sabato 14 c.p.1921 via dei mulini 28 livorno
concerto con malasuerte(firenze sud)e trade unions(oi!livorno)in
ricordo di dax il ricavato andrà alla famiglia
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cariche e arresti all’ universita’
nuovo sede delle facolta’ umanistiche, c’e’ stata una contestazione
contro un banchetto del FUAN (sezione giovanile di alleanza nazionale).
Durante
la mattinata un centinaio di studenti antifascisti hanno contestato la
presenza degli studenti fasciti che erano presenti all’interno dell’
ateneo con un banchetto.
Dopo vari slogan e il lancio di un paio di uova c’e’ stata la
violentissima e sproporzionata carica delle forze dell’ ordine contro
quegli studenti che protestavano.
Le cariche hanno portato al fermo di alcuni studenti e all’arresto
di altri due. In questo momento il movimento studentesco e quello
antifascista si stanno radunando all’interno del rettorato per chiedere
la liberazione dei compagni e la motivazione di tale violenza.
Seguiranno aggiornamenti su Radio Blackout, e infoaut
Info Aut
Con
l’incombere delle prossime elezioni universitarie tornano a farsi vivi
nei locali dell’università di Torino anche i fascisti del Fuan,
componente giovanile di Alleanza Nazionale che non ha mai digerito lo
svolta, più di facciata che reale, di Fiuggi. Perseverano
nell’ostentazione di simboli fascisti, richiamandosi nostalgicamente
nelle pratiche e nelle parole d’ordine al ventennio mussoliniano.
Questa mattina hanno quindi fatto la loro comparsa, con un
banchetto, a Palazzina Einaudi, sede dislocata dell’università, dove
hanno trovato come ogni volta l’opposizione degli studenti e delle
studentesse antifascisti. Nonostante la solita presenza di forze
dell’ordine a protezione dei fascisti si è creato un presidio
antifascista dell’Onda che è cresciuto di numero man mano nella
mattinata, ritenendo intollerabile la presenza del Fuan.
Dietro lo striscione "Fuori i fascisti dall’università" oltre una
cinquantina di studenti ha mantenuto il presidio di contestazione di
fronte ai cancelli della sede delle facoltà di Scienze Politiche e
Giurisprudenza, ingentemente presidiati da un forte schieramento di
polizia. Nel momento in cui il presidio è avanzato, lanciando uova
contro fascisti e polizia, la celere ha caricato, non riuscendo però a
far sciogliere il presidio.
Anche quest’oggi gli studenti, l’Onda, hanno dato una risposta
doverosa di fronte al tentativo di riemergere di questi personaggi.
Nessuno spazio, nessuna agibilità, nè in città nè tantomeno
all’università. Un antifascismo genuino quello espresso quest’oggi come
negli anni scorsi a Torino, che non può essere intaccato nemmeno dalle
"condanne esemplari" propinate dalla magistratura.
Ancora una volta polizia ed i carabinieri hanno
caricato gli studenti che protestavano contro i fascisti. Ancora una
volta assistiamo all’inutile teatrino dei poliziotti che si fanno
refertare in ospedale nonostante scudi, manganelli e tenute da robocop
incontrino solo mani alzate. A pochi giorni dalle cariche
all’università di Pisa la polizia torna ad occupare gli spazi degli
atenei e, con la complicità dei rettori, ad usare la violenza, quando
per una non ben chiara "difesa" di una porta di ingresso, quando per
una chiarissima difesa di amici politicamente vicini. Ci chiediamo
quanto durerà questa ondata repressiva "anti crisi", quando qualcuno
alzerà la voce per fermare i manganelli, i tonfa e l’eccitazione delle
divise blu, e quando il movimento tutto proverà a difendersi e a non
accettare più violenze, provocazioni, soprusi e repressione.
Ulisse Ognistrada
Pisa – scontri davanti alla Sapienza – contestazione Marcello Pera
09/03/2009: Da una lettera da Macomer (Nuoro)
Il
24 dicembre 2008 mi viene notificato e applicato il regime di
sorveglianza particolare di cui all’articolo 14 bis. Mi trovo
completamente isolato da tutti e tutto, sono sprovvisto di televisione,
specchio,fornellino etc etc. In più mi è stata censurata la
corrispondenza.
Ci sono compagni di detenzione disponibili a
cucinarmi un piatto di pasta o farmi un caffè giornalmente, ma non gli
viene data assolutamente la possibilità di avvicinarsi alla cella dove
“alloggio”, tanto meno passarmi qualcosa, non mi viene data la
possibilità di frequentare la socialità con altri compagni di
detenzione, né vedermi né parlarci. In poche parole sono sepolto vivo.
Qui
il vitto serale viene passato alle 17:00, 17:30. Da quell’ora ad
arrivare alle 20:30, 21:00 è normale che la fame si faccia di nuovo
sentire ma essendo sprovvisto di fornello non ho la possibilità di
cucinarmi qualcosa. Anche se volessi acquistare tramite spesa qualcosa,
tutti i generi alimentari acquistabili, se non cucinati o riscaldati
sono completamente immangiabili.
Non vado ai passeggi da circa un
mese, per il semplice motivo che me ne è stato assegnato uno che
chiamano “quartino”. E’ piccolo quanto una stanza di detenzione, con la
rete sopra e non passa nemmeno un raggio di sole, in più hanno messo
due telecamere. Ma ci rendiamo conto di cosa dobbiamo subire
giornalmente? Chi invece con le bombe uccide quotidianamente milioni di
persone e fa morire di fame milioni di bambini per salvaguardare il
proprio potere economico vengono chiamati presidenti o capi di stato,
ma un giorno la storia dirà chi erano i malvagi e sfruttatori di questo
pianeta e chi pur “sbagliando” i puri, cioè i buoni.
La mia
solidarietà va a tutti i detenuti, oggi la esprimo al mio amico e
compagno Giuseppe Sciacca che sta subendo gli stessi abusi e alla
compagna Maaddalena!
Un abbraccio
Francesco
***
Francesco
ha aderito allo sciopero della fame del 23/02/09 in solidarietà ai
compagni ergastolani e contro ogni forma di reclusione.
Francesco Domingo
Località Bonu-Trau n° 19 – 08015 Macomer (NUORO)
Bologna – Rovesciato banchetto della Lega, fermati tre anarchici
8 marzo 2009 – Sono stati condotti in questura intorno alle diciassette
di ieri in via Indipendenza, e lì trattenuti fino alle venti, senza che
fosse loro consegnato alcun verbale, tre attivisti di area anarchica,
accusati di aver rovesciato un banchetto del Movimento Giovani Padani
(emanazione della Lega Nord) nei paraggi dell’incrocio con via Righi. I
leghisti distribuivano un volantino a titolo «Adesso basta – Fermiamoli
con la castrazione chimica» nel cui fronte sono riprodotti titoli di
giornale relativi a stupri di cui sono stati accusati migranti. La
Lega, partito oggi di governo che ottenne il suo primo successo
popolare urlando ai quattro venti «ce lo abbiamo duro», come già i
neofascisti straparla del dramma della violenza di genere ai fini di
indebiti e strumentali attacchi xenofobi.
Saronno – Nuova occupazione, rinasce il TeLOS
Concordia, rinasce il TeLOS con una nuova occupazione.Questa sera dalle
21:30 sound per tutti i gusti, vieni a trovarci e festeggiare assieme a
noi.Ci organizziamo per dormire, porta sacco a pelo e materasso.Qui
sotto il comunicato dell’occupazione.Ricordiamo che il 14 a Saronno ci
sarà un corteo per gli spazi occupati, qui la locandina: http://collafenice.wordpress.com/2009/02/27/143-per-il-telos-e-gli-spazi-occupati/AUDIOCRONACA DELL’OCCUPAZIONE: http://radiocane.noblogs.org/post/2009/03/08/audiocronaca-occupazione-saronnoSABATO PROSSIMO CORTEO: http://resist.noblogs.org/post/2009/03/14/14-03-corteo-per-il-telos-e-gli-spazi-occupatiAGGIORNAMENTI: http://collafenice.wordpress.comCOMUNICATO:SPAZIO
ABBANDONATOSPAZIO OCCUPATO!L’8 marzo rinasce il TeLOS in un altro
stabile abbandonato saronnese, in linea di continuità con la vecchia
occupazione di via Concordia, e quella ancora precedente di via Galli;
nonostante questi spazi siano stati sgomberati dalla nostra presenza
(per essere entrambi ancora lasciati all’abbandono…), le forze di
polizia e i politicanti saronnesi non possono di certo riuscire a
disfarsi della nostra voglia di libertà, di autogestione, della
necessità di liberarci da tutto ciò che a Saronno e nell’intera società
ci opprime fino a farci mancare il respiro.La necessità di vivere
quotidianamente situazioni positive e autentiche, senza paura di
ipocrisie, senza timore di dover sottostare a qualcuno, approfondendo
la conoscenza con noi stessi e con gli altri è per noi di vitale
importanza.Il valore di uno spazio occupato e autogestito sta proprio
nel ridare la possibilità alle nostre individualità di crescere e
autodeterminarsi senza più limiti, seguendo ognuno le proprie naturali
inclinazioni, lontani dagli sguardi indesiderati e dal controllo
asfissiante di autorità e benpensanti. Uno stabile abbandonato, come
tanti ce ne sono, rifiuto di un sistema economico e culturale che
valorizza più la proprietà rispetto alle persone, più il profitto che
la vita, più la crescita economica che la felicità, è il posto giusto
dal quale ripartire per riprenderci finalmente le nostre vite. Creare
momenti di socialità costruttiva tra di noi per aprirsi al territorio e
alle persone, è un passaggio fondamentale per la riappropriazione degli
spazi e dei tempi della vita, in un’ottica di liberazione individuale e
collettiva.Ciò che ci muove è come sempre il rifiuto dell’esistente, di
questa realtà così snaturata che ci ha resi automi in un mondo per sole
macchine, strumenti silenziosi e sottomessi dal Capitale, sudditi
schizofrenici ed alienati dello Stato, amico dei banchieri e schiavo
dell’economia. Abbiamo voglia di metterci in gioco, sperimentando sulla
nostra pelle cosa vuol dire realmente essere vivi, vogliamo provare
emozioni vere, creando qualcosa di diverso, probabilmente fastidioso
per qualcuno, ma che sicuramente renderà piena la nostra esistenza,
finalmente degna di essere vissuta.A Saronno sembra che a breve sarà
inaugurato un “centro per i giovani”, presunta risposta alla mancanza
di spazi di aggregazione giovanile.E’ chiaro che noi rifiutiamo
fermamente questo contentino che, servito dall’alto dalla misericordia
dei politicanti di turno, ha come unico scopo quello di incanalare le
pulsioni libertarie di noi ragazzi, per trasformarle in comportamenti
accettabili ed accettati, controllabili e controllati.La completa
mancanza di autogestione, lo stretto rapporto che gli operatori del
centro hanno con l’amministrazione, la stessa presenza di educatori
adulti che mediano, dirigono e controllano, insegnando loro che
alternativa non ci può e non ci deve essere, ci fanno prendere le
distanze da questo progetto. I nostri metodi, partecipazione dal basso,
autogestione, libera espressione delle soggettività, non possono andare
a braccetto con servizi che sono fatti con la stessa pasta di carceri,
caserme e ospedali psichiatrici: il loro fine è infatti lo stesso,
quello di formare cittadini obbedienti, capaci di inserirsi
diligentemente nel sistema, di formarne un piccolo ingranaggio,
strumenti e mezzi di sopraffazione, violenza e mantenimento dello
status quo.Invitiamo tutti quelli che credono nell’autogestione come
alternativa reale e concreta, nella riappropriazione diretta delle
nostre vite e della nostra città, a partecipare attivamente per la
crescita di questo percorso, per la nostra sopravvivenza, per la
costruzione di una realtà altra, capace di portare conflitto
all’interno di una società pacificata ed addormentata dalle sirene del
consumismo e dai media, oramai veri e proprio strumenti di controllo e
rimbambimento mentale.Il TeLOS esiste finché noi esisteremo!Il TeLOS si
trova in via Milano 17, angolo via Varese.
Operazione Tramonto – 200 anni di carcere
Bocassini al termine della sua requisitoria contro i compagni arrestati
il 12 febbraio 2007. Una lunga requisitoria con ripetute cadute di
stile, offese, mancanza di rispetto e denigrazione nei confronti degli
imputati come il dubbio più volte espresso sulla loro sanità mentale!
Un continuo di sgrammaticature, un confondersi e sbagliare i nomi degli
imputati e, nemmeno una sola parola giuridica. Sorge il fondato dubbio
sulla sua cultura generale. Passi, ma ciò che risulta più evidente e
grave è l’assenza totale di basi minime sul sapere in campo giuridico.
Dal suo solito pulpito, circondata dalla scorta, agenti di polizia,
digos, telecamere e fotografi, la Bocassini ha riassunto col suo
“sermone” le tesi dell’impianto accusatorio alla maniera scandalistica
di solito usata dalla stampa. Sembrava di leggere i giornalacci dopo
gli arresti: “Li abbiamo fermati prima di uccidere, avevano legami con
la malavita e la mafia ecc”. Per lei la fase istruttoria e
dibattimentale nella quale le accuse più provocatorie, come quella di
voler attentare alla vita di Ichino o, quelle assurde, del legame con
la criminalità organizzata, sono state smontate senza ombra di dubbio
dalle testimonianze e dal collegio difensivo, è carta straccia. La pm
ha così ribadito il suo ruolo di rancorosa nemica della lotta di
classe, figlia delle ideologie reazionarie e poliziesche che hanno
caratterizzato la più oscena lotta contro il movimento antagonista e
rivoluzionario in Italia, ideologie patrocinate da Pecchioli e
Violante, passate nella magistratura e ben interpretate, ad esempio, da
Spataro, che ha diretto questa inchiesta e dal “compagno” Salvini che
ne è stato il Gip. Il suo rancore è stato alimentato dal fatto che, a
suo dispetto, il processo si sia mostrato quale era, un processo
politico e che gli imputati si siano mostrati fieri della loro identità
comunista. Non pazzi isolati ma avanguardie amate e riconosciute dai
compagni di lavoro e di lotta. I compagni non sono mai rimasti soli,
anzi, la solidarietà che hanno ricevuto, da amici o semplici
conoscenti, dai colleghi di lavoro, da realtà di movimento ha
dimostrato che sono riconosciuti dalle masse ed interni, parte
integrante, alla lotta di classe. Forse non molti ci avranno riflettuto
ma, la democratica signora, difenditrice dei valori della Costituzione
(ama spesso ammantarsi di questo), ha richiesto di fatto l’ergastolo
per una parte di compagni. Infatti, nel concreto, è questo quello che
significa richiedere 22 anni di galera per persone che hanno superato i
50 anni di età! Le richieste esorbitanti, soprattutto se confrontate
con i fatti concreti sotto processo, sono comunque una manifestazione
della debolezza e della paura che lo stato borghese ha, di fronte alla
crisi sempre più profonda ed un immiserimento continuo delle masse
popolari, che il malcontento si organizzi e diventi lotta politica.
Attraverso attacchi repressivi, anche preventivi, e attraverso
punizioni esemplari verso tutti coloro che alzando la testa, si cerca
di annientare ogni idea e pratica per il cambiamento dello stato di
cose presente. I due secoli di galera richiesti sono contro tutti
coloro che pensano che oggi si possa ancora alzare la testa, lottare e
organizzarsi per conquistare un mondo diverso, senza sfruttamento e
guerre.
Rispondiamo alle richieste delle condanne facendo sentire, attraverso
telegrammi, lettere, comunicati, la nostra vicinanza ed affetto ai
compagni che continuano nella loro resistenza a lottare mantenendo
salde le loro idee e la loro identità politica!
Mercoledì 18 marzo si presenteranno in aula le parti civili:
Ichino, Forza Nuova, lo Stato. Riempiamo l’aula con una presenza forte
e solidale ricordando che solo 2 giorni prima e proprio nella città di
Milano ricorre l’anniversario della morte del compagno Dax, (Davide
Cesare), assassinato per mano fascista il 16 marzo 2003.
Comunque, grazie Bocassini, perché, se per caso in qualcuno si fosse
affievolito l’odio di classe, offri nuova linfa per alimentarlo!
Uniti e forti nella solidarietà di classe!
Associazione parenti e amici degli arrestati il 12 febbraio 2007
Massa: La ronda della destra non parte. Antifascisti in piazza
Non parte la ronda della dstra
Da
giorni ventilava l’ipotesi che a Massa la formazione politica “La
destra” di Francesco Storace organizzasse una ronda per sabato. Questa
notizia ha messo in preallarme gli antifascisti massesi che si sono
mobilitati. Alla fine ieri per le vie di Massa degli esaltati fascisti
non si è visto nemmeno l’ombra. La loro ronda non è partita ma in
compenso decine di giovani antifascisti appartenenti a diverse realtà
sono scesi a vigilare nei pressi della stazione e in altre vie
mostrando che il valore dell’antifascismo resta forte in questa terra.
ZERO AGIBILITA’ AI FASCISTI
Torino – Il trappolone idiota di Tatangelo. Aggiornamenti sulle perquise del 18 Febbraio
In seguito alle richieste di dissequestro di
computer e varie abbiamo ricevuto qualche scarna paginetta che
riassume le motivazioni delle indagini sulle esplosioni alla Crocetta.
Due elementi saltano agli occhi. Il primo è che il maldestro tentativo
repressivo dell’ineffabile Tatangelo ruota attorno al giornale
anarchico KNO3, giornale che alcuni degli indagati hanno stampato in
tipografia e diffuso pubblicamente in cortei e altre iniziative del
movimento anarchico, giornale che, (copione già visto nelle questure e
tribunali italiani) magicamente diventa clandestino solo perchè non ha
l’autorizzazione di legge.
Altro elemento molto più inquietante è il tentativo di fare un’indagine
che si basi su inoppugnabili "prove scientifiche" se non che siamo
anche qui in bilico tra la tragedia e la farsa. Guarda caso, nonostante
questi documenti siano stati ricevuti in decine di giornali e
quotidiani, le uniche tracce di DNA che trovano sono su due buste
ricevute, in tempi diversi, dall’emittente di movimento Radio Blackout,
guarda caso quindi in un ambiente frequentato da molti compagni e
indagati e guarda caso proprio in occasione di quella posta ricevuta –
è noto a tutti nell’ambiente anarchico torinese – ci sono state
assemblee in cui la suddetta rivendicazione è passata di mano in mano
prima di venire consegnata alla locale questura (e su questa prassi
aberrante ci sarebbe da aprire una bella parentesi, ma non è questo il
momento).
Chiaro è quindi che questo è l’impacciato tentativo (dopo 2 anni di
indagini ormai stantie) di cercare di tirare qualche pesce nella rete,
per qualche arresto dell’ultimo minuto.
Alcuni degli indagati
Nuove dalla Grecia
fonte: associated press
Atene, 4 mar. (Ap) – La polizia greca comunica che stanotte alcuni
sconosciuti hanno dato alle fiamme una filiale bancaria ad Atene
causando ingenti danni ma nessun ferito.
L’incendio è avvenuto nelle prime ore di oggi in una banca privata, la
Banca del Pireo, in una strada principale della capitale greca. Finora
nessuno ha rivendicato la responsabilità dell’attentato.
Ieri, un gruppo di giovani in maschere di carnevale hanno lanciato
diverse bombe incendiarie contro due treni della metropolitana di
Atene, causando diversi milioni di euro di danni, ma nessun ferito.
L’attentato è stato rivendicato da un piccolo gruppo di anarchici.
Ordigno contro la filiale city Bank
(ANSA) – ATENE, 9 MAR – Una bomba e’ esplosa oggi vicino a un’agenzia
della banca Citibank, nella zona nord di Atene, provocando diversi
danni materiali. Lo ha reso noto la polizia. L’ordigno di fattura
artigianale e’ stato collocato dietro l’edifico della banca, situato
nel quartiere di Psychiko. Due automobili sono state danneggiate
dall’esplosione.Non ci sono state vittime.