Pisa, Polo Carmignani: “lasciamo la Sapienza e la lotta continua”

 
"Come promesso andiamo via dalla Sapienza
dopo tre giorni di questa nuova occupazione. Dopo il Polo Carmignani, che
continua a rimanere occupato, si era scelto di liberare dopo quarant’anni il
luogo simbolo dell’ateneo pisano in risposta alle frasi folli di Berlusconi e
Cossiga.C’è da dire che se l’occupazione del polo Carmignani ha dato fastidio a
pochi, quella Sapienza al contrario ha colpito nell’immaginario anche i vari
presidi e rettore, che subito hanno cercato di aprire un tavolo di trattative
per un ritorno alla "normalità", proponendo baratti con altri spazi
dell’ateneo.Ma in questo momento della mobilitazione non c’è spazio per i passi
indietro. L’azione in Sapienza che ha creato malumori durante il corteo, era sì
una risposta necessaria a Berlusconi, ma voleva anche essere un modo per dire
"non è finita qua". Lo scopo è stato raggiunto.Un corteo di ventimila
persone, storico per Pisa, poteva facilmente trasformarsi nello spartiacque che
tra l’inizio e la fine di una mobilitazione: noi del Polo Carmignani Occupato
crediamo che non sia ancora il momento di lasciare il testimone nelle mani
delle istituzioni e dei partiti. Tutto è accora da costruire, il governo non ci
ha dato nessuna risposta. Non è ancora il momento delle trattative col
ministro.La mobilitazione è appena iniziata e se a Pisa abbiamo anticipato nei
tempi il resto d’Italia, non è il caso di mollare la presa sul più bello. Lo
spezzone del Polo Carmignani Occupato ha voluto esprimere tutto questo e se
oggi disoccupiamo la Sapienza,
simbolo dell’ateneo, domani ripartiremo nella città e in tutte le facoltà per
ingrandire l’onda inarrestabile del movimento studentesco."

Polo Carmignani Occupato 

Convalida degli arresti di Parma e Verona

Da informa-azione:

Ieri, 23 ottobre, sono stati convalidati gli arresti per i quattro compagni
accusati per le bombe carta alla sede dei vigili di Parma. Il capo
d’imputazione è l’art. 6 L. 895 che si riferisce ad accensioni ed
esplosioni pericolose di materiale esplosivo che provoca timore
pubblico. Restano quindi tutti in carcere anche una delle ragazze che è
incensurata e il compagno di Parma arrestato a casa per possesso di un
fumogeno. Dalle carte risulta che le due bombe carta fossero: un
fumogeno e un petardo.
Comunque, tutta la nostra solidarietà agli arrestati innocenti o colpevoli che siano.
Ricordiamo che i vigili di Parma spadroneggiano da tempo in città
procurando molto allarme e timore, oltre che lesioni fisiche, a tutti
gli immigrati poveri che incontrano sul loro percorso.

Anarchici di Bologna

Aggiornamento sugli anarchici della Giordania

 
Siamo entrati a far parte di un raggruppamento di sinistra, un movimento dal nome "Sinistra Sociale", che include marxisti, anarchici, attivisti post-sinistra ed altri… Il movimento ci offre
due cose importante: la protezione legale (in Giordania membri di movimenti non autorizzati rischiano 3 anni di carcere) e una posizione nel comitato organizzativo.
Il movimento della Sinistra Sociale è molto vitale e cresce ogni giorno. Non è ancora chiaro esattamente quante persone raggruppa ma dovrebbe essere tra 1.000 e 2.500, di cui solo 16 anarchici.
Nonostante la nostra debolezza numerica, svolgiamo un ruolo molto importante all’interno del movimento al punto che nelle critiche di alcuni vecchi marxisti verso il movimento spesso si sente dire "E’ un movimento anarchico!".
Per la prima volta nella storia della Giordania, un movimento di sinistra è disponibile a adottare una struttura non gerarchica. Noi anarchici abbiamo proposto un giornale, accettato dal settore giovanile e studentesco del movimento. Infatti da due mesi ormai questo settore giovanile e studentesco ha adottato una struttura come quello proposto dagli anarchici. Se funzionerà, verrà proposto all’intero movimento. Il nostro modo di organizzarci in modo non gerarchico è un esempio pratico del pensiero anarchico, che gli altri componenti del movimento vedono e capiscono. Nella nostra
organizzazione analizziamo i vecchi errori e l’innovamento è evidente in ogni nostra riunione.
Due compagni arrestati sono stati liberati successivamente, grazie all’intervento del movimento, e 3 compagni marxisti hanno passato 6 giorni in carcere prima di essere rilasciati in seguito alle pressioni esercitate dalla Sinistra Sociale. Abbiamo formato un gruppo musicale che si esebisce durante i nostri eventi. Abbiamo distribuito migliaia di volantini per le vie dei quartieri poveri e nei campi profughi. Una nostra iniziativa – uno sciopero generale in Giordania – è stato oggetto di un servizio di mezz’ora su Al-Jazeera. Una rivista importante – la rivista del sindacato degli scrittori giordani – ha portato un articolo di 2 pagine sul nostro gruppo, e lo scrittore più letto nella storia della Giordania ha dedicato la sua rubrica settimanale nel giornale più venduto del paese agli anarchici giordani.
Per le strade gli scritti anarchici sui muri aumentano ogni giorno. Sono venuti a trovarci dei compagni anarchici dall’Australia e dall’Austria! Abbiamo organizzato insieme ad altri una ceremonia con musica e poesia per festeggiare il rilascio dai carceri israeliani di alcuni prigionieri giordani, e la visita di un comunista libanese, "Anwar Yaseen", incarcerato per 13 anni per aver ucciso soldati israeliani durante la sua partecipazione alla resistenza armata nel sud del Libano.
Esiste un sindacato dei "lavoratori a giorno" (13.000 lavoratori occupati a tempo pieno ma con trattamento da part-time) che lotta per migliorare le loro condizioni, per assistenza sanitaria e uno
stipendio minimo. Ci siamo uniti a alcune loro azioni. Hanno annunciato uno sciopero della fame, che ha portato a una vittoria!
Questo anno in Giordania si svolge l’enorme "Festival Giordania", che costa al governo $30 milioni… La festa è organizzata da un francese che ha anche organizzato la festa per il 60° anniversario dell’Israele. Poi, in Giordania ci sono oltre 200.000 bambini che sono malnutriti a causa della povertà. Infine, per far spazio a questa festa, è stato annullato il Festival Jerash, una vetrina per il teatro, la poesia e la danza contemporanea, mentre il Festival Giordania ci offre solo musica pop. Per tutti questi motivi, abbiamo lanciato una campagna di protesta e abbiamo partecipato a una manifestazione insieme al comitato antisionista e una altro partito giordano con legami al PFLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina).

Sul nostro blog ci sono delle foto
(http://anarchism-jordan.blogspot.com/2008/10/update-on-anarchism-in-jordan.html).
La prima è stata scattata durante una manifestazione. Le altre sono di
uno sciopero al quale abbiamo partecipato, di alcuni lavoratori che
perderanno i posti di lavoro perché l’azienda mineraria di Stato è
stata venduta a un’azienda canadese.
Ecco due nostri blog:
http://anarchism-jordan.blogspot.com
http://1ofamany.wordpress.com

[Pi] Contro la società nucleare rilanciamo la lotta e la solidarietà

Notizia completa su informa-azione.info:

MERCOLEDI’ 29 OTTOBRE

Ore 9 presenza al tribunale di Pisa, via Cavour n°57

Ore 11 presidio presso il dipartimento di Ingegneria Meccanica
Nucleare e della Produzione, Via Diotisalvi 2, zona Stazione San
Rossore

CONTRO LA SOCIETA’ NUCLEARE RILANCIAMO LA LOTTA E LA SOLIDARIETA’

In passato le inchieste per 270 bis dispensate dalle varie procure,
hanno dimostrato l’intenzione di rendere ufficiale, duraturo e
permanente l’apparato di controllo nei confronti delle realtà radicali;
in questi ultimi anni le accuse di “associazione sovversiva” si stanno
traducendo in lunghe carcerazioni preventive e anni di misure
restrittive, come firme e sorveglianza speciale.
L’interesse dell’azione repressiva sembra concentrarsi su contesti in
cui le lotte si fanno riproducibili, solidali, dove nascono lotte e si
sviluppano idee, dove anche situazioni specifiche possono diventare
parte di qualcosa di più ampio. Con l’evidente volontà di disgregare le
realtà conflittuali, rendono di fatto difficoltoso, e talvolta
impossibile, portare avanti i propri progetti, soprattutto collettivi e
di movimento.
Annichilire, recuperare, gestire, mistificare le lotte, cercare di
spezzare in queste ogni radicalità e ogni pratica che voglia partire e
rimanere dal basso.
Tramite mirate operazioni di polizia, vengono applicati pesanti
provvedimenti repressivi alle e ai militanti, partendo esclusivamente
da un giudizio politico sulla loro collocazione e identità,
riformulando a proprio piacimento le accuse prima di qualsiasi
eventuale seguito processuale.
Tutto ciò che sta avvenendo, e allo stesso tempo si sta sperimentando,
non è certo una semplice casualità. E’ il frutto di una
riorganizzazione e di un adeguamento, da parte del potere, nel
tentativo di consolidare il nuovo ordine mondiale, recuperando o
arginando dove possibile, annientando ogni focolaio di conflittualità.

Sono anni che le situazioni ecologiste anarchiche toscane,
soprattutto pisane, sono sotto pesante attacco da parte della procura
di Firenze che, seguendo le linee del Ministero degli Interni, ha
imbastito sei inchieste per associazione sovversiva con finalità di
terrorismo. Senza contare le precedenti cadute nel vuoto.
L’ultima in ordine di tempo è l’operazione “Ardesia” che ha colpito i
compagni e le compagne della sede anarchica di Via del Cuore: dodici
richieste di arresto per associazione sovversiva, quattro accolte, due
verso compagni già in carcere con l’accusa di rapina.
L’attività delle componenti ecologiste e anarchiche sul territorio
toscano si è concentrata su una serie di iniziative volte a denunciare
e contrastare ogni forma di nocività: sia quelle presenti sul
territorio, come inceneritori e rigassificatori, sia in opposizione a
questioni come la vivisezione e lo sfruttamento animale, la
psichiatrizzazione, le biotecnologie; anche attraverso la realizzazione
di “Terra Selvaggia”, pagine anticivilizzatrici e di altre
pubblicazioni, dando un senso di priorità a determinati argomenti
all’interno di una prospettiva di liberazione da ogni logica di
dominio, per uno stravolgimento dell’esistente, nella sua totalità.

Le pratiche e i contenuti radicali delle lotte, sono tanto più forti
quando (o quanto) sono capaci di tessere rapporti di solidarietà, che
in tempi di repressione possono determinarne la continuità; solidarietà
indirizzata verso prigionieri rivoluzionari e pratiche di lotta fuori
dai canali prefissati dal potere.

Il 29 ottobre comincia il processo per l’inchiesta “Gruppi di Affinità”.
Dopo due anni di carcere, arresti domiciliari e altre misure
restrittive, l’accusa principale di associazione sovversiva è caduta in
fase preliminare. Otto compagni e compagne di Via del Cuore e del
Silvestre sono stati comunque rinviati a giudizio per i due reati
specifici: un sabotaggio contro un traliccio di alta tensione della
Terna, rivendicato contro la ripresa del nucleare, e un attacco verso
un’agenzia interinale, rivendicato in ricordo di Carlo Giuliani,
entrambi con l’aggravante di eversione.

In questa occasione, dove vengono messi sotto processo le lotte, le
compagne e i compagni, vogliamo ribadire che i veri progetti di terrore
sono il ritorno di vecchi strumenti di morte e sfruttamento come le
centrali nucleari, e le nuove appendici del dominio
scientifico-economico-politico: biotecnologie e nanotecnologie.

Dalle scorie stoccate in tutto il territorio, dalle centrali
disattivate con annessi centri urbani fantasma, come un’esalazione
mortifera risorge lo spettro del nucleare, evocato nei palazzi del
potere politico, economico e scientifico.
Con freddezza e avidità, tra la noncuranza di una popolazione
rassegnata a subire, governo, aziende e centri di ricerca gettano le
basi per il ritorno alla tecnologia nucleare in Italia.
Il bagaglio di nocività con cui bussa alle nostre porte è tristemente
noto: parte dalle miniere di uranio per riversarsi nelle discariche, si
manifesta con la militarizzazione dei territori interessati e con il
segreto di Stato su eventuali “incidenti di percorso”, passando per la
complicità dei consumi da cui la nostra società è dipendente.
E sono proprio i consumi (e i costumi) che mantengono in vita questo
sistema a necessitare del nucleare: la massiccia produzione
industriale, l’onnipotenza della merce, il torpore indotto dalla
tecnologia, nutrono la macchina economica-politica di cui siamo tutti
ingranaggi, una macchina che per continuare a questo regime, dopo aver
fagocitato ogni risorsa naturale, necessita di nuova linfa.
Non sappiamo se il nucleare sarà economicamente più conveniente di gas,
carbone o petrolio, e non ci interessa: ci stiamo autodistruggendo e
uno sconto sui veleni potrà solo accelerare questo processo.
Provano a convincere la popolazione dicendo che siamo già circondati da
centrali nucleari, omettendo che a Tricastin, a pochi chilometri dal
confine con la Francia, si sono verificati 4 incidenti nell’arco di un
mese.
Ma non vogliamo basare la nostra critica sull’allarmismo, di emergenze
e allarmi si nutre già questo sistema, ed è proprio per l’emergenza
energetica che si progetta il ritorno al nucleare. Siamo contro il
nucleare perché insieme a biotecnologie e nanotecnologie rappresenta
l’ennesimo sotterfugio per prolungare l’agonia di un sistema in crisi.
Un sistema che si nutre dello sfruttamento di tutto ciò a cui può
accedere, che sacrifica forme viventi e la stessa sopravvivenza del
pianeta sull’altare del progresso economico, il cui imperativo non sarà
mai la terrorizzante armonia ma il feroce dominio.

Complici di questo modello di dominio sono gruppi come Enel, Sogin o
Ansaldo, laboratori di ricerca e politecnici come quelli di Milano e
Torino, le università di Piacenza, Roma e Pisa, che lavorano
congiuntamente riunite in un consorzio interuniversitario per la
ricerca scientifica e tecnologica nucleare: il CIRTEN con sede a Pisa.

Non proponiamo alternative al nucleare né guardiamo alle fonti
rinnovabili, poiché saranno utili esclusivamente al rinnovo di questo
modello di civiltà.
Le soluzioni non vanno cercate all’interno di questo contesto
mortifero, ma altrove. In un’opposizione al nucleare che non sia solo
contro questa tecnologia, ma che guardi verso un cambiamento sociale,
per uno stravolgimento dell’attuale sistema di dominio.

MERCOLEDI’ 29 OTTOBRE

Ore 9 presenza al tribunale di Pisa, via Cavour n°57

Ore 11 presidio presso il dipartimento di Ingegneria Meccanica
Nucleare e della Produzione, Via Diotisalvi 2, zona Stazione San
Rossore

Anarchiche e Anarchici di Via Del Cuore, Coalizione Contro Ogni Nocività, Il Silvestre, Individualità Ribelli di Pietrasanta

 

[Pisa] come e perché fare a meno della psichiatria

Oggi Mercoledì 22 ottobre a PISA

il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta
COME E PERCHE’ FARE A MENO DELLA PSICHIATRIA
Mercoledì 22 ottobre a PISA
al POLO CARMIGNANI OCCUPATO in piazza dei Cavalieri (dietro la Normale)
alle ORE 18:30
INCONTRO/DIBATTITO con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
+ PROIEZIONE DI VIDEO ANTIPSICHIATRICI
a seguire Aperitivo Musicato

Comunicato sugli arresti di Parma e Verona

 Noi ci rivediamo nelle parole dei compagni bolognesi che sottoscriviamo in toto. Solidarietà agli arrestati. Vival’Anarchia.

Da informa-azione.info:

Quattro arrestati e due indagati per le bombe carta lanciate davanti alla sede dei Vigili di Parma.
La mattina del 20 ottobre due compagni veronesi ricevono la visita
della polizia per una perquisizione. Vengono perquisite anche altre tre
case di loro parenti e amici. Alla fine l’esito è negativo ma vengono
sequestrati: un computer, volantini e materiale “politico” vario, un
tirapugni e un coltello. I due compagni vengono condotti in questura
dove resteranno fino alle 20. Ne escono con l’accusa di favoreggiamento
(Art. 378), per non aver voluto testimoniare. È in questo momento che
si viene a sapere che altri tre compagni, due ragazze e un ragazzo,
sono trattenuti in questura e che poco dopo verranno condotti in
carcere a Verona. L’accusa contro di loro non è al momento precisa
perché l’avvocato non ne ha ancora preso visione, ma pare sia
“fabbricazione, trasporto e deflagrazione di materiale esplosivo a fini
terroristici” e l’affissione di uno striscione che pare porti la
scritta “contro il razzismo infiamma la reazione vendetta non giustizia
Monteverdi via”. Oggi, 21 ottobre, apprendiamo dai giornali che è stato
arrestato un altro compagno a Parma.

Gli arrestati sono:

Giuseppe Sciacca
Nora Gattiglia
Maddalena Calore
Nel carcere di Verona: Casa Circondariale di Verona Montorio via S. Michele 15 cap. 37133

Santo Caselbonese Fonti
Nel Carcere di Parma in via Burla

Qualsiasi sincero antirazzista commetterebbe un errore se dedicasse
la sua indignazione a due petardi spostando l’attenzione da quello che
è il problema reale: leggi razziali, aggressioni fasciste e forsennate
attività poliziesche. Ciò non servirebbe ad altro che ad assecondare
una strategia mediatico-politica di divisione e criminalizzazione degli
individui in lotta e delle lotte stesse.
Questo comportamento sottende la vana e pericolosa speranza che siano
gli stessi apparati che promuovono la violenza contro gli sfruttati a
combattere gli abusi e le ingiustizie di cui siamo giorno dopo giorno
testimoni.
Si può non condividere l’anonimo gesto ma se si è sinceramente decisi a
contrastare il razzismo dilagante allora ci si dovrebbe sforzare di
capire cosa ciascuno può fare, nelle forme e nei modi che reputa più
idonei, per fronteggiarlo. Non lasciamo che la canea mediatica riesca
nel suo intento di deviare l’indignazione di chi ha reputato il pestaggio di Emmanuel un gesto intollerabile.

Solidarietà agli arrestati

Anarchici di Bologna

 

“Vandalizzato” bandone della sede di Casa Pound Pistoia

Sabato pomeriggio (il 18) Cesso Pound ha inaugurato la sua sede a Pistoia; 40 facce di merda (con tutto il rispetto per lo stimato concime) si sono ritrovati per salutare l’evento. Nel frattempo 200, tra antifascisti ed abitanti del quartiere ove i sorcioni hanno aperto, si sono dati appuntamento in una piazzetta vicina per far capire ai merdosi (ci scusi nuovamente il rispettabile concime) quanto non fossero graditi. Questo Sabato.

Sembra che domenica sera (almeno a sentire degli abitanti del quartiere il giorno il bandone era "pulito") ignoti abbiano subito rinnovato il bandone nero (fantasiosi vero, questi "fascisti del terzo millennio") della sede dei nostri eroi tracciandoci sopra una A cerchiata (bel simbolo). A Quanto pare lo "sfregio"è stato prontamente cancellato dai camerati.

Pavia, chiude Forza Nuova

Forza
Nuova chiude la sezione pavese in Borgo Ticino: si tratta di
un’ammissione di colpa e di un tentativo di anticipare la chiusura da
parte della magistratura, per evitare di rendere conto dell’agguato
premeditato. Soprattutto, si tratta della vittoria di tutta la Pavia
antifascista che ha saputo mobilitarsi immediatamente, secondo le
pratiche democratiche e non violente che da sempre la
contraddistinguono, evitando, nonostante la legittima rabbia, di cedere
alle provocazioni.

Mercoledì notte solo la nostra responsabile gestione della piazza ha
evitato il peggio: oltre 200 giovani si sono subito autorganizzati in
cordone: per permettere ad altrettanti di continuare la festa
universitaria all’interno del CSA; per evitare ulteriori violenze
fasciste; per impedire la fuga ai fascisti rinchiusisi nella loro sede
di scappare, come già fatto da alcuni degli aggressori appena dopo
l’agguato, approfittando di un furgone pronto all’uso.

E’ la città intera che li ha rifiutati: centinaia di giovani, magari
intervenuti per la prima volta al Barattolo, sono rimasti, arrabbiati,
indignati ma lucidi e determinati, in presidio fino alle 4.30 di
mattina, hanno partecipato all’assemblea per la stesura dei comunicati
fino alle 7 e si sono riprsentati il giorno dopo alle 18 per esigere la
chiusura della sede.

Ringraziamo anche i numerosi che con la loro testimonianza hanno
permesso che la verità emergesse senz’ombra di dubbio fin dagli istanti
successivi all’aggressione.

Anche per rendere omaggio a questa forma di partecipazione e coraggio
civile perseguiremo con ogni mezzo chiunque in questi giorni abbia
diffuso menzogne tentando di coprire l’agguato fascista.

Attendiamo di vedere i risultati dell’indagine della magistratura e le
prese di posizione delle istituzioni ma già sappiamo che, nella
migliore delle ipotesi, non faranno altro che giungere alle conclusioni
che andiamo ribadendo da sempre: forza nuova è un partito fascista e in
quanto tale non può essergli concesso il minimo spazio di visibilità e
agibilità politica.

Che i forzanuovisti si risparmino la fatica di cercare un’altra sede:
la città continuerà a rifiutarli, ovunque troveranno lo stesso
trattamento che centinaia di studenti e lavoratori pavesi gli hanno
riservato i giorni scorsi.

Pavia ha finalmente conquistato una fondamentale vittoria: per la prima
volta una città ha costetto alla chiusura una sede fascista. Da qui
dobbiamo partire per ottenere lo scioglimento di Forza Nuova. Il giorno
dopo l’aggrssione il segretario del partito, Roberto Fiore, dichiarava:
"La Lega aveva fatto promesse e su queste si è giocata la vittoria
elettorale. Promesse buttate al vento, semirinnegate, svuotate di ogni
valore: i fucili li useremo noi" – Roma, 16 ott. (Apcom): parole che
svelano oltre ogni ragionevole dubbio il progetto politico di Forza
nuova: ricostituire il partito fascista e ritrascinare il paese nelle
pagine più nere della sua storia.

Ribadiamo che l’obiettivo dell’agguato premeditato dell’altra sera era
quello di intimidire i frequentatori del Barattolo che, con la propria
partecipazione, promuovono quotidianamente un’idea di socialità basata
sull’inclusione sociale e sul confronto tra le culture. Attività
culturali e ludiche (dibattititi, cineforum, concerti), sportello
d’assistenza ai migranti e doposcuola per i ragazzi migranti, corsi di
italiano e di alfabetizzazione informatica. Queste sono le attività
promosse da persone che rifiutano la semplicistica e sensazionalistica
definizione di "antagonisti" non limitandosi a predicare ma praticando
ogni giorno l’inclusione sociale, la difesa del territorio costruendo
nuove forme del vivere comune.

In questi giorni abbiamo ricevuto attestati di solidarietà da molte
parti: ben venga, ma adesso ci aspettiamo che la solidarietà si
trasformi in atti concreti, a partire dal consiglio comunale di luendì
sera durante al quale chiediamo di condananre quanto succeso e di
riconoscere la reale natura di questi eventi: non si tratta di azioni
criminali perpetrate da singoli individui, bensì l’applicazione
materiale di una prassi politica storicamente ben definita, lo
squadrismo, fondamento di un movimento politico ben definito, il
fascismo.

La nostra solidarietà va anche ai borghigiani che hanno dovuto subire
in questi giorni una decisa militarizzazione del quartiere.

Restano in tutto questo da chiarire alcuni punti oscuri, soprattutto
sull’operato della questura: l’intervento è stato tardivo e la gestione
della piazza mercoledì notte improntata alla provocazione ed alla
minaccia: solo la fermezza e la lucidità dei manifestanti, prima e dopo
l’arrivo di Polizia e Carabinieri, ha impedito che la situazione
degenerasse.

Devono ancora spiegarci perché ai feriti è stato impedito di sporre
denuncia in Pronto Soccorso, come normalmente avviene; perché, se c’era
bisogno di salvaguardarli da eventuali altri aggressori a piede libero,
sono stati invitati ad andare in questura autonomamente; perché vi sono
stati trattenuti fino alle 9.30 della mattina seguente ascoltati
semplicemente come persone informate dei fatti senza che gli fosse
permesso sporgere finalmente denuncia; perché negli uffici della
questura è permesso affiggere calendari e locandine fasciste.

Da oggi Pavia è tornata ad essere territorio liberato dalla presenza
fascista: è una vittoria di tutto il movimento, della sua
determinazione e fermezza; una vittoria che solo con la continua
vigilanza antifascista potrà essere manenuta.

Parma – 2 compagne e 2 compagni arrestati per l’attacco alla caserma dei vigili

Arrestati 2 compagni e 2 compagne per l’attacco alla caserma dei vigili urbani di Parma.
Dalle notizie apparse sui media pare siano attualmente rinchiusi nelle carceri di Verona e Parma.

Contatti per telegrammi e lettere:

Maddalena Calore
Giuseppe Sciacca
Nora Gattiglia

Via S. Michele, 15
37033 Verona

Santo Caselbonese Fonti

Via Burla, 59
43100 Parma )

Un articolo sull’operazione repressiva attuata nei loro confronti e reperibile sul sito di repubblica.it –

http://parma.repubblica.it/dettaglio/Ordigni-al-comando-dei-vigili-Tre-anarchici-fermati-a-Verona/1529625

Seguiranno aggiornamenti

Le Molotov di Horus ?!

da roma.indymedia.org

Aguzzate bene le vista… ma manco troppo! Vedendo le immagini del tg regionale il giochetto delle molotov viene subito sgamato.

1 in basso a sinistra c’e’ una bottiglia di spumante con il tappo di plastica.
vabbe’ che la plastica e’ infiammabile pero’ me pare un po’ lento prima che faccia incendiare tutto no?
oppure sto spumante fa talmente cagare che e’ giusto sequestrarlo. in
effetti quelli economici fanno proprio schifo e allora provate a fare
sta cosa la prossima volta:
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/b…

2 le bottiglia hanno tutte lo stoppaccino dello stesso colore.
cavolo questi de horus o fanno i tappezzieri oppure hanno preso una
bandiera del napoli o della lazio per fare la "miccia"

3 vabbe’ che c’e’ crisi e la benzina costa troppo, i mutui salgono
etc etc ma addirittura fare delle bottiglie molotov con 3 dita di
benzina (in tv sembrava vino dal colore) me pare troppo da purciari. a
sto punto erano mejo du rauti no?

l’intero video e’ stato preso dal tg regionale laziale delle 14 di oggi che potete guardare qui:
http://www.tgr.rai.it

ma poi soprattutto, dopo che v’e’ annata male alla diaz e avete fatto na gran bella figura di merda, ce riprovate subito?
e fatele bene almeno no?!
ancora nun avete imparato?!
vabbe’ che nun siete ne’ cime ne’ geni ma basta andare su google che un manuale si rimedia.

siete ridicoli.