Grecia – Nuovi attacchi ad Atene

fonte: peacereporter

Questa mattina ci sono stati nuovi attentati ad Atene contro una
banca e un negozio che sono rimasti distrutti. Gli attacchi vengono
attribuiti agli anarchici

Ad Atene continuano i disordini. La banca danneggiata è una filiale
della Aspis al Pireo, mentre il negozio è rimasto distrutto è stato
attaccato con lancio di bombe incendiarie da un gruppo di uomini armati
e incappucciati.
Dallo scorso dicembre si sono verificati diversi
episodi di violenza nella capitale greca, dopo che la polizia fu uccise
uno studente quindicenne. In seguito a quell’episodio, la polizia è
stata accusata dall’opposizione di "incapacità".
Nei giorni scorsi
il presidente greco, Costas Karamanlis, del partito di centrodestra
Nuova Democrazia, ha annunciato nuove misure per rafforzare la risposta
delle forze dell’ordine e aumentare le condanne contro chi porti
cappucci durante le manifestazione.
Secondo un sondaggio il 60%
dei cittadini à favorevole a queste misure e quasi il 50% vuole la fine
del diritto di asilo di cui godono le università.

Lettera di Francesco Domingo

Riceviamo e pubblichiamo questa nuova lettera di Francesco Domingo

Cari/e Compagni/e! ,

Anzitutto mi auguro che questo mio scritto possa raggiungervi in
ottima forma e salute.
Giorni addietro ho ricevuto il vostro gradito scritto, ma ho aspettato
qualche giorno nel rispondervi, per il semplice motivo che il 19/02
sono andato a Cagliari (all’udienza) per la revoca del 14 bis, ed
essendo che il consiglio si era riservato, aspettavo la risposta per
comunicarvi nuovi sviluppi.
Vi comunico che è andato tutto bene, infatti il 04/03 mi è stato
revocato la “tortura del 14 bis”, essendo che tutte le motivazioni
erano infondate, però mi hanno fatto scontare 2 mesi e 10 gg., ma
l’importante è che il tutto si è concluso positivamente.
Intanto vi ringrazio per il vostro tempestivo e costante supporto
datomi, Anche il compagno *** mi è stato e mi sta molto vicino.
Adesso sto molto “meglio”, vado all’aria insieme a gli altri, posso
frequentare la saletta ecc… di positivo c’è anche che giorni addietro
ricevetti notizie dall’avvocato, la quale mi comunicò l’assoluzione in
un processo, così per come sono messo adesso, mi restano 2 anni e 10
mesi per finire il tutto.
Vi informo che il 01/03 è stato il mio ultimo giorno dello sciopero
della fame che ha toccato le carceri Sarde per l’abolizione del “fine
pena mai” e ho chiuso simbolicamente con uno sciopero del carrello!
Carissimi/e Compagni/e,
Per il momento concludo questa mia inviandovi un forte abbraccio
fraterno e saluti rivoluzionari!

Francesco  (A)!

MACOMER  09/03/2009

Torino – Resoconto del fine settimana

fonte: macerie

Agnolotti

Pare che stessero mangiando agnolotti i clienti del lussuosissimo
ristorante “Il Cambio” in piazza Carignano, a Torino. Quando
all’improvviso hanno fatto irruzione nei locali alcuni anarchici – o
almeno così si dice – che hanno gettato a terra un secchio ripieno di
merda e alcuni volantini. All’arrivo delle forze dell’ordine, il
gruppetto se l’era già svignata. Così come la clientela, cui
probabilmente gli agnolotti erano rimasti sullo stomaco.
Guardate il servizio del TG3 Piemonte su questo fattaccio su:
http://www.autistici.org/macerie/?p=13993

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Torino – Fame di libertà contro nausea da merda

fonte: adnkronos

La protesta contro i centri di identificazione ed espulsione arriva
nel cuore di Torino e colpisce il simbolo di lusso e vip. Come
riferisce ‘La Stampa’, un gruppo di anarchici sabato sera ha preso di
mira lo storico ristorante ‘Il Cambio’, uno dei più noti della città,
rovinando la cena a una cinquantina di clienti.

Erano passate da poco le 20.30 quando sei o sette uomini,
incappucciati e vestiti di nero, sono entrati nel locale lanciando
secchi pieni di sterco contro i tavoli a cui erano seduti i clienti.

Quello di sabato sera è solo l’ultima di una serie di azioni firmate
dagli anarco-insurrezionalisti a Torino contro il nuovo centro di
identificazione ed espulsione di corso Brunelleschi. Nelle ultime
settimane infatti, c’era stato un assalto con vernice rossa e farina
alla lavanderia della Croce Rossa (che gestisce l’ex Cpt) e l’irruzione
nella cooperativa che ha ottenuto l’appalto per i lavori di
allargamento del Centro di identificazione.

Ora però la protesta a sostegno degli immigrati si è allargata,
anche dopo la notizia di alcuni tentati suicidi da parte degli
extracomunitari rinchiusi nella struttura. Gli anarchici hanno voluto
‘colpire’ il loro ‘nemico’ per eccellenza: il luogo di ritrovo della
‘Torino bene’ all’ombra della Mole. Un’azione subito fermamente
condannata dal sindaco Chiamparino, secondo cui questi gesti "alla fine
vengono attribuiti alla sinistra finendo per danneggiarla".

Torino, blitz Anarchico: guerra al lusso!

da lastampa.i, articolo di Angelo Conti

Blitz anarchico al Cambio di Torino. Sei incappucciati terrorizzano i clienti al grido di "voi vi ingozzate e nei cpt si crepa".
Secchiate di escrementi sui tavoli del Ristorante del Cambio. E’ successo ieri sera, quando mezza dozzina di anarco-insurrezionalisti, ha dato l’assalto allo storico locale di piazza Carignano, nel cuore di Torino. Erano le 20,40 e, quasi per ogni tavolata era il momento degli agnolotti. Qualcuno ha suonato alla porta e qualcuno, stranamente, ha aperto. Sei ragazzi, vestiti di nero e tutti incappucciati, con in mano secchi maleodoranti, sono entrati urlando nell’elegante e storico ingresso. Poi la corsa verso la sala principale dove c’erano una cinquantina di persone, molti di fuori città. Al grido di «libertà per gli immigrati» gli anarchici hanno poi scagliato il contenuto dei secchi, escrementi e frattaglie, contro i clienti. Poi sono passati ai volantini per la «Campagna contro il centro di identificazione e espulsione di corso Brunelleschi». Il gruppo è poi fuggito inseguito da un paio di camerieri che hanno perso le tracce dei teppisti dopo un paio di isolati. L’allarme è stato dato al 113 da camerieri e avventori, mentre il personale cercava di ripulire gli antichi velluti rossi che coprono le sedie e i divani del locale.

I titolari hanno cercato di ripristinare la normale funzionalità del locale, ma i clienti hanno preferito allontanarsi subito, storditi anche dall’odore nauseabondo che aveva avvolto le sale care a Cavour. Alcuni di loro si sono lamentati: «Ma perché gli hanno aperto? Si sono presentati incappucciati, vestiti di nero, con dei secchi in mano. Potevano essere di tutto, anche rapinatori». Ed un altro: «Ho pantaloni e scarpe imbrattate. Il locale sarà assicurato?». Quando la prima pattuglia delle Volanti, un paio di minuti dopo l’allarme, è arrivata sulla piazza, i clienti si stavano già allontanando e all’interno gli addetti alle pulizie avevano già fatto sparire molte tracce del raid. La scientifica si è così trovata di fronte ad una «scena del crimine» molto compromessa, ma le indagini della Digos si sono subito orientate sui gruppi anarco-insurrezionalisti che, in questi giorni stanno dando vita a una dura campagna contro il centro di corso Brunelleschi, diventata ancor più violenta dopo la notizia di alcuni tentati suicidi proprio qui a Torino e della morte di un immigrato nel centro gemello di Roma. La polizia ha cercato di rintracciare, ieri sera, alcuni dei più attivi del gruppo e, nella notte, erano in corso sopralluoghi e controlli. Il modus operandi è stato simile a quello adottato nel raid contro gli uffici della Croce Rossa, in quello contro la lavanderia che si occupa del trattamento delle lenzuola del centro, nella recente azione contro la società di servizi che ha cominciato a lavorare in corso Brunelleschi. Il gruppetto comunque sarebbe stato anche ripreso da almeno due telecamere, piazzate nei pressi del ristorante. Le probabilità di identificare i responsabili sono piuttosto alte.

FI – Ancora Denunce Contro gli Studenti in Lotta

ANCORA DENUNCE CONTRO
GLI STUDENTI IN LOTTA

Venerdì 6 marzo, tre studenti, camminando per il centro di Firenze, si
imbattevano nella pomposa celebrazione dei 150 anni de “La Nazione”. A
rendere i propri onori al giornale, storico portavoce della
dis-informazione oltre che delle campagne razziste e reazione di
regime, non potevano mancare le alte rappresentanze istituzionali, dal
ministro Brunetta al presidente Napolitano, passando per il presidente
della Provincia e candidato sindaco per il PD a Firenze Renzi.

Di fronte alla pacchiana sfilata di sfarzose auto blu, i tre studenti
hanno urlato ironicamente “c’è crisi, he? … Vergogna!”, manifestando
il proprio disprezzo per una tale e provocatoria ostentazione di lusso
da parte delle stesse persone che ogni giorno ci chiedono sacrifici in
nome della famosa “crisi”.

Nel giro di 30 secondi, la Digos presente sul posto si è scagliata
contro i tre e li ha trascinati con la forza nel vicino palazzo della
Regione, per poi trasferirli in questura. Durante il lungo fermo, gli è
stato impedito di chiamare il proprio avvocato, mentre gli è stata
obbligata una “visita” alla Scientifica, dove sono state prelevate
impronte e scattate foto segnaletiche, nonostante fossero tutti muniti
di documento d’identità.

Verranno tutti rilasciati più di due ore dopo, con una denuncia per
“Vilipendio alle più alte cariche dello Stato” (278 c.p.), punibile con
pena da 1 a 5 anni di carcere.

Dagli sviluppi del fermo in questura, e dall’atteggiamento stesso della
Digos, è stato chiaro fin da subito quanto questo avesse ben poco a che
fare con l’irrilevanza del fatto contestato, ma rispondesse ad una
strategia intimidatoria di accanimento contro chi continua a portare
avanti le lotte all’interno delle scuole.

Una volta in questura, infatti, i fermati sono stati messi a conoscenza
di altre due denunce a loro carico per fatti relativi a due recenti
cortei studenteschi.

Chiaro è come, tramite denunce, segnalazioni e minacce contro studenti
più attivi nella stagione di lotte inaugurata dalle occupazione
dell’ottobre scorso, si voglia così andare a colpire l’intero
movimento. Un movimento che, a Firenze come altrove, superando alcuni
limiti storici e sviluppando contenuti e pratiche radicali, è tornato a
far paura ai palazzi del potere, rifiutando sempre elemosine e
compromessi.

Come già successo per le sospensioni alle studentesse del liceo
Michelangiolo, colpevoli di aver partecipato all’occupazione del 10
ottobre al termine di un corteo, ancora una volta le istituzioni hanno
aspettato che le acque si calmassero, con il riflusso del movimento,
per poter poi presentare “il conto” agli studenti, nella speranza di
riuscire a portare avanti i propri disegni repressivi in tranquillità.

Sta a noi studenti dimostrare che non saranno delle denunce a fermare
il movimento nato dalle occupazioni di ottobre, rispondendo fin da
subito con il rilancio sempre maggiore della lotta e della solidarietà.

Alcuni Studenti Medi
Firenze. Marzo 2008.

FI – Fascisti alle Piagge

Nella notte tra giovedì e venerdì
alcuni fascisti sono entrati nel Centro Sociale il Pozzo della Comunità
di Base delle Piagge, danneggiando i locali e lasciando come firma un
manganello con la faccia di Mussolini.

Alla
Comunità delle Piagge, colpita come presenza radicata sul territorio,
di produzione di cultura della tolleranza, della solidarietà, del mutuo
soccorso, contro l’arroganza ed il razzismo, va tutta la nostra
solidarietà. Crediamo che questo atto non riguardi solo Le Piagge o Don
Santoro, già altre volte minacciato dai fascisti, ma riguardi tutta la
città, debba essere un segnale da non sottovalutare per tutti noi.
Quanto accaduto ieri smentisce per sempre quanti sostengono che
l’antifascismo militante sia da archiviare o che sia solo una questione
di "opposti estremismi", di centri sociali contro qualche fascista.
Viene colpito in modo meschino e vigliacco, un luogo di socialità
legato ad una comunità cristiana di base.
Da anni assistiamo alla crescita del neofascismo, degli attacchi contro
centri sociali, immigrati, ragazzi di "sinistra", con morti e feriti.
E quello che fa riflettere è il grado di connivenza delle forze
politiche di governo e delle forze dell’ordine con questi soggetti.
Tutelati politicamente e militarmente, portati a braccetto con le
spranghe come a Bergamo per Forza Nuova, mentre vengono pestati gli
antifascisti, cariche contro gli studenti per fare entrare quelli del
FUAN all’Università come a Torino, fino a risalire all’episodio di
Piazza Navona. Favoriti da 20 anni in cui è stato abbandonato
l’antifascismo in nome di una falsa pacificazione. In questo momento di
crisi e di insicurezza sociale diventa ancora più importante rilanciare
l’iniziativa e la presenza nei nostri territori e nei nostri quartieri,
vero elemento di contrasto alla crescita di una cultura reazionaria e
fascistoide, fatta da ronde e militarizzazione del territorio.
Per il resto, come abbiamo già detto e fatto, nessuna agibilità va data
a questi figuri, nessuno spazio nelle nostre scuole, nelle nostre
strade va concesso.
Crediamo necessario che, dopo quello che è successo, sia importante
anche una risposta cittadina collettiva e rimaniamo a disposizione per
questo.
Solidarietà al Pozzo
Oggi come ieri contro il fascismo con ogni mezzo necessario

CPA Firenze sud, Cantiere Sociale K100fuegos, Collettivo Politico Sc. Politiche, Rete Collettivi Studenteschi

Lecco – Esito processo al compagno arrestato durante mobilitazione antifascista

Martedì 17 marzo si è chiuso il primo grado del processo al compagno arrestato a Lecco.

A
fronte dei 18 mesi chiesti dal pubblico ministero, la condanna
comminata dal giudice è stata di 7 mesi con la condizionale più il
pagamento delle spese processuali.

Per
quanto riguarda l’ultima udienza, il giudice ha impedito all’imputato
di leggere alcune dichiarazioni, consentendogli solo di parlare per
alcuni minuti. Nel suo discorso il compagno ha rivendicato il togliere
ogni tipo di agibilità ai fascisti in città. Evidenziando la politicità
del processo, è stato detto apertamente che non sarà una condanna a
rompere la solidarietà e a fermare le lotte in corso sul territorio.

Le
dichiarazioni sono state accolte da un forte applauso da parte del
pubblico in aula (una quarantina tra amici e compagni) che ha irritato
visibilmente giudice e pm, causando lo sgombero quasi completo
dell’aula.

Alla
fine dell’udienza un corteo, dietro lo striscione “la lotta non si
arresta”, ha attraversato il centro della città dal tribunale alla
stazione, intonando cori e distribuendo volantini ai passanti.

Grecia – La prigioniera Katerina Goulioni è morta durante un trasferimento

fonte: occupiedlondon.org

Secondo quanto
riportato da diversi media, la prigioniera Katerina Goulioni,
prigioniera e attivista per i diritti dei prigionieri, è morta durante
un trasferimento, sotto "custodia" della polizia.

Gli ultimi
aggiornamenti da Indymedia Atene rivelano che Katerina si trovava
insieme a vari altri prigionieri sulla nave che li avrebbe dovuti
trasferire al carcere di Creta. Insieme a loro anche un detenuto
fascista, Periandro, che fuori dalla nave aveva in precedenza attaccato
il prigioniero anarchico Yannis Dimitrakis, attualmente in ospedale,
per essere poi malmenato dagli altri prigionieri.

Katerina si trovava
insieme a vari altri detenuti sul traghetto dal Pireo a Creta, per
essere trasferita dalla prigione di Thiva dove era rinchiusa
precedentemente. Le guardie l’avevano fatta sedere a 15 posti di
distanza dagli altri reclusi, con le braccia bloccate dietro la
schiena. Alle 6 della mattina Katerina veniva trovata morta; secondo le
testimonianze degli altri prigionieri riportava segni di duri colpi sul
volto.

Il patologo si rifiuta
di fornire alcuna informazione prima del rapporto ufficiale, per il
quale bisognerà attendere la prossima settimana.

I prigionieri del carcere di Thiva hanno subito iniziato a rifiutare i pasti.

Katerina era stata punita diverse volte con l’isolamento per la sua attività di difesa dei diritti dei prigionieri.

Spagna – Arrestato Enric Duran, espropriatore anticapitalista

Nel settembre 2008 Enric Duran,
anticapitalista catalano, rendeva pubblico il suo sistema di frodi a
danno del sistema bancario in concomitanza con la diffusione di 200.000
copie della pubblicazione “Crisis”, pagine di critica al sistema della
finanza capitalista.

Dopo un periodo di
latitanza, Enric decide di tornare in Spagna per promuovere e
contribuire alla nascita di una campagna anti-bancaria che mobilitasse
debitori e correntisti contro gli usurai degli istituti di credito. Il
16 marzo 2009 ritorna a Barcellona e annuncia in conferenza stampa la
pubblicazione di “Podem”, rivista incentrata sulle basi per la
creazione di una società post-capitalista. 350.000 copie della rivista
(200.000 in catalano e 150.000 in castigliano) vengono distribuite
gratuitamente in giro per il paese. Il 17 marzo viene arrestato dalla
polizia (3 furgoni dei mossos d’esquadra) mentre si trovava nei locali
dell’università di Barcellona. Sono seguite mobilitazioni di
solidarietà sotto il commissariato.

Per maggiori informazioni e la lettura di “Crisis” e “Podem”: http://www.17-s.info/