[Firenze] LaRiottosa benefit denunciati: un martedì obeso.

dalle 22.30 alla Riottosa
4 dischi e un po’ di whisky

24 Febbraio 09, Il Martedì Obeso

 

ovvero "4 dischi e un po’ di whisky" benefit contro le leggi (le denunce si moltiplicano, la solidarietà pure!)

dalle 22.30 puri vinili:

*ober knights (beat e calci nei denti con el climatico, millelemmi, johnny boy, miyazaki, bobby kebab)

*margot (breakbeat)

la riottosa è al galluzzo, ci si arriva e la si lascia scavalcando il
guardrail che vi trovate tre metri dopo il Ponte Bailey sulla sin. (è
l’unica strada!).
bus 37 o 68 da p.za santa maria novella, dietro la stazione.
autostrada, esci firenze certosa, passa il monastero sulla sin., poi
parcheggia nello spiazzo alberato davanti alla certosa e vai verso il
ponte di ferro (ponte bailey), scavalca il guardrail a dx.

lariottosa@insiberia.net

 

Lampedusa – Rivolta nel centro di accoglienza violenti scontri tra i migranti e la polizia

LAMPEDUSA – Una rivolta è scoppiata questa
mattina nell’ex Cpa ora trasformato in Cie (Centro di identificazione
ed espulsione) di Lampedusa, che attualmente ospita oltre 800
immigrati, in gran parte tunisini. Nel complesso si è sviluppato anche
un incendio di vaste proporzioni. Le forze dell’ordine, che hanno
chiamato rinforzi, sono intervenute con i lacrimogeni per cercare di
riportare la calma all’interno della struttura. Ci sono stati scontri e
ci sarebbe un numero imprecisato di feriti e ustionati tra gli
extracomunitari, i poliziotti e i vigili del fuoco. "La colpa è del
governo che ha trasformato il centro in un lager – ha denunciato il
sindaco, Bernardino De Rubeis – Gli immigrati sono esasperati".

"Nube tossica verso il paese". "Una nube tossica sprigionata
dall’incendio dei pannelli coibentati del centro di identificazione sta
raggiungendo il paese" ha aggiunto De Rubeis. "Rischiamo anche che si
inquini l’acqua. Chiedo l’immediata evacuazione della struttura. So che
ci sono poliziotti ricoverati al Poliambulatorio per le esalazioni.
Potrebbero esserci intossicati anche tra gli extracomunitari".

Scontri provocati dai tunisini. La tensione covava da giorni. I
tafferugli sono scoppiati dopo che ieri un gruppo di circa 300 tunisini
aveva cominciato lo sciopero della fame per protesta contro il
trasferimento di 107 loro connazionali a Roma, in vista del rimpatrio
coatto. Proprio questo gruppo di tunisini, secondo il questore di
Agrigento, Girolamo Fazio, avrebbe innescato gli scontri.

Rogo nel Cie, distrutta una palazzina. Ad appiccare l’incendio
sarebbero stati gli stessi immigrati. Un centinaio di tunisini hanno
prima cercato di sfondare dall’interno i cancelli della struttura senza
riuscirci e poi hanno ammassato materassi, cuscini e carta straccia
appiccando le fiamme. Una palazzina del centro sarebbe interamente
distrutta. Le operazioni di spegnimento del rogo sono rese difficili,
oltre che dal forte vento, anche dal difficile accesso e dai pochi
mezzi a disposizione.

Centro privo di certificato antincendio. La struttura dell’ex Cpa è
stata realizzata con materiale Isopam, altamente infiammabile. Anche
per questo il centro è privo di certificato antincendio e di
abitabilità. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per
indagare sulle condizioni di vita e di salute al centro di accoglienza.
Conoscendo le condizioni degli edifici, alcuni giovani che lavorano nel
centro sono fuggiti quando hanno visto divampare le fiamme.

Il sindaco: "Dieci poliziotti intossicati". "Gli immigrati hanno
dato fuoco al centro di accoglienza. Le fiamme sono alte dieci metri"
ha detto il sindaco De Rubeis. "In mattinata – ha raccontato – ci sono
stati scontri fra forze dell’ordine e immigrati. Poi gli immigrati
hanno appiccato il fuoco nella palazzina centrale e le fiamme hanno
invaso le palazzine vicine". "L’immobile centrale del Cie è andato
distrutto" ha proseguito il sindaco, "molti migranti sono stati messi
al sicuro, ma una decina di poliziotti sono rimasti intossicati e sono
stati portati al poliambulatorio. Non ci risultano immigrati ricoverati
al poliambulatorio, ma non sappiamo se ci sia qualcuno dentro
l’immobile distrutto dalle fiamme".

Acnur: "Evacuare subito i migranti". "Evacuare immediatamente tutti
i migranti e gli operatori che si trovano nella struttura di Lampedusa
in modo da evitare intossicazioni e ustioni". E’ quanto chiede l’Alto
commissariato delle Nazioni Unite (Acnur) per i rifugiati che sta
seguendo la rivolta scoppiata all’interno del Cie a Lampedusa. L’Acnur
è in contatto con il Viminale a cui ha chiesto di intervenire al più
presto per evitare il peggio. La struttura è stata trasformata nelle
settimane scorse da Centro di soccorso e prima accoglienza (Cspa) in
Centro di identificazione ed espulsione (Cie) provocando la protesta
dei migranti e quella della popolazione.

Un altro incendio nei giorni scorsi. Un paio di settimane fa un
incendio era scoppiato nella base Loran di Lampedusa, che ospita un
centinaio di donne extracomunitarie che erano state trasferite nell’ex
base militare per il sovraffollamento del centro principale dove oggi è
scoppiata la rivolta.

(18 febbraio 2009)

Perquisizioni a casa di compagni in tutta Italia

Torino | Viterbo – Perquisizioni a casa di compagni

Varie perquisizioni operate dalla digos di Torino e Viterbo per ordinanza del pm. Tatangelo in riferimento a un’azione della FAI R.A.T
del 5 marzo 2007: un ordigno esplosivo in un cassonetto del quartiere
Crocetta di Torino. Hanno sequestrato vario materiale cartaceo,
corrispondenza epistolare, supporti informatici e campioni di DNA. Non
tutti i perquisiti sono direttamente indagati e, al momento, non
sappiamo se vi siano stati arresti.

A presto aggiornamenti


Individualità anarchiche perquisite | Rassegna stampa

Individualità anarchiche perquisite a Pisa

Il 18 febbraio 2009 alcune individualità anarchiche sono state sottoposte a perquisizione da parte della sbirraglia digos agli ordini del sostituto procuratore Tatangelo. Non siamo indagati, ma sospettati di essere "in stretto contatto con gli indagati" di "attentato con ordigni esplosivi".
Sequestrati computer, materiale informatico e cartaceo, in particolare
la corrispondenza che da anni intratteniamo con i prigionieri anarchici
Marco Camenisch e Gabriel Pombo da Silva. I fedeli servi della repressione vorrebbero spezzare il forte legame che unisce i ribelli anarchici, dentro e fuori le galere.
Questo nuovo atto repressivo giunge pochi giorni dopo il rinvio a
giudizio di alcuni di noi per 270bis, 270ter, 81 e 100 c.p. da parte
della procura di Firenze, agli ordini dell’Impero Benetton.
Pare proprio che a questa seguiranno altre sgradite visite, visto
l’interesse che stanno mostrando nei confronti del nostro impegno
solidale verso i prigionieri anarchici in lotta, in Italia come in
Cile, in Svizzera come in Germania…
Pare proprio che i ridicoli CSI nostrani continueranno a collezionare
materiale biologico con ogni mezzo. Peccato che gli ultimi slip
sequstrati non siano "made in United Dolors of Benetton"!

Morte allo Stato!
Individualità anarchiche


fonte labusiarda

Perquisizioni in tutta Italia per gli ordigni alla Crocetta

Nel marzo 2007 erano stati fatti esplodere tre
cassonetti. L’azione era stata rivendicata dal gruppo anarco
insurrezionalista Fai-Rat

La Digos di Torino sta eseguendo, in collaborazione con i colleghi
delle zone coinvolte, 22 perquisizioni in tutta Italia nel’ambito
dell’inchiesta sui tre ordigni che il 5 marzo 2007 fecero esplodere dei
cassonetti nell’elegante quartiere torinese della Crocetta.

In particolare, le perquisizioni, che riguardano soprattutto
abitazioni, sono 9 tra Torino e provincia, una rispettivamente a
Milano, Lecco, Lucca, Roma, Avellino e Oristano, due a Pisa e Viterbo e
tre a Pescara.

Il provvedimento riguarda persone che nel corso delle indagini sono
emerse come vicine alla sigla che aveva rivendicato l’azione, ossia il
gruppo anarco insurrezionalista Fai-Rat.

 

 

 

Nuove dalla Grecia

Grecia – Disinnescata bomba davanti banca americana

fonte repubblica.it

Una bomba a orologeria e’ stata disinnescata dagli artificieri della
polizia greca davanti alla sede ateniese del gruppo creditizio
americano ‘Citibank’: lo hanno riferito fonti vicine agli inquirenti,
secondo cui si trattava di un ordigno di fabbricazione rudimentale ma
molto potente, costituito da bombole di gas collegate a esplosivo; era
stato nascosto nel bagagliaio di un’auto rubata, lasciata poi in sosta
accanto all’edificio, nel quartiere settentrionale di Kifissia. A dare
l’allarme e’ stata una guardia giurata, che ha visto tre uomini
irrompere nel parcheggio della banca con la vettura, lasciandovela per
darsi quindi alla fuga. Si tratta dell’ennesimo episodio estremistico
registrato di recente ad Atene, nel clima di estrema tensione scatenato
dalla morte di un giovane manifestante, il quindicenne Alexis
Grigoropoulos, ucciso il 6 dicembre scorso da un proiettile vagante
sparato da un agente.

(18 febbraio 2009)


Grecia – Irrompono armati dentro stazione televisiva

fonte il tempo.ilsole24ore.com/adnkronos

Atene, 18 feb. (Adnkronos) – Un gruppo di uomini armati ha fatto
irruzione la scorsa notte nella sede di un’emittente televisiva privata
in Grecia. A bordo di due motociclette, gli uomini sono entrati nel
parcheggio dell’edificio che ospita la Alter tv sparando colpi
all’impazzata e lanciato un ordigno rudimentale, senza provocare
feriti. "Abbiamo contato almeno 13 colpi – ha detto il giornalista
dell’emittente, George Stergiopoulous – poi si sono fermati e sono
scappati via". Non vi sono state rivendicazioni per l’azione, che si
inserisce in una serie di attacchi di estremisti avvenuti nella
capitale greca nelle ultime settimene. Il ministro degli Interni,
Prokopis Pavlopoulos ha condannato l’irruzione, precisando che un
attacco contro i media e’ un "attacco contro la liberta’ di espressione
e la democrazia".

(Ses/Ct/Adnkronos)

18-FEB-09 10:27

 

 

 

Torino – Lontano da Porta Palazzo

14 febbraio. È da una settimana che a Porta
Palazzo circola una voce insistente: la mattina del 14 febbraio
Borghezio, Carossa e la Maccanti – le primedonne del nazi-leghismo
torinese – dovrebbero fare una comparsata tra le bancarelle del mercato
per festeggiare la quasi-legalizzazione delle ronde padane. La notizia
non è affatto certa, ma gli antirazzisti si mettono comunque al lavoro:
tra la gente della piazza oramai sono di casa, e di avere i leghisti
tra le palle non ne vogliono proprio sapere. Chiodi, martelli, vernice…
qualche nottata di lavoro frenetico e per il giorno della sfida tutto è
pronto: già in mattinata, uno strano luna-park contro il pacchetto
sicurezza fa mostra di sé e occupa con le sue attrazioni una bella
fetta del mercato. I razzisti, di qui, non passeranno. C’è il "calcio
all’alpino", come al solito, ma anche "colpisci lo sbirr(ill)o" – un
bowling con birilli in divisa -, "fionda la ronda" e, soprattutto,
"spacca la faccia… alla feccia" – un tiro a segno con le facce dei
potenti più odiosi del momento. I passanti si fermano, la gente si
addensa, grandi e piccini vogliono colpire chi Borghezio, chi
Berlusconi, chi Maroni, oppure Bossi o Carossa… il tifo è alle stelle.
Proprio sul più bello in piazza compare Carossa – quello vero!. Dà
un’occhiata furioso a quello che sta succendendo e quando partono i
primi insulti è costretto a cambiare aria, scortato dalla polizia.
Borghezio decide di non farsi nemmeno vedere, «per non creare problemi
alle forze dell’ordine». Della Maccanti nessuna notizia. Mentre
antirazzisti e passanti continuano la festa, i tre leghisti passano il
resto della mattina a piangere con i giornalisti – ma ben lontani da
Porta Palazzo.

Le foto delle attrazioni su macerie

20 FEBBRAIO CORTO STUDENTESCO REGIONALE-FIRENZE

Riceviamo e pubblichiamo:

20 FEBBRAIO CORTO STUDENTESCO REGIONALE-FIRENZE ORE 9:30 STAZIONE SMN
PARTENZA DA LIVORNO IN TRENO ORE 7:45 STAZIONE CENTRALE
APPELLO PER UN CORTEO STUDETESCO REGIONALE IL 20 FEBBRAIO A FIRENZE
Per info ed adesioni: corteo20febbraio@hotmail.it
il 17 gennaio si è svolto a Firenze un incontro tra alcune realtà
studentesche autorganizzate. Hanno preso parte all’incontro la Rete dei
Collettivi Fiorentini, il Coordinamento Studentesco Livornese e il Collettivo
Studentesco Autonomo di Prato.
Durante l’assemblea è stata condivisa la necessità di individuare una
giornata di mobilitazione a livello regionale, lanciata realmente dal basso ed
autorganizzata, capace di rilanciare nel territorio le mobilitazioni
anti-133/137 dello scorso autunno, e la lotta più ampia per una scuola
autogestita e libera, contro una scuola sempre più legata alle necessità delle
aziende e del mercato del lavoro.
Abbiamo individuato la data del 20 febbraio per un corteo studentesco regionale
a Firenze.
Lanciamo un appello a tutte le realtà studentesche della toscana ad attivarsi
nel proprio territorio per promuovere la più ampia partecipazione.
Rete dei collettivi fiorentini
Coordinamento Studentesco Livornese
Collettivo Studentesco Autonomo-Prato
link del corteo: http://corteo20febbraio.noblogs.org/
link alla piattaforma:
http://corteo20febbraio.noblogs.org/post/2009/02/01/piattaforma 

Venezuela: Nessuna concentrazione del potere è rivoluzionaria

* Di fronte al tentativo di Chavez di
permettersi la rielezione presidenziale indefinita, attraverso
l’approvazione del Referendum di un emendamento costituzionale, noi
anarchici rendiamo pubblica questa dichiarazione, contenuta anche
nell’Editoriale di El Libertario, n. 55 di Gennaio- Febbraio 2009.

55_portada.gif


– A metà Dicembre ad una gran quantità di persone con contratti alle
dipendenze statali furono rescissi i contratti, secondo ordini “
dall’alto” che di fronte ad uno scenario di crisi economica obbligavano
a ridurre drasticamente l’ingolfata nomina statale. Dall’altra parte,
un reportage dell’organizzazione CECODAP calcolò il nomero di 174
bambini e bambine morti all’anno per arma da fuoco, nelle zone popolari
dove risiedevano. Questo testimonia l’estensione della violenza vivida
nel paese, sintomo della nostra crisi sociale. La mancanza di un
alloggio degno colpisce 13 milioni di persone. Per colpa di 10 anni
consecutivi di fallimento delle mete del Governo bolivariano, si è
generata una mobilitazione delle comunità senza tetto in lungo e in
largo nel paese, si sono occupati terreni sotto la minaccia della
criminalizzazione e della repressione poliziesca e giudiziaria.
L’inflazione nell’anno 2008 si è collocata come la più alta
dell’America latina, condannando i salari reali nell’aumento dei costi
di alimenti e servizi. La situazione che non sarà migliore nell’anno
2009. In aggiunta, le spese e le entrate statali diminuiranno
significativamente a causa della riduzione dei prezzi del petrolio
d’esportazione. La situazione ospedaliera, di sicurezza sociale, delle
persone private di libertà, il degrado dei corpi di polizia e
l’assassinio dei sindacalisti, non resiste nemmeno ad un minimo esame,
se si pensa a tutta la propaganda dispiegata dallo Stato con i mezzi di
comunicazione statali.

Controcorrente, le preoccupazioni governative sono ben lontane dalle
sofferenze, domande ed esigenze della gente comune. Dalla cupola si è
stabilito che la priorità, come se non ci fossero problemi più urgenti
da risolvere, è cambiare un articolo nella Costituzione per permettere
una re elezione indefinita per l’incarico presidenziale. Questa
modifica completerebbe l’intelaiatura giuridica che sosterrebbe la
progressiva centralizzazione militarizzante del potere che abbiamo
sofferto nell’ultima decade, compiendo le formalità democratiche. In
questo socialismo da caserma sostentato nella costruzione di un
capitalismo di Stato, non esiste “ processo” possibile ne l’eventualità
del minimo dissenso dalla linea politica ordinata dall’alto e messa in
atto tramite il PSUV (“Partido Socialista Unido de Venezuela”) , come
lo sanno bene le altre organizzazioni partitiche come il PCV (“Partido
Comunista de Venezuela”) e il PPT (“Patria Para Todos”), che appoggiano
la proposta bolivariana.

Nonostante aver vissuto per un decennio le entrate petrolifere e
fiscali più alte della storia venezuelana, l’assenza di cambiamenti
strutturali, lo sviluppo dell’economia rentista e mono produttrice,
così come gli scandalosi indici di corruzione a tutti i livelli del
governo, ci pongono sfavorevolmente alle porte di una crisi economica
globale, la quale, come tutte le crisi, colpirà con maggior enfasi i
settori più vulnerabili. Senza dubbio, gli appetiti del potere non
hanno ricevuto critica a spendere 800 milioni di bolivares forti (
quasi 400 mila dollari) in una campagna per l’emendamento
consituzionale.

L’appoggio mostrato alla proposta dai principali funzionari statali e
attori economici ha la sua motivazione: assicurare la continuità di un
modello di governare del quale hanno beneficiato ampliamente. Già è in
occultabile l’esistenza di un nuovo settore di classe privilegiata, la
“boliborghesia”, nata e rafforzata al calore della simulazione pseudo
rivoluzionaria. Questa fiorente oligarchia condividendo spazi con gli
estamientos tradizionali legati alla globalizzazione dell’economia,
mostra senza pudore l’arricchimento immediato più scandaloso del
continente. Questi ampones dal collo bianco e cappello rosso, riparati
per l’impunità concessa dalla concentrazione del potere, hanno
realizzato desfalcos al denaro pubblico, di una grandezza che collocano
i desmanes amministrativi dell’ex sindaco di Caracas Juan Barreto come
un ladro di galline di provincia.

In questa esposizione di principi, è possibile osservare nelle sue
forme, la sostanza del “ Nuovo mondo” che ci vogliono imporre dal
vertice della cupola del ricambio burocratico. La coazione degli
impiegati pubblici per la sottoscrizione dell’emendamento, sotto la
minaccia velata o esplicita di una possibile perdita del lavoro,
esemplifica lo spirito di cambiamento che anima questa stravaganza
populista del XXI secolo. In un simile torneo di opportunismo e
abiezione, gli scopi giustificano l’applicazione di qualsiasi mezzo,
precisamente il contrario dell’etica che animava i padri fondatori del
socialismo. Il caudillismo autocrate nega l’essenza del contro potere
popolare, nel quale l’ampia maggioranza e non solo una persona, sono il
motore che spinge alle trasformazioni. In cambio, il transito in questa
direzione legittima la militarizzazione della vita quotidiana, la
mancanza di indipendenza e autonomia dei movimenti sociali, la
penalizzazione delle differenze e del dissenso, la discriminazione per
motivi politici, la corruzione e impunità degli adulanti, come la
perdita della potenzialità democratica delle assemblee dirette che si
esprimono in molteplici forme e non solamente con la riduzione all’atto
elettorale.

La vocazione alla concentrazione del potere deve essere combattuta da
tutti i punti possibili. Per i libertari e libertarie, lo scopo
consiste nello scavare la base di appoggio del governo senza che ciò
significhi l’aumento delle fila dell’opposizione mediatica. Proponiamo
e sosteniamo la costruzione di un’alternativa dal basso, che non
abbandoni i sogni di una società più giusta di esseri umani liberi e
solidali, autonomi dal potere e dalle istituzioni della violenza e
della coercizione.

[Per consultare i documenti sull’anarchismo e anarchici del Venezuela
in italiano, andare alla sezione “other languages” nella pagina web
www.nodo50.org/ellibertario]

El Libertario www.nodo50.org/ellibertario – ellibertario@nodo50.org

Related Link: http://www.nodo50.org/ellibertario

Trasferita Maddalena Calore

Madda é stata trasferita nel carcere di Vigevano.

Per scriverle, il nuovo indirizzo é:

 

Maddalena Calore
Casa Circondariale di Vigevano
Via Gravellona, 240
27029 Vigevano (PV)

 

Seguiranno aggiornamenti, anche per quanto riguarda Peppe

Grecia – Attentato a procuratore antiterrorismo

(ANSA) – ATENE, 12 FEB – Una bomba artigianale e’ esplosa davanti
all’abitazione ateniese del procuratore capo addetto ai casi di
terrorismo, Papagelopoulos. L’attentato con un ordigno a gas di modesta
potenza, riferiscono i media, non e’ stato rivendicato, ma e’ del tipo
che la polizia suole attribuire agli anarchici ed ha fatto solo danni
materiali.

Pontassieve (FI) – Denunciati tre compagni

Esprimiamo solidarietà ai compagni della Macchia, come sempre il potere dimostra tutta la sua arroganza e la sua violenza nei confronti di chi non è disposto a chinare il capo e dire si signore. Vi appoggeremo in ogni iniziativa. Un abbraccio.

IL SINDACO NON RIDE…
DALLE BANANE ALLA QUERELA:
SIAMO PROPRIO ALLA FRUTTA
 

Il 2 Febbraio si è svolta
la prima udienza a carico dei 21 compagni denunciati per l’occupazione
dell’SRA la Macchia, spazio restituito all’ uso collettivo nel febbraio
2006 dopo anni di completo abbandono. Già nel giugno 2006, con lo sgombero
forzato dei carabinieri di pontassieve su ordine del sindaco Marco Mairaghi,
lo spazio è ripiombato nell’ abbandono più completo in cui giace
tuttora… altro che riqualificazione .

L’assemblea di voci dalla
macchia ha continuato la propria attività politica sul territorio con
i mezzi che la contraddistinguono.

Nella notte fra il 10 e l’
11 aprile a pontassieve tre compagni di Voci dalla Macchia sono stati
colti in flagranza mentre affiggevano alcuni manifesti nel periodo della
campagna elettorale nazionale del 2008. I manifesti, intitolati “La
Repubblica delle Banane” ironizzavano sulla forma rappresentativa
del voto, mettendone in evidenza l’ effettiva inutilità, considerato
l’attuale contesto politico-governativo territoriale e nazionale ,
attraverso una parodia dai toni satirici in forma di vernacolo. Ad abbellire
il tutto era stato inserito un fotomontaggio raffigurante il primo cittadino
Marco Mairaghi circondato da una banda musicale. L’immagine lo immortalava
nell’atto della celebrazione di un finto manifesto elettorale raffigurante
una scimmia in veste di candidato elettorale che prometteva “più
banane per tutti”.  A seguito della compilazione di un verbale
prestampato è stata sequestrata una copia dei manifesti e consegnato
un avviso di una possibile apertura di inchiesta . Ad un breve passo
dalle elezioni amministrative 2009 sono giunte le notifiche delle denunce
con l’imputazione di danni all’ immagine e diffamazione del sindaco
Marco Mairaghi. Come prova della montatura che è stata costruita sul
caso, nella fotocopia del manifesto allegata agli atti è stata omessa
la frase rilevante : “raccolta di notizie non proprio vere “. Con
queste denuncia, a nostro parere, è stato raggiunto l’apice della
meschinità, dato dal timore di un vero confronto pubblico, colpendoci
invece, individualmente. Questa vicenda è parte delle strategie repressive
messe in atto a tutti i livelli come anche sul nostro territorio verso
chi dissente pubblicamente e chi volontariamente sfugge all’ottica
conformista di  questa società liberticida .

Voci dalla Macchia