Grecia: Lettera dall’ospedale di Yannis Michailidis in sciopero della fame

Ho scritto queste righe per esprimere quanto sia stato toccato dall’ampia e polimorfa attività di solidarietà dei compagni fuori dalle mura delle prigioni. Non solo perché la sua estensione, immaginazione, organizzazione-coordinamento, tenacità ed aggressività hanno superato, di gran lunga, le mie aspettative, sapendo che significativi edifici dello stato e del capitale, stazioni radio e televisive sono stati occupati, sono stati organizzati presidi e dimostrazioni nelle principali città del territorio, ed attacchi alle forze della repressione, come altri attacchi insorgenti di varia natura si sono verificati.

Ma anche perché è quello che rompe la solitudine della mia cella e mi fa sorridere, perché mercoledì notte non ero in prigione, ero tra voi e sentivo il calore delle barricate in fiamme.
Perché, comunque finisca, la stessa esistenza di questo fronte di lotta, è una vittoria in se stessa, sia per la prospettiva immediata di questa lotta che per l’eredità che si lascia dietro.

So benissimo che migliaia di compagni coinvolti in questa battaglia che Nikos ha iniziato, con molte preoccupazioni ma tanta determinazione, hanno tra di loro, ma anche con noi,  idee e pratiche assai differenti. Tuttavia, l’avanzare scaturisce dalla diversità.

E questo è l’esatto significato della solidarietà anarchica; connette senza rendere identici, unisce senza omogenizzare. E quando si tratta di una solidarietà orientata sull’azione, funziona.

Ora che i media di inganno di massa affermano che, per quanto continui lo sciopero della fame, minaccia la sicurezza nazionale, ho capito che nessuna lotta si perde, e gli spazi lasciati ai pensieri frantumati della disperazione – provocati dalla prolungata inattività dovuta alla carcerazione – si colorano di tinte significative di nuovo l’insurrezione è sempre attuale.

I nostri sogni diventeranno il loro incubi.
L’anarchia combattiva si è risvegliata e sta ruggendo.
Nulla è finito, tutto continua.
SOLIDARIETA’ AGLI ARRESTATI DEGLI SCONTRI DI MARTEDI’

A Nikos:
Fratello, rimani forte, fin qui hai disturbato le loro celebrazioni piuttosto bene. Tu non stai retrocedendo, così dovranno farlo loro. Sarò al tuo fianco fino alla vittoria finale.

Ad Athanasiou(ministro della giustizia):
Ho molta fame. Se tu uccidi Nikos, la tua gola sarà l’unica cosa buona da mangiare per me.

Yannis Michailidis