In buona parte condivido e quindi rilancio:

Negli ultimi due mesi, sul fronte repressivo internazionale, ci sono stati ulteriori colpi da parte dei singoli Stati nei confronti di chi non si allinea alle sue direttive, e ulteriori inasprimenti di misure detentive come la messa in funzione, in Grecia, delle carceri di tipo C(non di tipo “gamma” come google suggerisce e alcuni scrivono).

Gli arresti nel “Caso Pandora”, in Spagna, ed il trasferimento dei primi detenuti (tra cui qualche compagno anarchico) nelle carceri speciali greche ne sono un esempio a livello europeo.
A livello internazionale ci sono stati altri colpi come l’arresto del compagno Diego Rios, latitante da quasi 5 anni, in Cile. Sempre nello stesso paese la sentenza che ha condannato la compagna Tamara Sol Farias Vergara a poco più di 7 anni di carcere, accusata di aver sparato contro un cane da guardia in una banca a Santiago urlando “Venganza”.

Fortunatamente, in questi ultimi due mesi, non contiamo solo le sfighe ma anche una buona dose di attacchi a strutture che in qualsiasi modo collaborano per il controllo sull’individuo per far si che questi non esca dal gregge portato in pascolo dallo Stato.
Soprattutto, e sfortunatamente, non possiamo stare qui a parlare della fuga dal carcere da parte di compagni anarchici. Mi riferisco al tentativo di fuga fallito da parte delle CCF in Grecia dal carcere di Koridallos.
Ma “un tentativo fallito oggi…una speranza di riuscirci per sempre”.

Oltre ai fatti concreti di repressione, con arresti e condanne, non sono mancate le minacce.
Minacce fatte a noi, da parte dei S.O.A. (Servizi Segreti Croati) come RadioAzione, su presunte formazioni di cellule d’attacco insieme ai compagni greci e croati, la collaborazione con Croce Nera Anarchica, i nostri rapporti personali e con i compagni detenuti nel mondo; minacce, e menzogne, tramite stampa fatte ai compagni del sito Inter Arma in Grecia.
Non a caso vengono messi nel mirino tre siti web anarchici (tra cui C.N.A. è anche in versione cartacea) che provvedono alla traduzione e alla diffusione dei testi “rivendicativi” e dei compagni detenuti impenitenti).
Questo non per fare del vittimismo, ma per ribadire ancora una volta che le minacce non fanno altro che irritarci ancora di più…sempre di più…molto di più!

Tutto ciò in mezzo alla totale indifferenza da parte degli individui, dei gruppi e dei “movimenti(statici)” anarchici.

Sono meravigliato di tutto ciò?
Non affatto.

Se sei antipatico, se dici le cose come stanno, se fai uscire la merda a galla dai tombini dell’anarchia sei ritenuto un nemico, uno di cui non parlare ma solo sparlare, uno che può anche “schiattare” perché non si siede tra i banchi della scuola anarchica ad ascoltare, imparare e ripetere le lezioni dei maestri.
Siamo ben consapevoli che come RadioAzione siamo tutto questo. Ma se si è odiati per questi motivi c’è solo da andarne fieri, e come le minacce dei SOA ci rendono più irritanti e più forti.
Può darsi anche che molti hanno finto che nulla sia accaduto perché fino ad ora ci hanno etichettato come “internettari” lontani dalla vita reale e immersi in una vita virtuale. Purtroppo quelli che hanno bussato la porta non erano nè avatar nè tantomeno il gorilla di Princess Of Persia.

Termino questo punto ribadendo che tutto ciò non mi meraviglia, perché reputo buona parte del movimento anarchico un condominio dove gli inquilini si alleano e si azzuffano tra di loro. Quindi preferisco vivere isolato sotto i ponti o su una panchina.

Non mi meraviglia nemmeno quello che è accaduto con la questione Askatasuna/notav.info, e non mi meraviglierebbe vedere ancora parte degli anarchici collaborare con questi infami, andare a vedere concerti nel loro posto occupato o frequentare iniziative insieme appassionatamente facendo finta di nulla.
Si fa finta di nulla su tutto…forse si fa finta di essere anche anarchici.

Non mi meraviglia che viene fuori dopo un tentativo di fuga fallito che quello che fino a pochi giorni fa era considerato il “compagno Xiros”, con cui organizzare la suddetta fuga, è uno che ha fatto dichiarazioni che hanno sbattuto in carcere parte della “17 novembre” in Grecia.
Non mi meraviglia che, quando è iniziato a circolare il nome di questo personaggio sui mezzi di controinformazione, non ci sia stato qualcuno che dicesse “frenate! I fatti sono questi…!”.
Invece no, siamo tutti compagni…
Basta evadere, attaccare lo Stato per essere ritenuto un compagno.

Non mi meraviglia che chi ha chiamato “compagno” un marxista-leninista (questa era l’unica cosa che si sapeva da sempre) ha preferito il silenzio pestifero dopo averne pubblicato testi e notizie.
Ovvio…si spera sempre che tutto finisca nel dimenticatoio…
Se è pur vero che molte volte accade ciò, è vero anche che ci sarà sempre chi tirerà fuori la merda dal tombino prima o poi. Ci sarà sempre chi non dimentica tra l’indifferenza parassitica generale.

Mi meraviglia, invece, chi nel 1998 ha rilasciato una dichiarazione di guerra allo Stato, forse una tra le più interessanti che abbia mai letto (che tra l’altro decisi insieme ad altri di stampare su carta dal titolo “Niente di cui pentirmi”), davanti ad un tribunale greco ed oggi si rivolge allo stesso tribunale per fare aprire un’inchiesta giudiziaria sull’assassinio di un detenuto. Non mi meraviglia però che questo accada dopo l’evoluzione marxista-leninista del pensiero di questa persona.
Mi meraviglia però chi continua a chiamarlo “compagno”.

Non mi meraviglio che molti anarchici continuano a definire “compagni” i marxisti-leninisti.
Mi lascia interdetto l’utilizzo di “solidarietà al prigioniero politico”, infilando nel calderone compagni anarchici e per l’appunto i marxisti-leninisti. Approfitto di questo argomento per mandare un abbraccio forte, solidale e complice ad Ameliè e Fallon in Messico.

E perché non inserire anche i nazifascisti?
Cosa vi hanno fatto, questi poveracci, più dei marxisti-leninisti?

La verità è una: tantissimi compagni anarchici sono molto confusi e ancora non sanno da che parte stare. Li attira la bandiera nera e l’”A” cerchiata, un po’ come gli pseudo punk odierni, ma sono più marxisti-leninisti degli stessi marxisti-leninisti.
Da qui nasce l’etichetta antifascista che molti anarchici indossano.
Quindi non mi meraviglio quando vengono da me a criticare la mia critica su certi personaggi.

Io sono contro ogni tipo di carcere; sono per la distruzione di ogni tipo di carcere ma ciò non significa che devo essere solidale con chiunque.

Mi viene da vomitare pensando a molti anarchici che hanno sfilato a Cremona, con la pagliacciata di voler andare chiudere le sedi fasciste quando in ogni città ce ne una. Intanto passeggiavano a braccetto con i redskin…ugualmente squadristi e autoritari quanto gli altri.
Ah no, che stupido…sono compagni quelli…hanno la stella rossa e la “falce e martello” invece della svastica…gia…
Morti di Kronstadt, di Spagna ’36 rotolatevi pure nelle tombe ma non fate troppo casino altrimenti svegliate i rivoluzionari dai loro sogni.

Per finire…
In un mondo in cui, anche noi anarchici, siamo costretti a lavorare ogni tanto ed aprire un conto corrente in banca per farci versare l’elemosina del padrone, rifiuto l’idea dell’apertura di un conto corrente in banca col fine di raccogliere soldi per pagare il riscatto allo Stato per liberare i compagni dalle sue patrie galere.

Questi non sono mezzi anarchici.
Preferirei farmi la galera che andare ad alimentare le casse dello Stato.
A chi mi viene a dire che i compagni sono più utili fuori che dentro le carceri rispondo che una volta i compagni venivano liberati in altri modi, con altri mezzi e non attraverso il pagamento di una tangente.

RadioAzione, febbraio 2015