Pubblico questo iteressante scritto tratto da Finimondo, con una riserva basata sull’analisi che viene fatta dell’afflato nichilista e delle prospettive che ne discendono; il concetto di nichilismo attivo e nichilismo passivo è interessante ma non risolve la questione, forse così com’è posta anzi semplifica troppo, ma mi rendo conto che non era certo questo il tema dello scritto. In compenso quelle poche righe, secondarie rispetto alla sostanza del pezzo, mi hanno fatto venire voglia di approfondire il concetto di nichilismo nell’individuo egoista, scritto sul quale rimugino da tempo ma che per ora non ha ancora preso forma, chissà che non sia lo stimolo giusto per mettersi a scrivere. Fatta questa premessa ecco il contributo:
Da Finimondo:
Se nel corso degli ultimi anni è riuscita a farsi sentire la tentazione del nichilismo (attivo o passivo, non fa qui differenza), è perché la politica ha colonizzato ogni anfratto dell’esistenza umana e vi ha inscenato talmente tante volte il suo insulso teatrino da provocare una irrefrenabile ondata di disgusto. All’incanto del vivere, letteralmente, non crede più nessuno (men che meno ora, con la mera sopravvivenza in pericolo). Si subiscono le sue molteplici rappresentazioni, questo sì, esausti ed mansuefatti. Immobilizzati, spesso, dalla convinzione che non esista altra possibilità. Motivo per cui, in questa titanica società che sta affondando, sembra non sia rimasto altro da fare che ballare. Ovviamente c’è ballo e ballo, canzonetta e canzonetta. Ai piani alti si prevedono riprese economiche e consensi politici che fermeranno la «crisi», in basso si preannunciano lotte radicali e conflitti sociali che mineranno il dominio. Per stare sereni, basta crederci.

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