Firenze – Ricominciamo [sulla risposta agli arresti]

riceviamo e diffondiamo:

Firenze – Ricominciamo  [sulla risposta agli arresti]

Non siamo soliti fare resoconti di tutte le nostre uscite, ma dopo i fatti degli ultimi giorni ci sembra importante informare i compagni sulla situazione attuale a Firenze, sui problemi da affrontare e le potenzialità  da sviluppare.
Tanto per cominciare i fogli di via non sembrano aver intimidito nessuno e saranno deliberatamente ignorati.
Scarcerati nella tarda mattinata di sabato,  tre cari compagni saranno costretti a stare nelle rispettive città di residenza poiché colpiti da obblighi di dimora: Sandro e Filomena a Pontassieve, Nicola a Pistoia. La poca distanza da Firenze ci permetterà comunque di vederli quotidianamente e di sicuro non saranno lasciati soli.
La risposta agli arresti è stata pronta e buona.
La mattina di sabato si è tenuto un presidio al mercato di piazza Dalmazia, partecipato da circa 60/70 persone, provenienti da Firenze come da altre città.
Il presidio è stato molto tranquillo (e forse anche un po’ noioso) per una scelta precisa: si voleva rincarare la grossa figura di merda fatta dalla Digos nella mattina di giovedì, quando gli sbirri hanno brutalmente arrestato i compagni  tra le grida di sdegno della gente. La tranquillità del presidio ci ha permesso di confrontarci con diverse persone che cominciano ad aprire gli occhi sulle pratiche reali delle forze di polizia. Sono stati distribuiti e attacchinati gli stessi volantini di giovedi mattina: contro la presenza della polizia in strada e sugli assassinii di Youssef  Ahmed Sauri e R’Himi Bassem da parte delle guardie. Due camionette che ci attendevano di fronte al carcere di Sollicciano sono state lasciate a sorvegliare il nulla.
Dopo aver preso un bus, ci siamo concentrati di nuovo in centro. Verso le due e mezzo è partito un corteo di una quarantina di persone, che da via Palazzuolo ha attraversato tutto il centro storico fino a Piazza Sant’ Ambrogio. Interventi continui, cori, manifesti sugli omicidi di Stato e scritte contro la polizia lungo tutto il percorso. Le ghigne contrite dei digossini al seguito e l’attenzione della gente sono stati un buon termometro della situazione: in città la Questura ha perso un po’ della sua faccia migliore. Pochissimi e contenuti i momenti di tensione.
Significativo è stato il contributo dei compagni da fuori, cui mandiamo un abbraccio di cuore, come a tutti coloro che in vari modi ci hanno dato appoggio qui e nelle altre città.

Un’ultima considerazione: i fatti di giovedì hanno segnato senza dubbio un salto di qualità nella gestione quotidiana dei conflitti sociali a Firenze. Se gli sbirri si sono messi in testa di arrestare  compagni per un volantinaggio e due manifesti sul muro, se hanno deciso di impedire i concentramenti solidali sotto la Questura ogniqualvolta vi siano dei fermi, prendendo i documenti a tutti i presenti e staccando direttamente sul posto fogli di via…questa è una svolta repressiva che tocca tutti coloro che rompono gli argini sempre più stretti della legalità. Ne va della possibilità di volantinare sulla pubblica piazza, di far parlare muri bianchi e muti, di sfilare senza autorizzazione, di esprimere solidarietà ai fermati in Questura, di vivere la città senza avervi una residenza anagrafica e riconosciuta. Non scardinare  questi meccanismi giorno per giorno, limitandosi a risposte episodiche, significa ficcarsi tutti quanti in un vicolo cieco. Se continueremo a pensare di non essere mai abbastanza per agire, non ne usciremo più. La forza del numero ha certo il suo peso specifico nelle lotte, ma non si ottiene distribuendo il bollettino del censimento, e soprattutto non è la sola forza. Che la fantasia e l’imprevedibilità ci aprano la strada nella giungla della repressione.

Nella giornata di sabato abbiamo dimostrato che non ci hanno fermato neanche stavolta. Continuiamo così.
Avanti tutta, ma davvero!

Alcuni anarchici a Firenze
Disadattati autorganizzati

Denunce e fogli di via da Bologna

Dopo le perquisizioni e gli arresti, ora nella laida Bologna stanno per arrivare pure i fogli di via per gli indesiderabili dal sistema.
Nelle scorse settimane, in giorni diversi, i digossini si sono presentati nelle abitazioni di cinque compagni, notificando varie denunce riferite al primo maggio scorso in piazza dell’Unità, dove si era svolta una celebrazione della festa dei lavoratori in ottica libertaria e non omologata alle feste dei sindacati e dei partiti.
In quell’occasione un’auto della Digos, che sostava nei pressi della piazza, era stata avvicinata da compagni che, gentilmente, chiedevano conto della fastidiosa presenza.
Per questo due compagni, ore dopo, verranno seguiti e fatti scendere da un autobus e i loro nominativi schedati. Altri tre compagni verranno fermati, qualche ora dopo, nelle vicinanze della piazza, portati in questura e dopo un oretta buona rilasciati con una denuncia per violenza e minaccia a pubblico ufficiale ed oltraggio a corpo politico, amministrativo o giudiziario dello stato.
Qualche giorno fa, per questo episodio, i cinque compagni si sono visti addebitare, oltre ai già citati reati, anche quelli per danneggiamento aggravato e resistenza, senza peraltro far riferimento a qualsivoglia accaduto.
Ora alcuni dei compagni colpiti da quest’ennesima ondata repressiva si sono visti recapitare a casa dalla Digos il procedimento del Questore per comminare il prossimo foglio di via da Bologna.
é chiaro e lampante il clima che si respira in città, sempre più nauseabondo per qualsiasi persona che aneli ad un minimo di libertà. Per chi di libertà ne esige il massimo questo puzzo è un qualcosa che esige un moto di ribellione necessario alla vita. Un moto che è prima di tutto dignità!
Ci vogliono relegare da parte, senza possibilità di interagire con il contesto in cui anche noi anarchici, come tutti, viviamo. Vogliono tagliare i ponti, distruggere amicizie, affinità, legami. Tentano di mettere fuori gioco gli individui pensando, con questo, di spegnere quel fuoco della rivolta che sempre più divampa ogni dove.
Ma perché in ogni dove, quel fuoco sarà ben difficile da spegnere.

Anarchici inossidabili ed ignifughi.