Il 28 aprile, la squadra anticrimine ha arrestato tre anarchici con l’accusa di terrorismo (fino a 12 anni di carcere); secondo la polizia stavano pianificando sabotaggi contro obbiettivi tra i quali caselli autostradali, automobili di lusso e un convoglio ferroviario.
Sono state perquisite decine di abitazioni e il centro sociale Ateneo nella città di Most; venti persone sono state fermate e successivamente rilasciate, alcune accusate di complicità per non avere denunciato alle autorità la pianificazione dei supposti attacchi. Molti server di siti anarchici sono stati sequestrati, oscurandone i contenuti.

In attesa di maggiori informazioni, si osserva come questa operazione repressiva appaia come una rappresaglia per frenare una crescita del conflitto ritenuta preoccupante: “Non si tratta di un’azione preventiva, ma della risposta a un’escalation”, avrebbe dichiarato un portavoce dello UOOZ – la squadra anticrimine ceca.
I collettivi solidali leggono l’inchiesta come un tentativo di spaventare i gruppi anarchici attivi nei centri sociali autogestiti e nelle lotte contro lo sfruttamento lavorativo.