Il 14 febbraio ci sarà un evento presso il “Museo de la memoria indomita” che mira a raccogliere fondi per i prigionieri politici e gli anarchici.

Essendo in carcere le  informazioni che abbiamo sull’evento sono poche.

Non sappiamo chi sta organizzando, ma sappiamo che i nostri nomi figurano nella lista dei prigionieri per i quali l’evento è organizzato.

Vorremmo chiarire che sembra strano che persone che non conosciamo e con i quali non siamo affini utilizzano i nostri nomi senza informarci. Il fatto di essere in carcere non significa che non abbiamo voce. Questi atti di solidarietà in cui tutti i prigionieri sono messi insieme ci fanno pensare al recupero cieco delle persone imprigionate. Che siano “politici” o “anarchici”.

Fin dall’inizio, siamo sempre rimaste ferme nelle nostre posizioni e rotture. Sembra piuttosto strano vedere i nostri nomi accanto a quelli di Brian Reyes, Jacqueline Santana e Jamspa in un evento pubblico di solidarietà. Forse la loro intenzione è di costruire relazioni tra i diversi gruppi. Questo lo abbiamo capito, ma sappiamo anche che ci sono ragioni per questa mancanza di relazioni. Ci sono metodi e intenzioni molto diverse e rotture probabilmente inconciliabili.

Per noi il sentimento di affinità è primordiale nella nostra lotta. Noi non ci consideriamo come “prigionieri politici” e non attacchiamo le istituzioni del potere per migliorare la società.

D’altro canto, in carcere ci rapportiamo con tutti i tipi di persone, con le quali non necessariamente condividiamo “affinità di lotta”. Persone che non si preoccupano di “politica”, che per la maggior parte credono in Dio, e non sono mai andati a scuola. Con esse costruiamo anche i punti di forza e viviamo molteplici momenti di sovversione dell’ordine esistente. Sarebbe ridicolo organizzarsi unicamente con chi si autorivendica “prigioniero politico”. Non ci stanno simpatici la maggior parte dei prigionieri politici, e difatto tantomeno la maggior parte degli anarchici. Il bello è quello di iniziare da qui con l’energia che si ha. Se ci separiamo da questo gruppo che organizza l’evento non significa che rompiamo con tutto il mondo. Facciamo rottura con coloro che si identificano come autoritari, partitisti o di sinistra. Inoltre apprendiamo che l’evento si terrà presso il Museo de la Memoria Indomita, Istituzione di Stato. Noi non vogliamo alcuna mediazione con lo Stato.

Ripetiamo, non abbiamo alcuna affinità con nessuna delle persone citate -tranne Carlos- né con le persone che stanno organizzando l’evento. Essi non considerano le rotture che già esistono, ma tendono solo a fare “presa” *. Noi non vogliamo essere recuperate. Andate avanti con il vostro evento di solidarietà, ma senza i nostri nomi. Quelli che ci sostengono sanno il perché farlo, e condividono un’affinità con noi.

La migliore solidarietà è sempre l’Attacco.
Per la distruzione totale dell’esistente.
Fuoco alla Civilizzazione.
Verso l’infinito e oltre.

Fallon e Amelie
Reclusorio de Santa Marta, Città del Messico

Traduzione: RadioAzione
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