Archive for Dicembre, 2013

Da qualche giorno Sergio è libero con obbligo di dimora e di firma.Un abbraccio a lui e a tutti i ribelli, viva l’Anarchia!

SQUAT

La vita scorre, il tempo la ingoia
Sfilano i giorni al passo di noia
Rosso partito, grigio partito
Rivoluzione sempre tradita.

 

Lavoro uccide il lavoro è onorato
Si compra il tempo al supermercato
Non più ritorna il tempo pagato
La gioventù crepa di tempo perduto.

 

Pupille fatte per l’amor d’amare
Sono il riflesso d’un mondo d’oggetti.
Senza sogni e senza realtà
Alle immagini siam condannati.

 

I fucilati, gli affamati
Verso noi vengon dal passato
Tutto comincia nulla è cambiato.
Nella violenza è maturato.

 

Bruciate, covi di curati,
Nidi di sbirri e privilegiati
Al vento che semina tempesta
Si raccolgono i giorni di festa.

I fucili su noi schierati
Su tutti i capi saran rivoltati
Mai più dirigenti e mai più Stato
Per trar vantaggio dalle nostre lotte.

 

Liberamente tratto da: Le nostre rivolte son state tradite- La vita scorre

Raul Vaneigem

 

 

 

Guardatemi con disgusto,trattatemi con disprezzo
Non c’è niente da capire
Chi è nutrito a petromerda
Educato con la morale delle vostre bugie
Destinato al mattatoio
Per ingrassare i vostri agi
Triterete le mie ossa, bollirete le frattaglie
Cibo inscatolato per la mandria
Distillerete il sangue
Preparerete il resto per il vostro succulento pasto
Capo di bestiame umano
Mangerete la mia carne
Sbranerete le mie fibre sature di nero odio
Rigurgitanti aliti di morte
E creperete avvelenati
Che il mio odio è troppo puro per voi
Gonfio di acidi letali
Mangerete la mia carne
Carne

Nerorgasmo ‎– Nerorgasmo (1985 Full EP / Babby Records)

I Nerorgasmo hanno rappresentato per certi versi, e nonostante una discografia suo malgrado piuttosto limitata (1 LP ed 1 EP) una delle migliori eccezioni del panorama hardcore punk italiano: la loro principale peculiarità, di fatto, si espresse sia in termini di stile musicale che di tematiche affrontate all’interno dei testi. Il risultato fu uno dei più cupi che si potessero immaginare all’epoca, e forse per questo motivo meno popolari: certamente le band che incentrarono la propria immagine su discorsi politici (come i Peggio Punx) poterono vantare una specie di “vantaggio” in termini di popolarità e di pubblico. Del resto sarebbe impensabile (se non quasi vagamente criminale) pensare di valutare il valore di una band esclusivamente sulla base del numero di persone che li conobbero – o che, più in generale, li conoscono fino ad oggi: i Nerorgasmo per primi avrebbero rifiutato di farsi catalogare o schematizzare in questi termini. La voce di Luca “Abort” – quasi growl nel primo EP, più nitida ma sempre velenosa all’interno del successivo disco – cantava testi politicamente scorretti, espliciti, violenti, blasfemi. Una musica espressa da musicisti che fecero di tutto per evitare di vendere la propria immagine, e diventare in qualsiasi modo “oggetti di culto” da parte di chiunque fosse. Di certo brani come “Passione nera”, “Nello specchio” o “Giorno” rimangono a mio avviso scolpiti nella storia, in particolare come espressione di un disagio a cui, nonostante la più cupa disperazione (“Ma mai più di sogni ormai non ce n’è più”), sembra possibile ribellarsi e poterne uscire (“Cerco la forza per tirarmi fuori, Cerco la fede per non cadere più domani, Cerco un varco tra i miei pensieri chiusi”, tratto da “Freccia”). Una band che è stata riscoperta e ristampata in un doppio imperdibile cofanetto nero proprio grazie a lui, con un CD con i due album e vari inediti/live ed un DVD che combina due rarissimi concerti live.

La storia racconta che settembre del 2001 muore, a Torino, Luca “Abort”, componente degli Avaria, cantante dei Blue Vomit, Ifix Tcen Tcen e – per l’appunto – dei grandi Nerorgasmo, nonchè convinto occupante di El Paso. Una vita breve,intensa e fatta di eccessi la sua, per un artista dichiaratamente anarchico e al tempo stesso distaccato dalla politica militante che caratterizzava parte della scena hc-punk dell’epoca (si vestì da nazista per provocazione, cosa che difficilmente altre band politically correct avrebbero fatto). Scrisse dei testi apertamente nichilisti, espressione della cupa disperazione della vita nell’anonimato e dell’alienazione, in generale, nella grande città: Torino, in tal senso, fu uno scenario decisamente archetipico. La musica dei Nerorgasmo fu vissuta sui palchi dei centri sociali per circa un decennio, costituendo una parte consistente della cosiddetta “scena hardcore” di cui si continua a discutere, attraverso fasi spesso contraddittorie e controverse, ancora oggi.

“Non serve a nulla ormai
Sperare di gustare
Una vita che non è
Altro che una spirale”
(Nerorgasmo, Spirale)

“Se non capisci che ogni cosa ti insegna
A rinascere nuovo… a rinascere nuovo
Lo senti un vuoto nella pancia
La tua esistenza è solo ansia”
(Ansia, Nerorgasmo)

Alla furia dei Declino, Negazione, Peggio Punx viene in qualche modo opposto questo hc a tinte fosche, che sembra essere debitore (forse inconsapevole) dell’ondata dark in arrivo anche in Italia. Un sound che privilegia in modo prioritario il lato oscuro, impronunciabile e crudele dell’esistenza, parallelamente a quanto hanno fatto death e black metal a confronto di altre correnti meno cupe. I Nerorgasmo riescono a reinventare con decisione nuovi stereotipi blasfemi ed irriverenti, figli del disagio di chi non vuole farsi opprimere dall’ottusa ed insostenibile maggioranza, in nome dell’individualismo più esasperato. Il primo EP, nel quale Luca “Abort” mostra un modo di cantare probabilmente inedito per l’epoca, a cavallo tra hardcore, crust e metal, con vari accenni di un growl quasi inconcepibile per il genere proposto e per questo semplicemente perfetto: il risultato è angosciante, rabbioso, e si nota la prima versione di “Nerorgasmo”, dall’incedere lento, inesorabile, terrorizzante: infinita angoscia sublimata in versi di morte.
“Siamo quei momenti di fredda lucidità
In cui capisci che se schiavo e non riesci a sopportare
Una vita sprecata una recita banale
E malgrado ogni tuo sforzo non ti riesci a controllare
Istinti di rivolta e affermazione personale
Le voci che ti gridano di vivere siamo noi”

La registrazione lasciava nelle prime versioni qualcosa a desiderare, ma in effetti il lo-fi lascia un alone di fascino maggiore a questo breve disco, probabilmente una delle pietre miliari dell’hardcore italiano. Presenti i pezzi “Banchetto”, la crudele “Distruttore” (costituita da un ossessivo riff di basso) e l’indimenticabile – come musica e come concept sottostante – “Passione nera” (l’odio catalizzato come sentimento creativo, come ad esempio i disegni e le illustrazioni di Luca “Abort” testimoniano ancora oggi).

“L’odio cresce dentro il mio corpo vibra
Lo sento già pulsare attraverso la mia fibra
Non riesco a trattenermi non voglio più castrarmi
Più cresce la mia rabbia più non voglio limitarmi”

Per quanto riguarda il disco LP uscito nel 1993 (dopo una serie di vicissitudini tra cui un pestaggio al cantante da parte di un gruppo di naziskin), vengono riproposti i quattro pezzi del disco EP in una nuova versione leggermente migliorata, affiancata ad un repertorio realmente sconvolgente in quanto ad originalità. Inafferrabili questi Nerorgasmo: a volte atei, a volte esistenzialisti, pragmatici, improvvisamente – e senza preavviso – cupi o blasfemi. Difficile, o impossibile, trovare un equivalente musicale di quel periodo nel nostro paese.
“Restiamo sul vago dove tutto è uguale al nulla
Passi un altro giorno passi pure un altro anno”
(Freccia, Nerorgasmo)

La volontà di chi non vuole più vivere (male), di chi è trafitto orribilmente dal nulla genera una tensione continua con l’inesorabile mediocrità della vita quotidiano: e questa tensione si traduce in una musica introspettiva, che invita comunque a lottare fino alla fine per vedere realizzati i propri sogni. Se è vero che alla fine di tutto esiste la morte – l’uomo è sì “destinato al mattatoio” – eppure “più cresce la sua rabbia, più non vuole limitarsi” e questo potrebbe, volendola definire, rappresentare la poetica in parte dualistica di questa band. Anche lo stesso rifiuto nei confronti della società moderna si traduce non solo nell’orrore incondizionato verso il lavoro in catena di montaggio o, più in generale, contro la spersonalizzazione del branco nei confronti del singolo, ma anche nella riscoperta dell’Io, dell’individuo in quanto tale. Una band ritrovata da molti appassionati solo negli ultimi anni, e che meriterebbe di essere rivalutata con grande attenzione

 

CERTE VOLTE TOCCA FARLO, QUINDI ANCHE NOI DOBBIAMO “PRECISARE” LA NOSTRA POSIZIONE IN MERITO AD UN DELIRANTE ARTICOLO USCITO STAMANE SUL GIORNALACCIO IL TIRRENO, NEL QUALE SI DICE CHE IN PIAZZA OLTRE A CARC, E CASAPOUND  CI SAREBBERO STATI ANCHE GLI ANARCHICI…EBBENE…PER USARE UN FRANCESISMO…CAZZATE!

NIENTE ABBIAMO A CHE FARE CON UN MOVIMENTO CHE FRA LE PAROLE D’ORDINE HA LA LEGALITA’, LA RIDUZIONE DELLE TASSE E SCHIFEZZE DEL GENERE…

NON CI INTERESSANO MINIMAMENTE LE PAROLE D’ORDINE PICCOLO BORGHESI SUI QUALI SI STA MUOVENDO UN MOVIMENTO CHE STA SDOGANANDO LA PRESENZA IN PIAZZA DI FASCISTI, LEGHISTI E RAZZISTI D’OGNI GENERE…

TENETEVI I VOSTRI FORCONI, I VOSTRI TRICOLORI, LE VOSTRE RIVENDICAZIONI RIDICOLE ED I BACI ED ABBRACCI CON GLI SBIRRI, NOI PENSIAMO AD ALTRO!

AGGIORNAMENTO: ANCHE CLAUDIO E’ STATO ARRESTATO

Fonte: Informa-azione

Ore 5 – Apprendiamo, con invito alla solidarietà diffusa, di un’operazione repressiva contro l’Asilo Occupato (in via Alessandria 12) e l’occupazione abitativa di via Lanino a Porta Palazzo, Torino.

A partire dalle 5 del mattino diversi veicoli della polizia intorno alle due occupazioni e l’irruzione all’interno degli spazi; gira voce di un tentativo di sgombero. Non è ancora chiaro di cosa si tratti, ma circola la notizia di possibili perquisizioni e arresti legati alla resistenza No Tav.

Nelle ore successive la conferma. Non si tratta di sgomberi, vengono perquisite le due occupazioni e un’altra abitazione; verso le 8 gli sbirri se ne vanno portandosi via qualche occupante: una compagna e un compagno sono trattenuti perché sottoposti a foglio di via o divieto di dimora e dovrebbero venire rilasciati nelle prossime ore, mentre Chiara è tratta in arresto.

Le accuse nei confronti della compagna e di altri due compagni già sottoposti a misure cautelari(Niccolò già in carcere e Claudio con divieto di dimora a Torino e forse irreperibile) riguardarebbero un’azione No Tav avvenuta nel maggio scorso in Valle di Susa.

Contemporaneamente anche a Milano un compagno viene tratto in arrresto.

Per scrivere a Chiara e Niccolò:

Chiara Zenobi

Claudio Alberto
Niccolò Blasi

c.c. via Maria Adelaide Aglietta 35
10151 Torino

Anche a Milano è stato arrestato un compagno e tradotto nel carcere di Torino:

Mattia Zanotti
c.c. via Maria Adelaide Aglietta 35
10151 Torino

Seguiranno aggiornamenti, nel frattempo sintonizzatevi su Radio Blackout

Ah! I lavoratori ATAF scioperano ad oltranza, lode a loro! Scioperano per difendere il loro diritto ad essere schiavi salariati, succubi di questo sistema. Accetteranno le briciole che gli presenteranno su un piatto di latta, come sempre. Il lavoro non si difende, non si rivendica, si distrugge. Non ve ne abbiate, son solo un burbero ed un selvaggio, rientrino pure nelle orbite gli occhi, solo non riesco a capire come si faccia a difendere il proprio ruolo all’interno della recita di questo esistente di sbarre, dominio e asservimento. Spiacente.

Anche in merito a quanto raccontato dal compagno milanese volevo segnalare che un paio di settimane fa, tornando dalla cena dell’Asilo Occupato, sono stato fermato dalla digos alla stazione torinese di Porta Nuova. I questurini senza farmi troppe domande mi hanno requisito telefono e zaino e mi hanno fatto salire su una volante e portato in questura, vedendomi anche negata la possibilità di chiamare il mio avvocato. Sono stato rilasciato dopo un’ora e mezza, dopo essere stato fotografato, analizzato, prese le impronte digitali. Non mi hanno lasciato nessun foglio, e nei giorni successivi mi sono accorto anche di alcune mancanze dallo zaino che per un’ora e mezza mi è stato sequestrato. Sottolineo come, al momento del fermo, io non stessi facendo altro che uscire da un tram. Questo è quanto, spero, credo renda bene l’idea del clima che si respira a Torino.

Giulio

E’ iniziato a Ferrara il processo contro tre compagni anarchici, Alessandro, Francesco e Madda, per l’occupazione della sede estense del quotidiano “Il Resto del Carlino”. Nel tardo pomeriggio del 15 febbraio 2010, alcuni solidali si erano intrufolati negli uffici del giornalaccio per srotolare uno striscione e raccontare al megafono quanto avvenuto ad alcuni compagni antifascisti che, due giorni prima, erano stati caricati e fermati nel tentativo di impedire la sfilata di Fiamma Tricolore a Rovereto. Il 27 novembre 2013 si è svolta l’udienza filtro, il processo riprenderà a febbraio 2014.

 

Palermo, martedì 3 dicembre – Michele, compagno arrestato durante gli scontri di sabato, è stato rilasciato con l’obbligo di tre firme
settimanali.

Premessa: sono imputato nel “processone NoTav” di Torino per i fatti del 27 giugno e del 3 luglio, e  per altri procedimenti a mio carico sono sottoposto a obbligo di firma e di dimora a Milano. Pertanto ogni qualvolta ritengo opportuno presenziare alle udienze nell’aula bunker delle Vallette sono costretto a richiedere l’autorizzazione a lasciare il comune di residenza.

Sabato 23 novembre sono andato a firmare al commissariato di zona. In questa circostanza un agente mi consegna l’autorizzazione di cui sopra, graffettata insieme a un invito, emesso dalla Digos di Milano, a presentarmi in questura per il successivo mercoledì. La cosa non mi stupisce, dal momento che anche in passato alla mia richiesta era seguita analoga convocazione. (altro…)