Torino: Azione in ricordo di Carlo

 Da Indy Piemonte:

Il monumento ai caduti di Nassirya in
corso IV Novembre a Torino e’ stato pesantemente danneggiato. Un’azione
analoga alle numerose scritte che nella notte sono state fatte in
edifici pubblici, monumenti e chiese del centro citta’ contro la
decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha stabilito
che il carabiniere Mario Placanica al G8 di Genova agi’ per legittima
difesa.

In particolare
sono state tagliate e portate via le teste di 4 delle sagome che
formano il monumento mentre altre 3 sono state danneggiate. Inoltre
sulla teca in plexiglass che riporta i nomi dei caduti sono state
tracciate scritte come ‘Carlo vive’, ‘CC assassini’ e ‘Acab’.
Sull’episodio
sono in corso le indagini della Digos che per identificare i
responsabili sta anche analizzando i filmati delle aree in cui questa
notte sono state fatte le scritte, in particolare i muri esterni del
Municipio, del Duomo e alcuni monumenti come quello al carabiniere.

Carceri: continua la protesta dei detenuti a Sollicciano e a Pisa

da: intoscana.it

Nei giorni scorsi il drammatico gesto di un carcerato marocchino
che si è cucito la bocca dopo che era stata rifiutata la sua richiesta
di rimpatrio

Continua la protesta dei detenuti nel carcere di Sollicciano di Firenze, dove nei giorni scorsi un carcerato marocchino si è cucito materialmente la bocca per opporsi al mancato rimpatrio.
Il detenuto aveva ancora due anni di condanna e la sua richiesta di rimpatrio non era stata accolta così ha compiuto il terribile gesto di autolesionismo al seguito del quale la magistratura ha dato il via libera alla sua domanda.

A renderlo noto è il garante delle carceri del Comune di Firenze
Franco Corleone, che ieri si è recato nel carcere di Sollicciano dove dal 18 agosto è in corso la protesta dei carcerati contro l’eccessivo sovraffollamento delle strutture penitenziarie.
Sollicciano, informa Corleone, ospita oltre 900 detenuti a fronte di una capienza di 500, per questo i carcerati vivono in tre in celle da un posto e in sei in celle da tre persone.
Dall’inizio della protesta la condizione di vita a Sollicciano è
migliorata: i detenuti non mangiano più pane ammuffito e possono fare
la doccia anche la domenica.

Una protesta che si è estesa anche alla casa circondariale
di Pisa, dove ieri sera per reclamare contro la mancanza d’acqua, metà
dei 400 detenuti ha dato fuoco a cuscini, vestiti ed effetti personali
e ha lanciato bottiglie e bombolette nei corridoi.
Ci
sono volute due ore per spegnere il fumo e riportare la situazione alla
calma: lo ha comunicato il Sappe, sindacato autonomo di polizia
penitenziaria.

Firenze: Carcere di Sollicciano detenuto si cuce bocca

Da Indy Napoli:

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/25-agosto-200…

Firenze: ancora proteste a Sollicciano e detenuto si cuce bocca

Coriere della Sera, 26 agosto 2009

La protesta nel carcere fiorentino è cominciata il 18 agosto scorso
per l’eccessivo sovraffollamento. Un detenuto che voleva essere
rimpatriato si è cucito la bocca.
Continua la protesta, nel carcere di Sollicciano a Firenze, dove i
detenuti battono oggetti sulle sbarre delle celle per denunciare le
condizioni in cui sono costretti a vivere. Lo rende noto il garante dei
detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone, che si è recato nella
struttura per fare il punto della situazione con il direttore Oreste
Cacurri. La protesta nel carcere fiorentino è cominciata il 18 agosto
scorso per l’eccessivo sovraffollamento e per la gestione complessiva
dei posti nelle case circondariali in Toscana che viene definita, come
riferisce Corleone, "demenziale". "Ieri – informa il garante – a
Sollicciano c’erano 955 detenuti più sette bambini a fronte di una
capienza di 500. Per domani pomeriggio è previsto un incontro con una
folta rappresentanza dei detenuti che hanno preparato un documento nel
quale elencano le loro richieste".
Un primo incontro tra detenuti e direzione c’è stato il 19 agosto
scorso e, dopo la visita, Corleone ha esposto, al telefono, la
situazione al vice capo vicario del Dipartimento dell’amministrazione
penitenziaria (Dap) Emilio Di Somma. "Se non ci saranno a breve
risposte positive – ha detto Corleone – non lascerò soli i detenuti e
mi impegnerò coinvolgendo associazioni e società civile, parlando col
sindaco di Firenze Matteo Renzi e con l’assessore regionale Enrico
Rossi".
A Solliciano, informa Corleone, i detenuti sono reclusi in tre, in
celle da un posto e in sei in celle da tre. Oltre il 65% è composto da
stranieri spesso senza risorse. Nel documento i detenuti chiedono di
porre il limite alle presenze a 550-600 posti e anche un incontro con i
giornalisti. Intanto è migliorata la questione del vitto e dell’igiene
personale. Ai detenuti non danno più pane ammuffito (questo fatto ha
originato la protesta), vengono loro consegnati i gelati e possono fare
la doccia anche la domenica. Tra le richieste anche estendere almeno a
due turni (da uno solo come è ora) l’utilizzo del campo sportivo.
"La questione del sovraffollamento è paradossale – aggiunge Corleone –
perché a soli 100 metri da Sollicciano, c’è il Gozzini, o Solliccianino
per la custodia attenuata che è semivuoto. Ci sono 40 posti liberi, con
due posti a cella sarebbero 80. C’è poi l’ottava sezione di
Sollicciano, quella per i tossicodipendenti, dove ci sono altri 40
posti liberi. Inoltre il femminile di Empoli ha liberi altri 50 posti,
ci sono liberi 20 posti a Massa Marittima e ci sono spazi nella casa di
reclusione della Gorgona e nel penitenziario Forte San Giacomo a Porto
Azzurro sull’isola d’Elba. Hanno ragione i detenuti a dire che
l’utilizzo delle strutture in Regione Toscana è demenziale".
Riguardo alla presenza nelle carceri dei tossicodipendenti, per
Corleone dovrebbe avere applicazione la norma per il loro affidamento
speciale, con programmi alternativi e in particolare, l’ingresso in
comunità specializzate. "Così facendo – conclude il garante – in tutta
Italia si libererebbero 20 mila posti. Solo a Firenze 200".
Per protesta contro il mancato rimpatrio, un detenuto si è cucito
materialmente la bocca e così ha ottenuto quanto per legge gli
spettava. L’episodio, accaduto nei giorni scorsi nel carcere di
Sollicciano a Firenze, è stato reso noto dal garante della carceri del
Comune di Firenze Franco Corleone. Al detenuto, marocchino – ha
spiegato il garante – restavano due anni da espiare ma la sua richiesta
di rimpatrio non veniva accolta; così ha deciso di protestare cucendosi
la bocca. Solo a questo punto la magistratura ha accolto la richiesta.
Dopo essere stato medicato, per il marocchino sono cominciate le
pratiche per tornare in Marocco. "Questo episodio drammatico – afferma
Corleone – mette in luce una questione troppo trascurata. Sono molti in
Italia i detenuti stranieri che potrebbero usufruire della norma di
legge che prevede la possibilità del rientro in patria come misura
alternativa quando mancano loro da scontare due anni. È urgente un
monitoraggio per capire quanti sono questi casi".

 

Online blog antifa internazionale

Da Indy Roma:

Alla fine dell’anno scorso nella città di Bochum è stato realizzato
un graffito dedicato a 7 giovani antifascisti assassinati negli ultimi
anni da neonazisti.

La realizzazione del graffito è diventata ora un documentario "Uno
di noi" nel quale vengono anche raccontate le storie dei giovani
compagni antifascisti assassinati.

Sul sito del progetto, realizzato in tedesco, inglese, spagnolo,
italiano, frencese e russo, sono ospitati testi, gallerie fotografiche
ed è possibile scaricare il film ed i sottotitoli.

http://unodinoi.blogsport.de

Uno di Noi:

Davide Cesare, alias “Dax” (26 anni), accoltellato a morte il 16 marzo 2003 da fascisti a Milano.

Thomas Schulz, alias “Schmuddel” (31 anni), assassinato il 28 marzo 2005 da un nazi-skin a Dortmund.

Timur Kacharava ( 20 anni), assassinato il 13 novembre 2005 da un gruppo di nazisti a San Pietroburgo.

Renato Biagetti, alias “Renoize” (26 anni), accoltellato a morte il 28 Agosto 2006 da fascisti a Roma

Carlos Palomino, alias “Pollo” (16 anni) accoltellato a morte l’11 Novembre 2007 da un falangista spagnolo a Madrid.

Jan Kučera (18 anni), accoltellato a morte il 18 Gennaio 2008 a Příbram, nella Repubblica Ceca, da un nazi-skin.

Fjedor „Fidei“ Filatov (27 anni), accoltellato a morte il 10 ottobre 2008 da quattro nazisti russi a Mosca.

Abbiamo scelto questi sette giovani, perché crediamo che
rappresentino i giovani europei che resistono alla recrudescenza del
fascismo e del razzismo. A causa della loro opposizione e della loro
resistenza sono diventati vittime della violenza fascista. Di loro
sappiamo che la loro opposizione /resistenza si rivolgeva anche contro
la normalità del capitalismo. E per questo hanno rappresentato degli
elementi di disturbo per le forze dell‘ordine, a Giustizia, la politica
ufficiale e alla stampa nei rispettivi Paesi. Casi difficili da
trattare per polizia, legge e media, così come per partiti ed
istituzioni che hanno espresso poco interesse per loro.
uesto è chiaramente il caso, ad esempio, dell‘antifascista di Dortmund
Thomas Schulz, alias Schmuddel. Fino ad oggi la città si è rifiutata di
affiggere una targa commemorativa alla Stazione della Metropolitana
dove era stato assassinato.
Noi pensiamo che ognuno di loro fosse “uno di noi”.
Uno di noi, ragazz* europei, che né credono a costruzioni artificiali
quali la nazione, la razza, i confini nazionali, etc., né si
preoccupano solo della loro “realizzazione” individuale. Uno di noi,
che riusciamo ad immaginare una vita migliore, liberata dallo
sfruttamento capitalista e dall‘isolamento dei singoli esseri umani e
che vogliono lottare per questo.
Erano “uno di noi”. E non li dimenticheremo. Per conservare la loro
memoria e ricordarli in maniera attiva abbiamo realizzato questo mural.
E, come dice lo slogan del murales: Nei nostri sogni di cambiamento
sociale e nelle nostre lotte per ottenerlo Dax, Schmuddel, Renato,
Pollo, Jan, Fjedor e Timur, come tutte le altre vittime del fascismo e
del razzismo, continuano a vivere.

Dax, Schmuddel, Renato, Pollo, Jan, Fjedor und Timur –“Vivono ancora“ !!!

Lecce: Noa contestata alla Notte della Taranta

Da Indy Toscana:

La cantante Israeliana Noa e’ stata
contestata durante la partecipazione alla Notte della Taranta sabato 22
agosto a Melpignano(Lecce).

Noa,
che si presenta come una "voce di pace", ha attivamente sostenuto
l’operazione "piombo fuso" che Israele ha scatenato contro la Striscia
di Gaza a dicembre scorso.

Di seguito il link di un’intervista di Noa al Tg1 e quello di un video
girato da uno spettatore della Notte della Taranta (la contestazione si
vede alla fine del video), in fondo il volantino che e’ stato
distribuito al pubblico.

http://www.youtube.com/watch?v=uhd1XpJqJBQ

http://www.youtube.com/watch?v=bDB40cVx5fA

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Notte della taranta: con Noa va in scena l’ipocrisia del falso pacifismo

Questa sera alla Notte della Taranta si esibira’ la cantante israeliana
Noa, che si autodefinisce una “voce di pace”, e cosi’ viene anche
presentata durante le sue esibizioni in Italia.

In realta’ Noa ha attivamente sostenuto i bombardamenti israeliani
sulla Striscia di Gaza durante l’operazione “Piombo fuso”, che hanno
causato oltre 1300 morti e migliaia di feriti tra gli abitanti di Gaza.

Tra le varie interviste e dichiarazioni belliciste, Noa ha scritto una
lettera “Ai miei amici palestinesi”, apparsa sul sito internet Ynetnews
a gennaio scorso, che si concludeva con l’augurio che Israele "possa
fare il lavoro che tutti noi sappiamo deve essere fatto e finalmente vi
liberi da questo cancro, da questo mostro che si chiama fanatismo e che
si chiama Hamas".

Noa tace sul blocco militare che l’esercito Israeliano impone su Gaza,
sul muro dell’apartheid che rinchiude i palestinesi della Cisgiordania,
sulla pulizia etnica che le autorita’ israeliane compiono a Gerusalemme
contro i palestinesi e sulla continua demolizione di case nei villaggi
palestinesi.

Gli spettacoli di Noa e Mira Awad, che hanno recentemente rappresentato
Israele al Festival Eurovision 2009 di Mosca, vengono presentati come
un auspicio alla pacifica convivenza, in realta’ mascherano la vera
natura dello stato di Israele, basato sull’apartheid imposto alle
popolazioni palestinesi.

Ci chiediamo perche’ la direzione artistica della Notte della Taranta
avalli la complicita’ di Noa con i crimini dell’esercito di Israele.
Ci chiediamo perche’ le amministrazioni pubbliche (Regione Puglia e
Provincia di Lecce), finanzino questo evento senza prendere in
considerazione il fatto che la presenza di Noa legittimi il regime di
apartheid israeliano.

Chiediamo alla direzione artistica della notte della taranta di
dichiarare pubblicamente che artisti che promuovono la guerra e la
violazione dei diritti umani non verranno mai piu’ ospitati al festival.

La Regione Puglia ha nella primavera scorsa patrocinato un convegno
(h2Obiettivo 2000, promosso da Federutility) al quale partecipavano
diversi esponenti del governo di Israele.
Non si possono intrattenere normali rapporti con uno stato che viola
continuamente il diritto internazionale: chiediamo alla Regione Puglia
di interrompere i rapporti economici, culturali o di altra natura con
lo stato di Israele in quanto stato che pratica l’apartheid ed il
massacro nei confronti dei palestinesi.

Campeggio di lotta antinucleare Fattizze-Nardo’, Sdl-Sindacato dei
lavoratori (puglia), Sinistra Critica, Comitato “Ricordare la Nakba”,
Confederazione Cobas, International Solidarity Movement, Medicina
Democratica (Brindisi), Collettivo salentino internazionalista “Dino
Frisullo”, Rete 28 Aprile (Puglia)

 

Spagna – Condannata a 2 anni 6 mesi Núria Pórtulas per “tentata collaborazione con un gruppo terrorista italiano”

La Audiencia Nacional ha fatto filtrare la notizia della sentenza contro Núria Pórtulas
a un giornale. La condanna sarebbe di 2 anni e 6 mesi di carcere per il
tentativo di collaborazione con una banda armata. E’ previsto il
ricorso al Tribunale Supremo contro tale sentenza, pertanto Nuria
resterà libera fino a quest’ulteriore decisione. Secondo l’accusa
l’anarchica avrebbe cercato di collaborare con un gruppo anarchico
italiano al quale avrebbe fornito informazioni su istituzioni pubbliche
catalane. Nello specifico lei si sarebbe limitata a verificare il "nome
di una persona e la presenza di videocamere e vigilantes di tre
organismi pubblici".
Durante il processo, Nuria ha ammesso di essere
anarchica, ma ha sostenuto che gli appunti che aveva su determinati
organismi erano per fare delle scritte e porre degli striscioni. Quando
è stata arrestata nel 2007 lei stava effettuando, con altri compagni,
una campagna d’appoggio all’anarchico Juan Antonio Sorroche, allora
detenuto in Italia.
Per il tribunale, in casi del genere "quel che
conta non è dimostrare che una persona pensi in un certo modo, bensì
verificare che abbia deciso di passare all’azione violenza o dannosa"
Sempre secondo il tribunale: "dalle lettere di Sorroche, in cui
anticipava azioni alla sua amica senza dettagli, si arguisce il vincolo
dell’accusata con il succitato gruppo violento di persone, con le quali
condivide la militanza anarchica insurrezionale."

fonte: El Periodico, 30.07.09

Testimonianza di Nicu sulla protesta di Sollicciano

8.08.09 Testimonianza di Nicu sulla protesta di Sollicciano:
Ieri sera alle 23.30 qui nel carcere di Sollicciano Firenze è scoppiata
un’altra delle proteste dei detenuti contro l’istituzione carceraria e
contro le condizioni che si subiscono all’interno di queste strutture.
La
rumorosa protesta fatta di battiture di ogni genere non solo è
accompagna ta dal fortissimo e costante grido "libertà" ha coinvolto
l’intero carcere , sia la sezione maschile che femminile. In tutto è
durata più di due ore. Le ultime grida e le ultime battiture si sono
spente dopo l’1.30.

Purtroppo a causa della mia detenzione che mi tiene lontano dal
resto del carcere questo è tutto quello che vi posso dire Tutto qui. Nicu

Roman Nicusor
C.C. Sollicciano
via Girolamo Minervini 2/R
50142 Firenze Sollicciano (FI)

Genova: 19 anarchici denunciati per aver contestato gli alpini

Da indy Toscana:

A Genova, nei giorni scorsi, molti compagni hanno sbeffeggiato gli alpini in sevizio d’ordine pubblico insieme alla polizia: ora arriva la rabbiosa vendetta!

 

A seguito di 3 episodi di contestazione agli alpini in servizio a Genova con l’entrata in vigore del pacchetto sicurezza la digos ha identificato e denunciato 19 anarchici. 
Nell’ambito dell’impiego dei miliari per la sicurezza delle citta, nel capoluogo ligure ,com’ e’ noto, con decreto interministeriale del 3 agosto scorso, e’ stato disposto l’impiego di militari per il concorso in servizi di vigilanza e controllo del territorio. Per la realizzazione di questi servizi, al capoluogo ligure sono stati assegnati 40 alpini. 
Ma l’impiego dei militari ha scatenato ostilita’ negli ambienti anarchici che nei giorni 8, 10 e 15 agosto, hanno contestato, secondo gli inquirenti con premeditazione, le pattuglie ‘miste’, dipendenti dall’arma e dalla polizia, dislocate nel centro storico, ed inscenato subito dopo manifestazioni per sostenere le ragioni della protesta. 
In particolare, i contestatori, in tutti gli episodi, dopo aver individuato le pattuglie nel centro storico, le hanno avvicinate con atteggiamento provocatorio, offensivo e minaccioso cosi’ da interferire con lo svolgimento del servizio. 
Al termine di una pianificata e coordinata attivita’ investigativa, che ha portato ad operare sinergicamente la Digos e i Carabinieri attraverso un reciproco scambio informativo, e di foto ed immagini dei fatti, sono state raccolte fonti di prova che hanno consentito di identificare e deferire complessivamente all’autorita’ giudiziaria 19 soggetti, noti per la loro appartenenza a gruppi riferibili all’area anarchica. In proposito, oggi, sono state depositate presso la locale procura della repubblica specifiche informative. 

 

Ai denunciati, tutti di eta’ compresa tra i venticinque /quarantanni, residenti o dimoranti a Genova, fra cui alcuni provenienti di recente dalle province di Torino, Verona e Trento, sono stati contestati, in concorso aggravato fra loro, episodi di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, vilipendio alle forze armate ed oltraggio a pubblico ufficiale. 

Detenuti in rivolta a Perugia, Como, Firenze

onte repubblica

A Sollicciano carabinieri e polizia presidiano dall’esterno la struttura e sono pronti a intervenire
Il sindacato degli agenti penitenziari denunciano il "colpevole silenzio" dell’amministrazione

"Nelle carceri italiane situazione esplosiva"

ROMA – Lenzuola incendiate, inferriate battute,
slogan di protesta. Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando le
proteste dei detenuti rinchiusi nelle carceri italiane: lamentano il
sovraffollamento che, con l’ondata di afa, sta assumendo i contorni di
un’emergenza.

A Como i detenuti del "Bassone" per tre giorni
hanno battuto le sbarre con i loro oggetti personali. Chiedono più
spazio, essendo in 600 all’interno di celle che ne dovrebbero contenere
circa la metà. Stessi motivi all’origine della protesta di Ferragosto
ad Arezzo.

Ieri notte e questa mattina la scena si è ripetuta a Sollicciano, a Firenze:
i detenuti (950 in una struttura che ne dovrebbe contenere 400) hanno
gridato slogan per l’indulto e contro il sovraffollamento lanciando nei
corridoi lenzuola incendiate. "Convocheremo per domani la commissione
detenuti e parleremo con loro – ha annunciato il direttore Oreste
Cacurri – Al momento comunque la situazione è tollerabile. Non sono
stati fatti danni importanti, né qualcuno si è sentito male o si è
ferito". All’esterno del carcere sono state schierate pattuglie di
polizia e carabinieri, pronte a dare supporto agli agenti di polizia
penitenziaria, ma finora non c’è stato bisogno del loro intervento. Il
garante dei detenuti Franco Corleoni ha spiegato che, all’origine della
rivolta, vi sarebbe anche la distribuzione nei giorni scorsi di pane
ammuffito: "Da tempo raccolgo lamentele sulla qualità del vitto e anche
sulla quantità. D’altra parte osservo che in Toscana il cibo
distribuito nelle carceri ha un costo medio per detenuto di 1,53 euro a
pasto, una cifra che deve far riflettere".

A Perugia l’allarme è scattato per un incendio
all’interno di una cella, provocato da un detenuto che ha tentato di
dare fuoco al suo materasso. Gli altri carcerati sono stati trasferiti
nei passeggi, gli spazi utilizzati per l’ora d’aria, e dopo poco hanno
fatto ritorno nelle loro celle. Anche in questo caso la situazione è
critica: la popolazione è passata dai 243 detenuti del 2008 ai 485 di
oggi.

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Situazione analoga a quella di altri istituti italiani dove non
sono state inscenate eclatanti proteste, anche se la situazione resta
drammatica. Nel carcere di Poggioreale, ad esempio, si fronteggia il
caldo facendo i turni per bagnare le lenzuola e appenderle al soffitto.

Secondo il segretario generale della Uil Pa penitenziari, Eugenio
Sarno, le rivolte sarebbero fomentate da detenuti romeni e albanesi.
"La deriva violenta delle proteste è motivo di profonda
preoccupazione", anche perché "non può favorire il confronto".[…]

Toscana – Sollicciano in Rivolta grida: “Libertà!”

 

 
Una rivolta, messa in atto da almeno 500 prigionieri, è divampata ieri notte nel carcere di Sollicciano. Tutto ciò che si potesse incendiare è stato dato alle fiamme e lanciato fuori dalle sbarre e nei corridoi, mentre le voci dei detenuti si sono unite in un unico grido: "libertà".
Così dalle 23.00 di ieri all’1.00 della notte, per poi riprendere alle 10.30 di stamattina. 
All’esterno un cordone di carabinieri e polizia ha circondato la prigione, pronta ad intervenire in caso di evasioni.

 

Questo mentre si allunga la lista delle rivolte nei centri di identificazione ed espulsione. Dopo Gorizia, Milano, Torino, Lamezia Terme e Bari, ora è il turno del Cie di via Lamarmora a Modena.

 

SOLIDARIETA’ AI PRIGIONIERI
TUTTI LIBERI!