Torino – Sgomberato il Velena Squat

Da informa-azione:

riceviamo e pubblichiamo

Questa mattina, verso le 6.30, le forze di repressione comunale si sono presentate alle porte del Velena Squat, di corso Chieri 19 a Torino, rioccupato
il 16 aprile del 2009. Dopo una resistenza sul tetto da parte di due
occupanti le porte dello stabile hanno ceduto (in particolare quelle
della finestra del terrazzino), permettendo agli infami sbirri di
entrare, sgomberare e sigillare l’edificio.

Naturalmente non è finita qua, si incomincia con un presidio
itinerante dalle 11.30 a palazzo nuovo, presto ne sentirete delle
belle, a presto maggiori informazioni!

Occupa e Resisti!

Solidali con chi squotta!


Solidarietà ai compagni diTorino da Pistoia! Sgomberi e repressione non ci fermeranno. Per l’Anarchia, ora e subito!

 

 

[Lucca] apertura circolo anarchico FUORI RIGA

Da Indy Toscana:

Sabato 17 ottobre alle ore 16, a Seravezza (LU), in via Delatre 35, apre il circolo
anarchico FUORI RIGA

circolo anarchico FUORI RIGA

aperto il mercoledì e il sabato ore 16.30 – 19.30

 

FUORI RIGA

perchè ci vogliono tutti in fila, cioè tutti in riga come
soldatini ubbidienti ai loro comandi

 

FUORI RIGA

perchè le righe della comunicazione scritta
"ufficiale", cioè dell’informazione del Potere, ci investono di
parole ed argomenti confezionati ad arte per rincitrullire, dominare e
sfruttare al massimo le nostre vite

 

FUORI RIGA

perchè altro e contro le riviste patinate, i
libripiùlettidellasettimana, i giornali pieni di stupidaggini che distolgono
l’attenzione da contraddizioni e problemi sociali

FUORI RIGA

per offrire un punto di vista diverso, critico e libero,
attraverso piccole case editrici, libri, pubblicazioni del movimento anarchico
e libertario

circolo anarchico FUORI RIGA, via Delatre 35 Seravezza (LU)

aperto il mercoledi e il sabato ore 16.30 – 19.30


Ben venuti!!!! Ci vediamo il prima possibile!

 

 

 

 

Aggiornamenti sull’Arresto di Alfredo Bonanno

I compagni Alfredo Bonanno e Christos Stratigopoulos sono detenuti nel carcere di Amfissa, Grecia.

Christos è stato accusato di rapina, Alfredo con concorso in rapina.

Gli avvocati hanno presentato una richiesta di arresti domiciliari per Alfredo per motivi di salute.

i compagni possono  ricevere la posta indirizzata a:

TZAMALA 3
33.100 AMFISSA
GRECIA

Presidi di solidarietà sono stati organizzati in Grecia e altrove.
I Compagni che desiderano ulteriori notizie vogliono contribuire al Fondo di
solidarietà devono contattare questo indirizzo e-mail:
smolikas2@gmail.gr

Solidarietà rivoluzionaria con Alfredo e Christos e tutti coloro che nella lottano contro questo mondo di prigioni contro le banche.

alcuni Anarchici provenienti dalla Grecia e non solo.

Le novità dai Cie di Roma e Torino. Racconti di retate. Il processo di Vanchiglia.

La piazza di Torino, le strade di Roma

Un bel pomeriggio di merda, questo pomeriggio a Porta Palazzo. Dalle
due in avanti poliziotti, vigili urbani ed alpini cominciano a girare
la piazza con una piccola colonna di mezzi. Ogni tanto i mezzi
inchiodano e le guardie scendono di corsa per fare irruzione in un bar,
o in un negozio, e caricare tutta la gente che trovano. Gente a caso,
ovviamente, con una sola caratteristica in comune: essere stranieri.
Alcuni li portano via senza neanche chieder loro i documenti, tanto al
Commissariato delle Porte Palatine ci sarà il tempo di identificare
tutti con calma e lontano da occhi indiscreti. Carichi umani prelevati
in piazza e poi scaricati in Commissariato: su e giù, per tutto il
pomeriggio. Ad un certo punto c’è qualche resistenza, e quattro alpini
saltano addosso ad un ragazzo di colore, riempiendolo di calci e
manganellate quando già è a terra. Sono contenti i militari: dopo un
anno passato a tenere a bada i propri nervi e far la faccia buona
finalmente possono scaldare un po’ i muscoli, dentro ai Cie e per le
strade.

Ascolta il racconto in diretta di un redattore di Radio Blackout, in
piazza durante la retata e il racconto di un abitante del quartiere su:
http://www.autistici.org/macerie/?p=20803

Oramai sono scene abituali, queste, a Torino. Ve ne abbiamo già raccontate in passato
e altre ve ne racconteremo in futuro. Vorremmo un giorno raccontarvi
anche episodi di resistenza, di gente che si mette in mezzo e che urla
«non è giusto!», di gente che riesce ad ostacolare almeno un po’ la
corsa oscena degli sgherri del Ministro. Ma questi episodi sono ancora
tutti da costruire, e la nostra stessa insistenza nel raccontarvi
controlli e retate è dovuta alla consapevolezza che siamo noi – noi che
scriviamo assieme a voi che ci leggete – a doverli costruire, insieme
alla gente che vive nei nostri quartieri. Ci poniamo il problema, e ve
lo giriamo: di sicuro fermi non si può stare.

E a questo proposito la redazione di Radio Blackout ha raccolto il
racconto di un rastrellamento avvenuto due giorni fa al Pigneto, nel
centro di Roma. Più che una retata, una spedizione punitiva dei
finanzieri contro i senegalesi del quartiere. Questa volta, però, ci
sono state delle reazioni, con urla dalle finestre contro gli agenti
scatenati e gente in strada e di fronte alla caserma. Non abbastanza,
ma qualcosa si muove. Ascoltate qua: http://www.autistici.org/macerie/?p=20803

 

Terzo giorno di sciopero a Torino

Anche a causa di una epidemia di influenza, questa mattina lo
sciopero della fame al Cie di Torino sembrava traballare, e solo una
sezione ha rifiutato il pranzo. La lotta ha però avuto una ripresa in
serata, quando nuovamente tutti i reclusi hanno rifiutato la cena. Il
motivo? Oggi tutto il Piemonte è passato al digitale terrestre e tutte
le tv del Cie, a parte ovviamente quella del Direttore, non prendono
più nessun canale nonostante le ripetute promesse di comprare decoder
per tutti. E allora sciopero.

Infine, dai giornali apprendiamo due notizie. La prima è che lunedì sera, mentre fuori dal Cie di Torino scoppiavano i fuochi d’artificio,
il Direttore del lager ha chiamato gli artificeri per far brillare una
cassetta degli attrezzi dimenticata da un idraulico sotto casa sua.
Evidentemente non dorme sonni tranquilli. La seconda notizia, ben più
interessante, è che il Direttore del Cie abita in corso Cosenza. Per
questa informazione, fino ad ora top secret, ringraziamo sentitamente Torino Cronaca.

 

Processo per il blocco stradale in Vanchiglia

Domani giovedì 8 ottobre alle ore 11.00 nell’aula 56 del tribunale
di Torino ci sarà l’ultima udienza del processo a due compagni
arrestati per il blocco stradale di corso Regina Margherita, il 15
gennaio dell’anno scorso nel quartiere Vanchiglia. Abbiamo tirato fuori
dai nostri archivi un volantino su quei fatti. E vi invitiamo a
partecipare all’udienza. Poi, ci si vede alla giornata contro la sorveglianza speciale, in largo Saluzzo a San Salvario, posticipata alle 12.30.

Leggi il testo del volantino su: http://www.autistici.org/macerie/?p=20793

 

Continua lo sciopero a Torino, nuovi racconti da Roma

Il secondo giorno di sciopero della fame al Cie di Torino
è iniziato presto, esattamente alle sei del mattino, con una
perquisizione della polizia che ha sequestrato accendini e lamette. I
reclusi raccontano anche di insulti e provocazioni. Nonostante
l’intimidazione, anche oggi hanno rifiutato il cibo tutte le donne e
tre quarti degli uomini, come ieri sera.

Ascolta il racconto della perquisizione:

http://www.autistici.org/macerie/wp-content/plugins/audio-player/player.swf

E proprio ieri sera, mentre diverse volanti di pattuglia attorno a
corso Brunelleschi erano intente a controllare i documenti a un gruppo
di antirazzisti, dall’altro lato in via Mazzarello è partita una serie
di fuochi d’artificio. Che coincidenza, avranno pensato i fermati, per
fortuna che a festeggiare lo sciopero ci ha pensato anche qualcun altro!

E sono arrivati, intanto, nuovi dettagli sul pestaggio di Roma
dell’altra sera. Al pestaggio nella camera di isolamento hanno
assistito almeno quattro dipendenti della Croce Rossa, che non hanno
mosso un dito per impedire le violenze. Insieme a loro era presente
anche un medico, una dottoressa che – al contrario dei crocerossini – 
si è messa ad urlare contro le guardie pregandole di fermarsi.
Continuano, poi, gli episodi di autolesionismo: in due, ieri sera, si
sono tagliati. Uno alla gola. Medicati nell’infermeria del Centro sono
stati riportati nelle gabbie.

Per finire sulla giornata romana, stanno circolando le dichiarazioni fatte all’uscita dal Centro dai quattro Consiglieri ragionali della sinistra
– Anna Pizzo, Enrico Fontana, Luisa Laurelli e Ivano Peduzzi – che
hanno visitato la struttura lunedì. In soldoni hanno raccontato che gli
operatori di Ponte Galeria smentiscono categoricamente ogni pestaggio e
che il vero problema del Centro sono i Consolati che non collaborano
per rendere i rimpatri abbastanza celeri e le Asl che si
ostinano a fornire i propri servizi con una lentezza incompatibile con
il ritmo delle deportazioni. Insomma, presenteranno una bella mozione
perché la Regione Lazio ci metta del suo per oliare un po’ gli
ingranaggi della macchina delle espulsioni e farla andare più veloce.
Insieme ai quattro, però, è entrata anche una giovane giornalista: ha
fatto tutta la visita con i politici e ha visto tutto quello che hanno
visto loro. A differenza loro, però, all’uscita non ha nascosto niente: oggi i reclusi le hanno telefonato per ringraziarla dell’onestà che ha dimostrato, ai consiglieri regionali no.

Continua lo sciopero nel Cie di Torino + Audio

Terzo giorno di sciopero a Torino

Anche a causa di una epidemia di influenza, questa mattina lo
sciopero della fame al Cie di Torino sembrava traballare, e solo una
sezione ha rifiutato il pranzo. La lotta ha però avuto una ripresa in
serata, quando nuovamente tutti i reclusi hanno rifiutato la cena. Il
motivo? Oggi tutto il Piemonte è passato al digitale terrestre e tutte
le tv del Cie, a parte ovviamente quella del Direttore, non prendono
più nessun canale nonostante le ripetute promesse di comprare decoder
per tutti. E allora sciopero.

Infine, dai giornali apprendiamo due notizie. La prima è che lunedì
sera, mentre fuori dal Cie di Torino scoppiavano i fuochi d’artificio,
il Direttore del lager ha chiamato gli artificeri per far brillare una
cassetta degli attrezzi dimenticata da un idraulico sotto casa sua.
Evidentemente non dorme sonni tranquilli. La seconda notizia, ben più
interessante, è che il Direttore del Cie abita in corso Cosenza. Per
questa informazione, fino ad ora top secret, ringraziamo sentitamente
Torino Cronaca.

Continua lo sciopero a Torino, nuovi racconti da Roma

Il secondo giorno di sciopero della fame al Cie di Torino è iniziato
presto, esattamente alle sei del mattino, con una perquisizione della
polizia che ha sequestrato accendini e lamette. I reclusi raccontano
anche di insulti e provocazioni. Nonostante l’intimidazione, anche oggi
hanno rifiutato il cibo tutte le donne e tre quarti degli uomini, come
ieri sera.

Ascolta il racconto della perquisizione: http://www.autistici.org/macerie/?p=20763

E proprio ieri sera, mentre diverse volanti di pattuglia attorno a
corso Brunelleschi erano intente a controllare i documenti a un gruppo
di antirazzisti, dall’altro lato in via Mazzarello è partita una serie
di fuochi d’artificio. Che coincidenza, avranno pensato i fermati, per
fortuna che a festeggiare lo sciopero ci ha pensato anche qualcun altro!
E sono arrivati, intanto, nuovi dettagli sul pestaggio di Roma
dell’altra sera. Al pestaggio nella camera di isolamento hanno
assistito almeno quattro dipendenti della Croce Rossa, che non hanno
mosso un dito per impedire le violenze. Insieme a loro era presente
anche un medico, una dottoressa che – al contrario dei crocerossini –
si è messa ad urlare contro le guardie pregandole di fermarsi.
Continuano, poi, gli episodi di autolesionismo: in due, ieri sera, si
sono tagliati. Uno alla gola. Medicati nell’infermeria del Centro sono
stati riportati nelle gabbie.
Per finire sulla giornata romana, stanno circolando le dichiarazioni
fatte all’uscita dal Centro dai quattro Consiglieri ragionali della
sinistra – Anna Pizzo, Enrico Fontana, Luisa Laurelli e Ivano Peduzzi –
che hanno visitato la struttura lunedì. In soldoni hanno raccontato che
gli operatori di Ponte Galeria smentiscono categoricamente ogni
pestaggio e che il vero problema del Centro sono i Consolati che non
collaborano per rendere i rimpatri abbastanza celeri e le Asl che si
ostinano a fornire i propri servizi con una lentezza incompatibile con
il ritmo delle deportazioni. Insomma, presenteranno una bella mozione
perché la Regione Lazio ci metta del suo per oliare un po’ gli
ingranaggi della macchina delle espulsioni e farla andare più veloce.
Insieme ai quattro, però, è entrata anche una giovane giornalista: ha
fatto tutta la visita con i politici e ha visto tutto quello che hanno
visto loro. A differenza loro, però, all’uscita non ha nascosto niente:
oggi i reclusi le hanno telefonato per ringraziarla dell’onestà che ha
dimostrato, ai consiglieri regionali no.

Una lettera di Nicu e i suoi compagni dal carcere di Sollicciano.

Ieri
mattina, sabato 19, io e i miei compagni della sesta sezione del
reparto giudiziario ci siamo svegliati come in un cantiere in corso.
Rumori di ferro, martellate che rimbombavano, materiali che venivano
trascinati graffiando il pavimento e i nostri timpani. I rumori
provenivano dal piano superiore. Più tardi veniamo a sapere cosa stava
succedendo e il motivo di tutto ciò.

No,
no! Non c’era nessuna sommossa o nessuna rivoluzione arrivata per
aprirci i cancelli e ridarci la libertà. Magari! Ma non c’erano neanche
lavori di ristrutturazione o di risanamento di questi cimiteri.

C’era
la direzione, invece, che, fregandosene altamente delle proteste dei
detenuti scoppiate in questa estate contro il sovraffollamento
(arrivato a 950 detenuti su una capienza di 450), montava la terza
branda nelle celle dell’ottava sezione. Era l’unica sezione dove, fino
a ieri mattina, le celle erano ancora delle loro capienza prevista,
cioè di due brande.

La
direzione penitenziaria e i politici in questo modo non hanno fatto
altro che sputare in faccia ai detenuti e aggiungere un altro schiaffo
alle condizioni di tortura che questi sono costretti a subire.
Condizioni che fin troppo spesso spingono tanti di noi, per protesta o
disperazione, a gesti estremi, come l’automutilazione e il suicidio.

Ricordiamo,
prima di chiudere, che le carceri non sono solo le tombe che tolgono la
libertà e la vita a tanti uomini e donne con la scusa che viene buttata
in faccia alla società: che questi servono a difenderci dall’assassino,
dallo stupratore e così via. Ma sono soprattutto lo strumento che il
potere usa per il mantenimento della sua supremazia, e il ricatto con
il quale i politici e gli sfruttatori tengono l’umanità intera piegata
sotto il giogo dello sfruttamento.

Il carcere è la frusta che punisce e colpisce le mani di tutti gli sfruttati che cercano di strapparsi le catene.

Tutto qui!

[To] Presidio contro la sorveglianza speciale per 2 redattori di Macerie

Giovedì 8 ottobre – dalle ore 11.00

in largo Saluzzo, San Salvario – Torino

Sorvegliateci i Maroni!

GIORNATA CONTRO LA SORVEGLIANZA SPECIALE

Per
chi fosse interessato ad organizzare la giornata ci sarà una assemblea
preparatoria alla sede di Radio Blackout alle 19.00 di martedì
prossimo.

Alcune delle locandine dell’iniziativa e il testo "i pesci di maroni" potete scaricarle dal sito autistici.org/macerie

Oggi dai Cie: evasioni, rivolte, scioperi della fame

Evasioni, rivolte, scioperi della fame

Sciopero della fame oggi al Cie di corso Brunelleschi a Torino.
Quasi tutti i reclusi hanno rifiutato la colazione questa mattina e
intendono proseguire almeno per tutta la giornata. Un recluso è in
sciopero addirittura da sei giorni. Nel frattempo, continuano gli atti
di autolesionismo e le denunce di condizioni di vita insopportabili,
minacce, maltrattamenti continui e pestaggi brutali da parte dei
militari. I reclusi sono molto determinati e consapevoli che in tutti
gli altri Cie la situazione è calda.

Ieri c’è stata una protesta molto forte al Cie di Crotone,
cominciata con grida e battitura delle sbarre. Quando è intervenuta la
polizia i reclusi hanno spaccato i mobili per difendersi. E quando la
polizia è riuscita a portarsi via due ragazzi, l’effetto è stato quello
di prolungare la protesta fino al loro rilascio. Alla fine, nonostante
fosse domenica, sono arrivati di corsa quelli dell’Ufficio Immigrazione
della Questura, con la promessa di fare il possibile per migliorare la
situazione e sbrigare le pratiche di chi può essere rilasciato.

A Brindisi, invece, otto reclusi se ne sono andati dal Centro. È la seconda fuga da quando,
questa estate, il Cie di Restinco è stato riaperto per “accogliere” i
reduci della sommossa di Milano. I prigionieri sono fuggiti alle cinque
del mattino, ma le guardie si sono rese conto della loro assenza solo
alle otto: auguriamo loro buon viaggio. Ora dentro al Centro sono
rimasti soltanto in quindici, ed otto di loro – come ricorderete – sono in sciopero della fame e della sete dalla settimana scorsa.

A Roma la situazione è più tranquilla, a parte
quattro rimpatri oggi all’alba e qualche scarcerazione in mattinata.
Alcuni consiglieri regionali stanno facendo una visita dentro le gabbie
e i detenuti hanno raccontato loro del pestaggio
contro l’aspirante evaso di tre giorni fa: vedremo cosa dichiareranno i
politici una volta usciti. Ieri sera le voci di alcuni reclusi sono
finite nei titoli di testa del Tg3, insieme all’annuncio dello sciopero
della fame… della settimana passata.

Una giornata contro la sorveglianza speciale

Giornata contro la sorveglianza speciale

Giovedì 8 ottobre – dalle ore 11.00
in largo Saluzzo, San Salvario – Torino

Sorvegliateci i Maroni!

GIORNATA CONTRO LA SORVEGLIANZA SPECIALE

Per chi fosse interessato ad organizzare la giornata, ci sarà una
assemblea preparatoria alla sede di Radio Blackout in via Cecchi 21/A a
Torino, alle 19.00 di martedì 6 ottobre.

Scarica stampa e diffondi la locandina dell’iniziativa e “I pesci di Maroni

Un sabato in giro per l’Italia

Un sabato ricco di iniziative, quello scorso, sul fronte della lotta
contro i Centri. Tante iniziative, contemporanee ma non coordinate,
provenienti da giri di compagni differenti: un segno che l’ostilità
verso la macchina delle espulsioni cresce e mette radici.

A Bari un presidio rumoroso fuori dalle mura del Centro, a Gradisca d’Isonzo una presenza solidale a poche ore dalle violente perquisizioni del primo pomeriggio, a Torino un gruppo di compagni in piazza ha fatto vedere ai passanti il video sul pestaggio di Gradisca.
A Firenze, dove di Centri non ce ne sono, trecento manifestanti hanno
protestato di fronte alla sede della Croce Rossa mentre nel tratto di
Arno sottostante una piccola barca esponeva lo striscione ”No Cie
liberi tutti”. Infine, abbiamo scoperto che il nove di settembre
delle scritte “contro la macchina delle espulsioni e i suoi tirapiedi”
sono apparse sul manto stradale di Zurigo, proprio nei dintorni della
sede della Croce Rossa le cui vetrine erano appena crollate al suolo.

Continua a pag. 20663

 

 

Le qualità dei militari

«Uno giovanissimo – ha ventuno anni, vent’anni – ha tentato di
fuggire di qua. È un suo diritto. Invece l’hanno portato in isolamento,
e ora è tornato qua: non riesce a camminare, non riesce neanche a
parlare con la gente. Lo hanno picchiato. Lo hanno torturato,
veramente: con i piedi, con i bastoni, con tutto, con tutte le
“qualità” dei militari, dei poliziotti. Neanche i cani li picchiano
così. Gli hanno fatto questa cosa per darci come una lezione, una
lezione a tutti. Dopo che l’hanno preso l’hanno portato dentro e
l’hanno picchiato, in camera d’isolamento. Una camera d’isolamento per
torturare le persone, questa, non è una camera d’isolamento e basta.
Siamo qui dentro e ci sono dei mostri che girano intorno a noi. Abbiamo
paura di queste cose che fanno. Anche se vuoi parlare con uno di loro
gentilmente, non ti risponde o ti risponde «figlio di puttana»! Così,
maleducati, veramente. Una cosa schifosa veramente.»

Come ricorderete venerdì
sera tre reclusi avevano tentato di fuggire dalle gabbie di Ponte
Galeria. Uno c’era quasi riuscito, ma nel salto si è fratturato una
gamba ed ora probabilmente è all’ospedale: di lui non si sa nulla di
più. Un altro, invece, riacciuffato dalle guardie, è stato rinchiuso
per due giorni in isolamento. Già qualcuno lo aveva intravisto sabato e
si era reso conto che gli stavano riservando un trattamento poco delicato, ed ora che è stato riportato nelle gabbie tutti possono vedere come è stato ridotto.

Ecco il racconto di un suo compagno: http://www.autistici.org/macerie/?p=20683

Grecia – Sull’arresto di Alfredo Bonanno e Christos Stratigopoulos

fonte: lasiciliaweb

Alfredo Maria Bonanno, un italiano di 72 anni
considerato tra i maggiori teorici dell’anarchismo insurrezionalista è
stato arrestato in Grecia per concorso in rapina. Con lui è stato
arrestato anche l’anarchico greco Christos Stratigopoulos, attivo a
metà degli anni novanta anche in Italia. La presenza di Bonanno in
Grecia, a 48 ore dalle elezioni legislative e in un momento in cui si
assiste a un’ondata di attentati e attacchi a sfondo anarchico, ha
messo in allarme l’antiterrorismo che ha inviato propri uomini sul
posto.

Bonanno, nato a Catania nel 1937, autore di libri culto del genere,
quali "Gioa Armata" (per il quale venne condannato negli anni Settanta)
e "Anarchismo insurrezionalista", è stato arrestato ieri nella
cittadina centrosettentrionale di Trikala, dopo che aveva aiutato
Stratigopoulos a compiere una rapina a mano armata che aveva fruttato
circa 50.000 euro.

La notizia dell’arresto dell’anziano rivoluzionario, che sarebbe
anche riuscito a mettersi in contatto telefonico con la sua compagna in
Italia, si è sparsa subito negli ambienti anarchici dove già si parla
di possibili "azioni di solidarieta" in suo favore. Bonanno, teorico
della "violenza rivoluzionaria" e delle rapine per finanziare la lotta,
è assai noto negli ambienti anarchici greci che hanno trovato
ispirazione nei suoi scritti.

fonte: unione sarda

Sul luogo dell’arresto avvenuto ieri, a Trikala, nella
Grecia centrosettentrionale, si è recata oggi un’unità
dell’antiterrorismo. Bonanno, secondo quanto apprende l’Ansa da fonti
della polizia, è stato arrestato dopo che aveva aiutato un complice
greco di 46 anni a compiere una rapina a mano armata che aveva fruttato
loro circa 50.000 euro. Secondo la ricostruzione della polizia, Bonanno
avrebbe atteso fuori della Banca del Pireo a Trikala il suo complice
greco che, camuffato con parrucca e baffi finti, aveva costretto il
cassiere a consegnargli 50.000 euro in contanti. Fuori della banca si
sarebbe incontrato con Bonanno con il quale si sarebbe allontanato su
un’auto. Bonanno era alloggiato nella vicina località di Kalambaka dove
la polizia ha trovato successivamente sia il denaro che la pistola
della rapina. L’italiano ed il cittadino greco, arrestati in seguito
alla testimonianza di un ragazzo che aveva assistito alla rapina
chiamando la polizia, sono comparsi oggi davanti ad un procuratore per
essere interrogati.