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Riportiamo quanto diffuso dai media di regime rispetto a questa fase della liturgia processuale inerente la cosiddetta operazione Outlaw: in sostanza un attacco mosso contro il circolo anarchico Fuoriluogo con l’intento di sterilizzare e smembrare pezzi del tessuto conflittuale bolognese.
Estintosi il clamore mediatico, il Pm Morena Plazzi ha riposto nella fondina l’aggravante di “eversione dell’ordine democratico”, concentrandosi sul reato associativo. Le condanne suggerite al collega giudicante vanno da 3 e 6 mesi a 4 anni per i tre compagni e la compagna ritenuti i “promotori dell’associazione a delinquere”, a due anni per altri dieci imputati, mentre verso sette compagne/i sono cadute tutte le accuse.

Segue resoconto dell’udienza: (altro…)

Udienze dell’11 e del 18 ottobre 2013 per il processo contro il Fuoriluogo

L’11 e 18 ottobre 2013 si sono tenute le prime due udienze dibattimentali del processo contro i compagni e le compagne del Fuoriluogo, frutto dell’operazione repressiva “Outlaw”.
La partecipazione di solidali in aula è stata, in particolare per la prima udienza, davvero molto numerosa riuscendo a creare uno spazio a parte, uno spazio di forza al fianco degli imputati e delle imputate in assoluto contrasto con la meschina farsa organizzata al centro della scena.
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da Radiocane

“Il Gup Santucci decide di mandare a processo 21 degli imputati, escludendone 6. Le motivazioni sono inquietanti e recitano più o meno così: l’’accusa non ha un fondato supporto ma gli avvocati avranno modo di dimostrarlo nel corso del processo.”

(tratto dall’opuscolo sull’Operazione Outlaw)

Alla vigilia del processo che vede imputati 21 compagni/e con l’accusa di associazione a delinquere con finalità eversive, insieme ad una compagna di Bologna ripercorriamo insieme alcuni eventi : le attività del Centro di Documentazione Fuoriluogo prima della sua chiusura tra lotta ai Cie e al nucleare , il ruolo di Eni nel dare forza alla chiusura di un’indagine aperta già dal 2006, la costruzione di un’inchiesta senza prove e il tentativo poliziesco di cancellare ogni forma di presenza anarchica in città.

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