Atene – Scontri tra polizia e anarchici

fonte corriere

I disordini dopo l’arresto di quattro giovani appartenenti al gruppo armato "Cospirazione dei Nuclei di Fuoco"

ATENE – Circa duecento giovani mascherati si sono
scontrati con reparti della polizia nel centro di Atene dopo che
avrebbero compiuto atti di vandalismo, apparentemente in risposta
all’arresto di quattro studenti appartenenti al gruppo armato
anarco-insurrezionalista Cospirazione dei Nuclei di Fuoco. I giovani
anarchici, riferiscono fonti della polizia, hanno dato fuoco a
contenitori di immondizia nel quartiere di Exarchia, al centro della
capitale, provocando l’intervento delle forze dell’ordine che hanno
reagito con gas lacrimogeni al lancio di pietre.

LE CAUSE – I manifestanti si sono dispersi
rapidamente e non vi sono stati arresti o feriti. La protesta è
arrivata dopo l’arresto, avvenuto mercoledì sera, di quattro giovani,
tutti studenti tra i 19 e 21 anni di buona famiglia, appartenenti al
gruppo armato "Cospirazione dei Nuclei di Fuoco", che secondo la
polizia arruola i suoi membri in seno al movimento anarchico. I Nuclei
di Fuoco sono considerati responsabili di numerosi attentati
dinamitardi ad Atene e Salonicco, ultimo dei quali quello senza gravi
conseguenze, ma che ha suscitato clamore, avvenuto nei giorni scorsi
contro l’ufficio di due esponenti socialisti nella capitale.

E’ CREPATO UN BOIA DI STATO MAURIZIO LAUDI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

L’ASSASSINO DI SOLE E BALENO SU MANDATO DELLO STATO ITALIANO E’ SCHIATTATO DI INFARTO A 61 ANNI.

Aveva
cominciato come magistrato rampicante di sinistra in Magistratura
Democratica. Negli anni ’70 insieme a Caselli, Violante, Giordana e
Vigna aveva costituito il pull dei carrieristi di sinistra che
all’interno di uno stato democratico, democristiano e sottomesso agli
americani -che continuava sfacciatamente il fascismo- dovevano
dimostrare, per arrampicare, di essere più forcaioli dei fascisti.

Lui aveva costruito l’infame Patrizio Peci delle BR e l’infame Roberto Sandalo di Prima Linea.

I suoi nuovi sistemi di indagine erano quelli degli inquisitori nazisti, fascisti e stalinisti.

Per
tutti valga la vicenda dell’eliminazione di Giorgio Soldati di Prima
Linea, che catturato con l’arma in pugno, aveva rifiutato di
collaborare fattivamente. Per terrorizzarlo o per punirlo Laudi lo
destina al reparto “irriducibili” del supercarcere di Cuneo, facendo
spargere dai suoi collaboratori la voce che fosse un traditore e che
“se la fosse cantata”.

Giorgio Soldati fu strangolato nelle docce del carcere di Cuneo dai suoi compagni.

Questi i “metodi” di indagine utilizzati dal procuratore Maurizio Laudi.

Rimasto
tagliato fuori dal vertiginoso progredire in carriera dei suoi compagni
di Magistratura Democratica, riemerge dall’anonimità, di grigio
mandante di lugubri quanto atroci assassini, solo negli anni ’90.

Fortemente
stimolato dai ROS dei carabinieri, con il cui “deviatissimo” servizio
segreto (SISMI) era in rapporti di dipendenza, sotto la protezione del
procuratore generale Maddalena, imbastisce una sgangherata montatura
contro: Sole, Silvano e Baleno tre anarchici occupanti della “casa” di
Collegno, contro il nascente movimento NO TAV, contro gli squat di
Torino.

Ricordiamo ancora le sue ridicole dichiarazioni amplificate dai media completamente asserviti.

Infatti
la sua resterà nota come la montatura delle “Prove Granitiche”. Che si
sgretolarono appena uscite dal giro protettivo degli amichetti del bar
del Palazzo di Giustizia di Torino.

La
sua montatura crollò in Cassazione (ai ROS bastava così). Ma intanto
Sole e Baleno, sepolti da una montagna di accuse da ergastolo erano
morti – suicidati dallo Stato – impiccati in regime di detenzione.
Intanto Silvano Pelissero, unico sopravvissuto aveva scontato
gratuitamente 4 anni di galera. Non potevano assolvere completamente
anche lui, bisognava salvare la faccia a Sbirri e Magistrati.

Ma
anche dopo la sentenza definitiva, a Laudi i media concessero ancora
ampio spazio per i suoi sfoghi stizziti dove affermava che Silvano
fosse un pericoloso terrorista.

Infine
il nostro simpatico procuratore arrivò a dichiarare: “NON MI SENTO PER
NULLA RESPONSABILE DELLA TRAGEDIA CHE HA COLPITO QUESTI DUE GIOVANI
CONTINUO A FARE IL MIO LAVORO AL MEGLIO…”.

Nonostante
l’infelice conclusione di questo processo che sconvolse tutta Italia,
Laudi e tutti gli scagnozzi della Magistratura e degli Sbirri, furono
promossi dallo Stato mandante. Così potemmo assistere alla sua nomina a
Procuratore Capo di Asti, mentre il suo protettore Maddalena rimaneva
saldamente abbarbicato alla Procura Generale di Torino.

Laudi
da anni “indagava” sui sabotaggi o presunti tali in val Susa. Intanto
percorreva le scuole della valle con il complice maresciallo Tessari di
Susa detto “Tex”, emissario dei Servizi, a spiegare cosa fosse il
Terrorismo, loro la sapevano lunga.

Per
rilanciare la sua immagine, utilizzarono il processo mediatico dei
“Sassi dal viadotto” di Tortona. Non erano le BR, non era Prima Linea,
ma anche qui Laudi riusci a fabbricare un pentito.

Giudice
sportivo per 12 anni, si sputtanò perché, al telefono, pietiva i
biglietti gratis per vedere la Juventus, al compianto Luciano Moggi.

Cadde
in disgrazia e scomparve momentaneamente dallo schermo dal quale ci
affliggeva, ma lo sostituì , per un breve periodo il suo caro amico
Maddalena.

Poi il premio finale dello Stato: la Procura Generale di Asti.

Vista
la sua ripugnante carriera il procuratore Laudi ha tirato le cuoia
sotto scorta, che, come ai bei tempi degli “anni di piombo”, non aveva
mai cessato di seguirlo da quando nel ’98 aveva fatto morire Sole e
Baleno.

Gli
anarchici, che come è noto non hanno rispetto di niente e di nessuno –
neanche della morte – ricordano che chi è stato un porco in vita non si
riabilita morendo.


Fenix, Osservatorio Astronomico contro la repressione per Torino Squatter

 

CASE DEL POPOLO O CASE DEL FASCIO…

 
E’ davvero difficile “stupirsi” in tempi come questi…
Capita un concerto a Scandicci…un concerto organizzato dal circolo
culturale “LA FENICE”. Un circolo della destra “non conforme”, un
circolo di ispirazione nazista che professa la cultura dell’odio
razziale e che si ispira al revisionismo come pratica politica.
Doveva dapprima svolgersi a Bagno a Ripoli, in una villa privata, ma
dopo le proteste del sindaco della cittadina, e di alcune associazioni
(anche Novaradio emittente dell’ARCI) il concerto con la sua truppa di
150 topi di fogna, viene spostato a Scandicci, in una discoteca, la
“MUSIC STORE, in Piazza Piave. Si scopre (e non ci vuole molto…) che
la stessa discoteca appartiene al Circolo ARCI   “il Ponte” data in
gestione a tale Gheri Guido consigliere comunale della lista Voce al
Popolo (!) di Scandicci…
 CI SEMBRA, CHE AL PEGGIO NON CI SIA MAI FINE…
 
Da alcuni anni denunciamo un insieme di comportamenti estremamente
pericolosi dei Circoli ARCI nella cintura periferica fiorentina.
Dapprima la consolidata unità tra il sindaco di Sesto fiorentino
Gianassi e l’ex ufficiale del SISMI Leggiero (Consigliere comunale di
Alleanza Nazionale) in una assmblea del Circolo ARCI di Sesto
Fiorentino contro l’occupazione della caserma Donati da parte del
movimento di lotta per la casa, assemblea che si concluse nella notte 
con il lancio  didue molotov contro gli occupanti (migranti…) della
caserma stessa…
Nello scorso anno lo sfratto di una numerosa famiglia di artisti di
strada, la famiglia Beganay, una delle poche famiglie “rom” integrate
nel tessuto della città di Prato. Uno sgombero coatto guidato dall’ARCI
e dai carabinieri…
Eppoi ancora la pesante presa di posizione dei circoli ARCI di
Vaglia,Pratolino e Cercina contro l’occupazione del Luzzi e anche
contro il progetto della Fondazione Michelucci. Presa di posizione che
chiedel’immediato allontanamento degli occupanti.
Ma concedere gli spazi ai gruppi musicali nazisti ci sembra davvero troppo…
In un periodo dove devono essere ricostruite le trame del mutuo
soccorso e della solidarietà, in un periodo dove le barriere razziali
devono essere abbattute dalla cultura della trasformazione. In periodi
come questi dove la violenza e l’odio contro le tante diversità si
autoalimentano di comportamenti  che appartengono alla bestialità umana.
 
In questi periodi le giovani generazioni devono VIVERE il pane
quotidiano dell’attualità dell’antifascismo e dell’antirazzismo…
 
Invitiamo l’ARCI ad una seria riflessione e a prendere immediatamente provvedimenti seri (come dal suo statuto).

E’ morta Marina Giandolfi Antonelli

Marina Giandolfi, 88 anni, era una delle figure più rappresentative
dell’anarchismo toscano. Livornese, moglie di Egisto Antonelli,
partigiano anarchico e madre di Tiziano, della Federazione anarchica
livornese.

A Tiziano, alla sua famiglia ed alla compagine libertaria di Via degli Asili, va un forte abbraccio.
I funerali si svolgeranno lunedì pomeriggio, a Livorno.

Trento – Nuova occupazione anarchica

Occupato lo stabile di via manzoni n. 6 – Un nuovo spazio autogestito a Trento

OGGI 19 SETTEMBRE ABBIAMO LIBERATO UNO STABILE vuoto da anni per
trasformarlo in uno spazio autogestito in cui incontrarsi, discutere,
fare musica e lottare fuori dal controllo istituzionale e dalla logica
del profitto.
L’esigenza da cui partiamo, e che vorremmo
condividere, è quella di aprire una breccia nella pace sociale, di
costruire e sperimentare rapporti liberi dall’autorità e dal denaro,
sgravati dalla zavorra del consumo, della competizione e delle passioni
tristi che fanno delle nostre vite un pendolo che oscilla tra gli
obblighi e la noia.
Non vogliamo certo rinchiuderci tra qualche muro, bensì diffondere in città il virus della sovversione e della libertà.
Padroni
di niente e servi di nessuno, questo mondo di merci e di dipendenze ci
fa invecchiare anzitempo, rendendoci passivi e manipolabili.
Abbiamo
tante idee e fiato da vendere. Dibattiti, cene, concerti, teatro,
proiezioni saranno alcune delle iniziative che vorremmo organizzare,
aperti al contributo di chiunque voglia partecipare e proporne altre.
Amanti
appassionate del gioco della libertà, le regole che abbiamo scelto per
continuare a giocare sono semplici quanto irrinunciabili:

Non vogliamo politici e giornalisti tra i piedi. Tanto meno fascisti, razzisti e sessisti.
Le iniziative che riguardano tutti i partecipanti all’occupazione si decidono in assemblea all’unanimità.
Non accettiamo alcuna attività di lucro all’interno dello spazio.
Non siamo gestori di un locale in cerca di clienti, ma sovversivi in cerca di complici.

Ci sono per noi delle lotte che rappresentano delle priorità:
innanzitutto quella per impedire la costruzione della base militare di
Mattarello. Ma vogliamo affrontare e contrastare tutte quelle nocività
ambientali e sociali che stanno devastando le nostre vite e la terra in
cui viviamo (TAV, razzismo, carcere, controllo poliziesco e
tecnologico…).
Insomma, vorremmo parlare di libertà in libertà. Cerchiamo altre menti e altri cuori per quest’avventura.

SABATO 19 SETTEMBRE, DALLE ORE 21.00 IN POI

MUSICA CON I PEGGIO DJ IN CIRCOLAZIONE

DOMENICA 20 SETTEMBRE, ORE 16.00

ASSEMBLEA APERTA
a seguire concerto hard-core

gli e le occupanti di via Manzoni numero sei

SGAMATI! – Vietato parlare su una panchina di D’Azeglio

 Dal blog della rete dei collettivi:

Dopo averci cacciato a suon di manganellate e divieti dalla scuola dove
ci riunivamo, i nostri vecchi e cari tutori dell’ordine c’hanno di
fatto vietato di FARE UNA CAZZO DI CHIACCHERATA IN SANTA PACE su una panchina di D’Azeglio.

Infatti nel pomeriggio di oggi appena usciti da scuola abbiamo deciso
di fare la nostra assemblea nella Piazza del centro, ed è così che
intorno alle 3 del pomeriggio ci troviamo, chi seduto su una panchina
chi in terra su un casco, a ragionare di possibili volantini e progetti
per il nuovo anno scolastico.

Peccato che dopo qualche minuto viene notato a una notevole distanza un sospetto figuro con telecamera alla mano puntata verso di noi,
il quale con fare molto ma molto losco inizia ad allontanarsi e ad
abbassare la telecamera  non appena ci accorgiamo della sua presenza.

Inutile dire che come qualcuno di noi si avvicina per chiedere spiegazioni, spuntano, nascosti dietro alberi e fraschi, altri 4-5 digossini con atteggiamenti minacciosi,
e che solo un affrettato allontanamento, che mostra poi la presenza di
altri 3 digossini in un altro punto della piazza, evita il fermo degli
studenti presenti all’assemblea.

Questo è uno dei casi in cui le parole sono difficili da esprimere; è
invece molto più facile provare una strana sensazione dentro di sè, di stupore, ormai sempre meno in realtà, di assurdità, (8 persone pagate – da noi – per guardare quanti siamo belli e ascoltare i cazzi nostri!), di rabbia,
perchè ormai viviamo in un paese dove non è più possibile trovarsi un
pomeriggio in una panchina di una piazza in più di 3 persone e parlare
di quello che ci succede attorno, senza gli aguzzini del regime che
cercano di spiarci pronti per colpirci e eliminarci.

L’invito a questi signori è quello di iniziare a pensare un pò di più
alla loro famiglia, ai loro hobby e alla loro vita, invece di
continuare a scavare nelle nostre, o cambiando lavoro o, la prossima
volta che un ordine del genere gli verrà dato dai loro capi, andando a
prendere un buon caffè e poi raccontando loro che siamo sempre noi e
che le vostre continue persecuzioni non c’hanno fermato.

L’invito agli studenti invece, a questo punto, è quello di continuare a informare, continuare a incontrarsi, continuare ad agire, sempre però mostrando attenzione per
queste merde che oggi per esempio non hanno trovato nulla di meglio da
fare che passare un pomeriggio a nascondersi dietro le frasche a
guardare quel cazzo che facevamo, probabilmente mentre a casa loro
qualcuno più furbo stava a scoparsi le loro mogli.

 

Giornata di solidarietà internazionale per Gabriel e José

Compagne e compagni della Croce Nera di Berlino e di altre
organizzazioni antiautoritarie tedesche hanno indetto una giornata di
solidarietà internazionale per Gabriel Pombo da Silva, rinchiuso nel
carcere di Aachen, e José Fernandez Delgado, rinchiuso nel carcere di
Rheinbach.
La giornata inizierà con un presidio sotto il carcere di Aachen alle
ore 11, in seguito il presidio si terrà sotto il carcere di Rheinbach
alle 14.30 ed infine, alle 18, a Colonia si svolgerà un dibattito
sulla repressione e sulle lotte contro il carcere.
Purtroppo i tempi molto stretti impediscono di dare il vita ad
iniziative solidali simili, ma si spera in futuro di allargare queste
situazioni di lotta anche in altri paesi.
Il sito della CNA-ABC di Berlino è:
www.abc-berlin.net
Lì si trovano il manifesto e il volantino relativi all’iniziativa solidale.

Un abbraccio ribelle e solidale a Gabriel e José
Culmine

Scarica il manifesto

Afghanistan, esplosione a Kabul Sei vittime tra i parà della Folgore

Da Repubblica.it

 autobomba contro due blindati Lince sulla strada per l’aeroporto della capitale
Quattro parà feriti gravemente. I Taliban rivendicano l’attentato suicida. Tra i civili 2 morti e almeno 30 feriti

Afghanistan, esplosione a Kabul
Sei vittime tra i parà della Folgore

il ministro dela Difesa La Russa: "Infami e vigliacchi non ci fermeranno
Uno dei militari uccisi sembra avesse raggiunto i connazionali proprio oggi

Afghanistan, esplosione a Kabul Sei vittime tra i parà della Folgore

Il blindato italiano obiettivo dell’attentato

KABUL –
Attentato kamikaze a Kabul, capitale dell’Afghanistan. Sulla strada per
l’aeroporto, un’autobomba è esplosa contro due blindati italiani. Sei
paracadutisti della Folgore sono morti: un’auto carica di esplosivo si
è lanciata contro il primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e
cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei
militari a bordo è morto e altri quattro sono rimasti feriti
gravemente. Vittime anche tra i civili: almeno due e oltre 30 i feriti.
Decine di veicoli hanno preso fuoco.

Nelle immagini di una tv locale si vede un mezzo militare italiano
danneggiato, con le lamiere annerite dal fuoco, accanto al quale
soldati italiani stendono un telo sul corpo di un collega morto. Uno
dei sei militari italiani uccisi, sembra fosse appena arrivato a Kabul,
probabilmente oggi stesso.

L’attentato è stato rivendicato dai Taliban. il ministro della Difesa
Ignazio La Russa, al Senato, ha informato il Parlamento ribadendo che
quest’ultimo attentato non cambierà la strategia del governo: "Infami e
vigliacchi non ci fermeranno"

L’esplosione è avvenuta nel centro della capitale, all’altezza della
"rotonda di Massud", un incrocio stradale rallentato da check point che
controllano il traffico verso l’aeroporto, verso il comando Nato Isaf e
verso l’ambasciata americana.

Quello di Kabul è il più grave attentato subito dalle truppe italiane
dalla strage di Nassiriya, in Iraq,
del 12 novembre 2003. Nell’esplosione di un camion-cisterna davanti
alla base italiana Msu dei Carabinieri, ci furono 28 morti, 19 italiani
(12 carabinieri, cinque militari dell’Esercito e due civili di una
troupe che girava un documentario), e 9 iracheni.

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L’attentato suicida è avvenuto pochi minuti dopo che il presidente
Karzai aveva concluso una conferenza stampa al palazzo presidenziale
dedicata ai risultati delle elezioni annunciati ieri pomeriggio dalla
Commissione elettorale afgana. karzai ha contestato le obiezioni fatte
dagli osservatori dell’Unione europea secondo cui potrebbero esserci
brogli su quasi 2 milioni di voti.

Karzai continua a respingere i sospetti di brogli
massicci alle elezioni che lo hanno appena riconfermato alla guida del
Paese: "Credo fermamente e fermamente alla regolarità delle elezioni
presidenziali, malgrado le accuse di brogli", ha detto Karzai
incontrando la stampa. Il presidente ha aggiunto di credere fermamente
anche nella convinzione del popolo afgano e del suo governo nel
cambiamento in corso. Karzai ha detto che se brogli ci sono stati,
devono essere accertati, ma comunque non sono stati estesi come
denunciato.

La difesa del voto da parte di Karzai arriva a poche ore dalle accuse
degli osservatori dell’Ue che hanno denunciato brogli massicci con
oltre un milione e mezzo di voti fraudolenti. La proclamazione del
nuovo presidente dell’Afghanistan non potrà avvenire fino a quando non
saranno chiuse le inchieste sulla regolarità delle elezioni.

Karzai è risultato vincitore alle presidenziali con il 54,6% dei
consensi contro il 27,8% dello sfidante Abdullah Abdullah. Alle urne è
andato meno del 40% degli elettori afgani.

(17 settembre 2009)


Ebbene ecco a cosa porta la vostra pace…Autobombe che uccidono assassini…gran perdita?