Bologna – Merda all’hotel che ospiterà Fiamma Tricolore

Bologna, 25 mar. (Adnkronos) –
”Azione intimidatoria questa notte ai danni dei gestori dell’Hotel
Europa, dove domani alle ore 18,00 la lista Destra per Bologna – Fiamma
presentera’ il proprio programma”. Lo denuncia Alessandro Vigliani,
responsabile di Casapound Bologna, spiegando che questa notte ”una
decina di persone con il volto travisato sono entrate nell’albergo e
hanno lanciato sacchetti con escrementi”. Secondo l’esponente di Cpi
si tratta di un gesto che rientra ”nel tetro clima da anni ’70 che i
soliti ignoti, in verita’ ben noti, loschi figuri stanno cercando di
ricostruire a Bologna”.

Grecia – Nuovi attacchi a banche e imprese di Atene

onte: swissinfo.ch – 25/03/09

ATENE – Quattro nuovi attentati dinamitardi contro banche e imprese
sono stati compiuti oggi ad Atene. Solo danni e nessuna vittima. Una
sede della Piraeus Bank, nel centro della città, e della Proton Bank,
alla periferia, sono state attaccate nelle prime ore di stamane da
sconosciuti con ordigni incendiari, secondo quanto informa l’agenzia
Ana, causando danni non gravi.

Attentati dello stesso tipo, che solitamente vengono attribuiti agli
anarchici, sono avvenuti da parte di un gruppo di sette persone contro
un’impresa di servizi telefonici, la Phone Market e un’agenzia di
consulting, la Exclusive, provocando pesantidanni, in un sobborgo
settentrionale della città.

Torino – Comunicato sullo sgombero del Velena

…alle 6 del mattino è iniziato lo sgombero del Velena squat…

Oggi 25 Marzo 2009, alle 6 del mattino è iniziato lo sgombero del Velena squat, in c.so Chieri 19 a Torino.
Gli
occupanti si sono arroccati sul tetto e sono scesi solo dopo alcune
ore. 8 denunce per danneggiamento e occupazione, volantini e attrezzi
da lavoro sequestrati.

Un nuovo attacco armato dello stato contro la pratica
dell’autogestione e dell’azione diretta di riappropriazione del
patrimonio comune sequestrato e abbandonato dall’autorità locale, in
nome della speculazione (l’edificio è stato messo all’asta – invenduto
–  dal comune).

Questo avviene mentre il prefetto Padoin dichiara "inutili gli
sgomberi se non c’è un piano. Bisogna sapere come usare le case
occupate". Ma il piano è chiaro: repressione di ogni percorso diverso
da quello imposto.

La sinistra istituzionale suggerisce i centri sociali buoni da
salvare (comunisti) e quelli cattivi da sgomberare: gli squat degli
anarchici. Il podestà Chiamparino sottoscrive subito lo sgombero. Il
tardo-fascista Ghiglia come un disco incantato, ripete sempre lo stesso
motivetto "sgomberiamo tutto e tutti".

Morale. Scontri fra immigrati e polizia: sgomberiamo uno squat. Il Cambio si riempie di merda: sgomberiamo uno squat.

Si rivelano così quali sono le esperienze ed i valori che il potere vuole distruggere.

Per loro ed il loro apparato mediatico, qualunque pretesto è buono.

Come annunciato, porteremo in centro le nostre iniziative.

Cena Bellavita del Barocchio squat. p.zza
Carlo Alberto ore 20.30 "nè carne nè pesce".

porta da bere, da friggere e
grigliare carne pesce e verdura.

Solidarietà agli sgomberati del Velena.

Bologna: Nuova occupazione in zona universitaria

da zic.it:

Alle 10 di questa mattina alcuni studenti e ricercatori, che in questi
mesi hanno portato avanti percorsi di autoformazione e di costruzione
dal basso di una nuova università, hanno liberato uno stabile in via
Capo di Lucca al numero 30. L’immobile posto su due piani è di
proprietà dell’università e da anni in disuso. Bartledy, apre le porte
in piena zona universitaria con numerosi progetti e iniziative.
Seguiranno aggiornamenti.

25 marzo 2009

 

bartleby Oggi mercoledì 25 marzo 2009 alle ore 10.00 nel centro di Bologna
precari, studenti e ricercatori universitari hanno dato vita
all’occupazione di uno spazio di proprietà dell’alma mater studiorum.

Bartleby è un nuovo spazio occupato in via Capo di Lucca 30.

Il progetto Bartleby spazio occupato nasce dal movimento dell’Onda,
ne condivide il linguaggio e le pratiche ed è il desiderio di
riportare, ampliare e far vivere le progettualità e i laboratori di
produzione autonoma di saperi, i seminari di autoformazione e la
rivendicazione di reddito, in ambito metropolitano.

Bartleby è il tentativo di chiudere definitivamente con l’era
Cofferati, di far uscire l’università dal suo miope autismo, di
ripensare Bologna a partire da chi la abita, la vive, la rende ricca
ogni giorno.

Come l’Onda, Bartleby è una sperimentazione, una forma nuova di
occupazione: un atelier in cui aprire un cantiere di ricerca, di
riflessione e di connessione sulla produzione artistica in questa città
con tutti quei soggetti che hanno attraversato il movimento di questi
mesi, dagli orchestrali del comunale agli artisti e scrittori
bolognesi, a tutti i ragazzi e le ragazze che provano con difficoltà ad
esprimersi in una Bologna che troppe volte non li riconosce come parte
viva e produttiva della città.

Bartleby è uno spazio in cui connettere tutti quei soggetti che non
vogliono pagare la crisi, che reclamano l’erogazione di reddito diretto
e indiretto, che si battono per un nuovo welfare.

Azioni comunicative si stanno già svolgendo in tutta la zona
universitaria per informare gli studenti e le studentesse e invitare
tutti e tutte all’assemblea pubblica che si terrà alle 17:00 in via
Capo di Lucca 30, durante la quale sarà presentato il progetto Bartebly.

BARTLEBY OCCUPATO – QUI LA CRISI NON SI PAGA!

 

qui la crisi non si paga

 

 

Pistoia: Imbrattato locale di noto leghista

Da un passante:

Una persona ci ha avvertito che ieri mattina, passando per via del Duca, ha notato alcune scritte ingiuriose sul muro esterno del bar di un noto esponente della lega nord pistoiese; sembra che le frasi fossero firmate con della A cerchiate.

Torino – Sgomberato il Velena Squat

Dopo aver smantellato le tegole dal tetto, le
forze dell’ordine hanno effettuato lo sgombero della casa, occupata da
tre settimane.

Agli occupanti viene fatto portare via il materiale. Rinnoviamo l’invito a dar loro solidarietà.

Presto maggiori informazioni e le prossime iniziative.


Ore 6:00 Questa mattina le forze di polizia si sono presentate al
Velena Squat per effettuare lo sgombero che il comune di Torino
millantava da tempo.

Come al solito gli infami servi del potere si sono presentati
all’alba, riuscendo però a fermare solo 4 delle persone presenti
dentro. In altrettanti quattro si sono rifugiati sul tetto, dove da ora
in poi, reggono allo sgombero.

L’invito è di raggiungere il Velena Squat, in C.so Chieri 19 e di portar solidarietà!

Roma – Scritte e vernice contro sede Croce Rossa Italiana

fonte: repubblica

Palloncini con vernice rossa sono stati lanciati questa notte contro
il portone d’ingresso della sede della Croce rossa italiana a via
Pacinotti. Sul muro esterno è stata trovata la scritta "Assassini. A
fuoco tutti i cpt", alta trenta centimetri e lunga cinque metri, e
accanto il simbolo degli anarchici, la lettera A inscritta in un
cerchio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato
del commissariato San Paolo. (omniroma.it)

Torino. Antirazzisti alla lavanderia del CIE

Siamo in via Santhià, nel cuore di un vecchio rione operaio di Torino, dove i nuovi immigrati si mescolano con quelli arrivati dal sud trent’anni fa. Al numero 34 c’è la lavanderia ‘La Nuova’. Nel pomeriggio di venerdì 20 marzo un gruppo di antirazzisti suona alla porta e chiede di parlare con il responsabile.
Sul marciapiede altri aprono uno striscione ‘Nessuna pace per chi lavora al CPT’, viene distribuito ai passanti un volantino in cui si spiegano le ragioni dell’iniziativa.

‘La Nuova’ ha un appalto molto speciale, un appalto per lavare i panni che vengono dal CPT di Torino. È il lager dove il 23 maggio dello scorso anno è morto di polmonite un immigrato lasciato senza cure, la prigione pochi giorni fa due tunisini si sono tagliati sino a rimanere in un lago di sangue per non essere deportati in un paese dove non possono e non vogliono più vivere.
I gestori della lavanderia non vogliono sentire ragioni, inveiscono, si agitano, dicono che quello è un lavoro come un altro, che i loro panni sono puliti. Già puliti. Puliti del sangue di chi si taglia per non
partire, del vomito di chi mangia pile per sfuggire all’espulsione. Ma il puzzo, quello della vergogna che marca questa nostra città, resta, perché quei panni dovrebbero essere mostrati a tutti, perché quelle lenzuola insanguinate sono un atto di accusa a chiunque chiuda gli occhi davanti al muro che chiude i senza documenti.
Arriva la polizia, i lavandai nella concitazione si sono persi le chiavi del portone ed accusano gli antirazzisti. Arrivano altri poliziotti e fanno le perquisizioni di rito, ovviamente senza alcun esito se non un pò di spettacolo da strada.
Fuori la gente si ferma, chiede, prende il volantino. Una coppia giovane con il proprio bambino si ferma a lungo. Lui è figlio di immigrati di ieri, gente arrivata dalla Sicilia con la valigia di cartone, lei è tunisina, un’immigrata di oggi. Ci raccontano dell’inferno per fare le carte necessarie a sposarsi. Il CPT lo conoscono bene: il fratello di lei ha perso il lavoro, è stato preso in strada, chiuso in una delle gabbie e deportato. Loro alla lavanderia ‘La Nuova’ non ci vanno più.

Di seguito il volantino distribuito in via Santhià.

Panni puliti, coscienze sporche

Per impiccarsi: a questo servono le lenzuola pulite e stirate impeccabilmente della lavanderia ‘La Nuova’ di via Santhià 34 a Torino.

E sì, perché la lavanderia ‘La Nuova’ le lenzuola le lava e le stira per il CPT-CIE di Torino, il centro dove vengono rinchiusi gli immigrati senza documenti: la lavanderia ‘La Nuova’ lava e stira panni sporchi senza chiedersi se provengano da un ostello della gioventù o da una gabbia
disumana.

"Fare la corda", così si dice dentro le gabbie del Centro quando dalle lenzuola si ricava un cappio. L’ultima "corda" è stata fatta, solo lunedì scorso – per fortuna senza esito.

Solo tre giorni prima tre prigionieri del Centro di nome Mohammed, Faìs e Arabiyah si erano opposti al rimpatrio imminente nell’unico modo che avevano a portata di mano: tagliandosi, tagliandosi dappertutto e riempiendo le gabbie e le lenzuola di sangue. Sangue sparso per non partire, per non dover ritornare in un paese dal quale erano fuggiti tra mille pericoli. Sangue di chi è lasciato solo a lottare, sangue di chi urla a squarciagola senza che nessuno lo voglia ascoltare. Faìs, trasportato in ospedale, è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di scappare dall’ambulanza; gli altri due hanno continuato ogni giorno ad urlare e a protestare, ad inghiottire pile e pezzi di ferro, a farsi del
male pur di essere ascoltati. Un altro loro compagno di gabbia, intanto, ha iniziato uno sciopero della fame e della sete, deciso a farsi morire piuttosto di stare ancora mesi dentro alle gabbie del Centro.

Solo nel maggio scorso, un altro prigioniero del Centro, Fathi Hassan Nejl, è morto nella sua branda, lasciato morire dalla Croce Rossa e dalla Polizia. Lo hanno ammazzato, come ieri hanno ammazzato, nel Centro di Ponte Galeria a Roma, un ragazzo algerino che da due giorni stava male e che al posto delle cure ha ricevuto solo botte: «valle a prendere al tuo paese, le medicine» – gli hanno detto.

Siamo stanchi di sangue e di morti, siamo stanchi del razzismo di Stato!
Siamo stanchi di tutti quelli che, sul sangue e sui morti e sul razzismo ci guadagnano dei quattrini.

Libertà per tutti gli stranieri! Libertà per tutti!

Assemblea Antirazzista Torino
assembleaantirazzistatorino@autistici.org