http://www.youtube.com/watch?v=KBfLDU15BR4
TRA I FILM PIù BELLI E DISPERATI ,
DEDICATI ALL’ANARCHISMO ,
ASSIEME A "SACCO E VANZETTI
E LIBERA AMORE MIO"
http://www.youtube.com/watch?v=KBfLDU15BR4
TRA I FILM PIù BELLI E DISPERATI ,
DEDICATI ALL’ANARCHISMO ,
ASSIEME A "SACCO E VANZETTI
E LIBERA AMORE MIO"
Chi dice Anarchia , dice negazione del governo ;
chi dice negazione del governo ,
dice affermazione del popolo;
Chi dice affermazione del popolo ,
dice libertà individuale ;
Chi dice Libertà individuale,
dice sovranità di ciascuno ;
Chi dice sovranità di ciascuno ,
dice uguaglianza;
chi dice uguglianza
dice solidarietà o fratellanza,
chi dice fratellanza , dice ordine sociale
Al contrario :
chi dice governo , dice negazione del popolo ;
chi dice negazione del popolo
dice affermazione dell’autorità politica ;
Chi dice affermazione dell’autorità politica ,
dice dipendenza individuale ;
Chi dice dipendenza individuale
dice supremazia di classe ;
Chi dice supremazia di classe ,
dice ineguaglianza
chi dice ineguaglianza , dice antagonismo ;
Chi dice antagonismo dice guerra civile .
Si ,L’anarchia è l’Ordine ;
Mentre il governo è la guerra civile .
(A). Bellegarigue
Tratto da informa-azione:
Giovedì 3 luglio, in una decina di persone
abbiamo bloccato con filo spinato Via Calzaiuoli, centro scintillante
del centro di Firenze, tra Piazza Duomo e Piazza della Signoria. Sono
stati distribuiti volantini e fatti interventi al megafono contro la
costruzione di un CPT anche nel capoluogo toscano, il tutto in mezzo ai
vigili urbani e ai turisti sbigottiti che si incagliavano nel filo
spinato.
Dopo pochi minuti, ce nesiamo andati via indisturbati.
Laboratorio contro la repressione
(realtà collettiva nata dopo gli sgomberi di novembre scorso, che
riunisce varie realtà e individualità libertarie e anarchiche)
Segue il volantino distribuito durante l’azione:
UNA CITTA’ DOVE SI FANNO I LAGER E’ UNA CITTA’-LAGER
Una propaganda mediatica sempre più razzista ed asservita ci vuole
convincere ad avere paura. Paura dello straniero senza documenti,
dell’arabo "terrorista" e del Rom "ladro di bambini", del "clandestino"
stupratore, del povero "criminale per natura". Per "combattere la
paura", per rispondere al "bisogno di Sicurezza dei cittadini", creato
ad arte dalle carogne di stampa e televisione, ogni mezzo è lecito:
anche le continue retate, la nostra vita perennemente videosorvegliata,
il carcere per "reati" sempre più lievi.
Anche l’imprigionamento di persone che non hanno commesso altro
"crimine"che attraversare una frontiera senza avere in tasca il
documento giusto. In quanto poveri, sono considerati pericolosi. In
quanto pericolosi, devono essere imprigionati prima che possano
commettere dei pretesi crimini.
Stiamo parlando dei CPT (o CIE, centri di identificazione ed
espulsione, come vengono chiamati ultimamente) i moderni campi di
concentramento della Fortezza Europa. In nome del delirio di sicurezza
costruito da tutte le parti politiche infatti, l’amministrazione
comunale di centro-sinistra (Il PD, i Verdi, i Comunisti Italiani e
Sinistra Democratica) si appresta a costruire queste vere e proprie
Galere Razziali, nascondendosi dietro una cortina fumogena fatta di
confusione mediatica e di sigle.
Attualmente, in Italia, uno straniero senza documenti può essere
detenuto al di là del filo spinato fino a 60 giorni, prima di essere
espulso. Presto, per volontà dell’Unione Europea e dell’attuale governo
nazista italiano, potrà essere detenuto fino a 18 mesi (più della
durata media di una pena in carcere). Una volta espulso, verrà
rispedito verso la fame, la miseria, la guerra o la morte nei lager
libici del colonnello Gheddafi (il miglior amico degli italiani…)
Le numerose rivolte, le evasioni, i morti per assenza di cure o per
ragioni poco chiare, gli episodi di autolesionismo, di pestaggi da
parte delle forze dell’ordine e del personale, l’ annichilimento con
sedativi e psicofarmaci – tutto questo testimonia la reale natura di
questi luoghi meglio di mille parole. Cambiano i governi, resta il filo
spinato. Un passato fatto di carri armati, svastiche e fasci littori
non ha alcuna intenzione di passare, ma ritorna con l’esercito
schierato in strada (oggi ad Acerra, domani ovunque) e con la
schedatura delle impronte e del DNA su base razziale (oggi i Rom dai
sei anni in su, domani tutti gli stranieri, dopodomani…).
Al posto della svastica, la bandiera del Denaro e della Sicurezza
delle Cassaforti. Abbandonata ogni veste "progressista", il Partito
Democratico e i suoi sinistri lacchè non trovano di meglio da fare che
unirsi alla caccia al povero: campi Rom e case occupate sgomberate,
lavavetri e zingari cacciati, cani da guardia in divise d’ogni foggia
aizzati contro barboni e venditori di borse dalla pelle scura. E adesso
pure i CPT, perchè sia completo il mosaico dell’oppressione, perchè
regni il terrore nelle baracche e la pace nelle botteghe.
La giunta comunale (in testa l’assessore De Siervo) e regionale (in
testa il governatore Martini) fingono di discutere sulla costruzione
dei CPT, sui siti dove realizzarli, sulla loro natura "umanitaria". In
realtà hanno già deciso dove costruire i Centri di Identificazione (in
Viale Guidoni e alle Cascine), che per la legge Bossi-Fini possono
essere usati, in mancanza di strutture adeguate, come dei CPT veri e
propri. Già stanziati i soldi, si tratta solo di trovare chi si
prenderà la responsabilità di attrezzarli e gestirli. Niente di strano,
giacchè è stato il loro partito (l’attuale PD, allora Pds) ad istituire
i Campi con la legge Turco-Napolitano (1997). Rifognazione comunista,
oramai completamente organica al potere locale dopo il suo ingresso in
Regione, scalpita contro i CPT senza dire una parola contro i Centri di
Identificazione. Niente di strano, giacchè anche Rifognazione, in quel
1997, votò compatta a favore dei Campi di concentramento.
Siamo convinti che, se questi Lager verranno costruiti, la vita di
Firenze non sarà più la stessa: una città già invivibile, dai prezzi e
dagli affitti insostenibili, sorvegliata a vista dalla polizia, vedrà
intensificarsi le già frequentissime retate e la brutalità del
controllo sociale. Siamo convinti che ad impedirlo non saranno i
politici di ogni colore, ma una lotta che chiami i lager col loro nome
e tratti da boia chi li vuole e li sostiene: i politici tutti, i ricchi
commercianti che chiedono più sicurezza per i loro affari, il padronato
che vuole una manodopera straniera sempre più ricattabile. E poi i
giornalisti venditori di menzogne, le ditte che si accaparreranno i
lavori di costruzione, la rosa dei "papabili" candidati a gestirli : la
Caritas, l’Arci, la Fondazione Michelucci, la Croce Rossa e la
Misericordia.
LAGER PER IMMIGRATI: NE’ A FIRENZE NE’ALTROVE! NESSUNA PACE AI POLITICI, NESSUNA PACE AI LORO COMPLICI
SABOTIAMO LA GABBIA- SICUREZZA
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I militari che abbandoneranno l’esercito per
ragioni personali e senza demeriti saranno reinseriti nel mondo del lavoro
grazie a particolari facilitazioni, venendo segnalati ai centri per l’impiego
dalle istituzioni stesse visto l’importante ruolo svolto dai suddetti nel corso
del periodo di leva: questo è quanto emerge dal vergognoso accordo siglato
nella giornata di ieri tra la provincia di Pistoia, il comando militare
dell’esercito e l’ente per l’inserimento nel mondo del lavoro dei militari
congedati, il tutto senza che nessuna forza politica, sinistra radical-chic
compresa, lanciasse un grido di sdegno nei confronti della vicenda.
La manovra organizzata dal presidente della provincia, il piddì Gianfranco
Venturi, sembra essere solo la punta dell’iceberg di un piano criminoso che
potrebbe estendersi in breve tempo a tutte le altre città italiane, in segno di
una "rinnovata collaborazione tra Esercito ed Istituzioni". Ma
la realtà è ben diversa e questo falso spirito collaborativo nasconde il prezzo
da pagare da parte di migliaia di giovani disoccupati e precari: entro pochi
mesi, forse settimane, il governo manderà infatti nelle piazze oltre 2500
soldati per "pattugliare" le strade e combattere la criminalità,
militarizzando di fatto il territorio. Si annuncia dunque uno "scambio di
cortesie" tra gli organi di potere: da una parte l’impegno dello stato
maggiore dell’esercito (in un primo momento demagogicamente critico nei
confronti della risoluzione) in un efficace azione di ordine pubblico,
dall’altra favori di stampo clientelare verso i “difensori della patria”. E chi
sarà a farne le spese? I soliti noti, naturalmente.
Che se ne dica, sono centinaia i giovani pistoiesi che ogni giorno cercano
disperatamente un lavoro con cui costruirsi un futuro, spesso costretti ad
estenuanti (ed inutili) file di attesa negli uffici di collocamento per poi
sentirsi dire "riprova tra qualche mese, sarai più fortunato"
ed ogni volta è sempre la stessa storia, e molti sono anche quelli che vengono
ricusati per le loro idee e i loro impegni politici (sindacalisti, anarchici).
A questo possiamo aggiungere l’oramai formalizzato diritto degli ex militari ad
avere per primi un lavoro, magari sicuro, ben remunerato, magari che non
richieda grossi impegni o sacrifici, mentre chi da mesi o addirittura anni
attende la possibilità di avere una misera busta paga per poter semplicemente
vivere e nulla più può mettersi l’anima in pace: il lavoro ai meritevoli, prima
di tutto.
La situazione in cui versano le frange emarginate della popolazione si fa
quindi sempre più grave, acuitasi anche a causa della politica securitaria del
nuovo governo e del beneplacit dell’ "opposizione", ed assistiamo
all’ennesimo imbroglio col quale il potere vuol far pesare sulle spalle dei più
l’interesse di pochi: a Pistoia come in tutta la penisola, gli anarchici sono
pronti a lottare e a mobilitarsi, ancora una volta, contro l’ipocrisia del
potere e dei suoi servi! Non basteranno bestie in divisa a fermarci!
Anarchici Pistoiesi
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Nella giornata di ieri a Prato, vicino Firenze, un’operazione di polizia ha portato alla scoperta, in un capannone di via Gello, di 50 cinesi senza permesso di soggiorno; a quel punto le forze del disordine -con l’aiuto della caritas- hanno allestito un CPT provvisorio nei locali degli ex macelli, dove solitamente si svolgono le attività di "officina giovani" (concerti, teatro, ecc…). All’interno della struttura sono state portate numerose brandine.
Al termine delle operazioni la zona è stata "ripulita" e i migranti sparpagliati da amici e parenti.
Nella susseguente conferenza stampa il sindaco Pratese Romagnoli ha stigmatizzato il comportamento di quegli imprenditori che affittano capannoni ai cinesi, ben sapendo lo scopo per cui verranno utilizzati; per suo conto il siulp, sindacato di polizia, ha utilizzato la vicenda per rimarcare l’urgenza della costruzione di un CPT anche in Toscana. Ricordiamo che la regione, se da un lato ha negato ogni possibilità di costruire una struttura come le molte che si trovano nell’italico stivale, vedi Torino, Milano, Bologna ecc…, si è resa disponibile alla costruzione di un luogo più "umano"…"non carceri ma alberghi per i migranti", queste le Parole di Martini, ma ci spieghi il sensibile amministratore cosà c’è di umano in una struttura che sequestra corpi e menti "colpevoli" soltanto di essere fuggiti alla miseria ed alla morte in cerca di una speranza… Intanto nel clima di sgomberi, ordinanze contro i lava vetri, contro gli "accattoni", contro gli ambulanti, la regione si appresta ad autocelebrarsi a Pisa; Questanno il meeting di San Rossore avrà come tema…il razzismo in tutte le sue forme, "un’approfondita riflessione a 70 anni dalla firma delle leggi raziali", questo il sottotitolo della manifestazione. L’ipocrisia del potere non conosce limiti…da una parte vessa, persegue, sgombera, incarcera "il diverso", diverso perché immigrato, diverso perché al di fuori delle logiche di mercato, diverso perché sognatore, dall’altro condanna il razzismo ufficiale di 70 anni fa, fermo restando poi il giustificare dietro mille dita ossute quello dei giorni nostri mostrandolo come indispensabile, come il male minore…Questa la situazione, noi che vogliamo fare?
CONTRO OGNI GABBIA, CONTRO OGNI CONFINE, PER LA LIBERTA’!!!
Evjenji Vasil’ev Bazarov.
Libera, un Luglio di Resistenza.
-Concerti -Dj -Aperitivi -Grigliate -Cinema -Teatro -Danza
-Laboratori di Danza, Teatro e Sculture Antisgombero.
-Sabato 5 Luglio
Ottavo compleanno di Libera.
-ore 16 Forum Antiautoritaro Provinciale
*_-ore 19 Grigliata GRATUITA_*
-ore 22 Concerti: Pavironico Brother (MO)(?)+Lycantropy (Rep. Ceca)+Say
Way (Rep. Ceca)+Sumo (BO)+Jesus Ain’t In Poland (MO)+Fratelli Grimm (MO)
-ore 3 Dj Samba Colbao
-Domanica 6 Luglio
-ore 17 Laboratorio di Danza
-ore 19 Aperitivi, Buffet, Riapre il "BarCollo"
-ore 21 Cinema Brazil di Terry Gilliam.
Ieri sera 01.07 a Prato, nella cornice del castello dell’imperatore, si è svolto il concerto de Les Anarchistes; la band carrarina ha interpretato, spesso reinventandoli, molti brani della tradizione Anarchica e Libertaria, da stornelli d’esilio a Sante Caserio passando dal Galeone a Les Anarchistes di Leo Ferré. Al termine del concerto un gruppo di solidali ha intonato cori chiedendo la liberazione di Paola, da un mese sequestrata nel carcere di Livorno, e ha attaccato adesivi in solidarietà di Michele Fabiani.
Ancora una volta:
LIBERI TUTTI!!! TERRORISTA E DEVASTATORE E’ LO STATO!!!
Evjenji Vasil’ev Bazarov.
Sabato pomeriggio un centinaio di solidali si sono dati appuntamento davanti al carcere le
sughere di Livorno, tristemente noto per l’assassinio di Marcello Lonzi, ammazzato nella struttura dalle botte dei secondini nel 2003.
Dalle 17, ma molti erano già li da prima, i convenuti hanno alleviato, almeno per qualche ora, la giornata dei sequestrati dallo stato grazie all’ausilio di un sound sistem che ha sputato note e parole sotto il sole battente; alla musica si sono alternate le parole, tutti gli interventi ricordavano -oltre l’inutilità e la barbarie dell’istituzione carceraria- i veri motivi per cui Paola è stata sequestrata: il suo impegno in campo antispecista e contro la costruzione del rigassificatore al largo delle coste livornesi.
Da un mese Paola è rinchiusa alle sughere con l’accusa di associazione sovversiva, accusata di aver dato appoggio logistico ad altri due compagni (Gioia e Casalini) "colpevoli" di una rapina d’autofinanziamento ad un ufficio postale.
La nostra compagna è reclusa in regime EIV (elevato indice di vigilanza), ha quattro ore mensili di colloquio e deve svolgere l’ora d’aria isolata dalle altre detenute. I problemi sono legati all’alimentazione, poiché il grand hotel le sughere non prevede menù vegano; fortunatamente potendo ricevere pacchi dall’esterno i compagni livornesi e pisani provvedono a fargli arrivare -ogni qual volta sia possibile- seitan, tofu, ecc…
Nonostante tutto il morale di Paola è alto ela sua lotta continua anche dall’interno del carcere.
Solidali com Paola e con tutti i sequestrati dal vero ecoterrorista: Lo stato.
Paola libera, Michele Fabiani Libero…Liberi tutti!!! Fuoco alle galere!!!
Di seguito la prima lettera di Paola dal carcere:
Ci risiamo! Non hanno fatto trascorre nemmeno 1 mese dall’ultima assoluzione…ed è già pronta un’altra inchiesta,
stessi argomenti, stessi riferimenti, stesso tentativo di fermarci.
Guardoni stupidi, continuano a spiarci ed ascoltarci. Peccato non
abbiamo un briciolo di cervello..perchè se lo avessero a forza di
ascoltarci almeno qualcosa lo capirebbero, almeno quel minimo per
rendersi conto che sono servi di un sistema nel quale essi stessi sono
carne da macello.
Ma probabilmente se si nasce servi, servi si rimane e si fanno
volentieri anche figure da idioti, se si crede di avere un po’ di
potere.
In ogni caso se si intende non essere inermi spettatori di un mondo al
devasto ma attori di un cambiamento radicale, la repressione non è
certo una sorpresa, ma qualcosa che prima o poi arriva.
Il conflitto attualmente esiste ed è palpabile, sta a noi esserci
affinché si riversi verso il vero nemico di tutti e di ciascuno, ovvero
lo Stato, espressione del Capitale, della devastazione, dello
sfruttamento..in una parola del dominio.
Quello che sto vivendo adesso e che altri compagni e altre compagne
hanno vissuto e stanno vivendo è un attacco alle nostre lotte e a noi
stessi e deve essere quindi da sprone per intensificarle. Non sono
accettabili le torture inflitte a miliardi di animali, anche in questo
istante prigionieri negli allevamenti, nei macelli e nei laboratori,
non è accettabile l’addomesticamento continuo ed incensante della
Natura e della Terra, non è accettabile lo sfruttamento dei popoli, i
pacchetti di sicurezza del Capitale, né le bombe intelligenti su
popolazioni inermi.
E’ necessario agire e non fermarsi mai.
Fino alla totale liberazione
Per l’antispecismo
Paola
Le Sughere, Livorno
2/06/2008
fonte repubblica firenze
Muore sulla Firenze-Mare, era ricoverata per turbe psichiche
Si getta dall´ambulanza in corsa
Un donna di 34 anni, Sonia B., romana, affetta da turbe psichiche, è
morta ieri pomeriggio sulla autostrada Firenze-Mare lanciandosi
dall´ambulanza che la stava trasportando a Roma. E´ accaduto intorno
alle 16 in direzione Firenze, fra gli svincoli di Altopascio e Chiesina
Uzzanese, in provincia di Lucca.
La signora, che viveva a Roma in un appartamento vicino a quelli dei
genitori e della sorella, era venuta quattro giorni fa in Toscana
perché sentiva il bisogno di stare un po´ da sola e perché voleva
andare a trovare un amico a Carrara. Era arrivata in macchina. Venerdì
si era incontrata con il padre a Firenze. Insieme erano andati a
Livorno, poi si erano separati. Lui era ripartito per Roma, lei per
Carrara. Nella notte fra venerdì e sabato si è sentita male. Intorno
all´alba è giunta in condizioni molto critiche al pronto soccorso di
Carrara. E da qui è stata trasferita nel reparto psichiatrico
dell´ospedale di Massa. Il suo stato di salute era talmente grave –
informa una nota della Asl – da rendere necessario un trattamento sanitario obbligatorio.
Nel corso delle ore il quadro clinico è migliorato, o almeno appariva
tale. Per questo motivo, assecondando le richieste dei genitori e della
stessa paziente, e d´intesa con i suoi medici curanti, ieri è stato
disposto il suo trasferimento all´ospedale Sant´Andrea di Roma.
E´ stato attivato – informa ancora la Asl – un trasporto ordinario con
un´ambulanza con autista e due soccorritori. La donna, sedata, è stata
prelevata da una ambulanza della pubblica assistenza di Fosdinovo. A
bordo c´erano l´autista e una sola soccorritrice. La paziente era
legata alla barella con le normali cinture di sicurezza che si usano
per impedire cadute. Una delle cinture era applicata all´altezza del
torace, una alle ginocchia. Dalle prime ricostruzioni sembra che la
donna abbia premuto uno dopo l´altro i due pulsantini rossi facendo
scattare le due cinture, che si sia alzata e che abbia dato una spinta
alla soccorritrice che cercava di farla stendere di nuovo sulla
barella. Poi ha aperto il portellone dell´ambulanza e si è gettata o è
stata risucchiata nel vuoto. E´ morta per le ferite riportate
nell´impatto con la sede stradale.
La polizia stradale di Montecatini ha ricostruito momento per momento
il drammatico incidente. La procura di Lucca ha aperto un´inchiesta,
per individuare eventuali responsabilità. Anche la Asl di Massa ha
disposto una indagine interna. Per lunedì è convocata l´unità di crisi
che svolgerà accertamenti.
(29 giugno 2008)
comunicato anonimo tratto da infoshop.org
Poco dopo la mezzanotte di venerdì 13 giugno, il tribunale di Santa
Cruz non è stato colpito da una disgrazia, ma da un deliberato atto di
rivolta. Ispirati da recenti azione avvenute i quest’area e dalle lotte
nel resto del mondo, alcuni massi del fiume sono stati tirati contro
due vetrate del tribunale.
La rottura delle vetrate è stato per noi un momento di vera gioia.
Vogliamo dedicarle a ogni prigioniero e detenuto forzato a sottostare
alla ferocia disumanizzante della fredda giustizia, ma in particolare
ad alcuni compagni:
Eric McDavid, attualmente nel carcere di Fresno, recentemente
condannato a 20 anni di carcere per una “cospirazione” che non ha
condotto a nessuna azione. Osare fidarsi (nel caso di Eric nelle
persone sbagliate) e discutere di agire è uno dei crimini considerati
più gravi di questi tempi.
Che si possa tutti noi commettere questo genere di crimini, e realizzarli anche.
Marie Mason, ultimo bersaglio del “Green Scare” dei federali,
accusata dell’incendio firmato ELF, contro il programma di ingegneria
genetica dell’università del Michigan. Il governo può aver catturato e
tentato di isolare una persona coraggiosa, ma ci sono innumerevoli
persone che desiderano colpire in solidarietà con persone che non hanno
mai incontrato.
Daniel McGowan, recentemente trasferito nel carcere della Contea di
Columbia presso Portage Wisconsin, e che rischia una citazione presso
il Grand Jury. Daniel ha avuto il coraggio di dichiararsi colpevole di
incendi ELF senza accusare i suoi compagni di azione, e di sicuro
continuerà a mantenere la propria integrità. Onoriamo anche Sadie,
Exile e Jonathan Paul per essere rimasti in silenzio e non aver
collaborato all’operazione Backfire.
Leonard Peltier guerriero indigeno accusato dell’omicidio, avvenuto
nel 1975, di due federali che avevano invaso il territorio di Oglala,
condannato a 2 ergastoli. Nonostante le numerose richieste per la sua
liberazione, gli Stati Uniti persistono nel tenere questo prigioniero
di guerra dietro le sbarre. Il suo legale si è di nuovo appellato all’
Eighth Circuit U.S. Court of Appeals.
John Graham, dallo Yukon, difensore dei territori indigeni, che
questo settembre dovrà affrontare il “South Dakota Justice for Indians"
per l’omicidio nel 1975 di una sua compagna di lotta, Anna Mae Pictou
Aquash, che inizialmente l’FBI voleva insabbiare. Questo omicidio è
avvenuto in un contesto di 76 uccisioni di attivisti, sancite dal
governo, presso la Riserva di Pine Ridge nell’arco di tre anni
(’73-‘76) in cui è coinvolto il programma COINTEL (contro-intelligence)
dell’FBI, designato alla distruzione della resistenza dei nativi. La
persecuzione di John Graham è la continuazione dei tentativi dei
governi colonialisti di Canada e USA di mettere l’uno contro l’altro i
nativi e far loro accettare la subordinazione coloniale.
I guerrieri Mohawk di Tyendinaga e Six Nations che hanno lottato per
la sovranità sul loro territorio. Dopo aver affrontato numerosi
processi presso le corti coloniali del Canada, sono ora colpiti da
altre 12 richieste di arresto.
I rivoltosi di Olimpia (Washington), che rischiano lunghe condanne
per aver lanciato pietre contro le banche durante le proteste del primo
maggio.
Lukas Winkler, Stephanie Trager, and Sven Maurer i tre squatter di
Berlino, condannati a 5 anni e accusati di tentato omicidio per aver
lanciato pietre contro gli sbirri mentre difendevano la loro casa.
Isa, Farid, Damien, Bruno e Ivan, accusati di possesso di
esplosivi(fumogeni) e associazione criminale con finalità di terrorismo
in Francia . Fumogeni e petardi sono stati accesi in Francia in
solidarietà a questi compagni prigionieri dello stato francese,
continuando ed espandendo la loro lotta contro carceri e centri per
migranti.
E alla fine, ma di meno, a te che leggi questo testo, a ogni ribelle
che potrà mai un giorno essere imprigionato per il crimine della
libertà. Possa ogni vetrata di tribunale essere spaccata, ogni muro di
carcere abbattuto. Possa ognuno di noi correre libero.
Solidarietà in rivolta
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