“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”.
Oscar Wilde

dissociazione

Tanto per cambiare ci risiamo…sembra proprio che certi anarchici, ormai assuefatti alla poppata socialdemocratica dal seno dei “movimenti popolari” non riescano proprio a farsi una ragione del fatto che ci siano altri anarchici che decidono di utilizzare altre modalità rispetto a quelle che loro, depositari evidentemente del “giusto e dell’utile”, ritengono lecite…ci risiamo…e nuovamente, dopo l’osceno teatrino tv dei preti faisti, sentiamo ripetere…”un compagno non può averlo fatto…” ma, lasciando uno spiraglietto al dialogo con gli eventuali esecutori del fatto -ci riferiamo alle azioni dirette di questi giorni a Firenze e Bologna– i nostri, dai microfoni di tuttosquat, trasmissione in onda su Radio Black Out di Torino, si augurano che questi si siano accorti -nel caso proprio di anarchici si trattasse- di aver fatto una cazzata colpendo i poveri pendolari…diavolo siamo no tav ma i treni ci piacciono assai! Chissa quanti diorami avranno questi “rivoluzionari” nelle loro camerette…

Ebbene ovviamente ognuno può giudicare più o meno riuscita un’azione, può anche comportarsi da sindacalista della rivolta conteggiando da scribacchino quanti consensi una certa azione possa aver fatto perdere fra la massa, incurante se poi agli eventuali sabotatori possa o meno interessare quel che pensa il volgo…però se da un lato pare strano che questi conti vengano fatti da un personaggio che ha pure in passato dimostrato simpatie per l’individualismo anarchico (che non può dirsi proprio “popolare” nell’accezione da vulgata) tanto da scrivere pure un testo su Stirner, è deprimente il modo in cui i nostri cari anarco/conduttori si siano spesi, con tanto d’intervento telefonico di un anarcolecosesidecidonoinassembleaaltrimentinonsifanno, ad insinuare che per l’ennesima volta queste azioni dirette non siano altro che atti messi in pratica da alcune entità con il preciso intento di danneggiare il bel movimento del trenocrociato unico depositario legittimo del sabotaggio “buono”, tanto popolare e apprezzato in tutto lo stivale…insomma che siano stati i servizi o che siano stati i compagni il reato è quello di “leso movimento no tav”, e parliamo di reato, usiamo proprio questo termine che ai nostri dovrebbe essere quasi caro, visto come accettano di buon grado di stare fianco a fianco -popolarmente, s’intende!- con magistrati del calibro di Imposimato, che come loro si spende per rassicurare l’italico sul fatto che queste azioni non possono essere ascrivibili al popolino notavico…e su questo possiamo anche essere daccordo, non è necessario essere no tav e condividerne percorsi, discorsi e modalità e tempi per lottare contro l’alta velocità ed il mondo che essa disegna, come non è detto che decidere di attaccare un nodo ferroviario significhi necessariamente riferirsi ad una lotta che, per quanto estesa e condivisa, non rimane che una vertenza locale, ma chi ha agito può altresì aver deciso di colpire un simbolo x per motivi che magari possono sfuggirci ma che nella testa dei compagni sono ben chiari. Il periodo e certe incongruenze (sotto le feste non si fa!, inneschi ballerini…) farebbero supporre ai nostri che si tratti null’altro che di un bluff della reazione atto ad infangare la citata bandiera, chissà Bruno Filippi cosa penserebbe sentendo sminuire così l’operato di chi magari ha soltanto fatto un errore tecnico, meno grave del suo…

Orbene con l’Affaire Adinolfi i faisti presero un bel granchio, condito dalle lamentatio su rainews24, piangendo all’anarchismo ferito su uno dei media “di regime” che evidentemente sono da vituperare finché non servono per togliersi d’impiccio…Ma come allora la vecchia Tocarev ci sembrò un bel lampo di luce nel grigiore di questa società caserma oggi a scaldarci in questo inverno sono arrivati gli stracci imbevuti di benzina, con buona pace dei socialdemocratici in baniera rossonera.

M.