Milano – Arrestati Madda e Strego

Non si hanno precise informazioni ma oggi, lunedi 8 giugno, Madda si è presentata al tribunale di Milano per un’udienza. Si è recata al processo accompagnata da un altro compagno, Strego.
Sembra che, alla fine del processo, i carabinieri li abbiano fermati ed accompagnati in caserma.
In questo momento sono ancora in un commissariato di Milano.
Sono in stato di arresto con l’accusa di "evasione" per Madda e "favoreggiamento" per Strego.
Abbiamo queste notizie perchè sono riusciti ad avvertire un compagno.
In questo momento vi è in atto una perquisizione a Ferrara, nella casa dove Madda vive agli arresti domiciliari.
Domani dovrebbe esserci il processo per direttissima.
Purtoppo non sappiamo nulla di più…

A presto aggiornamenti.

Esprimiamo la nostra solidarietà con la fantasia, rabbia e passione che più sentiamo nostra!

LUNA DISTRO SOTTO SGOMBERO

Non abbiamo una gran voglia di parlare, ma ci sentiamo in dovere di farlo per far sì che non sia quella della questura l’unica versione circolante sullo sgombero di Luna Distro.
Alle 3.00 circa di stamattina vediamo correre da metà piazza una decina di digossini verso l’entrata della casa occupata, proviamo a chiudere la porta (che era aperta in attesa che rientrassero in casa gli ultimi occupanti che si trovavano ancora in piazza) ma non ci riusciamo. A quel punto ci piombano in casa urlando “il gioco è finito”(il nostro “Clint Eastwood” della situazione è il funzionario Mazzei)con al seguito dieci digossini seguiti da un ingente numero di agenti in antisommossa. Fuori la piazza si riempie in pochi secondi di camionette. Alla fine i compagni/e denunciati/e sono 7: il reato contestato è solo quello di occupazione (art. 633 e connesso 639 bis).
In piena notte e con un vero e proprio blitz la polizia decide di sgomberare senza alcuna
motivazione sensata un’occupazione nata da poco più di un giorno. Non si capisce ancora se lo sgombero è stato chiesto dal comune o è stata un’iniziativa delle stesse forze dell’ordine dato che l’articolo 639bis autorizza d’ufficio la procedura per lo sgombero: ovvero non è necessaria l’ordinanza.
Noi avevamo posto questioni sociali, abitative e politiche verso le quali non c’è stata nessuna volontà di ascolto.
L’unica trattativa che è stata messa in piedi è stata quella dello stuolo di energumeni che stava nella piazza davanti allo stabile: non solo il funzionario la definiva “una trattativa” ma al contempo accusava gli occupanti di arroganza e poca disponibilità al dialogo.
Questo è il metodo vigliacco adottato dal comune:negarsi come possibile interlocutore di fronte a
coloro che affermano con la pratica la necessità di una riappropriazione degli spazi per un uso sociale.
Noi quel posto lo stavamo restaurando e gli stavamo dando una direzione e il quartiere (in primis i commercianti del mercato) ci stava dando una risposta positiva.
Noi riteniamo di avere motivi sufficienti per non fermarci, indipendentemente che l’ostacolo che si frappone fra noi e i nostri obiettivi si chiami Renzi, Galli o digos.
Alla civiltà della repressione noi rispondiamo confermando le nostre iniziative:
9 giugno,ore 19:30 resoconto dei fatti, ore 20:30 cena e a seguire proiezione del film in piazza delle cure davanti allo stabile.
LUNADISTRO

Rovereto – Per il leghista Tosi non è aria

A Rovereto per il leghista Tosi non è aria

Venerdì 5 giugno, il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi era in
un bar a Rovereto per chiudere la campagna elettorale del suo collega e
camerata verde Erminio Boso. Ad accogliere lo sceriffo razzista, oltre
ad uno sparuto gruppo di leghisti, una ventina di anarchici con
megafono, striscione (“Tosi carogna razzista”) e lancio di fumogeni,
ortaggi e uova (alcuni a segno). Boso ha cercato di aggredire un
anarchico con una sedia di ferro, ma è stato portato via, prima di
farsi male, dai numerosi poliziotti presenti, i quali hanno
manganellato diversi compagni. Gli anarchici sono comunque rimasti
nella piazza per un’altra mezz’ora, prima di partire in mini corteo con
fumogeni e altro lancio di uova. I leghisti sono rimasti nel bar
circondati da polizia e carabinieri.

Tosi, come noto, è responsabile del clima razzista e perbenista che
ha portato all’assassinio di Nicola Tommasoli da parte dei nazifascisti
(con cui il sindaco leghista ha più volte sfilato), allo sgombero e
all’espulsione dei rom e di molti immigrati, ai decreti anti-bivacco e
a tutte quelle misure che fanno di Verona un incubo di normalizzazione.
Oltre che per esprimere solidarietà agli immigrati e denunciare
l’infamia del pacchetto sicurezza, l’iniziativa contro la Lega è stata
l’occasione per ribadire che a Rovereto le ronde non passeranno mai.

In diverse città i leghisti riescono a fare i loro comizi solo protetti dalle guardie. È bene così.

anarchici

[Firenze] Serata benefit per una Cassa Studentesca Contro la Repressione

La "cassa" nasce dopo le cariche
dell’11 maggio e vuole essere una manifestazione di solidarietà
concreta verso gli studenti denunciati, ed un arma di auto-difesa dalla
repressione per tutti gli altri-
il ricavato sarà destinato a pagare le spese legali degli studenti che
presto dovranno affrontare un processo perchè colpevoli di lottare.


flyer_festa_cassa_6_a5.png

sabato 6 giugno
al CPA-fi sud, via villamagna 27/a

h.18
Lo stato uccide quelli che non educa.
Dibattito/chiacchierata sulla repressione
delle lotte studentesche.
Saranno presenti gli studenti di Prato caricati martedì scorso.

h.21
CENA SOCIALE

alla sera
DISCO TRASH
con danze selvagge e facinorose

Related Link: http://retecollettivi.noblogs.org/

Firenze – Per una Cassa Studentesca Contro la Repressione

PER UNA CASSA STUDENTESCA CONTRO LA REPRESSIONE
 
Cos’e’?

E’ un idea nata dopo le cariche al corteo studentesco dell’11 maggio scorso, alla quale seguì una caccia all’uomo conclusa con 10 studenti portati in questura e 19 denunciati. Proprio quel corteo, stava manifestando contro la repressione che, da ottobre a questa parte, non ha smesso di colpire a vari livelli gli studenti in lotta tra denunce, divieti e sospensioni.
Non è l’11 maggio, infatti, che gli studenti hanno scoperto la repressione: la vivono tutti i giorni quando vanno a scuola, tra telecamere, autoritarismo sistematico, sospensioni e 5 in condotta, ed hanno imparato a conoscerla nelle decine di denunce che si sono susseguite negli ultimi mesi di lotta, nel divieto a riunirsi nelle proprie scuole, nelle “visite” forzate in questura e nei risvegli con la polizia dietro la porta di casa alle 7 del mattino.
Questo per rendere l’idea di come e quanto la repressione si sia abbattuta sugli studenti qui a Firenze: per le occupazioni e le varie mobilitazioni dell’ultimo anno scolastico, decine di studenti e studentesse, molti/e di quali minorenni, si troveranno presto a sostenere processi perchè colpevoli di non abbassare la testa e continuare a lottare in un movimento, quello delle scuole e delle università, che sta diventando troppo fastidioso per le istituzioni e i suoi cani da guardia (Digos in testa). Se così pensano di farci tornare zitti e buoni tra i nostri banchi, infondendo terrore da un lato e criminalizzando gli studenti entrati nel loro mirino dall’altro, da parte nostra non possiamo che rilanciare la nostra SOLIDARIETA’ (oltre che le nostre lotte): il sostegno economico alle spese legali che saranno costretti/e ad affrontare in compagni costretti a processo rientra in questa volontà.
Non si tratta di “beneficenza” ma, per l’appunto, di solidarietà concreta: un arma di auto-difesa dalla repressione in mano agli studenti.

Come funziona?
La Cassa si (auto)finanzia tramite una serie di iniziative di solidarietà svolte in città: aperitivi, cene, serate. Lo scopo di queste iniziative non vuole essere solo quello di “arricchire” la cassa, ma anche di tenere vivo in città un discorso di opposizione alla repressione, come quello già espresso nel recente corteo del 16 maggio dopo i fatti del lunedì e a cui hanno partecipato più di 2500 studenti (e alla quale la questura ha reagito denunciando altre 20 persone). Il ricavato servirà di volta in volta a sostenere il processo (o i processi) in corso.

… E poi?
Non è certo nella “Cassa”, come manifestazione di solidarietà concreta e attiva agli studenti sotto processo, che vogliamo limitare la nostra lotta alla repressione. Riappropriarsi degli spazi di libertà che ci vogliono negare (nelle scuole e fuori), continuare ad autorganizzarsi e lottare quotidianamente: al di là della solidarietà, siamo convinti che lotta alla repressione voglia dire anche (e soprattutto) questo.

SE HAI AVUTO PROBLEMI LEGALI PER UN CORTEO, UN OCCUPAZIONE O QUALSIASI ALTRA COSA

PARLANE ALLE INIZIATIVE!

gli studenti e le studentesse della Rete dei Collettivi


Bologna – Attentato a Casa Pound

da informazioni antiantifascista (così definita dai destronzi)

BOLOGNA: APPICCATO INCENDIO CONTRO SEDE CASAPOUND

Bologna, 4 giu. – (Adnkronos) – ”Questa mattina verso le 5 la sede
bolognese di Casapound ha subito un attacco incendiario”. Lo rende noto
il responsabile, Alessandro Vigliani il quale insieme alla sua compagna
(peraltro incinta) si trovava nella sede. Fortunatamente sono riusciti
a sottrarsi alle fiamme, dopo avere visto divampare l’incendio dalla
parte alta della porta.

[Firenze] concertazzo @LaRiottosa

12 giugno alla Riottosa (Firenze, Galluzzo)
festeggiamo la fine delle minchiate elettorali!
sballottati non ballottare, basta elezioni, solo bellafica!

dalle 22 concerto con
Last Days of A Kamikaze (roma screamo)
morning wood (arezzo hc)
+ guests da firenze

tutto senza denaro, niente deleghe e delegati
portati il bar così nessuno fa il barista

LaRiottosaZquat
lariottosa@insiberia.net

Firenze- Piovono denunce, aumenta la rabbia…

fonte http://retecollettivi.noblogs.org

("Il Giornale", 29 maggio 2009)

Come riportato su tutte le testate locali nell’edizione del 29 maggio, 20 persone sarebbero state denunciate per il corteo contro la repressione del 16 maggio,
che arrivava dopo le cariche al corteo studentesco di pochi giorni
prima (alla quale sono seguite altre 19 denunce). I fatti "incriminati"
sarebbero il lancio di uova di vernice contro il tribunale in piazza
San Firenze, le secchiate di vernice contro il liceo Michelangelo, le
scritte lasciate sul percorso, e i cordoni di auto-difesa del corteo:
Altre denunce, quindi. Eppure se
c’è una cosa che gli infami mandanti della repressione (a tutti i
livelli) avrebbero dovuto capire da quel corteo, a cui hanno
partecipato più di 2500 persone, è che nessuna sospensione, nessun divieto, nessuna denuncia e nessun manganello riuscirà a fermare le nostre lotte.


Di questo siamo convinti, e ci basta per andare ancora avanti: senza paura, senza rimorsi… SENZA CEDERE UN METRO A CHI CI VUOLE OBBEDIENTI (o morti).

Ferrara – Compagno arrestato

Ale, un compagno attivo da anni nel ferrarese è
stato arrestato ieri pomeriggio per aver fatto irruzione nella sede
elettorale della infame lega nord. Non si sa ancora bene le dinamiche a
presto maggiori informazioni sulla situazione, per ora il compagno si
trova recluso al carcere di Ferrara.

Per portargli supporto scrivendoli:

Alessandro Tinozzi: Casa Circondariale, via Arginone 327, 44020 FERRARA

Francia – Morte di un’anarchica per esplosione di un’ordigno

La notizia è del 26 aprile scorso, ma ne veniamo al corrente solo in
questi giorni. Una compagna anarchica di 23 anni è morta per
l’esplosione di un ordigno in fase di costruzione, mentre un compagno è
rimasto gravemente ustionato. Non si conoscono i dettagli
dell’incidente, dai media francesi si apprende solo che i due si
trovavano in uno stabile di Cognin, nell’area di Chambery in Savoie. In
attesa di ulteriori informazioni.