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Il 28 aprile, la squadra anticrimine ha arrestato tre anarchici con l’accusa di terrorismo (fino a 12 anni di carcere); secondo la polizia stavano pianificando sabotaggi contro obbiettivi tra i quali caselli autostradali, automobili di lusso e un convoglio ferroviario.
Sono state perquisite decine di abitazioni e il centro sociale Ateneo nella città di Most; venti persone sono state fermate e successivamente rilasciate, alcune accusate di complicità per non avere denunciato alle autorità la pianificazione dei supposti attacchi. Molti server di siti anarchici sono stati sequestrati, oscurandone i contenuti.
(altro…)

Fine 2014, come da info del Soccorso Rosso anche in italiano, il tribunale federale aveva rigettato il reclamo inoltrato un anno prima contro il rifiuto del DAP Zurigo della liberazione condizionale. Tuttavia sollecitò l’inizio di una “risocializzazione “, vale a dire di “alleggerimenti” (“benefici” come uscite, permessi, carcere semi-aperto, ecc.) della detenzione per una “risocializzazione” atta a “diminuire il pericolo di recidiva” dopo il fine pena (maggio 2018).
L’avvocato sollecitava il “responsabile del (mio) caso” nel DAP di pronunciarsi sul seguito (o meno) a tale sollecitazione (ed opinione analoga dei due carceri di Lenzburg e Bostadel). Il responsabile dichiarò che dovrà ben procedere in tal senso, ma che prima dovrebbe chiedere “delucidazioni” (non vincolanti) alla sezione forense-psicologica del DAP nell’ambito della modalità ROS-Abklärung(*). ROS sta per Risikoorientierter Strafvollzug, ossia “esecuzione pena orientata al rischio”, ed Abklärung per “chiarificazione”, “delucidazione”. (altro…)

Venerdì 8 maggio 2015 a Udine sono state perquisite le case di due anarchici e di un loro amico. La DIGOS ha sequestrato alcuni computer, volantini, vestiti, un cellulare e un disco rigido.

“ Ribellarsi è giusto!
sconvolgere Milano
a volte è un gesto un po più umano
ribellarsi è giusto!
chi è schiavo chi è banale
può chiamarti criminale
ribellarsi è giusto!
se sei senza un programma
forse finirai in un dramma
però è giusto!
spezzare le catene
dal sudore delle schiene
dal rumore di sirene
ribellarsi è giusto!”
Assemblea musicale teatrale
Genova 1977

NON UN PASSO INDIETRO

Giovedì 30 Aprile la cassazione ha confermato le condanne per Nicola e Alfredo riducendo la pena di qualche mese. Niente di nuovo quindi sotto il cielo, ma come sarebbe potuto essere altrimenti visto che la forca della magistratura è sempre pronta a colpire chi reagisce. Non si possono mica condannare da soli quando le leggi, che con molta efficienza fanno rispettare, condannano centinaia e centinaia di immigrati a morire tra i flutti del mare o quando le loro leggi permettono che i lavoratori siano sfruttati da qualche padrone in giacca e cravatta, fino a morire sul posto di lavoro.
Ma possono condannare, inquisire, indagare, imprigionare, torturare nel nome delle leggi e di chi le redige. (altro…)

Udine, 26 aprile 2015 ore 9:21
Due compagni anarchici sono stati sequestrati da due pattuglie di sbirri alla fermata del bus e de-portati in questura su ordine della digos, che già nella giornata del 25 si era accanita contro uno degli stessi presso un’iniziativa solidale con i compagni colpiti dalla repressione antianarchica, che il questore Krakovia (G8 genova 2001, val di Susa…) sta inasprendo sempre più sin dal suo insediamento.
Dopo essere stati trattenuti per più di un’ora in questura (con fotosegnalazione e prelievo delle impronte), uno dei due si è visto notificare un foglio di via da Udine per essere stato in compagnia dell’altro fermato, pregiudicato, e per avere segnalazioni relative ad altre città.
Detto ciò, non vogliamo né pietismo, né vittimismo, non ci aspettiamo altro dal braccio armato dello stato. ACAB
Per la lotta contro la repressione! Per l’anarchia!

Anarchici

figo

 

Sento di esprimere tutta la mia solidarietà agli amici e compagni -fra i pochi che sento e chiamo tali- del Malacoda di Padova, che a seguito del purtroppo fallito tentativo di occupazione di qualche giorno fa si sono trovati a dover affrontare tutta la “benevolenza” sia dei birri in divisa con ben cinque fogli di via, che di quelli in camicia rossa appollaiati nella Marzolo Occupata.

Questo è quello che capita quando si decide di agire individualmente al di fuori delle leggi del potere e delle benedizioni dei “segretariati” di movimento, liberi dai lacci e lacciuoli con i quali i politicanti di mestiere e quelli da “grande famiglia” tentano in ogni istante di serrarci i polsi. E’ così, è risaputo, non piangiamo all’aggressione, così come non lo fanno i compagni padovani. Per chi non sapesse cos’è successo spiego brevemente: A seguito dello sgombero di un appartamento appena occupato (azione che appunto è costata cinque fogli di via) i compagni si sono recati alla Marzolo Occupata, nella quale non solo non sono stati fatti entrare, ma dalla quale sono stati allontanati con la forza, il tutto perché sembra che occupare una casa senza interpellare i professionisti della detta pratica (leggasi movimento di lotta per la casa) sia una cosa poco gradita…e sia!

Conosco i compagni di Padova, so che non sarà un’occupazione andata male, non saranno i fogli di via, non sarà il fascismo rosso a placare la loro sete di libertà.

Il fatto però, già di per sé grave, lo è ancora di più se si inserisce in un quadro generale nel quale si evidenzia la tendenza più che acclarata nei così detti “movimenti”, che vedono ogni impulso di libera scelta individuale o di critica come un pericoloso attentato all’identità di quel soggetto collettivo chiamato appunto “movimento” che nei suoi accenti “migliori” è riformista, autoritario, avvizzito dal politicantismo. Ma in tutto questo piattume in salsa rosa, dove comunisti, anarchici, grillini e chi più ne ha più ne metta contribuiscono a creare un pantano in cui le aspirazioni di rivolta perdono vigore, si indeboliscono, fino a smarrire il senso di sé esistono e insistono ancora delle scintille iconoclaste che sono forse poche, ma che quando scoccano provocano un incendio che si può scorgere a chilometri di distanza. So che una di queste si agita fra le strade Padovane. Un abbraccio ai ribelli del Malacoda, ci vediamo presto! Per L’Anarchia, per l’Individuo, contro ogni autorità!

M.

ANARCHICI PER CAS(A)

Prendiamo la parola a poche ore dall’accadimento di un fatto che ci ha riguardati.
Nel pomeriggio di venerdì 17 aprile alcune individualità hanno deciso, al di fuori di gruppi organizzati, di prendersi una casa in via Lazara 9, quartiere Sant’Osvaldo, nella periferia di Padova.
Poco dopo l’ingresso, avvenuto nel primo pomeriggio, un ingente numero di sbirri, chiamati da qualche residente, ha raggiunto il posto fermando e identificando alcuni solidali presenti in strada e intimando a chi era all’interno di lasciare l’abitazione. Trascorse un paio d’ore, dopo l’arrivo di digos, pompieri, celere e polizia scientifica, gli occupanti, ormai senza via di fuga, hanno lasciato la casa, venendo subito identificati.
Cinque persone, tra compagni e solidali, sono stati portati in questura e rilasciati dopo varie ore con altrettanti fogli di via da Padova della durata di tre anni.
Nonostante gli sbirri abbiano tentato di accomunare l’azione odierna a quelle intraprese da altri gruppi presenti in città, teniamo a precisare che abbiamo agito solo sulla base dei nostri desideri, senza chiedere nulla a nessuno, con nessun “movimento” alle spalle.
Per noi questo è stato anche un gesto di solidarietà a chi decide in ogni dove di rompere la normalità sociale attraverso la pratica dell’occupazione.
Ci ha rallegrato sapere della presenza che si è espressa in strada e rinnoviamo la nostra vicinanza a chi è stato colpito dai provvedimenti repressivi.
Auspichiamo che gli individui sufficientemente determinati a turbare la quiete di chi dorme sonni tranquilli sulle miserie prodotte dall’autorità siano sempre di più.
Non siamo vittime, non denunciamo alcun accanimento sbirresco nei nostri confronti; conosciamo il nemico, la sua natura e i suoi metodi, e di fronte a tutto ciò saremo sempre più ostili e conflittuali.

[Padova, 18/4/2015]
I ratti dei tetti


EsprimiAmo tutta la nostra complice solidarietà ai compagni di Padova (usiamo questa parola sinceramente e non nella maniera disinvolta della vulgata movimentista), sappiamo che non sarà un’occupazione andata male o qualche foglio di via a frustrare la loro voglia di Libertà e la loro spinta individuale di rivolta contro questo esistente fatto di gabbie e porte chiuse a chiave. siamo certi che quello di ieri non è solo che l’inizio. Viva l’individuo e la sua Anarchia!

“MODENA: BANCA CARISBO ATTACCATA IN SOLIDARIETà AI PRIGIONIERI RINCHIUSI IN AS2 A FERRARA

BANCA CARISBO ATTACCATA NELLA NOTTE TRA IL 16 E IL 17 MARZO: BANCOMAT MANOMESSO E VETRINE SFONDATE A MARTELLATE. UN SALUTO AI COMPAGNI RINCHIUSI IN AS2 SOTTOPOSTI DA OLTRE UN MESE A ISOLAMENTO PUNITIVO”

bersaglioOllallà! Pare proprio che ogni tanto qualche freccetta colpisca proprio il sugherino centrale del bersaglio, quello che vale un sacco di punti per intendersi, e se la freccetta in questione si chiama “critica radicale” vuol dire che per una volta le parole hanno avuto un peso, e che diamine! Non capita spesso! Festeggerò brindando alla salute di coloro che mi hanno omaggiato di un bel regalo, anche se fuori stagione -il mio compleanno è a luglio- vergando sulla via che mi riporta a casa la notevole frase: “Tornatene a Pistoi(A) parassita da tastiera”. Personalmente avrei aggiunto un bel punto esclamativo, ma tant’è non sindachiamo gli stili letterari altrui.

Insomma ogni epoca ha i suoi spettri che si aggirano qua e là e se qualche annetto fa era quella cosa chiamata comunismo (già roba da preti) oggi -i tempi hanno i fantasmi che si meritano- questa presenza invero un po eterea ma bella urticante quando capita di incontrarla, si chiama “critica”. Mi rendo conto dello strumento demodé come mi rendo conto che le poche volte che questo viene utilizzato in certi ambiti lo si è fa agitandolo come un piumino o -in alcuni casi- come uno stiletto, ebbene purtroppo ho il vizio di utilizzare sempre l’ascia da spacco, che ci posso fare, ad ognuno lo strumento che gli è più affine…

Ma non ci perdiamo e torniamo all’oggetto in essere: “Tornatene a Pistoi(A) parassita da tastiera”; ovviamente qualcuno ha trovato urticante l’articolo scritto per Avalanche (che per chi non lo sapesse è un bollettino anarchico internazionale multilingue) e poi pubblicato in italiano sul blog “anarchicipistoiesi”. L’articolo in quesione, che analizza criticamente dal punto di vista dei due estensori la questione valsusina e la presenza di alcuni anarchici all’interno di questa esperienza evidentemente ha colpito nel segno e proprio come l’ortica ha punto chi l’ha afferrata con foga nella maniera sbagliata. Eppure l’ortica è un cibo ottimo, va solo saputa raccogliere e trattare, per poi poterla gustare nella miglior maniera, come la critica insomma che o la si recepisce come andrebbe recepita o travolge e urtica. Fortunatamente molti affini hanno saputo gustare questa infestante senza pungersi…Insomma se la critica ha colpito, tanto da spingere qualcuno a muoversi in una notte umidiccia, anche se non so quando sia stata vergata la felice dimostrazione del bersaglio centrato, la mattina non c’era, all’ora tarda nella quale son rientrato era li sul muro a far bella mostra di sé, spero ci rimanga molto! E’ la prova provata che le parole si depositano come sale sulle piaghe aperte della (in)coerenza…ma, è già perché un “ma” c’è, alcune cosette in più sul contenuto palese e latente della scritta va detto. Partiamo da ciò che si vede: “parassita da tastiera” frasetta che nei contenuti risulta essere piuttosto scontata…il classico “sei solo in rete” o “non ti si vede mai” dovrebbe ormai aver perso di senso, anche perché o certuni si son messi a fare il lavoro dell’investigatore andandosi -da bravi spioni- ad informare su chi fa cosa e quando, o dovrebbero riflettere un minimo sul fatto che le richieste di “curriculum” militante generalmente lo fanno le…questure…ergo se lor signori vogliono sapere qualcosa di me vadano dai loro colleghi in potenza, la questura di riferimento si trova a Pistoia, via Macallé, ma forse facendo richiesta all’ufficio competente di Torino detto “curriculum” potrebbe arrivarvi comodamente a casa.

Passiamo ai contenuti latenti…a fronte di una critica piuttosto circostanziata -nei limiti dei mezzi degli ostensori, s’intende- si tenta di eludere la questione andando a cercarsi il capro espiatorio perfetto, e cosa di meglio di un bell’anarchico individualista con il vizio di dire e scrivere ciò che pensa? Ma la questioni poste nell’articolo hanno vita propria, al di là che le abbia scritte un “angelo” delle barricate (vi piace la figura pretucci?), uno scribacchino da tastiera, un eccitato mentale…sì perché le questioni di sostanza sono tali sia che a indagarle e metterle in luce sia la linda mano del giovane militante, o quella un po più sporca -ma potrebbe essere altrimenti, frugando nel putridume?- del “rompicoglioni” di turno…No cari, non sarò il dito dietro il quale vi nasconderete, piuttosto -e da oggi ancor di più- sarò l’indice che stuzzicherà la carne viva delle contraddizioni e della critica. Dove abito lo sapete, e conto di starci finché non avrò voglia di camminare altre montagne. Che volete fare, oltre a dimostrare con le vostre azioni che quando vi si accusa di “pensiero unico” ed omologato si centra proprio il citato sugherino? Io rimango insuscettibile di ravvedimento…e difficile pure da intimidire, a voi cari!

Sempre ritto a prua! Marco, Anarchico Individualista.

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Martedì 17 marzo ,nel pomeriggio ,si è tenuta nel centro di Atene una manifestazione in solidarietà prigionieri in  sciopero della fame nelle carceri greche. Il corteo è iniziato in piazza Monastiraki, è passato per le vie Athinas e Stadiou, attraverso piazza Syntagma fino a Propileos. Sul finire della manifestazione, che contava 1.500-2.000 persone, sono state fatte barricate ad Exarchia, ci sono stati scontri con le guardie e veicoli di lusso incendiati.
Fonte contrainfo espanol
Traduzione Crocenera

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