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Pubblico questo iteressante scritto tratto da Finimondo, con una riserva basata sull’analisi che viene fatta dell’afflato nichilista e delle prospettive che ne discendono; il concetto di nichilismo attivo e nichilismo passivo è interessante ma non risolve la questione, forse così com’è posta anzi semplifica troppo, ma mi rendo conto che non era certo questo il tema dello scritto. In compenso quelle poche righe, secondarie rispetto alla sostanza del pezzo, mi hanno fatto venire voglia di approfondire il concetto di nichilismo nell’individuo egoista, scritto sul quale rimugino da tempo ma che per ora non ha ancora preso forma, chissà che non sia lo stimolo giusto per mettersi a scrivere. Fatta questa premessa ecco il contributo:
Da Finimondo:
Se nel corso degli ultimi anni è riuscita a farsi sentire la tentazione del nichilismo (attivo o passivo, non fa qui differenza), è perché la politica ha colonizzato ogni anfratto dell’esistenza umana e vi ha inscenato talmente tante volte il suo insulso teatrino da provocare una irrefrenabile ondata di disgusto. All’incanto del vivere, letteralmente, non crede più nessuno (men che meno ora, con la mera sopravvivenza in pericolo). Si subiscono le sue molteplici rappresentazioni, questo sì, esausti ed mansuefatti. Immobilizzati, spesso, dalla convinzione che non esista altra possibilità. Motivo per cui, in questa titanica società che sta affondando, sembra non sia rimasto altro da fare che ballare. Ovviamente c’è ballo e ballo, canzonetta e canzonetta. Ai piani alti si prevedono riprese economiche e consensi politici che fermeranno la «crisi», in basso si preannunciano lotte radicali e conflitti sociali che mineranno il dominio. Per stare sereni, basta crederci.

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Pubblico il seguente testo pur non condividendone una discreta parte ma che trovo interessante soprattutto per le righe iniziali e per l’analisi della non spendibilità politica della giornata milanese e del suo ruolo di sirena assordante rivolta a chi, nello schifo che ci circonda è sempre pronto a voltarsi dall’altra parte; a chi si rassegna ogni giorno, chi accetta questo esistente così com’è, con il suo sfruttamento e le sue gabbie, i ribelli di Milano hanno urlato che ogni tanto lo schifo esplode e torna al mittente, si tratti di una banca o di chi ne accetta l’esistenza e accetta il sistema che certe istituzioni sottendono. Altresì trovo pericolosa la logica del calderone da barricata:
“E così, tutti quelli che erano in piazza a Milano, determinati ad abbellire un degradato arredo urbano e pronti a scontrarsi con la polizia (autonomi o anarchici che siano) dovrebbero aver capito di essere in questo momento l’unica forza reale, radicale e dirompente in questo paese di fascisti, infami, delatori e democristiani. E non parliamo delle aree, quelle resteranno sempre separate, ma dei compagni e delle compagne che per l’ennesima volta si sono ritrovati insieme per le strade. E le relazioni, che in questa “internazionale” sono tutto, condensano anni e anni di lotte comuni. Lotte in cui la posta in gioco è la vita, lotte che combattano quel capitalismo che ha devastato e saccheggiato il pianeta e i suoi abitanti umani e non umani.”
non basta essere assieme fra i gas lacrimogeni per rivendicare cameratismo con “compagni(?)” che hanno nel portafoglio il santino di Lenin, soprattutto a fronte di recenti gravi fatti, detto ciò gli spunti interessanti ci sono:

Milano, corteo no-⁠expo del 1 maggio.

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iniziiativa EXPO_1024x724“NESSUNA FACCIA BUONA , PULITA E GIUSTA A EXPO 2015”

Dossier su Slow food, Coop Italia, Eataly

Una critica al grande evento milanese che, concentrandosi sui tre attori che danno sostanza al tema ufficiale, intreccia analisi del discorso pubblico, politica economica e antispecismo.

21 NOVEMBRE 2014
ORE 18:00
POLO CARMIGNANI (dietro Piazza dei Cavalieri)

GARAGE ANARCHICO
e
FARRO E FUOCO