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Questo testo è dei compagni a Salonicco dove c’è stata un’assemblea per l’appello in tribunale del compagno, invitando tutti i compagni che possono e vogliono a realizzare azioni nelle loro città. Con spirito compagno, su iniziativa dei compagni di Salonicco.

Gennaio 2011
L’anarchico Babis Tslianidis viene arrestato mentre è in clandestinità insieme ad altri 3 compagni all’interno di un’operazione poliziesca ad Atene e finisce in carcere. Le sue accuse riguardano (oltre al mandato di cattura per l’incendio di un veicolo della compagnia elettrica nazionale e per organizzazione criminale) la legge antiterrorismo (vari possessi d’arma e partecipazione ad un’anonima organizzazione terrorista). Babis si rifiuta di collaborare con le autorità, non testimonia ed è detenuto per entrambi i casi nel carcere di Koridallos.

Novembre 2011

Il compagno, mentre è prigioniero a Koridallos, viene convocato per la terza volta presso l’autorità per testimoniare per un nuovo caso. Questo riguarda una rapina a mano armata nel dipartimento economico dell’ospedale Ahepa a Salonicco.

La nuova accusa è basata su una bandana trovata nell’area della rapina, sulla quale, secondo gli agenti, ci sarebbe il dna di Babis misto ad altri dna.

“L’aggiornamento della strategia oppressiva non ci deve stupire, visto che l’uso della scienza e della tecnologia, che contribuisce in larga parte alla crescita della civilizzazione autoritaria, è sempre stato applicato dallo stato e dal dominio. Come anarchici non dobbiamo spenderci per richiedere il mantenimento dei nostri diritti allo stato, visto che ciò presuppone assoggettamento verso di esso, un contratto che vogliamo distruggere.”

Marzo-Novembre 2012

I processi per i casi di Atene e Salonicco iniziano, Babis non presenzia ed esprime le proprie opinioni sui casi tramite comunicati pubblici. In entrambi i processi le accuse cadono e restano solo reati minori (creazione di una gang e complicità nell’incendio con condanna nel primo processo a 2 anni e 10 mesi, creazione di gang e possesso semplice d’arma nel secondo con condanna a 4 anni). A questo punto accade quanto seguo: Il presidente di corte, per una condanna che non prevede neanche lo sconto della pena, assegna a Babis l’ammontare reale della pena da scontare. Una condanna non scontabile è quella che applica la cauzione o la libertà vigilata (come è accaduto) fino all’appello dato che si tratta di una pena bassa. Per Babis lo sconto della pena inizia il 5 Dicembre 2012…

Gennaio 2013

Il processo per la rapina a Salonicco inizia. Babis non presenzia avendo già dichiarato che:

“… per i nostri nemici saremo sempre colpevoli del nostro tentativo di soddisfare il nostro desiderio di vivere liberi, di definire da soli le nostre vite, a livello individuale e collettivo, in armonia con la natura, lontano dalle reti dell’autorità, del controllo e della mediazione, lontano dalle relazioni che riproducono le gerarchie; oppressione e sfruttamento, lontano dalla dipendenza dagli “specialisti”. Un tentativo, una lotta che mira alla distruzione del capitalismo, cosi come di ogni forma di civilizzazione autoritaria.”

In aula e senza nessun riconoscimento di Babis da parte dei testimoni, e col perito che spiega che il dna, soprattutto quando è misto ad altri, non può essere usato come prova, i giudici sotto ordini dei loro superiori decidono: 10 anni e 4 mesi e come ha detto l’accusa: “se fosse stato innocente avrebbe fornito da sè il dna” e “se fosse stato innocente sarebbe venuto in aula a dimostrarlo”.

Babis diventa il primo anarchico in Grecia ad essere condannato con la semplice “prova” del dna. Da questo momento, la storia si ripeterà, e il dna sarà sufficiente per “fare testimoniare” e condurre più “devianti” nelle prigioni della democrazia.

Oggi, l’anarchico Babis Tsilianidis è ancora in carcere. L’unico casu per il quale è “trattenuto” è la rapina, ma non può chiedere permessi o chiedere l’interruzione della pena a causa del periodo che ha già scontato per altri casi.

Il 5 Giugno ci sarà l’appello in tribunale a Salonicco.