Probabilmente da vegan non ho potuto mettermi le classiche fette di prosciutto sugli occhi, ed è per questo che da tempo ho deciso che la lotta all’alta velocità portata avanti con le modalità del sedicente movimento NO TAV, autoritario, borghese, a tratti reazionario, autoreferenziale, non faceva per me. Ora noto che anche altri “compagni” cominciano a capire di che pasta è fatto il movimento dei movimenti, pasta però che alcuni hanno contribuito ad impastare, accettando sino ad ora l’inaccettabile, dalle iniziative con le amministrazioni all’incedere grillino sul quale poche parole si sono spese, ai vaniloqui e agli ipse dixit periniani, il tutto in nome di una “grande famiglia” che però da tempo ha assunto sempre più i contorni di un apparato votato al pensiero unico. (altro…)