Da Senza Soste:

“S’è accanito contro la donna,
riempiendola di calci e pugni, poi le ha sfondato il cranio colpendola
ripetutamente con una statuetta metallica di Padre Pio; quindi ha preso
un coltello e le ha tagliato di netto l’orecchio sinistro”. I poliziotti
intervenuti sul posto parlano di un lago di sangue, una scena da film
horror.

Se l’autore del massacro fosse stato un
rom e la vittima italiana avrebbero già chiesto tortura e pena di morte
per il mostro, e sulla stampa locale si sprecherebbero gli interventi
contro il “permissivismo”, il “buonismo”, e l’”ipocrisia di una certa
sinistra” (che non si è mai capito cosa vuol dire ma c’incastra sempre).

Però la vittima (che sta lottando tra la
vita e la morte) è russa e il colpevole è italianissimo: i toni sono
quindi molto delicati, si legge che l’autore del misfatto “è una persona
con una situazione emozionale sbilanciata”. Interrogato dai magistrati,
la stampa ce lo descrive tormentato ma collaborativo, “intenzionato a
ricostruire non solo l’aggressione ma anche le settimane precedenti, le
cose fatte, le difficoltà vissute”.

Ancora una volta si dimostra la falsità
del luogo comune per cui  la violenza sulle donne sarebbe un’emergenza
determinata dall’”invasione” extracomunitaria: la stragrande maggioranza
degli episodi di questo tipo accade all’interno della coppia e gli
autori sono i partner o gli ex-partner, italianissimi, che si scoprono
improvvisamente “sbilanciati”.

Ironia della sorte, il protagonista di
questo episodio alle ultime elezioni è stato uno dei candidati della
lista civica guidata da tale Bruno Lo Porto, che proponeva l’istituzione
delle ronde in città.

Se l’idea si fosse concretizzata, lo
avremmo visto con stellette e stivaloni e chissà quanti extracomunitari
avrebbe potuto massacrare impunemente con la copertura della
“sicurezza”. E chissà quanti psicopatici avevano visto con entusiasmo la
possibilità di partecipare alle squadracce di Lo Porto.

A proposito di Lo Porto, nega perfino di
conoscere l’energumeno e dice di non averlo mai coinvolto nella
faccenda delle ronde. Chiaro, lo aveva messo in lista scegliendo a caso
sull’elenco del telefono… E figuriamoci se i candidati della sua lista
non li aveva “arruolati”, visto che giurava e spergiurava di avere
decine e decine di persone disponibili a partecipare alle ronde e poi ha
preso 250 voti.

Del resto Lo Porto non pare proprio un
personaggio “con la parola di Mazzini”: un passato da consigliere
circoscrizionale per Alleanza Nazionale, si candida in seguito con Forza
Italia, poi crea la lista “Tutti Insieme per Livorno” di cui sopra. Ma
proprio in questi giorni colpo di scena: si propone al PD, dicendo che
in fondo non è mai stato un uomo di destra e che in passato è stato
perfino iscritto alla FGCI.

Vedremo se un PD alla frutta imbarcherà
pure lui. Del resto l’astro nascente della maggioranza locale è
quell’Andrea Romano che qualche anno fa come caporione leghista
partecipava alle ronde a Marina di Massa, poi è transitato nell’Italia
dei Valori, quel partito che fa del moralismo dappertutto meno che a
Livorno.

A questo punto consigliamo al PD per la
prossima campagna acquisti uno dei nostri beniamini: il leghista
Emiliano Baggiani, ex candidato a sindaco a Collesalvetti, cacciato
ingiustamente dal PdL e in cerca di una nuova collocazione. È giovane e
dinamico, e nella squadra di Cosimi non sfigurerebbe. Dai, prendetelo
almeno in prestito con diritto di riscatto…

Per Senza Soste, Nello
Gradirà

20 aprile 2010