Archive for Gennaio, 2012

Si è appena concluso il presidio sotto il carcere di Pistoia in solidarietà di Antonio il compagno ed amico prigioniero NO TAV. In un centinaio ci siamo ritrovati per fargli sentire che gli siamo vicini e che non bastano le sbarre per fermare la nostra rabbia. Dicono che le strade sono in fermento, che le carceri scoppiano…ebbene che la rivolta deflagri fuori e dentro, che le mura delle gabbie, sia quelle mentali che fisiche, crollino sotto i possenti colpi di chi non ci sta più a farsi dire come sprecare la propria vita da politici, sindacalisti e faccendieri vari. Intanto le decine di scritte solidali apparse sui muri cittadini in questi giorni sono state prontamente cancellate. Non c’è problema, ne appariranno il doppio. ANTONIO LIBERO! NO TAV! FUOCO ALLE GALERE!

INTANTO LUNEDI’ SI TERRA’ L’UDIENZA DI CONVALIDA, DAVANTI ALL’INFAME GIP PISTOIESE ZANOBINI.

DOMANI, DOMENICA 29, DALLE 16 e 30,  SI TERRA’ UN PRESIDIO SOTTO IL CARCERE DI PISTOIA IN SOLIDARIETA’ COMPLICE CON ANTONIO E CON TUTTI I PRIGIONIERI NO TAV. CI VEDIAMO AI GIARDINETTI DI VIA DELLE OLIMPIADI, PROPRIO DIETRO IL CARCERE, PER GRIDARE FORTE LA NOSTRA SOLIDARIETA’ E RABBIA. LE GABBIE NON CI HANNO FERMATO, NON CI FERMANO. NO TAV! ANTONIO LIBERO! E COME ORMAI DA 23 ANNI VIENE RIPETUTO DA SEMPRE PIù INDIVIDUI…SARA’ DURA!!! A DOMENICA.

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intanto stasera dopo l’assemblea un gruppo di solidali si è diretto in corteo verso il carcere per attestarsi nei giardinetti di via delle olimpiadi dove per un’oretta ha scandito slogan in solidarietà di “baffone”, degli altri NO TAV e contro il carcere.

Una bella canzone dedicata a Silvano…Clicca la data sotto…

29/7/1944

VISTA LA PARTECIPAZIONE, CHE SI PREANNUNCIA NUMEROSA, L’ASSEMBLEA IN SOLIDARIETA’ D’ANTONIO E’ SPOSTATA ALLA LIBERA OFFICINA PRIMO MAGGIO, IN VIA ARGONAUTI 10, OVVIAMENTE ALLO STESSO ORARIO.

NO TAV! ANTONIO LIBEERO, LIBERI TUTTI!

Stamani nell’ambito delle operazioni repressive contro i NO TAV è stato arrestato Antonio,
amico e compagno di Pistoia. Attualmente si trova recluso nel carcere S. Caterina. Ci vediamo
domani sera alle 21e30 in piazza S. Bartolomeo 6 per decidere come organizzare la solidarietà.
ANTONIO LIBERO, LIBERI TUTTI!!!

 

“Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te”

Buenaventura Durruti

Ieri una giornatapessima, passata a vedere le forze del disordine che sgomberavano il circolo Anarchico di Via dei Conciatori a Firenze, sotto un cielo grigio che sembrava anch’esso triste per l’ennesimo attacco dell’autorità a chi negli occhi e nel cuore ha una fiaccola che brucia. Per l’ennesima volta nella città del Renzi pensiero(?) si reprimono quelle realtà che negli anni si sono impegnate nella costruzione di un orizzonte altro, non mediato da logiche di profitto. Un luogo, il corcolino Anarchico, conosciuto semplicemente come “i conciatori”, gestito orizzontalmente e volontaristicamente con l’unico guadagno di veder attuate quelle idee per le quali molti di noi hanno pagato (e pagano) un prezzo altissimo. Presentazioni di libri, cene di solidarietà, cineforum, concerti, incontri sui più disparati temi, diffusione dal basso di CULTURA, parola che a FiRenzi deve evidentemente far rima solo con PROFITTO. Io a quel posto ero affezionato, lo frequentavo a sprazzi, ma è stato il primo posto dove ho messo piede dopo la scarcerazione, per ringraziare i tanti che in quei mesi si sono spesi in iniziative in mia solidarietà. Lo stabile dove si trovava l’occupazione era di proprietà comunale, qualche mese fa venduto ad una società privata per 1000 euro al mq, in una zona dove gli immobili invece si vendono a 5/6000 euro…quindi l’amministrazione fiorentina ha consapevolmente regalato alla speculazione un bene pubblico nel quale QUOTIDIANAMENTE era portato avanti quel lavoro di cultura pura e non mediata che forse era la cosa che dava più fastidio. Conciatori non c’è più, ma ci vuole ben altro per arrestare (non bastano nemmeno le vostre gabbie) la nostra voglia esagerata di Libertà. Solidarietà a chi ha resistito sul tetto, urlando al cielo VIVA L’ANARCHIA!

 

Ieri, 7.1.2012 quasi un centinaio di atifascisti ed antirazzisti si sono ritrovati, nonostante le minacce della questura, davanti al bandone chiuso (e speriamo che lo sia sempre di più) di Casa Casseri (ex Casa Pound). Dalle 17 e 30 abbiamo degustato un ottimo thé marocchino ed assistito allo spettacolo “Bastasvastica” messo in scena dalla compagnia Ultimo teatro per le vie del quartiere di S. Marco. I fascisti non si sono fatti vedere, ma hanno ben pensato di rilasciare deliranti dichiarazioni sull’antidemocratismo dei manifestanti (chi scrive della democrazia se ne frega…) auspicando che la questura impedisse l’evento (come sempre si rivolgono ai loro amici)…lasciamoli parlare…C’è da notare comunque quanto ad ogni iniziativa la partecipazione cresca e quanto gli spazi di agibilità dei fascisti si stiano riducendo. A brevissimo saremo ancora li davanti. Vi terremo informati.

Il 13 Dicembre Gianluca Casseri, un militante di Casa Pound, a Firenze ha ucciso due persone e ne ha ferite altre tre, ree soltanto di avere la pelle di un colore diverso dal suo e di essere venute in Italia alla ricerca di miglior sorte.

A seguito di quel tragico evento abbiamo avviato una serie di mobilitazioni che hanno come obbiettivo la chiusura del covo fascista di Via S. Marco, Non lasceremo che la memoria si affievolisca, e non lasceremo il quartiere finché quel ricettacolo di vecchie ed aberranti idee verniciate di nuovo non vedrà abbassato per sempre il suo bandone.

ORE 17,10: AnThéfascista!
Degustazione di The davanti al covo di Via S. Marco
(se vuoi porta la tua tazza ed il tuo thé preferito)

ORE 18,00: Bastasvastica
Spettacolo teatrale per il quartiere ad opera di Ultimo Teatro.

ORE 20 (Circa): Cena e DjSet
Presso la Libera officina Primo Maggio, in Via Argonauti 10

Ritrovo ORE 17
presso la Libera Officina Primo Maggio

UN AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: LA QUESTURA VUOLE IMPEDIRE LO SVOLGIMENTO DELL’INIZIATIVA ADDUCENDO A MOTIVAZIONE I DISAGI CHE QUESTA PROVOCHEREBBE ALLA VIABILITA'(!), LA LORO PROPOSTA E’ QUELLA DI SPOSTARE L’EVENTO IN PIAZZA SAN LORENZO. IN REALTA’ E’ EVIDENTE CHE PER L’ENNESIMA VOLTA LE FORZE DEL DISORDINE PISTOIESI SI SONO SCHIERATE DALLA PARTE DEI FASCISTI CHE EVIDENTEMENTE NON DEVONO ESSERE DISTURBATI, SIA ANCHE SOLO CON UNA DEGUSTAZIONE DI THE’. L’INIZIATIVA E’ COMUNQUE CONFERMATA IN VIA S. MARCO, CI AVVICINEREMO QUANTO PIU’ POSSIBILE AL COVO FASCISTA E QUESTO IN TUTTA TRANQUILLITA’. CI VEDIAMO SABATO, NON FACCIAMOCI INTIMORIRE DALLE LORO PROVOCAZIONI.

fonte: la stampa – 14 dicembre

Nella provincia di Aceh la polizia applica la sharia contro i giovani ‘deviati’ affluiti a un concerto, obbligandoli alla ‘riabilitazione morale’

Le creste sono diventate tagli a zero, piercing e catene sono stati fatti sparire, e i giovani “deviati” sono stati costretti a sessioni di preghiera e di purificazione nell’acqua. E’ il destino toccato a 65 punk indonesiani nella provincia di Aceh, dopo una retata effettuata dalla polizia islamica durante un concerto rock che sabato scorso aveva richiamato un centinaio di giovani appassionati nella capitale Banda Aceh, dove vige la sharia.

Gli agenti hanno arrestato gran parte del pubblico, tra cui cinque ragazze, portandoli di forza in una scuola di polizia lontana dalla città. Lì, per 10 giorni avrà luogo la “riabilitazione morale” dei giovani “blasfemi”, descritti dal capo della polizia locale Iskandar Hasan come una specie di anime smarrite da riportare sulla retta via (e dire che il ricavato del concerto andava in beneficenza a degli orfani). “I loro vestiti sono disgustosi. Non si lavano, vivono in strada, non pregano. Gli daremo una lezione”, ha spiegato.

Il trattamento militaresco prevede la rimozione di qualsiasi indumento o simbolo di ribellione: via jeans attillati e capelli lunghi, nessun pezzo di metallo al corpo, copertura dei diffusi tatuaggi. E poi ovviamente pulizia e preghiere regolari. Nessuna violazione dei diritti umani, assicura la polizia, convinta della sua missione moralizzatrice; le organizzazioni umanitarie la vedono diversamente.

Il giro di vite conferma la crescita dell’Islam più conservatore nella provincia di Aceh, la più occidentale del Paese, dove dal 2001 è in vigore la legge islamica nell’ambito di una maggiore autonomia concessa dal governo di Jakarta per placare le rivendicazioni separatiste. Recentemente il piccolo ma crescente segmento di “giovani ribelli” della provincia – spazzata dal catastrofico tsunami del dicembre 2004 – aveva già lamentato un progressivo tentativo di repressione da parte delle autorità, che negli ultimi anni hanno punito casi di adulterio e di omosessualità.

Difficile che l’iniziativa abbia però un seguito nel resto del Paese, dove il 90 per cento dei 240 milioni sono musulmani in gran parte di vedute moderate – anche se negli ultimi anni le frange più radicali hanno alzato la voce. Paradossalmente, proprio in Indonesia e nella vicina – e a maggioranza islamica – Malaysia la musica rock è sempre più diffusa, con toni ben più duri rispetto ad altri Paesi del sud-est asiatico dove i giovani tendono a privilegiare l’hip hop o il seguitissimo pop coreano.

fonte: repubblica

ROMA – Inizio di anno amaro per Equitalia, oggetto anche la notte di Capodanno di attentati alle sue sedi. Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere a Foggia, in via Portogallo, mentre un attentato incediario ha riguardato il quartier generale modenese dell’agenzia.

Per quanto riguarda l’episodio di Foggia, l’esplosione ha distrutto la saracinesca del locale che ospita la sede locale di Equitalia e ha gravemente danneggiato gli arredi che erano collocati all’ingresso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica. Indagini sono in corso per identificare i responsabili dell’attentato.

A Modena ignoti hanno dato fuoco alle vetrine del locale, ospitato al primo piano di una galleria commerciale in via Emilia Ovest. Si cerca di capire se vi siano tracce di detonanti o se si tratti di un semplice incendio, ma la Digos sembrerebbe convinta dell’origine dolosa. Nella galleria sono installate telecamere che potrebbero aver ripreso immagini utili alle indagini. I danni sono lievi, praticamente limitati all’ annerimento di due vetrine.

Gli attentati arrivano a poche ore dalle parole del capo della polizia, Antonio Manganelli, che ieri visitando la sala operativa della Questura di Napoli aveva parlato di “salto in avanti dell’area anarcoinsurrezionalista”. “Assistiamo a uno sviluppo di un fenomeno nuovo”, ha detto Manganelli: “dallo spontaneismo del singolo dentro l’associazione anarchica a una vera organizzazione, una sorta di network internazionale con scambio di favori e azioni prodromiche
a fatti di sangue”. Il capo della polizia ha espresso ottimismo sull’esito delle indagini riguardanti l’invio di pacchi bomba contro istituzioni e agenzie di riscossione: “Crediamo di aver individuato autori e matrici dei gesti. Ma un pacco bomba singolo”, ha osservato, “resta un atto difficile da prevenire, bisogna stare attenti”. Parole confermate a stretto giro dai nuovi attacchi della notte di Capodanno.