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In buona parte condivido e quindi rilancio:

Negli ultimi due mesi, sul fronte repressivo internazionale, ci sono stati ulteriori colpi da parte dei singoli Stati nei confronti di chi non si allinea alle sue direttive, e ulteriori inasprimenti di misure detentive come la messa in funzione, in Grecia, delle carceri di tipo C(non di tipo “gamma” come google suggerisce e alcuni scrivono).

Gli arresti nel “Caso Pandora”, in Spagna, ed il trasferimento dei primi detenuti (tra cui qualche compagno anarchico) nelle carceri speciali greche ne sono un esempio a livello europeo.
A livello internazionale ci sono stati altri colpi come l’arresto del compagno Diego Rios, latitante da quasi 5 anni, in Cile. Sempre nello stesso paese la sentenza che ha condannato la compagna Tamara Sol Farias Vergara a poco più di 7 anni di carcere, accusata di aver sparato contro un cane da guardia in una banca a Santiago urlando “Venganza”.

Fortunatamente, in questi ultimi due mesi, non contiamo solo le sfighe ma anche una buona dose di attacchi a strutture che in qualsiasi modo collaborano per il controllo sull’individuo per far si che questi non esca dal gregge portato in pascolo dallo Stato. (altro…)

Nota: Pubblichiamo questo testo di Radioazione sia perché ne condividiamo il merito, sia perché pensiamo che in esso vi siano molti spunti di riflessione decisamente interessanti.

Questo non è un testo di critica all’autocritica dei compagni delle CCF, intitolata “De Profundis”. Non attendono me lunghi decenni di carcere e quindi non sta a me giudicare i metodi usati dai compagni per riottenere la libertà e tornare sui sentieri di lotta della guerriglia urbana anarchica.
Questo testo vorrebbe solo fermare per un istante il flusso costante di informazioni, o meglio dire contro-informazioni, per una riflessione autocritica. Dato che mi sembra, gestendo io stessa un sito di controinformazione, che spesso si sorvoli sulla critica dei testi che vengono pubblicati/letti, quasi come fossimo delle agenzie stampa.

Per non inoltrarmi troppo nel passato (perché esempi simili non sono di data recente), inizierei forse con un argomento meno spinoso, quando lessi in una rivendicazione, datata 12-19/01, proveniente dalla Grecia, la citazione di un boss mafioso. Non entro nella scelta delle amicizie personali e non mi riferisco alle etichette imposte dal sistema (come ad esempio “criminali”), ma supponendo che l’attività mafiosa non sia poi così tanto differente sul suolo della Grecia o dell’ex Iugoslavia o dell’Italia, supponendo altresì che tutti più o meno conosciamo il suo carattere organizzativo e politico-economico, va oltre la mia comprensione anarchica la necessità di inserire nel contesto della lotta/azione anarchica un simile personaggio. O forse sono le amicizie personali che ormai trasformano ognuno in compagno di lotta? (altro…)

PULA – CROAZIA

Nella mattinata del 23 gennaio 2015 si presentano gli agenti dei servizi segreti croati – SOA – perché vogliono parlare con me riguardo al mio sito RadioAzione Croazia, e con il mio marito, compagno anarchico, cittadino italiano, che gestisce e anche ospita altri siti anarchici (tra cui RadioAzione), minacciandolo di espulsione dal paese.

Il discorso si apre con le minacce indirizzate alle mie relazioni personali, sia attuali, che future, supponendo loro che queste sono e potranno essere realizzate solo con gli anarchici, ovviamente non croati, e mi avvisano che la Croazia non ha intenzione di diventare il covo per le persone che rappresentano un problema per i propri paesi d’origine.
Qua è ovvio il riferimento alla mia relazione con il compagno di RadioAzione Italia.
Le minacce ovviamente non si limitano solo alle mie relazioni con i compagni, ma mi avvertono anche che ogni cittadino straniero che in futuro verrà a trovarmi in Croazia, sia esso anarchico o meno, sarà trattato da sospetto.
E poi si perdono nelle solite minacce riguardo ai miei genitori, la mia posizione di disoccupata, possibili perquisizioni, arresti ecc. (altro…)

Da Radioazione:

Solidarietà per gli anarchici non ha che un solo ed unico significato: Attacco.

Fiumi di parole stanno scendendo a valle, e riempendo il lago dell’idiozia dove confluiscono le varie acque, già da tantissimi anni.
Ogni singola goccia di quelle acque sono lacrime di cordoglio verso chi non c’è più su questo pianeta di merda, o chi viene ibernato per qualche mese/anno nelle fredde patrie-galere degli Stati.
La speranza che il lago dell’idiozia, prima o poi, si riempisse e trasbordasse oltre il proprio letto per inondare i recinti preimpostati dalle democrazie, è diventata una fiaba da raccontare ai più giovani per non rimanere soli, isolati e per continuare ad aggiornare un curriculum vitae di lotta (?). (altro…)