Germania – Per il compagno romano detenuto a Berlino

Appello dalla Germania:

PER IL COMPAGNO ITALIANO DETENUTO A BERLINO DURANTE GLI SCONTRI DEL MAYDAY

Salve a tutti!

Scriviamo per parlare con voi degli scontri che ci sono stati il 1 maggio in diverse città europee (tranne a Roma!).

In particolare noi portiamo la testimonianza degli scontri avvenuti
nell’arrabbiata Germania, dove la repressione è più marcata, ma dove la
solidarietà rappresenta l’altra faccia della medaglia.

La manifestazione, partita con baci e danze, tra slogan contro il
capitalismo, ha incrociato cortei di neo-nazisti e di estrema destra:
si sono accesi gli animi e sono cominciati gli scontri, sono state
incendiate macchine di lusso, sono state tirate bottiglie e pietre
contro negozi, banche.

Ognuno manifestava a suo modo il proprio dissenso.

La notte tra il 1 e il 2 maggio, nel mezzo di questi
scontri, sono state arrestate 250 persone, 25 già processati e 17
attualmente in carcere con l’accusa di aver lanciato bottiglie e pietre.

Tra questi c’è un nostro amico, un compagno romano.

Altri 3 di loro sono accusati di tentato omicidio.

Gente sottomessa, filmata, fotografata, catturata..

Sono trattenuti nel carcere giudiziario di Alt-Moabit a Berlino, in
attesa della sbobinatura dei filmati, e dei tempi per l’indagine che
può durare fino a 6 mesi prima del processo.

6 mesi di privazione della libertà, 6 mesi con 23 ore di isolamento al giorno e una sola ora d’aria.

La pena in Germania per questi tipi di reati , politici o ritenuti tali, è dai 2 agli 8 anni di carcere.

E ci risiamo, l’ennesimo abuso delle forze dell’ordine ci vuole di nuovo vicini.

E nel momento in cui si vive una realtà come questa si è più forti di prima nel volere libertà per tutti e con tutti.

Ci uniamo al sostegno che viene dato a tutti i detenuti da parte delle diverse realtà tedesche.

Dall’Italia vi chiediamo di supportare questa causa contro gli arresti ricordandoci anche delle nostre carceri.

Vi chiediamo aiuto affinché il nostro amico, e quelli che sono nelle
sue stesse condizioni, non siano lasciati soli, affinché le loro storie
non siano accantonate fra le cose che succedono, ma vengano raccontate
a tutti coloro che credono nella lotta alla repressione e nella
solidarietà fra chi riconosce certi valori alla base della propria
identità

Ci affidiamo alla vostra esperienza e ai vostri consigli per
organizzarci e poterci muovere in modo da ricavare un fondo cassa per
spese legali. Abbiamo pensato a manifestazioni, cortei e serate
benefit, o qualsiasi aggancio in vostre iniziative e vorremmo unirci,
in qualche modo, per tale fine.

Necessitiamo di informazioni, contatti, tutto ciò che pensate possa esserci utile.

Contro tutte le gabbie

per contatti: cmoelvaf@gmail.com

Repressione in rete

Berlusconi e i suoi sferrano il colpo
definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto
controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il
cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri
provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei
pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta
tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato
introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o
istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la
prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla
Camera l’articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero
D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice
lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non
vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog
dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i
provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i
provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il
Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità
giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della
attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete
internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a
tal fine.
L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro
il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una
sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i
provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a
delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per
l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o
all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere
ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con
questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia tutta
l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è
ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro
è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto
500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il
Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede
un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e
d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di
una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra
poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge
su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto
rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno
che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e
informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo
pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la
Birmania. Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di
svegliare le coscienze addormentate degli italiani.

ecco qua l’ennesimo regalino del pacchetto sicurezza..

ARRESTATO IL SEGRETARIO GENERALE DELL’I.W.A. E UN ALTRO COMPAGNO

Il Segretario generale dell’ IWA Ratibor
Trivunac ed un altro compagno sono stati arrestati dalla polizia mentre
partecipavano all’azione di protesta organizzata in segno di pubblico
sdegno per la visita del Vice Presidente degli Stati Uniti Joseph Biden
oggi a Belgrado. L’azione di protesta illegale è stata organizzata nel
centro di Belgrado, dove è stata bruciata la bandiera degli Stati Uniti e
letta una breve dichiarazione che ha condannato il ruolo mondiale degli
USA nella riproduzione delle relazioni capitaliste, guerre, sfruttamento e
discriminazione. Speriamo che sia presto caricato on-line un breve filmato
dell’arresto www.youtube.com/inicijativa.

Al momento stiamo raccogliendo informazioni sui
nostri compagni arrestati mentre i nostri avvocati stanno cercando di
incontrarli. Terremo informato il pubblico sulla situazione e se
necessario chiederemo azioni di solidarietà.

Il Segretariato dell’IWA è raggiungibile
attraverso il numero di telefono +381-63-263-775 e per posta elettronica.
Inoltre gli archivi dell’IWA sono trasferiti lontano ed al sicuro dalle
ricerche della polizia.

Libertà per i compagni arrestati! Viva la
IWA!

Segreteria
dell’ International Workers Association.
 
 

Aggressione nazi sul treno Napoli-Torino

Riceviamo e pubblichiamo:

Nella
notte scorsa si è consumata l’ennesima brutale aggressione fascista.
Tre teste rasate alla stazione di Formia hanno aggredito un compagno di
Radio Vostok partito da Napoli per partecipare alle contestazioni del
G8 University Summit di Torino. I fascisti hanno notato il ragazzo da
solo e la sua maglietta con la stella rossa, hanno iniziato ad
insultarlo, dopodiché gliel’hanno strappata a forza e l’hanno percosso.


Perché
il ricordo della loro “azione valorosa” restasse indelebile nel tempo
hanno bloccato il compagno e gli hanno inciso a fuoco con una lama una
svastica sul braccio.


Episodi
come questo ci mostrano quanto sia necessario mantenere viva la memoria
e ribadire l’urgenza e l’attualità della lotta antifascista…vi
ricacceremo nelle fogne!

Solidarietà al compagno aggredito!

Coordinamento campano contro il G8; Antifasciste/i Napoletane/i

 

Pistoia-Cena benefit+proiezione “Libera amore mio”

Domenica 24, presso il circolo Primo Maggio di Via S. Marco 38, a Pistoia, dalle 19,30 ci troviamo per mangiare qualcosa assieme, magari tirando su qualche soldino per sostenere spese varie (opuscoli, volantini, avvocati…); a seguire proietteremo il film di Mauro Bolognini "Libera amore mio".

Info: anarchicipistoiesi-chiocciola-canaglie.org

 

 

Solidarietà agli studenti arrestati

Esprimiamo massima solidarietà agli arrestati di Torino, in poche settimane, per la seconda volta i servi del potere si accaniscono contro gli studenti, rei di non allinearsi alle idee di regime, che vedono l’istruzione solo come mezzo di inquadramento sociale e metodo di produzione di ingranaggi funzionali al sistema di sfruttamento e oppressione vigente.

Prima Firenze, con le botte a ragazzini di 14/16 anni, ora Torino, domani magari sarà Roma o l’Aquila…il progetto neoautoritario e bipartisan, che da anni si sta approntando in Italia sta subendo una forte accelerazione, dalle leggi raziali a quelle che vorrebbero limitare il diritto di sciopero, dalle riforme dei cicli scolastici alle pensioni la situazione sta precipitando velocemente. Dobbiamo quindi organizzarci, d’ora in poi ogni corteo, ogni presidio, ogni ambito dove si manifesterà dissenso sarà potenzialmente un possibile teatro per le violenze dello stato, palesate nei manganelli e nelle facce anfetaminiche di polizia e carabinieri…forse anche dell’esercito. Dobbiamo farci trovare pronti, sia in quegli ambiti, sia lavorando sul territorio per creare ambiti di socialità nuovi che portino in grembo il seme della Libertà, ben coscienti che i poteri tenteranno in ogni modo di fermarci.

La Grecia ci parla, sapremo ascoltarla?

Sempre a fianco di chi si ribella, solidali se innocenti, complici se colpevoli.

Anarchici Pistoiesi.

Torino – G8 Rettori 24 poliziotti feriti, 2 arresti

fonte: julienews

Ventiquattro feriti tra le forze dell’ordine, due arresti e diverse
automobili danneggiate, questo il bilancio degli incidenti che si sono
verificati oggi a Torino, in occasione dell’University Summit 2009. Il
capoluogo piemontese ha visto scendere in piazza un corteo di circa
3mila studenti appartenenti alla “Rete contro il G8 – Onda Anomala”.

Uno dei poliziotti, durante gli scontri, ha riportato la doppia
frattura scomposta del setto nasale. Gli arrestati sono entrambi
italiani: si tratta del 26enne sassarese A.A.*, già noto alla Digos per
reati di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in
concorso e denunciato in stato di arresto per porto di oggetti atti ad
offendere, e D.S.* torinese di 29 anni, anch’egli già noto alla Digos
locale, arrestato per detenzione e porto di materiale esplodente e
infiammabile (petardi e un contenitore con liquido infiammabile), un
bastone e un caschetto di protezione. Una terza persona, sempre
italiana, risulta indagata per resistenza e lesioni a pubblico
ufficiale in concorso.

Nelle prossime ore verrà esaminato tutto il materiale video –
fotografico per identificare gli altri manifestanti autori dei
disordini. Durante i controlli sono stati sequestrati numerosi oggetti
utilizzati, tra cui bastoni, mazze, grossi sassi, due piccozze, un
rudimentale ordigno, lo striscione che era in testa al corteo e che era
stato rivestito di plexiglass per trasformarlo in una sorta di scudo.

*[I nomi degli arrestati sono stati omessi in attesa di aggiornamenti]

Pistoia – Rifognazione, ovvero del poltronismo sfrontato…

Dunque siamo nuovamente vicini ad una nuova tornata elettorale, alle europee per essere precisi…
Non occorre ripetere per l’ennesima volta quale sia la nostra posizione sulle elezioni, ma una cosetta la vorremmo far notare…
Come sempre gli schieramenti sono i soliti, coalizione di centrodestra e coalizione di centrosinistra, con qualche lista solitaria a far da pendant.
Qui a Pistoia la coalizione di centrodestra rispecchia l’alleanza al governo, ovvero i neototalitaristi/inquinatori/affamatori del PDL ed i razzisti della lega, mentre l’altra lista, quella che teoricamente dovrebbe rappresentare un portato etico e culturale "altro" rispetto all’inquietante coalizione di destra, è formata dai neototalitaristi/inquinatori/affamatori del PD, dai poltronari di Rifognazione e dai lacché dei comunisti(?) italiani.
Poco c’è da dire su PDL e Lega, i cui rappresentanti meriterebbero una visitina di un Bresci qualsiasi, e lo stesso vale per i gerarchi del PD, ma due parole le spendo volentieri su rifognazione comunista(?), che da sempre si presenta come partito di governo e di movimento, e che poi nella pratica si dimostra solo un partito come tutti gli altri, attaccato alle poltroncine e poco interessato alle sorti della plebaglia che dice di voler rappresentare…ora poi ci mette pure una buona dose di sfacciata ipocrisia…
Brevemente: da anni molti di noi stanno lottando contro il mostro sanitario che è l’inceneritore di Montale; tra i militanti del presidio contro l’impianto di cancrovalorizzazione c’erano anche un tesserato di rifognazione che subì pesanti pressioni da parte della federazione provinciale del partito affinché abbandonasse la mobilitazione che metteva in difficoltà l’entrata in maggioranza a Montale di rifognazione…ebbene, il compagno stracciò la tessera di un partito che ufficialmente rimaneva ambiguo sul problema inceneritore, e sottobanco avversava pesantemente la lotta del presidio e dei suoi militanti, inviando anche alle assemblee (sempre aperte) degli "osservatori" a monitorare gli umori dell’assise…
poi la vita e le vicende politiche continuano, rifognazione rompe con il sindaco Razzoli, e comincia, ogni tanto, a mugugnare contro l’inceneritore (indispensabile fino a qualche mese prima).

Pochi giorni fa, il 23 Marzo, rifognazione rilascia questa dichiarazione a mezzo stampa, riguardo le analisi preoccupanti che riguardano l’impianto montalese:

"Il Prc toscano esprime forti dubbi sulla vicenda che riguarda la salute pubblica dei cittadini della Piana pistoiese, vicenda relativa all’incertezza sui fattori determinanti l’inquinamento da pcb riscontrato durante l’indagine epidemiologica svolta dall’Istituto zooprofilattico delle Toscana e del Lazio.
Grandi preoccupazioni erano da tempo state denunciate dai comitati contro l’inceneritore e presentate in consiglio comunale dal nostro gruppo consiliare, avvalorate anche dalla chiusura per inquinamento dell’ineceneritore di due anni fa e dai problemi ambientali che tale impianto presenta da tempo."

Che l’abbiano capita dunque? Non proprio…se rifognazione non compare nella coalizione che sostiene il sindaco uscente di Montale, l’assassino Piero Razzoli, alle comunali, è presente e sostiene attivamente la candidata del Pd alla presidenza della provincia di Pistoia Federica Fratoni, che si è detta inceneritorista convinta e che nel programma elettorale prevede la costruzione della terza linea del cancrovalorizzatore montalese…quindi di nuovo rifognazione tiene un piede in due scarpe e dimostra di essere più attenta alle poltrone che ai bisogni degli individui…e vogliamo ricordare che è la stessa rifognazione di cui fa parte l’infame Rosalia Billero, l’assessora alle politiche di tutela della salute, di protezione ed inclusione sociale, l’edilizia residenziale e cimiteriale, il decentramento e la partecipazione, che solo pochi giorni fa faceva portare via dai suoi uffici una famiglia marocchina rea di chiedere una sistemazione dignitosa…Questo il partito di governo e movimento…ma quale di quale movimento farebbe parte rifognazione!? Sabato a Firenze a fianco degli studenti manganellati dagli sbirri non c’erano, ci saranno a lottare contro i CPT/CIE? Sicuramente sappiano lor signori che ogni bandiera rifognarola sarà vissuta come una provocazione, per lo meno alle mobilitazioni contro il cancrovalorizzatore di montale. Non si può stare con il boia e sfilare con le vittime…Rifognaroli, carogne, tornate nelle fogne!
Quindi che fare? Semplice, per le elezioni non votare, vai al mare!

 

Evjenij Vasil’ev Bazarov

Perché vogliamo la distruzione dei centri di detenzione

Da Indy Toscana:

Questo è un volantino tratto dal giornale anarchico aperiodico "Non Fides", tradotto dal francese.
E’ stato distribuito in alcune città francesi e davanti al centro di Vincennes, centro di ritenzione ridotto in ceneri durante la rivolta dei prigionieri. Un centro di ritenzione (Centro di Ritenzione Amministrativa o CRA in francese, equivalente dei CPT Centri di Permanenza Temporanera- italiani) è una prigione per gli immigrati clandestini, dove essi possono essere chiusi ottanta giorni prima della loro espulsione. Ci sono state molte rivolte questi ultimi anni dentro a queste prigioni come all’’esterno. Ma anche una forte repressione per alcuni compagni anarchici che sono tutt’ora in prigione, alcuni dei quali sono accusati di terrorismo.

● Perché noi non ci battiamo per un miglioramento delle condizioni della detenzione.

● Perché una cella anche se climatizzata o in oro, in velluto o in seta resta comunque una cella.

● Perché la detenzione segue una retata arbitraria o precede un’espulsione anch’essa del tutto arbitraria.

● Perché arrestare in massa gli immigrati senza documenti ed espellerne un certo numero, significa inculcare la paura a tutti.

● Perché così come l’onesto immigrato non merita di essere rinchiuso non lo merita neanche l’immigrato malandrino.

● Perché noi siamo per l’abolizione di ogni frontiera e di ogni prigione.

● Perché così come lo stato può, per ragioni economiche, decidere di espellere 25000 persone all’anno, allo stesso modo l’imprenditore può decidere di licenziare 9000 dipendenti perché non sono più redditizi.

● Perché noi non riconosciamo la legge, nonostante ella ci riconosca.

● Perché la criminalizzazione degli immigrati conduce a quella di chiunque voglia vagabondare.

● Perché il controllo dei documenti è un pretesto per il KONTROLLO.

● Perché quando la libertà di un individuo viene derisa è la libertà di ognuno che viene messa in causa.

● Perché le misure messe in atto per l’arresto degli immigrati partecipano all’occupazione poliziesca dei nostri quartieri.

● Perché la paura di essere imprigionati permette il rilancio dello sfruttamento.

● Perché, apologia del cinismo, sono gli operai immigrati senza documenti che costruiscono le stesse prigioni alle quali sono predestinati.

● Perché oltre ai centri di retenzione è lo stato che noi vogliamo distruggere.

● Perché la chiusura dei centri di retenzione amministrativa viene domandata, e noi non vogliamo chiedere niente allo stato.

● Perché l’umanitarismo non risolve mai il problema di fondo, non fa altro che limitarsi alla superficie visibile del problema.

● Perché noi, che ne abbiamo, sogniamo di poter bruciare i nostri documenti con immenso entusiasmo.

● Perché!

Per Non Fides, giornale anarchico aperiodico de Francia.

http://www.non-fides.fr/spip.php?rubrique27

non-fides(at)riseup.net

PROCESSO BRUSWOOD: CROLLA PARTE CONSISTENTE DEL CASTELLO ACCUSATORIO

 
La terza udienza che si è svolta oggi in Corte d’Assise
a Terni, durante il processo che vede vittime 4 giovani spoletini che
hanno pagato fino ad un anno di carcere e custodia cautelare il prezzo
di questa che abbiamo sempre giudicato un teorema basato su
interpretazioni senza prova alcuna, ha visto aggiungersi clamorosi
colpi di scena, paradossalmente proprio dai testimoni dell’Accusa.

1.
Per quanto riguarda il capo B), l’incendio di un cantiere a Colle San
Tommaso, non possiamo non segnalare un notizia sorprendente, grave e
inattesa: il giornale Il Vicenza come prova non è mai esistito!
Ricordiamo che l’unico indizio a danno di Fabiani e Dinucci, accusati
di quell’episodio, è di essersi recati a Vicenza, insieme ad altri
centinaia di umbri e decine di spoletini, ad una manifestazione il 17
febbraio 2007 e che poi un quotidiano locale di Vicenza sarebbe stato
utilizzato per appiccare le fiamme un mese dopo (stupidi questi
terroristi!). Ora questo indizio del tutto irrilevante si è mostrato
per ciò che era: un’ invenzione. Già nella precedente udienza del 28
aprile uno dei carabinieri interrogati aveva dichiarato che il giornale
utilizzato era irriconoscibile in quanto quasi completamente combusto,
ma che successivamente qualche suo superiore aveva trovato fra le
pagine bruciacchiate un numero di telefono ricollegabile a quello della
redazione vicentina. Ora questo carabiniere non è stato ancora sentito,
le pagine bruciate non sono state mostrate, quel numero non è stato
fornito e nessuno dei difensori ha potuto controllarlo. Ma in ogni caso
ciò non dimostra nulla. Se prendiamo, ad esempio, il Corriere
dell’Umbria troviamo oltre al numero della redazione di Spoleto,
Foligno, Perugia, Terni, Orvieto, Città di Castello, anche quella di
Arezzo, Pisa, Livorno, Viterbo, Rieti… chi ci dice che quello fosse
davvero un giornale acquistato a Vicenza? In secondo luogo, chi ci dice
che fosse stato acquistato proprio il 17 febbraio? Per due anni è stato
scritto che il giornale vicentino era del 17 febbraio e che quel giorno
solo Fabiani e Dinucci erano a Vicenza (cosa evidentemente falsa dato
che c’erano 100mila persone, fra cui decine di spoletini). Ora
scopriamo che il giornale “probabilmente” era di Vicenza, ma le prove
di questa “probabilità” non sono state mostrate, ma soprattutto
scopriamo che non è vero che il giornale fosse del 17 febbraio e che
questo mostrerebbe le responsabilità degli imputati, ma al contrario
proprio perché i “principali sospettati” (in termini semplici: i
ragazzi predestinati alla parte dei colpevoli) erano a Vicenza il 17
allora è stato dedotto 8 con un ragionamento assolutamente apodittico)
che quel giornale altro non poteva essere che del 17.

Questa
notizia estremamente grave era già emersa durante la seconda udienza.
Oggi le cose si sono ulteriormente chiarite nella loro gravità: tutti i
testimoni dell’Accusa nel ricostruire l’episodio non hanno fatto cenno
a quel giornale, a nulla sono valsi i tentativi del PM di “cercare” le
risposte o di “ricordare” che mancava qualcosa, nessuno si è ricordato
di nulla. Di più, ognuno dei testi ha fornito dichiarazioni molto
diverse da quelle raccolte nell’immediato dai Carabinieri. Ancora di
più, i verbali redatti dai carabinieri sono praticamente identici tra
loro, cambia solo la firma che hanno fatto apporre ai testi sentiti
oggi. E’ evidente che non potevano ricordare, i carabinieri credendo in
un primo momento si trattasse di una stupidaggine (come tutti credono
ancora a Spoleto) e non di “terrorismo” probabilmente avranno fatto
firmare dei moduli scritti prima che non potevano corrispondere alle
dichiarazioni esatte!

2. Per quanto riguarda il capo D),
l’incendio dell’Ecomostro di via della Posterna, lo stesso dove i
Vigili del Fuoco hanno detto che probabilmente non è di origine dolosa
e lo stesso dove circa una decina di persone hanno visto Fabiani,
l’unico imputato per quel reato, dalla parte opposta di Spoleto, ebbene
è stato sentito un responsabile della ditta e ha dichiarato che il
danno era così lieve da non aver fatto nemmeno la denuncia!

3.
Per quanto riguarda la lettera ricevuta dalla Lorenzetti, in un primo
momento scomparsa, sembra sia stata ritrovata. Dobbiamo, a tal
proposito, rettificare alcuni articoli comparsi sui giornali secondo i
quali gli avvocati difensori si sarebbero opposti a fare gli esami su
quella busta. Non è assolutamente vero, i difensori sapendo di non
avere da temere nulla sono stati gli unici a chiedere che tali esami
venissero fatti, mentre il PM rispondeva, forse per prendere tempo e
cercare questa maledetta busta, che ciò era inutile perché essi
comunque erano negativi. Incredibile che alcuni giornali, fra questi la
pagina regionale del Corriere dell’Umbria, avessero dichiarato proprio
l’esatto contrario. Chi avesse capito male, siamo convinti oggi
correggerà il tiro, dato che è stata la stessa PM a ripetere per la
seconda volta in due udienze, che ogni esame (DNA, impronte, ecc) era
inutile perché lo avevano già fatto loro con esito negativo. Finalmente
la lettera è stata ritrovata, è stata mostrata e tutti hanno potuto
notare che vi fosse scritto un “8” e un altro “8”, questo può voler
dire solo una cosa, 8 agosto e non 17 agosto, come sostenuto dai ROS.
Quindi prima dell’intercettazione del 15, del “regalo” che Dinucci ha
dato a Fabiani, che per i ROS in codice voleva dire “pallottole”.
Fabiani l’8 ricordiamo era in Puglia.

Oggi è stata una giornata
molto importante per ristabilire la verità: 1) non c’era nessun
giornale di Vicenza presso Colle San Tommaso, 2) I danni all’Ecomostro,
che dalle documentazioni dei VVFF erano già emersi come probabile
conseguenza di un’autocombustione, erano anche talmente insignificanti
da non aver dato luogo neanche ad una denuncia, 3) nella lettera alla
Lorenzetti non ci sono le impronte e la busta che la conteneva insieme
a due pallottole è partita prima che queste pallottole venissero
consegnate secondo l’ipotesi accusatoria e quando uno degli imputati
era fuori regione.

C’e n’è abbastanza per scrivere la sesta
parte della Controinchiesta e soprattutto per capire come funziona la
ricerca dei “colpevoli” nella giustizia italiana.

14/04/2009
Comitato 23 ottobre
da www.umbrialeft.it/node/17904