Pisa: Assemblea Antifà

Lunedì・18 gennaio alle 21:15, al Circolo Agorà, via Bovio 48, Pisa

Assemblea antifascista con la partecipazione di:

Rete antifascista pistoiese, Movimento antagonista livornese, Comitato parenti e amici degli arrestati Colle Val d’Elsa

Il tribunale di Pistoia, il 20 gennaio, si prepara a condannare gli antifascisti che una montatura poliziesca e giudiziaria ha privato della libertà ormai da tre mesi, accusandoli infondatamente di aver fatto irruzione nel circolo fascista pistoiese di Casa Pound.
E’ in corso a livello nazionale un progetto politico liberticida che si articola nell’arresto degli antifascisti, nella persecuzione degli immigrati e nella repressione delle lotte operaie e studentesche.
A questo dobbiamo rispondere costruendo le condizioni di forza per opporci, a partire dalla mobilitazione per la restituzione alla libertà degli antifascisti arrestati per i fatti di Pistoia.

Nel corso dell’assemblea saranno presentati documenti su questi fatti.

Coordinamento antifascista antirazzista Pisano
caap@email.it

LUCCA: CASAPOUND ITALIA, ATTO VANDALICO CONTRO NOSTRA SEDE

Un po’ in ritardo, ma sintomo di un clima che anche a Lucca sta cambiando…

Lucca, 19 dic. – (Adnkronos) – La notte fra il 18 e il 19 dicembre,
ignoti hanno infranto la vetrina della sede di CasaPound Italia Lucca
in via Michele Rosi 63.

”Eravamo gia’ stati vittima di gesti intimidatori minori – dice la
nota di CasaPound Italia – ed ora e’ arrivato un danneggiamento serio
della nostra vetrina, nella settimana in cui e’ stato aggredito il
Presidente del Consiglio e sono stati ritrovati ordigni esplosivi a
Milano.

Il clima di odio politico in Italia ormai e’ evidente, e gia’ la
nostra sede di Pistoia ricordiamo essere stata assaltata nell’ottobre
scorso da militanti armati appartenenti all’area della sinistra
antagonista".

"Per quanto ci riguarda, non ci lasceremo certo intimidire da questi
gesti vigliacchi – continua la nota – provvederemo a presentare
denuncia contro ignoti e continueremo con la nostra politica del fare,
senza scendere al livello dei provocatori che vorrebbero alzare il
clima di tensione in citta’. Continueremo quindi a partecipare al
progetto della Provincia di Lucca sul ”Patto sulla Convivenza”
cittadina, a essere presenti con le nostre proposte di legge laddove il
disagio sociale si fa piu’ marcato, a produrre eventi culturali come la
mostra fotografica sugli spazi della nostra citta’, patrocinata dal
Comune di Lucca, che si terra’ il 9 e 10 gennaio al Loggiato Pretorio".

"Ci aspettiamo – conclude – la ferma condanna da parte di tutti i
soggetti politici ed istituzionali della nostra citta’, per fare subito
terra bruciata intorno a chi vorrebbe trascinare Lucca in un clima di
intolleranza e di odio politico”. (Zto/Gs/Adnkronos)
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Fabrizio De Andrè VIVE!

da www.punk4free.org
Anche quest’anno, come ogni 11 gennaio, ci tengo a ricordare la morte di Fabrizio De Andre’, avvenuta 11 anni fa.
Non c’e’ ovviamente modo migliore per farlo che proporvi un po’ di spezzoni della sua arte e della sua vita, tramite alcuni video live dei concerti, qualche documentario, una bella compilation di tributo ed i migliori link su Faber che sono riuscito a trovare in rete.
Riscrivo questo articolo ogni anno, con malinconia, perche’ del suo talento, della sua poesia, del mondo in cui sperava, dei personaggi e delle citta’ che dipingeva c’e’ rimasto veramente poco o niente. E nessuno e’ stato in grado di prendere il suo posto, neppure lontanamente.
Fabrizio e’ Fabrizio: il miglior poeta italiano del ‘900.
Era un anarchico (non mi stanchero’ mai di ricordarlo), un uomo semplice e riservato (non un fantoccio finto ed egocentrico come “le star” della musica di oggi), un buon padre ma anche un vizioso, un irrequieto, uno che amava andare “In direzione ostinata e contraria”, come dovremmo imparare a fare tutti noi.
Un genio ed una leggenda, di quelle che difficilmente tornano a nascere piu’ di una volta per ogni secolo. Per questo ogni 11 gennaio e’ troppo forte la sensazione di aver perso qualcosa di unico e meraviglioso, di sapere che quel che resta non potra’ mai bastare, non tanto a colmare il vuoto, ma ad avvicinarsi alla grandezza di cio’ che lo riempiva.
Viva Fabrizio De Andrè! Lunga vita a Fabrizio De Andrè!
Finchè ci saremo noi a ricordarti non morirai mai! Non ti lasceremo morire!
Pubblicato in ARTE

AZIONE DIRETTA dal mondo

Spagna – Azione solidale con i prigionieri in lotta

fonte: Klinamen.org

Santiago de Compostela – La notte del primo gennaio sono state rotte le etrate di un filiale de La Caixa catalana in memoria di Xosé Tarrío, in solidarietà con Amadeu Casellas e tutti i prigionieri in lotta.
Questa cassa di risparmio è un pilastro basilare per gli interessi economici della borghesia catalana e della Generalitat.
Non potranno fermarci! Xosé Tarrío continua vivo in ogni atto di rivolta! Vogliamo Amadeu libero!

 

Messico – Rivendicazione di attentati esplosivi

fonte: Liberación Total

Perché noi anarchici siamo praticamente pratici…
Con il seguente scritto rivendichiamo la responsabilità delle esplosioni che hanno avuto luogo in diversi punti della repubblica messicana:
1. San Luis Potosi: l’esplosione d’un ordigno in un bancomat di Banamex, tra la calle José Galvez e la strada per Queretaro.
2. Coacalcalco, Stato del Messico: un ordigno esplosivo è scoppiato in una concessionaria della Nissan.
3. Ciudad Nezahualcoyotl: un ordigno esplosivo è scoppiato davanti ad una filiale di Telmex.
4. Toluca : una bomba è stata collocata e fatta detonare nel bancomat della BBVA-BANCOMER-, tra Isidro Favela e Gomez Farias. Vogliamo chiarire che non abbiamo scritto nulla sulle mura, né lasciato un volantino e tanto meno scritto la frase "Europa Comunista".
5. Metepec, Toluca: scoppio di un ordigno esplosivo composto da quantità limitate di dinamite nel bancomat della Banamex, in avenida Tecnologico, dove non abbiamo lasciato alcun messaggio.
6. Milpalta Df: collocazione d’un ordigno esplosivo che non è funzionato per un errore nel suo confezionamento.
7. Iztapalapa DF: scoppio d’un ordigno esplosivo in un bancomat Banamex, in colonna Juan Escutia e avenida Zaragoza.
8. Tlanepantla, Stato del Messico: scoppio di un altro ordigno esplosivo in una concessionaria Fort.
9. Atizapan, Stato del Messico: esplosione d’un ordigno all’entrata di un macello municipale.
Brigadas de Acción Revolucionaria por la Propaganda por el Hecho y la Acción Armada “Simon Radowsky”.

 
Atene – Attentati Anarchici contro autosalone e Pasok
ATENE, 5 GEN – Un attentato dinamitardo, verosimilmente attribuibile agli anarchici, ha completamente distrutto o gravemente danneggiato nelle prime ore di stamane 22 automobili di lusso in un autosalone di un sobborgo di Atene. Un ordigno a gas e’ esploso sotto una delle automobili parcheggiate in uno spazio aperto della rivendita in localita’ Koropi dando luogo ad un violento incendio che si e’ esteso ad un gran numero di vetture. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco e antiterrorismo. Ieri sera un ordigno dello stesso tipo era esploso davanti alla sede del Pasok alla periferia della capitale, facendo danni non gravi. Nessuno dei due attentati e’ stato rivendicato. Nei giorni scorsi un ‘Commando per la vera solidarieta”’ aveva rivendicato un attentato incendiario contro una sede della Citibank ad Atene alla vigilia del nuovo anno. Nella rivendicazione si spiegava l’attacco in nome di alcuni anarchici arrestati, fra cui l’italiano Alfredo Bonanno detenuto in Grecia in attesa di processo per complicita’ in una rapina.
 
 
Bilbao – Spaccate le vetrate di una banca

fonte: Klinamen, 05.01.10

Spaccate le vetrate di una filiale de la Caixa, una delle responsabili dirette della repressione, per il suo lucro a spese della miseria delle persone detenute.
Un’azione per i prigionieri che sono stati in sciopero della fame durante le ultime settimane, per tutti i prigionieri che scoppiano di rabbia all’interno delle tenebre carcerarie, per la memoria di Xose Tarrio, per gli ultimi arrestati: Asel e Tamara e perché non si spengano i lampi ribelli di noi che non abbassiamo la testa.
Per la morte del dominio, per la vera libertà, per l’anarchia.

 

Buenos Aires – Bruciato un suv

fonte: Ai Ferri Corti

“Le auto bruceranno"… a partire dalle più lussuose.
Anche se qualsiasi auto può essere obiettivo dei nostri attacchi, in questa opportunità è toccata ad una da lusso. Alla mezzanotte di martedì 5 gennaio è stato bruciato un Suv "Lumina", a 100 metri da piazza Aristóbulo
del Valle.
Abbiamo sempre pensato all’attacco e nel momento più opportuno l’abbiamo fatto. Strade disegnate per il consumo, in cui non si può abitare, solo transitare senza aprir bocca, automaticamente trascorre la vita della gente inserita nel sistema, la cui situazione socio-economica è la giustificazione per la sua indifferenza.
La legge li protegge perché c’è il diritto alla competizione, e la mancanza di sentimenti umani li fa comportare sempre più come macchine.
Senza pensare, obbedendo solo alle abitudini, alle tradizioni e normalità, si può criticare questo fatto; ma con coscienza si salutano tutti i lottatori per la libertà che sono in strada o nei centri di sterminio umano (carceri).
Quest’azione è stata effettuata per distruggere la pace sociale che vogliono imporci i perpetuatori di questo miserevole mondo, perché solo per mezzo dell’azione potremmo giungere alla libertà desiderata.
La lucha continua…

Pubblicato in ARTE

Libera la donna che uccise il marito neonazi

da www.ecn.org/antifa

NEW
YORK – Aveva ucciso il marito neonazi mentre dormiva, dopo anni di
abusi fisici e psicologici, aiutando le autorità a scoprire un vero e
proprio arsenale terroristico nascosto nel garage in grado di provocare
uno sterminio di massa. Ma questa settimana un giudice del Maine ha
stabilito che Amber Cummings non dovrà passare neppure un giorno dietro
le sbarre.
La notizia, unica e rara nell’America del patibolo, arriva proprio
mentre il Paese inaugura il nuovo anno con ben tre esecuzioni: di due
afro-americani in Texas e Ohio e di un bianco in Louisiana.
Per la 32enne Amber il Pubblico Ministero aveva chiesto ben otto anni
di carcere, ma, data la natura del caso, il giudice Jeffrey Hjelm ha
deciso di risparmiarla. Avvallando la tesi della difesa secondo cui la
donna, affetta da sindrome da moglie maltrattata, avrebbe agito per
autodifesa.
La mattina del 9 dicembre 2009 Amber aveva freddato il marito James
sparandogli due colpi in testa con la sua calibro 45 mentre l’uomo
dormiva nella camera da letto della loro villa a Belfast, in Maine. "Il
mio istinto iniziale era stato quello di suicidarmi", ha spiegato Amber
al giudice, "Ma l’idea di lasciare nostra figlia da sola in balia di
quel mostro pedofilo mi ha trattenuta".
Dopo la sua morte l’FBI ha rinvenuto libri, manuali e componenti (tra
cui uranio impoverito) accumulati dal neonazista per costruire una
‘bomba sporca’, un rudimentale ordigno potenzialmente letale che aveva
l’intenzione di usare per protestare contro l’elezione di Barack Obama.
Oltre a bandiere con la croce uncinata e altri ammennicoli in omaggio
ad Adolf Hitler, nel garage della sua casa le autorità hanno trovato
anche materiale pedopornografico – un’altra sua ossessione – insieme
alle prove che l’uomo aveva assoggettato la moglie e la figlia di 9
anni ad anni di inenarrabili torture.
“Era la personificazione stessa del male”, ha sostenuto durante il
processo l’avvocato della difesa. Quando il giudice Hjelm ha lasciato
il tribunale, una folla di sostenitori che sventolavano cartelli
all’insegna dello slogan “Liberate Amber” è esplosa in un fragoroso
applauso.

Rosarno : Rivolta dei migranti schiavizzati!!

fonte: rainews24

Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati
sull’asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. Scene di guerriglia
urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune
centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e
accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in
un’altra struttura abbandonata. A fare scoppiare la protesta il
ferimento da parte di persone non identificate di alcuni cittadini
extracomunitari con un’arma ad aria compressa. I feriti, tra i quali
c’e’ anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di
soggiorno, non destano particolari preoccupazione, ma la volonta’ di
reagire che, probabilmente, covava da tempo nella colonia di lavoratori
ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del
sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in
locali dell’Ex Opera Sila, non ci ha messo molto ad esplodere. Armati
di spranghe e bastoni, gli extracomunitari in larga parte provenienti
dall’Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno
mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali della cittadina.
Gli episodi di violenza non hanno risparmiato nulla: tutto cio’ che si
trovasse alla portata dei manifestanti, dalle auto, in qualche caso
anche con delle persone a bordo, alle abitazioni, a vasi e cassonetti
dell’immondizia che sono stati svuotati sull’asfalto. A nulla e’ valso
l’intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa
davanti ai piu’ agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto
stretto controllo. Nel corso della serata sono arrivati rinforzi e, in
un clima di palpabile tensione, si e’ intavolata una trattativa nel
tentativo di fare rientrare la protesta. Anche la popolazione ha
reagito davanti alla situazione di caos venutasi a creare e, in queste
ore, alcuni giovani di Rosarno, circa un centinaio, stanno seguendo
l’evolversi della situazione ad alcune centinaia di metri dalle forze
dell’ordine. A Rosarno arrivati tutti i dirigenti dei commissariati di
Pubblica sicurezza e i dirigenti delle compagnie di carabinieri della
Piana. Tra Rosarno, l’ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro in un
immobile dell’ex Opera Sila sono circa 1.500 gli extracomunitari che
lavorano come manodopera nell’agricoltura.

Livorno: presidio informativo contro la repressione

Per sabato 9 gennaio, il Collettivo
Anarchico Libertario organizza un presidio informativo contro la
repressione. Saremo in P.zza Grande con un banchetto dalle 16:30.

Nelle
prossime settimane inizieranno i processi a carico degli arrestati per
i fatti di Pistoia dell’11 ottobre. In questi tre mesi si sono svolte
in tutta la toscana iniziative di solidarietà che hanno coinvolto
centinaia di persone. Continuiamo a denunciare questa grave operazione
repressiva.
TUTTI LIBERI SUBITO

Collettivo Anarchico Libertario
collettivoanarchico@hotmail.it
http://collettivoanarchico.noblogs.org

 

Livorno :manifestazione BASTA MORTI DI STATO!

Sabato 16 gennaio 2010

  Concentramento alle Ore 10.00
 

in 

Piazza della Repubblica – Livorno 


Manifestazione 16-01-2010 Livorno

 Manifestazione 16-01-2010 Livorno

Hanno confermato la presenza:

MARIA CIUFFI per MARCELLO LONZI

HAIDI GIULIANI per CARLO GIULIANI

PATRIZIA ALDROVANDI per FEDERICO ALDROVANDI

ORNELLA GEMINI per NIKI APRILE GATTI

BIANZINO per ALDO BIANZINO

RITA CUCCHI per STEFANO CUCCHI

MARIA IANNUCCI per IAIO

INFORMIAMO ED INVITIAMO I FAMILIARI DELLE ALTRE VITTIME di STATO

A PARTECIPARE ADERENDO

Ecco qui gli appelli alla manifestazione:

da Milano:

MORTI DI STATO
ovvero
ASSASSINATI dallo STATO
 nelle GALERE ITALIANE e nelle STRADE

NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE?
Venerdì 18 dicembre il giovane Uzoma Emeka, 32 anni nigeriano, muore in
circostanze misteriose nel carcere di Castrogno (Teramo); tre mesi
prima aveva assistito al pestaggio da parte delle guardie di un altro
detenuto. Come accade sempre in questi casi le "autorità" spiegano gli
omicidi con la solita frase "decesso per cause naturali" ma è
sufficiente vedere le foto del corpo di Marcello Lonzi per capire che
non c’è assolutamente niente di naturale – eppure dopo più di sei anni,
un’archiviazione, una riapertura del caso e un iter di esami e perizie
costosissime – per Marcello Lonzi si attende a breve una risposta
proprio dalla Procura di Livorno. Purtroppo la lista dei morti nelle
carceri italiane è lunga e non ha mai fine (nel 2009 sono stati 175 i
morti, il numero più alto registrato dal 2000 ad oggi per un totale di
1564 persone in neanche 10 anni), è un bollettino di guerra, quella
stessa guerra che lo Stato Italiano conduce contro i proletari anche
mediante le galere. Recentemente la morte di Stefano Cucchi che
stranamente ha interessato parecchio stampa e tv, gli stessi che non si
sono per nulla occupati della recente archiviazione per la morte di
Aldo Bianzino, avvenuta nel carcere di Perugia. Federico Aldrovandi
pestato a morte una notte mentre tornava a casa da solo e non
dimentichiamo neanche Carlo Giuliani ucciso dal potere che veniva
duramente contestato nelle giornate del G8 di Genova nel 2001. E quante
sono le morti che nessuno rivendica, quelle facilmente occultabili,
quelle di tanti e tante immigrate che non avendo il permesso di
soggiorno scompaiono come se non fossero mai esistiti? E nei CIE
(Centri di Identificazione ed Espulsione), cioè galere speciali per
soli immigrati/e, sono botte e suicidi, quindi omicidi da parte dello
Stato, messi a tacere e considerati effetti collaterali della guerra
contro l’immigrazione.
Noi non dimentichiamo né perdoniamo gli assassini in divisa.

NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE PERCHE’ SI VIENE UCCISI.

SABATO 16 GENNAIO 2010
    Manifestazione a Livorno
Concentramento ore 10.00 in Piazza della Repubblica a Livorno

Bari : Foto dal LAGER.DEMOCRATICO/Cie

L’anno
nuovo è arrivato. Come regalo ai gestori del C.I.E. di Bari-Palese
diffondiamo queste foto giunteci tramite una renna col doppiofondo.
Diffondiamo
queste foto in modo che tutti sappiano di che morte si "vive"
all’interno di quella struttura. Diffondiamo queste foto non sperando
che un giorno quel lager si dipinga di azzurro, o che, un giorno, gli
"ospiti" possano finalmente mangiare su tavoli e sedie, o che un
giorno, magari, arrivino letti e coperte, o che i militari di guardia
non rispondano col manganello alle richieste dei reclusi.
Diffondiamo queste foto perchè tutti sappiano che a Bari è in funzione un vero e proprio campo di concentramento.
Ed è compito di tutti far si che di questo posto rimangano solo macerie.
Fuoco ai centri per detenzione per stranieri. Libertà per tutti.
alcune renne scorbutiche