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LECCE, 9 maggio 2015. Alla vigilia della visita elettorale di Matteo Salvini in città, sconosciuti hanno danneggiato di notte una vetrata del comitato di “Noi con Salvini”, che appoggia uno dei candidati del
centro-destra alle regionali.

L’11 maggio è stata contestata, con urla, insulti e lancio di uova, la sua presenza all’hotel Tiziano di Lecce dove, per incontrare i suoi sostenitori, è stato costretto ad entrare da un ingresso secondario,
scortato dalla polizia.

La protesta è terminata con mezz’ora di blocco del traffico sulla statale per Brindisi, adiacente all’hotel.

Lecce – Attenzioni poliziesche

Nei due mesi appena trascorsi molti compagni salentini hanno visto recapitarsi una serie di denunce quasi tutte riconducibili alle iniziative di contestazione contro il convegno di CasaPound in provincia di Lecce dello scorso 5 e 6 settembre 2014. Convegno che ha anche ospitato Borghezio per la Lega Nord e Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce in quota Pdl ed in seguito esponente di Fratellid’Italia-An.
Del resto, la Procura leccese aveva prontamente minacciato “provvedimenti contro gli antagonisti” all’indomani dell’indignazione mediatica e perbenista per il corteo autorganizzato del 6 settembre, e relative scritte e manifesti i cui contenuti non si limitavano al solo campo “antifascista” ma spaziavano fra le tante tematiche affrontate negli ultimi anni in città – dalla solidarietà ai compagni detenuti, al dissenso per i progetti di scempio ambientale, alla contestazione dei marò… (altro…)

Dal giornalaccio Lecceprima:

“Nottetempo”, cade per gli anarchici anti-Lodeserto l’accusa di associazione sovversiva
„LECCE – I giudici della quinta sezione della Corte di Cassazione hanno annullato con rinvio la condanna per associazione sovversiva e nel contempo è stata dichiarata la prescrizione di tutti gli altri reati. E’ l’ennesimo colpo di scena nel processo scaturito dall’“Operazione nottetempo”, scattata nel maggio del 2005 nei confronti di un gruppo di anarco-insurrezionalisti leccesi, tutti componenti del gruppo che, a partire dall’estate del 2003, aveva fatto parlare di sé per presunti attentati, danneggiamenti e scritte contro il sistema carcerario, i centri di accoglienza-permanenza e le multinazionali del petrolio e dell’abbigliamento.

Vogliamo tutto, riappropriamoci degli spazi – Quando la vita diventa ogni giorno piú misera e di fronte a se non si vede nient’altro che marginalizzazione ed esclusione, l’unica via percorribile é quella del conflitto permanente. Questi sistema reprime, lasciando morire spazi liberi e inutilizzati. Vogliamo che la cittá diventi un luogo aperto in cui a telecamere, sbirri, movida e turismo si sostituiscano socialitá, lo stare insieme e la gioia spontanea. Ecco perché abbiamo deciso di riprenderci un posto in disuso da anni, senza dover chiedere autorizzazione alle istituzioni e senza scendere a compromessi con esse; rifiutando in questo modo ogni tipo di autorità, esponendosi in prima persona, praticando l’autogestione dal basso. Attraverso la pratica dell’occupazione vogliamo esprimere una maniera diversa di intendere la vita ed rapporti umani, rompendo le logiche del profitto e della sopraffazione. In questo spazio vogliamo portare avanti tematiche di critica anticapitalistica ed antiautoritaria, organizzando lotte slegate da partiti e sindacati e supportando tutte quelle pratiche che in cittá sono diventate delle consuetudini radicate (sport popolare, cene sociali, cineforum, feste benefit, ciclofficina, biblioteca popolare, doposcuola per ragazzi, etc.). Noi con queste attivitá vogliamo far rivivere il quartiere attraverso la solidarietá ed il mutuo appoggio. Questi sono dunque alcuni dei motivi che ci hanno portato ad occupare, sicuri che in questo periodo storico (come anche in passato) sia una cosa giusta da praticare. BINARIO 68 OCCUPATO (Via Birago 68c)