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Giovedì 18 dicembre al Laboratorio Libertario Ligera abbiamo rinvenuto una microspia all’interno di un neon sul soffitto, costituita da 3 batterie da 9 volt legate da nastro isolante, con alle due estremità un microfono e un’antenna.
Giorno dopo giorno, con l’inasprirsi delle tensioni sociali, spioni affaccendati guidati da pm isterici non esitano a tentare di reprimere quelle esperienze di conflittualità in cui si portano avanti con determinazione percorsi di contrasto e critica radicale a ogni forma di sfruttamento da parte del dominio. Non c’è spazio per il vittimismo, non ricerchiamo compromessi con alcun tipo di sponda istituzionale e autoritaria, non riconosciamo in loro gli interlocutori; di conseguenza non esigiamo un trattamento equo o rispettoso. Siamo consci che il potere punti a eliminare ogni forma di dissenso per preservarsi, mirando a ostacolare rapporti di affinità e solidarietà, criminalizzando chiunque si opponga e aizzandovi contro l’opinione pubblica, ormai totalmente plagiata dalle politiche securitarie. (altro…)

Non so quanto, ne dove di preciso, ma so per certo che a Napoli presso lo Spazio Anarchico  76A, più di una settimana fa(all’indomani delle iniziative con A.M. Bonanno),

sono state trovate alcune microspie. Queste consistevano in registratori audio, da quanto mi è stato riportato da un compagno, e non dalle classiche microspie GSM.

La particolarità è che in ognuna di esse era presente un sensore che faceva attivare il microfono, e tutto l’impianto, ogni volta che si parlava o ci si passava accanto.

Questo per evitare che chi le ha installate dovesse tornare più volte a cambiare le batterie.

Certe cose andrebbero pubblicate non solo su un giornale, che spesso non arrivano dovunque e non vengono letti da chiunque, per mettere a conoscenza tutti gli altri compagni di cose che riguardano tutti e non solo pochi dato che, in particolar modo, agli incontri di ottobre con A.M. Bonanno erano presenti molti compagni non solo napoletani.

Ma vanno messi a conoscenza tutti i compagni della nuova tecnologia che viene usata contro di noi, con tanto di foto.

E se vi stanno sul cazzo siti e blog allora spedite tante buste da lettera con le foto e la notizia.

…e poi sono io quello che rompe sempre i coglioni…ma i coglioni non girano mai a gratis!

riceviamo e diffondiamo:

Mentre facevamo dei lavori all’interno dello spazio anarchico 76/A abbiamo trovato due microspie. Le due sfogliatelle erano posizionate nelle bocche di lupo dei locali sottostanti, nelle due sale dove facciamo i concerti e le iniziative.
L’intero marchingegno era composto da tre pile da 9 volt montate in parallelo tenute assieme al microfono-trasmettitore da nastro isolante coperto a sua volta da comune nastro da imballaggio.

Così apparivano le microspie al momento del ritrovamento. La parte vicino ai 2€ è il microfono, dalla parte opposta è attaccata l’antenna.

La microspia privata del nastro più esterno. Il microfono è stato reciso da noi.

Particolare dell’antenna-trasmettitore con e senza coperchio di protezione.

Il tutto smontato. Le pile sono risultate essere scariche.

Da Indy Toscana:

Nelle ultime settimane sono state trovate 2 microspie nella sede del nostro collettivo

La prima è stata trovata in una scatolina elettrica, sospettosamente calda. Questa prima microspia era formata, oltre che da un microfono, da una telecamera.
A distanza di poco più di una settimana ne abbiamo trovata un’altra in una presa industriale.
In allegato le foto.

Spazio liberato 400 colpi.