Lunedì, 13 ottobre 2014
Alle 5:30 dell mattino, mentre stavo ancora dormendo nella mia cella nel pianoterra della sezione F del carcere di Korydallos, insieme al ingiustificatamente detenuto compagno e amico M.B., ho sentito qualcuno chiamare il mio cognome. Mi sono svegliato e ho visto il secondino che mi diceva: “Trasferimento”. Ho chiesto nuovamente con rabbia: “Che trasferimento?”, e lui ha risposto: “Trasferimento d’emergenza”, mostrandomi un foglio con i nomi, tra cui solo il mio era scritto a penna. Ancora una volta compresi che la guerra continua anche all’interno delle carceri. (altro…)