Nuova Inquisizione

Riceviamo e pubblichiamo:
 
Carlo Ruta condannato per “stampa clandestina” Gestiva un blog, già oscurato dalla magistratura.
 
La Federazione Anarchica Siciliana esprime la massima solidarietà allo scrittore Carlo Ruta, recentemente condannato ad una pena pecuniaria e al pagamento delle spese processuali per “stampa clandestina” dal tribunale di Modica (RG). La stampa in questione sarebbe il blog “accadeinsicilia”, dove Ruta inseriva inchieste e documenti su mafia e malaffare prevalentemente nel sud-est siciliano. Tutti temi affrontati in genere nei suoi numerosi libri di inchiesta.
Il blog “accadeinsicilia” era già stato oscurato su richiesta dei difensori del magistrato del tribunale di Ragusa Agostino Fera, che aveva querelato Ruta perché il suo nome era emerso in vari episodi, a partire dall’inchiesta sulla morte del giornalista Giovanni Spampinato e il precedente delitto di Angelo Tumino, avvenuti nel 1972, ma anche in fatti più recenti, sempre per archiviazioni che avevano destato non poche perplessità e denunce.
La condanna per stampa clandestina riferita ad un blog è un precedente pericoloso, forse il primo in Europa, che non solo allinea l’Italia a paesi come la Birmania, l’Egitto, la Cina, il Pakistan ecc., ma dimostra la fascistizzazione in atto nel paese in materia di libertà d’informazione.
Si condanna uno scrittore coraggioso e si prepara l’assalto a ciò che rimane della libertà d’informazione e della libertà in senso stretto, minacciata e menomata da provvedimenti razzisti (impronte ai bambini rom, reato di immigrazione clandestina), militaristi (soldati nei siti delicati, cioè ovunque esista contestazione popolare al governo), e da una catena di fatti che compongono un quadro totalitario del sistema politico e sociale italiano: dalla non punibilità delle alte sfere dello Stato, alle ronde antimmigrati, dalle cariche della polizia contro i cortei dei disoccupati, alle stragi quotidiane sul lavoro, sospinte dalle politiche concertative e dalle svendite delle conquiste popolari, ecc.
La FAS invita ad esprimere solidarietà a Calo Ruta, far conoscere quanto avviene in questa zona della Sicilia, ritenendo tutto ciò fondamentale per la ripresa della mobilitazione contro ogni totalitarismo.

Federazione Anarchica Siciliana
Ragusa, 4-7-2008

 

(A)forism(A)

Chi dice Anarchia , dice negazione del governo ;

chi dice negazione del governo ,

dice affermazione del popolo;

Chi dice affermazione del popolo ,

dice libertà individuale ;

Chi dice Libertà individuale,

dice sovranità di ciascuno ;

Chi dice sovranità di ciascuno ,

dice uguaglianza;

chi dice uguglianza

dice solidarietà o fratellanza,

chi dice fratellanza , dice ordine sociale

Al contrario :

chi dice governo , dice negazione del popolo ;

chi dice negazione del popolo

dice affermazione dell’autorità politica ;

Chi dice affermazione dell’autorità politica ,

dice dipendenza individuale ;

Chi dice dipendenza individuale

dice supremazia di classe ;

Chi dice supremazia di classe ,

dice ineguaglianza

chi dice ineguaglianza , dice antagonismo ;

Chi dice antagonismo dice  guerra civile .

Si ,L’anarchia è l’Ordine ;

Mentre il governo è la guerra civile .

                                         

                                   (A). Bellegarigue

 

Firenze – Blocco stradale con filo spinato contro i Cpt

Tratto da informa-azione:

Giovedì 3 luglio, in una decina di persone
abbiamo bloccato con filo spinato Via Calzaiuoli, centro scintillante
del centro di Firenze, tra Piazza Duomo e Piazza della Signoria. Sono
stati distribuiti volantini e fatti interventi al megafono contro la
costruzione di un CPT anche nel capoluogo toscano, il tutto in mezzo ai
vigili urbani e ai turisti sbigottiti che si incagliavano nel filo
spinato.
Dopo pochi minuti, ce nesiamo andati via indisturbati.

Laboratorio contro la repressione
(realtà collettiva nata dopo gli sgomberi di novembre scorso, che
riunisce varie realtà e individualità libertarie e anarchiche)

Segue il volantino distribuito durante l’azione:

UNA CITTA’ DOVE SI FANNO I LAGER E’ UNA CITTA’-LAGER

Una propaganda mediatica sempre più razzista ed asservita ci vuole
convincere ad avere paura. Paura dello straniero senza documenti,
dell’arabo "terrorista" e del Rom "ladro di bambini", del "clandestino"
stupratore, del povero "criminale per natura". Per "combattere la
paura", per rispondere al "bisogno di Sicurezza dei cittadini", creato
ad arte dalle carogne di stampa e televisione, ogni mezzo è lecito:
anche le continue retate, la nostra vita perennemente videosorvegliata,
il carcere per "reati" sempre più lievi.
Anche l’imprigionamento di persone che non hanno commesso altro
"crimine"che attraversare una frontiera senza avere in tasca il
documento giusto. In quanto poveri, sono considerati pericolosi. In
quanto pericolosi, devono essere imprigionati prima che possano
commettere dei pretesi crimini.

Stiamo parlando dei CPT (o CIE, centri di identificazione ed
espulsione, come vengono chiamati ultimamente) i moderni campi di
concentramento della Fortezza Europa. In nome del delirio di sicurezza
costruito da tutte le parti politiche infatti, l’amministrazione
comunale di centro-sinistra (Il PD, i Verdi, i Comunisti Italiani e
Sinistra Democratica) si appresta a costruire queste vere e proprie
Galere Razziali, nascondendosi dietro una cortina fumogena fatta di
confusione mediatica e di sigle.

Attualmente, in Italia, uno straniero senza documenti può essere
detenuto al di là del filo spinato fino a 60 giorni, prima di essere
espulso. Presto, per volontà dell’Unione Europea e dell’attuale governo
nazista italiano, potrà essere detenuto fino a 18 mesi (più della
durata media di una pena in carcere). Una volta espulso, verrà
rispedito verso la fame, la miseria, la guerra o la morte nei lager
libici del colonnello Gheddafi (il miglior amico degli italiani…)

Le numerose rivolte, le evasioni, i morti per assenza di cure o per
ragioni poco chiare, gli episodi di autolesionismo, di pestaggi da
parte delle forze dell’ordine e del personale, l’ annichilimento con
sedativi e psicofarmaci – tutto questo testimonia la reale natura di
questi luoghi meglio di mille parole. Cambiano i governi, resta il filo
spinato. Un passato fatto di carri armati, svastiche e fasci littori
non ha alcuna intenzione di passare, ma ritorna con l’esercito
schierato in strada (oggi ad Acerra, domani ovunque) e con la
schedatura delle impronte e del DNA su base razziale (oggi i Rom dai
sei anni in su, domani tutti gli stranieri, dopodomani…).

Al posto della svastica, la bandiera del Denaro e della Sicurezza
delle Cassaforti. Abbandonata ogni veste "progressista", il Partito
Democratico e i suoi sinistri lacchè non trovano di meglio da fare che
unirsi alla caccia al povero: campi Rom e case occupate sgomberate,
lavavetri e zingari cacciati, cani da guardia in divise d’ogni foggia
aizzati contro barboni e venditori di borse dalla pelle scura. E adesso
pure i CPT, perchè sia completo il mosaico dell’oppressione, perchè
regni il terrore nelle baracche e la pace nelle botteghe.

La giunta comunale (in testa l’assessore De Siervo) e regionale (in
testa il governatore Martini) fingono di discutere sulla costruzione
dei CPT, sui siti dove realizzarli, sulla loro natura "umanitaria". In
realtà hanno già deciso dove costruire i Centri di Identificazione (in
Viale Guidoni e alle Cascine), che per la legge Bossi-Fini possono
essere usati, in mancanza di strutture adeguate, come dei CPT veri e
propri. Già stanziati i soldi, si tratta solo di trovare chi si
prenderà la responsabilità di attrezzarli e gestirli. Niente di strano,
giacchè è stato il loro partito (l’attuale PD, allora Pds) ad istituire
i Campi con la legge Turco-Napolitano (1997). Rifognazione comunista,
oramai completamente organica al potere locale dopo il suo ingresso in
Regione, scalpita contro i CPT senza dire una parola contro i Centri di
Identificazione. Niente di strano, giacchè anche Rifognazione, in quel
1997, votò compatta a favore dei Campi di concentramento.

Siamo convinti che, se questi Lager verranno costruiti, la vita di
Firenze non sarà più la stessa: una città già invivibile, dai prezzi e
dagli affitti insostenibili, sorvegliata a vista dalla polizia, vedrà
intensificarsi le già frequentissime retate e la brutalità del
controllo sociale. Siamo convinti che ad impedirlo non saranno i
politici di ogni colore, ma una lotta che chiami i lager col loro nome
e tratti da boia chi li vuole e li sostiene: i politici tutti, i ricchi
commercianti che chiedono più sicurezza per i loro affari, il padronato
che vuole una manodopera straniera sempre più ricattabile. E poi i
giornalisti venditori di menzogne, le ditte che si accaparreranno i
lavori di costruzione, la rosa dei "papabili" candidati a gestirli : la
Caritas, l’Arci, la Fondazione Michelucci, la Croce Rossa e la
Misericordia.

LAGER PER IMMIGRATI: NE’ A FIRENZE NE’ALTROVE! NESSUNA PACE AI POLITICI, NESSUNA PACE AI LORO COMPLICI
SABOTIAMO LA GABBIA- SICUREZZA

laboratorio contro la repressione

Libera, otto anni di autogestione, iniziative di luglio

Libera, un Luglio di Resistenza.
-Concerti -Dj -Aperitivi -Grigliate -Cinema -Teatro -Danza
-Laboratori di Danza, Teatro e Sculture Antisgombero.

-Sabato 5 Luglio
Ottavo compleanno di Libera.
-ore 16 Forum Antiautoritaro Provinciale
*_-ore 19 Grigliata GRATUITA_*
-ore 22 Concerti: Pavironico Brother (MO)(?)+Lycantropy (Rep. Ceca)+Say
Way (Rep. Ceca)+Sumo (BO)+Jesus Ain’t In Poland (MO)+Fratelli Grimm (MO)
-ore 3 Dj Samba Colbao

-Domanica 6 Luglio
-ore 17 Laboratorio di Danza
-ore 19 Aperitivi, Buffet, Riapre il "BarCollo"
-ore 21 Cinema Brazil di Terry Gilliam.

www.libera-unidea.org

libera@libera-unidea.org

www.myspace/csalibera

Firenze – TSO uccide

fonte repubblica firenze

Muore sulla Firenze-Mare, era ricoverata per turbe psichiche
Si getta dall´ambulanza in corsa

Un donna di 34 anni, Sonia B., romana, affetta da turbe psichiche, è
morta ieri pomeriggio sulla autostrada Firenze-Mare lanciandosi
dall´ambulanza che la stava trasportando a Roma. E´ accaduto intorno
alle 16 in direzione Firenze, fra gli svincoli di Altopascio e Chiesina
Uzzanese, in provincia di Lucca.
La signora, che viveva a Roma in un appartamento vicino a quelli dei
genitori e della sorella, era venuta quattro giorni fa in Toscana
perché sentiva il bisogno di stare un po´ da sola e perché voleva
andare a trovare un amico a Carrara. Era arrivata in macchina. Venerdì
si era incontrata con il padre a Firenze. Insieme erano andati a
Livorno, poi si erano separati. Lui era ripartito per Roma, lei per
Carrara. Nella notte fra venerdì e sabato si è sentita male. Intorno
all´alba è giunta in condizioni molto critiche al pronto soccorso di
Carrara. E da qui è stata trasferita nel reparto psichiatrico
dell´ospedale di Massa. Il suo stato di salute era talmente grave –
informa una nota della Asl – da rendere necessario un trattamento sanitario obbligatorio.
Nel corso delle ore il quadro clinico è migliorato, o almeno appariva
tale. Per questo motivo, assecondando le richieste dei genitori e della
stessa paziente, e d´intesa con i suoi medici curanti, ieri è stato
disposto il suo trasferimento all´ospedale Sant´Andrea di Roma.
E´ stato attivato – informa ancora la Asl – un trasporto ordinario con
un´ambulanza con autista e due soccorritori. La donna, sedata, è stata
prelevata da una ambulanza della pubblica assistenza di Fosdinovo. A
bordo c´erano l´autista e una sola soccorritrice. La paziente era
legata alla barella con le normali cinture di sicurezza che si usano
per impedire cadute. Una delle cinture era applicata all´altezza del
torace, una alle ginocchia. Dalle prime ricostruzioni sembra che la
donna abbia premuto uno dopo l´altro i due pulsantini rossi facendo
scattare le due cinture, che si sia alzata e che abbia dato una spinta
alla soccorritrice che cercava di farla stendere di nuovo sulla
barella. Poi ha aperto il portellone dell´ambulanza e si è gettata o è
stata risucchiata nel vuoto. E´ morta per le ferite riportate
nell´impatto con la sede stradale.
La polizia stradale di Montecatini ha ricostruito momento per momento
il drammatico incidente. La procura di Lucca ha aperto un´inchiesta,
per individuare eventuali responsabilità. Anche la Asl di Massa ha
disposto una indagine interna. Per lunedì è convocata l´unità di crisi
che svolgerà accertamenti.
(29 giugno 2008)

Usa – Attaccato tribunale della contea di Santa Cruz

comunicato anonimo tratto da infoshop.org

Poco dopo la mezzanotte di venerdì 13 giugno, il tribunale di Santa
Cruz non è stato colpito da una disgrazia, ma da un deliberato atto di
rivolta. Ispirati da recenti azione avvenute i quest’area e dalle lotte
nel resto del mondo, alcuni massi del fiume sono stati tirati contro
due vetrate del tribunale.
La rottura delle vetrate è stato per noi un momento di vera gioia.
Vogliamo dedicarle a ogni prigioniero e detenuto forzato a sottostare
alla ferocia disumanizzante della fredda giustizia, ma in particolare
ad alcuni compagni:

Eric McDavid, attualmente nel carcere di Fresno, recentemente
condannato a 20 anni di carcere per una “cospirazione” che non ha
condotto a nessuna azione. Osare fidarsi (nel caso di Eric nelle
persone sbagliate) e discutere di agire è uno dei crimini considerati
più gravi di questi tempi.
Che si possa tutti noi commettere questo genere di crimini, e realizzarli anche.

Marie Mason, ultimo bersaglio del “Green Scare” dei federali,
accusata dell’incendio firmato ELF, contro il programma di ingegneria
genetica dell’università del Michigan. Il governo può aver catturato e
tentato di isolare una persona coraggiosa, ma ci sono innumerevoli
persone che desiderano colpire in solidarietà con persone che non hanno
mai incontrato.

Daniel McGowan, recentemente trasferito nel carcere della Contea di
Columbia presso Portage Wisconsin, e che rischia una citazione presso
il Grand Jury. Daniel ha avuto il coraggio di dichiararsi colpevole di
incendi ELF senza accusare i suoi compagni di azione, e di sicuro
continuerà a mantenere la propria integrità. Onoriamo anche Sadie,
Exile e Jonathan Paul per essere rimasti in silenzio e non aver
collaborato all’operazione Backfire.

Leonard Peltier guerriero indigeno accusato dell’omicidio, avvenuto
nel 1975, di due federali che avevano invaso il territorio di Oglala,
condannato a 2 ergastoli. Nonostante le numerose richieste per la sua
liberazione, gli Stati Uniti persistono nel tenere questo prigioniero
di guerra dietro le sbarre. Il suo legale si è di nuovo appellato all’
Eighth Circuit U.S. Court of Appeals.

John Graham, dallo Yukon, difensore dei territori indigeni, che
questo settembre dovrà affrontare il “South Dakota Justice for Indians"
per l’omicidio nel 1975 di una sua compagna di lotta, Anna Mae Pictou
Aquash, che inizialmente l’FBI voleva insabbiare. Questo omicidio è
avvenuto in un contesto di 76 uccisioni di attivisti, sancite dal
governo, presso la Riserva di Pine Ridge nell’arco di tre anni
(’73-‘76) in cui è coinvolto il programma COINTEL (contro-intelligence)
dell’FBI, designato alla distruzione della resistenza dei nativi. La
persecuzione di John Graham è la continuazione dei tentativi dei
governi colonialisti di Canada e USA di mettere l’uno contro l’altro i
nativi e far loro accettare la subordinazione coloniale.

I guerrieri Mohawk di Tyendinaga e Six Nations che hanno lottato per
la sovranità sul loro territorio. Dopo aver affrontato numerosi
processi presso le corti coloniali del Canada, sono ora colpiti da
altre 12 richieste di arresto.

I rivoltosi di Olimpia (Washington), che rischiano lunghe condanne
per aver lanciato pietre contro le banche durante le proteste del primo
maggio.

Lukas Winkler, Stephanie Trager, and Sven Maurer i tre squatter di
Berlino, condannati a 5 anni e accusati di tentato omicidio per aver
lanciato pietre contro gli sbirri mentre difendevano la loro casa.

Isa, Farid, Damien, Bruno e Ivan, accusati di possesso di
esplosivi(fumogeni) e associazione criminale con finalità di terrorismo
in Francia . Fumogeni e petardi sono stati accesi in Francia in
solidarietà a questi compagni prigionieri dello stato francese,
continuando ed espandendo la loro lotta contro carceri e centri per
migranti.

E alla fine, ma di meno, a te che leggi questo testo, a ogni ribelle
che potrà mai un giorno essere imprigionato per il crimine della
libertà. Possa ogni vetrata di tribunale essere spaccata, ogni muro di
carcere abbattuto. Possa ognuno di noi correre libero.

Solidarietà in rivolta

Incontrollabili

28 GIUGNO PRESIDIO AL CARCERE DI LIVORNO

Da Indymedia Toscana:

LIBERTA’ PER PAOLA, DANIELE E FRANCESCO

La solidarietà viene considerata un crimine, le lotte pure.
I tempi stringono: questo sistema, che non può più sopravvivere senza
provocare sempre più disastri sociali ed ambientali, è pronto alle
misure più estreme pur di tirare avanti. Oggi è necessario più che mai
non arretrare di fronte all’ondata reazionaria che in più forme avanza
senza incontrare una concreta opposizione.

SABATO 28 GIUGNO DALLE ORE 17 PRESIDIO AL CARCERE LE SUGHERE DI LIVORNO, Via delle Macchie 9.


La solidarietà è un’arma
Contro l’isolamento
Contro la criminalizzazione delle lotte
Per urlare i nostri affetti
Per gridare la nostra rabbia
Per abbattere i muri grigi del silenzio

LIBERTA’ PER PAOLA, DANIELE E FRANCESCO
SOLIDALI CON LEO
LIBERTA’ PER TUTTI/E I/LE RIBELLI DELLA TERRA
Anarchici e anarchiche di Via del Cuore, Senza Gabbie

 

Milano – Solidarietà antirazzista tra lavoratori della DHL

Milano – Malko, dipendente albanese della
DHL, attivo nelle lotte aziendali, viene licenziato perché è scomodo,
perché le sue azioni possono ispirare altri, perché i tanti lavoratori
stranieri dell’azienda devono chinare il capo e subire, sterilizzando
così i bacini dello scontro.

Alla DHL di Milano si ripropongono in ambito specifico le stesse
dinamiche che stanno rapidamente trasformando l’Italia, e non solo, in
un territorio dove la xenofobia trova applicazioni quotidiane,
istituzionalizzate e pervadenti tutti i contesti sociali, sempre più
esplicitamente collegate e funzionali alle esigenze di un Capitalismo
preoccupato per il proprio avvenire. La guerra tra poveri fa comodo ai
padroni secondo la sempre attuale strategia del “divide et impera”; le
forze storicamente più vicine ai dominatori e agli sfruttatori,
scendono in campo con nuovo vigore, sicuri dell’osso lanciato sotto il
tavolo, impauriti dalle trasformazioni in atto e consci della libertà
di azione concessagli a livello istituzionale e culturale. E’ così che
per contrastare la pericolosa unione tra lavoratori immigrati e
italiani, il 6 giugno scorso, i caporali della DHL attaccano un
picchetto aziendale sfoggiando la croce celtica; è così che pochi
giorni dopo, i dirigenti licenziano uno degli esponenti di spicco delle
lotte sindacali nell’azienda, Malko, per una non meglio precisata
“giusta causa”.
Gli immigrati devono essere schiavi silenziosi e ubbidienti, sedati
dalla paura delle ritorsioni in ambito lavorativo, dai rastrellamenti
nelle strade che percorrono quotidianamente, sui mezzi pubblici che
usano per spostarsi, dai raid contro i loro esercizi commerciali e le
loro abitazioni.

Dalle prime ore di lunedì mattina i compagni di lavoro di Malko picchetteranno i cancelli dell’azienda.

Alla DHL di Milano, e in sempre più realtà anche distanti dallo
sfruttamento lavorativo, italiani e migranti iniziano un percorso di
lotta congiunta, non solo per la salvaguardia del proprio boccone, ma
in un percorso di solidarietà che potrebbe superare quelle categorie
sociali come “immigrato” e “lavoratore” che semplificano e riducono
l’umanità, il coraggio e la rabbia di molti individui che scelgono di
non accettare passivamente l’esistente.

Il vero fine dell’op. Brushwood: arrestare l’att. politica di M. Fabiani!

Michele Fabiani è detenuto da otto mesi, in regime EIV, con assurde accuse di terrorismo…

LA COSTRUZIONE DELLA SCENOGRAFIA.
Basta leggere le prime pagine della RICHIESTA PER L’APPLICAZIONE DELLE
MISURE CAUTELARI, per farsi un’idea delle intenzioni politiche dei
mandanti della cosiddetta operazione Brushwood.
Dopo una sommaria descrizione del piccolo incendio mattutino del 9
marzo, sono introdotti quelli che vengono chiamati "i significativi
elementi che riconducono a Fabiani Michele e a Di Nucci Andrea". Una
intercettazione telefonica in data 22 maggio, formalmente inserita a
"provare" che Michele e Andrea sono stati nella città di Vicenza il
giorno 17 febbraio alla manifestazione contro la Dal Molin., in
considerazione del fatto che l’innesco per l’incendio sia consistito (
pensate un po’ !) in una copia del giornale "Il Vicenza" del 17
febbraio.
In realtà i brani scelti delle intercettazioni riportate negli atti
sono relative ad una intercettazione in cui si parla della
manifestazione dell’Aquila contro il 41 bis per il successivo 3 giugno
( che nulla c’entra con Vicenza ) e una successiva, dello stesso
giorno, in cui si parla sempre della manifestazione dell’Aquila, in cui
si dice la frase: "sarà più dura come temi ma non sarà come quella di
Vicenza", frase che se dovesse dimostrare che i due ragazzi spoletini
sono stati a Vicenza, come chiunque conosce la lingua italiana capisce,
non lo dimostra neanche.
Appare evidente quindi che questi brani servono solo a creare la
scenografia adatta a costruire i personaggi ( Michele e Andrea );
mentre per sapere se erano stati a Vicenza bastava chiederglielo,
magari quando con la scusa della droga si sono inventati la prima
perquisizione e Michele non è stato, così la sua casa, neanche
perquisito, mentre in caserma gli sono state fatte domande solo di
natura politica. Avrebbero saputo che erano stati a Vicenza così come
altri, come minimo 500 umbri, noi compresi.
Anche il quotidiano La Nazione che ha parlato continuamente con gli
stessi argomenti dei reparti speciali dei carabinieri e della
magistratura, inserisce non casualmente notizie che ha avuto quello
stesso giorno se non prima, che riguardano l’attività politica di
Michele.-

Il 24 di ottobre, quindi scritto il giorno stesso degli arresti, il
giornale fiorentino tra i tanti articoli di quel giorno su Brushwood,
tra amenità e informazioni che in quel momento non avrebbe dovuto avere
visto che non le avevano neanche gli avvocati dei ragazzi, scrive una
cosa gravissima a firma di Erika Pontelli, che fa capire il senso di
quello che stava succedendo più di tante altre cose. Elenca tra le
"attività di eversione dell’ordine democratico" che segnano l’attività
di Michele e Andrea. "L’adesione alle manifestazioni di lotta: da
quelle contro il 41 bis davanti al carcere dell’Aquila a quella di
protesta a Vicenza per l’ampliamento della base militare USA."
Un qualsiasi onesto cittadino si domanderebbe se siamo in Italia o nell’Argentina degli anni settanta.
Il giorno dopo il progetto repressivo e i veri obiettivi
dell’operazione sono leggibili sullo stesso giornale, con gli articoli:
I "viaggi" di Michele l’anarchico di Erika Pontelli e, Fabiani: la via
filosofica alla rivoluzione di Ilaria Bosi.
Michele perciò è individuato fin dal primo momento come l’obiettivo da colpire.
Tutti i capi di imputazione che riconducono alla coop-fai sono privi di
fondamento ma di questo abbiamo già parlato, ci interessa sottolineare
invece l’accanimento pregiudiziale contro Michele che si sostanzia
anche con l’attribuirgli ogni responsabilità, anche quando sono gli
stessi inquirenti a dire che non ci sono prove, come ad esempio per il
tentato danneggiamento del quadro elettrico del cantiere del cosiddetto
"ecomostro", scrive il Pubblico Ministero: " Se è vero che per questo
episodio non si è in possesso degli stessi schiaccianti elementi
probatori per i fatti di cui ai punti predenti, è altrettanto
inconfutabile l’esistenza di gravi indizi ( sufficienti in questa sede
!!!???? ) che derivano dall’analogia dell’azione !!!????, e
dall’omogeneità dell’obiettivo !!!???
Questo si chiama processo politico, processo alle idee, processo all’anarchia.
Ciò è ancor più avvalorato dagli stessi dati temporali, veri: " all’
1,45 del 24 luglio 2007, personale del comando dei Vigili del fuoco di
Spoleto interveniva presso il cantiere edile denominato "La
Posterna"…….."il 24 7 2007, ore 1;31,51 Michele risponde al telefono, a
domanda di un suo amico risponde di trovarsi davanti al bar della festa
dei Comunisti; in poche parole in 13 minuti e 9 secondi Michele sarebbe
dovuto partire da via Matteotti, arrivare al cantiere distante oltre un
chilometro ( è falso che sia poco distante dai giardini) saltare
dentro, appiccare il fuoco, ripartire. Poi qualcuno si sarebbe dovuto
accorgere dell’incendio, avvertire i vigili del fuoco, che sarebbero
dovuti partire da Cortaccione e arrivare sul posto all’1,45. Chiunque
conosce Spoleto sa che ciò non è, neanche lontanamente, possibile.
Oltre al dato fondamentale e inconfutabile, che Michele era con noi
quella notte alla Festa dei Comunisti, come in tutti gli altri giorni
della festa, fino a tardissima ora, almeno le tre di mattina.
Abbiamo riportato questo episodio non per dimostrare la verità contro
un’accusa palesemente falsa, ma per dire di come si sono mossi gli
inquirenti, nel loro "teorema" ogni tessera del puzzle deve stare nel
posto stabilito, anche se è evidente che non c’entra. La logica è la
solita. Tutto quello che è stato fatto contro i cantieri spoletini che
hanno devastato l’ambiente deve essere attribuito a Michele, che le
prove ci siano oppure no, non conta.

NELLE SENTENZE SI EVIDENZIA IL PERCHE’ MICHELE E’ IL SOLO AD ESSERE
IMPRIGIONATO NEL SUPERCERCERE DI SULMONA IN REGIME DI EIV ( ALTO INDICE
DI VIGILANZA ).

La colpa che emerge è avere personalità, cultura politica ( scritti, letture ), militanza politica.

Scrive il tribunale del riesame nella sentenza del 12 novembre 2007 il seguente teorema:
"Il tribunale ritiene in proposito che le indagini hanno fatto emergere
l’esistenza di un gruppo sovversivo nella fase di esordio,
caratterizzato da collegamenti con gruppi affini e dalla adesione al
programma ideologico di tipo eversivo del movimento anarchico
clandestino, che si richiama alle teorie dell’ideologo Alfredo Maria
Bonanno."

"E’ lo stesso Fabiani Michele che, nello scritto "Sperimentiamo
l’Anarchia", cui è stata data ampia diffusione nei siti web del
‘movimento’, teorizza l’approccio’dinamico’ e ‘sperimentale’ alla
rivolta finalizzata alla totale trasformazione della
realtà"……………………………………………………
"Per la realizzazione di tale programma eversivo il Fabiani ha
aggregato intorno a se almeno tre coindagati ( Di Nucci, Polinori e
Corrias ) dando vita di fatto ad un gruppo – seppure si ribadisce ,
organizzato in modo rudimentale – comunque adeguato alla realizzazione
degli obiettivi avuti di mira, in considerazione non tanto dei mezzi a
disposizione, quanto piuttosto dell’indiscusso ascendente culturale ed
ideologico del Fabiani nei confronti degli altri indagati……………….."
"Si è inoltre evidenziato come lo stesso – in forza del suo "carisma"
personale e del suo costante attivismo – sia da considerare il, vero e
proprio centro propulsore del gruppo che va ad identificari nella sigla
COOP-FAI, di cui appare contemporaneamente il fondatore e l’ideologo.
Si richiama , sotto tale profilo, ancora una volta lo scritto "
Sperimentiamo l’Anarchia", dove sono teorizzate le modalità
dell’insurrezione anarchica, che dovrebbe raccogliere – dando loro
un’esternazione in forma eclatante – i sentimenti diffusi di avversione
verso il sistema di tutte quelle persone che non possono o non vogliono
inquadrarsi in un partito armato."
"Occorre evidenziare poi che il Fabiani non ha palesato alcun intento
collaborativo, avendo negato gli addebiti più gravi, e non ha dato
alcun segno di voler sottoporre il suo operato ( neppure in riferimento
alle condotte sostanzialmente ammesse ) ad un processo di rivisitazione
critica e, tanto meno, di volersi dissociare dal ricorso al metodo
violento per l’affermazione del progetto di sovvertimento dell’ordine
politico, economico e sociale dallo stesso propugnato."
Sintetizzando: Secondo il Riesame del 12 novembre 2007 Michele e suoi
compagni sono un gruppo eversivo all’esordio, rudimentale, che non ha
mezzi a disposizione, ma che può aver fatto ciò di cui sono accusati
per l’indiscusso ascendente culturale del Fabiani, per i suoi scritti,
per le sue letture, per il suo costante attivismo. Per tutto questo e
perché non confessa i reati di cui è accusato e non si pente delle sue
idee, deve restare in galera.
E LE PROVE ? SIAMO AL PREGIDIZIO IDEOLOGICO ALLO STATO PURO. SIAMO AL PROCESSO ALLE IDEE.

NELLA NEGAZIONE DELL’ISTANZA DI REVOCA FABIANI MICHELE DIVENTA FABIANI MASSIMO.
Il GIP il 24 12, non si prende neanche pena di articolare il rigetto
dell’Istanza di revoca della Difesa ma richiama i risultati del PM come
superiori a quelli delle indagini della Difesa, indica come soluzione
ai problemi dovuti all’isolamento il trasferimento in un supercarcere e
giudica che il ruolo dell’indagato non appare in alcun modo sminuito
anche per la particolare disinvoltura con cui si è difeso. Se l’umana e
vibrante reazione di Michele negli interrogatori è rappresentabile
nella rabbiosa reazione di chi innocente si vede accusato attraverso
"indizi" privi di credibilità e a causa di un pregiudizio di idee, cosa
dire della disinvoltura di chi lo giudica e lo indica negli atti, solo
e ripetutamente come Fabiani Massimo ?
Da l’idea di una cosa già decisa comunque, di disattenta e rituale
trascrizione del lavoro di altri. Se no quale altra spiegazione ?

L’APPELLO ALLA DECISIONE DEL GIP, DEL 16 FEBBRAIO: LA COMPLICITA’ DEI PARENTI NELLE AZIONI DI MICHELE.
Il copione è lo stesso del primo riesame. Trascriviamo alcune frasi rivelatrici:
""Un gruppo organizzato seppure in modo rudimentale e privo di
strutturazione verticistica – in conformità all’ideologia anarchica "……
"l’esistenza di numerosi e consolidati rapporti del Fabiani con altri
(!!!!) esponenti dell’area anarchico insurrezionalista ( !?!?!? ) e
della sinistra antagonista"……..
"E’ lo stesso Fabiani Michele che nello scritto "sperimentiamo
l’anarchia", cui è stata data ampia diffusione nei siti web del
‘movimento’ teorizza l’approccio ‘dinamico’ e ‘sperimentale’ alla
rivolta finalizzata alla totale trasformazione della realtà’"……
"Gli appunti riassuntivi del contenuto di uno scritto di Alfredo Maria Bonanno, dal titolo, La Rivoluzione illogica".
"L’indiscusso ascendente ideologico esercitato dal Fabiani nei confronti degli altri indagati".
"In forza del suo "carisma personale e del suo costante attivismo- sia
da considerare il vero e proprio centro propulsore del gruppo…… di cui
appare contemporaneamente il fondatore e l’ideologo".
"lo scritto ‘sperimentiamo l’anarchia’ dove sono teorizzate le modalità dell’insurrezione anarchica….."
Sono frasi estrapolate dalla sentenza che nell’insieme copia precisamente quanto già scritto dal riesame.
Il salto di qualità i giudici d’appello lo realizzano nel penultimo
capoverso della sentenza quando scrivono : " Le esigenze cautelari
ravvisate e tuttora attuali, anche in questa fase, non possono essere
salvaguardate con misure graduate rispetto a quelle della custodia
inframuraria, anche in considerazione della comprovata inidoneità dei
familiari (i quali si sono mostrati tutti, compresi i nonni, ben
consapevoli, se non addirittura partecipi, delle azioni e delle
"strategie difensive" del giovane) ad esercitare un valido controllo e
a favorire un percorso di ripensamento da parte dell’odierno appellante.
Considerazioni analoghe verso i famigliari di un detenuto le abbiamo
trovate solo in sentenze di Mafia e in quelle del Tribunale Speciale
Fascista nel corso del ventennio.
QUESTO GIUDIZIO COME LO CHIAMIAMO ? E LA COSTITUZIONE DELL’ITALIA DEMOCRATICA ?

RIASSUMENDO, MICHELE E’ PRIGIONIERO NEL SUPERCARCERE DI SUlMONA PERCHE’:
1) Ha partecipato alle manifestazioni di Vicenza e dell’Aquila
2) Ha scritto "Sperimentiamo l’Anarchia"
3) Ha studiato il libro di Bonanno "La Rivoluzione Illogica"
4) Ha un forte ascendente culturale ed ideologico sui suoi amici
5) Ha intrattenuto rapporti con il mondo anarchico e antagonista
6) Perché (pure innocente), non confessa
7) Perché da Anarchico non si pente delle sue idee
8) Perché i parenti (compresi i nonni) sono partecipi delle sue azioni

LA DETENZIONE DI MICHELE ACCUSATO COME I SUOI AMICI CON IL 270 BIS HA
QUINDI NATURA POLITICA. I FATTI SPECIFICI A FIRMA COOP-FAI, CHE
DOVREBBERO SOSTANZIATRE IL TEOREMA SONO STATI INCOLLATI, COME PIU’
VOLTE ABBIAMO DIMOSTRATO CON SILLOGISMI, RAGIONAMENTI APODITTICI,
ALTERAZIONI SEMANTICHE E PRETESE AFFINITA’ LESSICALI. INOLTRE NON
ESSENDO MICHELE IL SOLO AD ESSERNE ACCUSATO, IL DIVERSO TRATTAMENTO
CONFERMA LA NATURA POLITICA DELLA SUA DETENZIONE.
PER QUESTO TORNIAMO A CHIEDERE L’IMMEDIATA SCARCERAZIONE DI MICHELE E
CHIEDIAMO AD OGNI UOMO LIBERO E DEMOCRATICO DI UNIRSI A QUESTA
RICHIESTA.

Comitato 23 Ottobre

Cesena – Occupato ex-Consorzio Agrario

CESENA (FC) ORE 17.30 OLTRE 50 PERSONE
ENTRANO ALL’EX CONSORZIO AGRARIO DELLA CITTA’, IN DISUSO DA ANNI, E LO
OCCUPANO. L’AZIONE E’ RESA PUBBLICA ATTRAVERSO STRISCIONI APPARSI IN
CITTA’ IN CONTEMPORANEA AL FATTO.
DISTRIBUITO ALLA CITTADINANZA IL SEGUENTE COMUNICATO:

AVVISO ALLA CITTADINANZA
Oggi, 21/06/2008, un nutrito gruppo di individui accomunati da
un’ideologia libertaria e dall’impellente necessità di creare a Cesena
nuovi spazi sociali di aggregazione e confronto a partire dal
quotidiano,ha deciso di occupare l’Ex Consorzio Agrario, da anni
inutilizzato e destinato a mutare inesorabilmente in macerie se
abbandonato al suo destino. Liberare tale spazio dai vincoli gerarchici
e di interesse economico che dominano al di sopra di ogni relazione
interpersonale, lasciando alla porta pregiudizi, autoritarismi,
razzismo, assume un valore simbolico inestimabile: far rivivere uno
stabile chiuso da anni, rendendolo nuovamente pubblico ed aperto a
tutti coloro che desiderano tornare a rapportarsi in maniera diretta
con i propri simili, senza intermediari né vincoli associativi
istituzionali.
Non è necessario mostrare una tessera di partito, una carta di credito,
un permesso di soggiorno, per intraprendere esperienze di autogestione,
autocostruzione, recupero del non utilizzato, e godere della
condivisione reciproca di tutto ciò che la vita ci offre. non occorre
una concessione dall’alto per organizzarsi autonomamente nel tentativo
di costruire un futuro migliore. O, quantomeno, un’isola felice al di
fuori di un’esistente di guerre e sopraffazione del più debole.
Esigenza di natura primaria, resa improrogabile dal recente sgombero
di“Al Confino Squat”, realtà di cultura antagonista protrattasi per
otto lunghi anni al di fuori dalle logiche del dominio.
Sono tante, troppe le persone che, venuto a mancare in città un simile
punto di riferimento, ritengono irrinunciabile una nuova presenza di
spazi sociali; e l’amministrazione comunale, seppur troppo impegnata ad
organizzare artificiali e consumistiche notti bianche, e ad incanalare
ogni forma di comunicazione in sterili e preconfezionate politiche
giovanili, non può ignorare tutto questo… La mera forza fisica
ostentata in circostanze di sgombero dell’ex scuola elementare di
Pontecucco non potrà mai spazzare via idee e propositi di persone in
costante ricerca di nuovi modelli di vita, qualitativamente migliori
rispetto a quelli che siamo abituati a vivere. Questa è solo una delle
innumerevoli risposte possibili, messa in atto da un gruppo di solidali.
Chiunque dentro a quelle mura abbia lasciato un pezzo di cuore, avrà
modo di metterne in pratica una personale, coerentemente al proprio
modo di essere.

LUNGA VITA ALL’EX CONSORZIO OCCUPATO E AUTOGESTITO !!!