Testo rivendicativo:

RIVENDICAZIONE PER GLI STRONZI-INFAMI – GIORNALISTI DELLA SKAI

“I media sono per la democrazia quello che sono i carri armati per la dittatura”

Noi, “Cellula Nichilista” rivendichiamo l’attacco con una granata contro la sede del canale-infame SKAI, nelle prime ore del sabato 12 luglio.

Nell’epoca dell’impero dei media molto è stato scritto, ma solamente per dire poco e nascondere molto. I giornalisti appaiono come proprietari esclusivi della verità. Quello che non viene registrato dalle telecamere semplicemente non esiste. Viene cancellato… messo a tacere… nascosto…

Come il più grande sciopero della fame (4500 detenuti) mai avvenuto nelle carceri greche, contro la legge sulle carceri di massima sicurezza. Le notizie sullo sciopero della fame sono state compresse tra le pubblicità per i cellulari, detersivi, elettrodomestici e i ritmi carnevaleschi della Coppa, per essere tagliuzzate, amputate e infine completamente messe a tacere.

Sembra che la lotta dei detenuti per non diventare dei morti viventi sepolti e dimenticati sotto centinaia di tonnellate di cemento e sbarre, non corrisponda alla narrazione televisiva della vita. Dove le menzogne costruiscono il tuo castello ideologico, esiste solo la stanza per la paura e per lo stordimento della società dello spettacolo.

Immagini di persone che rovistano tra l’immondizia in cerca di cibo, alternate da vistosi spettacoli di moda ed eventi di beneficenza, mentre le notizie su migliaia di suicidi dei neo-disperati ex-borghesi vengono dimenticate dal susseguirsi dei gossip sui stili di vita nell’infinito contratto di afasia sociale… La vita va avanti fuori dai schermi televisivi in un ambiente in bianco e nero… Il pensiero e l’emozioni di massa con il libretto per le istruzioni… questo è la fabbrica sociale dei media.

SKAI e il suo gruppo di giornalisti servili e infami portano avanti la propaganda di conservatorismo e paura. Le megere zitelle (I.Mandrou), i consulenti obbedienti (A.Portosalte), gli agenti (Papachelas), i leccapiedi disgustosi (G.Aftias), i neo-creati pretenziosi arroganti pusillanime (T.Chatzis), i banchieri isterici (M.Papadimitriou), sotto le istruzioni di un affarista (Alafouzos), glorificano e santificano gli ordini dell’autorità, mandando l’Inquisizione a chiunque osa metterla in dubbio.

Possiamo dire migliaia di parole sugli avvocati-TV salariati. Ma nessuna pecora è mai stata salvata dal belato. Nella battaglia contro l’esistente non vince colui che parla “bene”, ma colui che trasforma le proprie parole in azione. Per questo non amiamo i discorsi ornati, le analisi complicate, le retoriche sociali e i termini politici pomposi, allo scopo di “giustificare” le nostre azioni o per piacere alle masse.

Noi siamo con la minoranza di coloro che sono indifferenti alle condizione obiettive e ai livelli intermedi della “rivoluzione sociale”, noi portiamo l’esperienza immediata dell’insurrezione anarchica QUI ed ORA…

Dalla lama del rasoio da dove cerchiamo l’esperienza autentica dell’attacco, mandiamo i nostri saluti e la nostra complicità ai COMPAGNI delle CCF-Cellula dei Membri Detenuti, ad Andreas e Spyros, detenuti in Korydallos sezione A, alla compagna Olga delle CCF, e a tutti quegli amici in carcere che non si inginocchiano di fronte alla tirannia dell’autorità e al marciume dei tempi. Solidarietà e Forza al gruppo illegale della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, ai Compagni in Germania, Italia, Indonesia e in Inghilterra, che rafforzano il “progetto Fenice”, alla rete internazionale della FAI/FRI e al guerrigliero urbano fuggitivo Chr. Ksiros.

PENSA RIVOLUZIONARIO – AGISCI AGGRESSIVO

“Cellule Nichiliste”

PS (1). La presenza di alcuni passanti casuali e il pericolo di ferimento, ci ha costretto a non esprimere il livello di attacco che abbiamo pianificato, e a limitarci a questa granata… Però la prossima volta non ci accontenteremo di un semplice simbolismo intimidatorio…

PS (2). Ogni arresto di un guerrigliero urbano, come l’arresto di N. Maziotis, è un motivo in più per affilare gli attacchi. Forza e complicità con i compagni che rivendicano politicamente la scelta della lotta armata.

Tradotto da Erika

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