchinari.
La ragione di Stato tace, quella del contro-Stato pure. Finché non risultano funzionali all’intimidazione della repressione o alla vanagloria dell’attivismo, non sono cose degne di essere prese in considerazione e quindi non devono accadere. Eppure, oooh, che peccato…

Abbiamo appreso con gioia dai media locali che nella notte del 16 febbraio una molotov è stata lanciata all’interno delle mura della caserma Battisti di Trento, colpendo e incendiando un camion militare lì parcheggiato. Nella caserma Battisti è alloggiato il “secondo reggimento guastatori alpino”, reparto “d’elitè” del corpo armata alpino, inquadrato all’interno della brigata “Julia”.
Vogliamo ricordare, con questo breve scritto, le responsabilità immense che hanno questi assassini in divisa in tutte le guerre e nei massacri del militarismo di casa nostra nell’ultimo secolo. Il secondo reggimento guastatori alpino è stato impiegato due volte nell’occupazione militare dell’Afghanistan (nel 2010 e nel 2013), nell’occupazione della Bosnia-Erzegovina (dal 1998 al 2004), nei massacri compiuti dall’esercito italiano in Somalia a metà degli anni ’90, in Mozambico e nella terza invasione dell’Albania nel 1993 con “ l’operazione Pellicano”.
Non è retorico né ridondante, secondo noi, ricordare che il “medagliere” di questa unità scelta dell’esercito italiano è grondante di sangue, essendosi schifosamente “distinto” nella repressione della resistenza contadina nel mezzogiorno d’Italia subito dopo l’unità d’Italia, nella colonizzazione dell’ Eritrea e della Libia e nella guerra anti-partigiana nei Balcani durante il secondo conflitto mondiale.

La redazione di Romperelerighe