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Il compagno Juan Flores, dal settembre 2014 si trova in prigione preventiva nel Modulo 1 (massima sicurezza) all’interno del carcere Santiago 1, accusato con la legge anti-terrorismo.

Siamo venuti a conoscenza di un nuovo pestaggio contro i prigionieri rivoluzionari e in guerra. L’atteggiamento costante con le molestie da parte dei secondini e la loro vendetta impotente questa volta si è scatenata nel carcere Santiago 1, da parte dai codardi in uniforme.

Poche brevi parole del compagno Juan sul pestaggio:

“Lunedì 23 febbraio circa le 6 di sera, un esagerato contingente di servi della gendarmeria entra nella cella in cui vivo dal nostro sequestro da parte del potere, irrompono violentemente, dopo la chiusura generale del modulo 1. Tra i 20 ed i 25 servi in un primo momento inveiscono contro di me con insulti, mi portano fuori dalla cella dicendomi che si trattava solo di una procedura di routine, ma col passare dei minuti e ascoltando il rumore dei fogli di propaganda solidale, gli chiedo perché mi stavano rompendo le cose, e qui questi tipi hanno iniziato ad insultarmi ed io ho chiaramente risposto con gli stessi insulti. Hanno iniziato a darmi calci, e poi mi hanno ammanettato doppiamente “una manetta sull’altra”, ed hanno continuato a colpirmi alle costole e alle ginocchia per farmi inginocchiare, a tutto ciò ho cercato di difendermi … mi portano all’ufficio della guardia interna e vengo punito con 10 giorni di isolamento per minacce di morte e aggressione contro un funzionario della gendarmeria, dopo me li abbassarono a 4. Sto bene, intero, arrabbiato per il trattamento in carcere e perché è una questione a cui a molti poco importa”.

La banda delle guardie, torna di nuovo a colpire i compagni rivoluzionari, cercando di soddisfare le loro frustrazioni e la vendetta contro l’atteggiamento indisciplinato dei compagni prigionieri in guerra.

Dal punto di vista legale, il segreto delle indagini per il caso contro i compagni va avanti senza che ci siano novità di interesse.

Tutta la nostra forza e il coraggio per l’atteggiamento indomito di Juan e Nataly!

Traduzione: RadioAzione

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solibre21

Da Crocenera:

Santiago del Cile,4 febbraio: Dopo una settimana di processo Tamara Sol Farias Vergara,da un anno in carcerazione preventiva,è stata condannata a 7 anni per tentato omicidio,confermando integralmente le tesi e la richiesta di anni formulate dall’accusa,per il ferimento di un guardiano del Banco Estado.Il tribunale ha rifiutato le attenuanti richieste dalla difesa che vertevano sulla mancanza di precedenti,l’aver ammesso i fatti di cui era accusata e le condizioni in cui si trovava quando ha realizzato l’azione.
Durante la lettura della sentenza i familiari presenti in aula hanno interrotto i giudici appellandoli ‘’fascisti’, contestando il processo tenuto in maniera tendenziosa e politica, lanciando volantini .
La difesa probabilmente farà appello contro la sentenza di primo grado.
per maggiori informazioni Publicacion Refractario

Rapidamente, il 30 gennaio è stato emesso il verdetto del processo contro la compagna Tamara Sol accusata di aver sparato a una guardia del Banco Estado.

Il 4° Tribunale penale ha condannato Tamara accusandola di “tentato omicidio” e furto.

Mercoledì 4 febbraio 2015, alle 12: 00, ci sarà la lettura della sentenza. Per la tendenza che ha intrapreso il sistema giudiziario per questi casi c’è da aspettarsi che venga cambiata sia l’ora che la data di lettura della sentenza.

Questa ultima istanza è importante per sapere qualse sarà la condanna contro la compagna e, se potrà “beneficiare” della “libertà vigilata”. Ricordiamo che l’accusa ha chiesto una condanna a sette anni di carcere, mentre la difesa spera di ottenere la “liberta vigilata” considerando il fatto che la compagna era incensurata ed ha assunto la responsabilità per i fatti per i quali è stata accusata.

Tamara Sol Libera!

Traduzione: RadioAzione
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