Campi Bisenzio:Serata a sostegno della Rete Antifascista Pistoiese

Published on 11:54, 02/08,2010


[Firenze] PRESIDIO AL TRIBUNALE DEI MINORI

Published on 01:26, 02/08,2010

LUNEDI’ 8 FEBBRAIO
PRESIDIO AL TRIBUNALE DEI MINORI
in solidarietà agli studenti sotto processo
h. 8:30 al Tribunale dei Minori di via della Scala

GLI STUDENTI SOTTO PROCESSO NON SONO SOLI

Lunedì 8 febbraio al Tribunale dei Minori si svolgerà l’udienza preliminare contro due compagni per i fatti del 7 settembre 2008.
Quel giorno, una decina di antirazzisti contestò il comizio dell’allora sindaco Domenici durante la festa nazionale del Partito Democratico alla Fortezza dal Basso.
Dopo aver esposto uno striscione con la scritta “I CPT SONO SEMPRE FASCISTI”, i compagni furono caricati dalla polizia e dagli agenti della Digos presenti. Nel parapiglia nove persone furono fermate, tra cui i due studenti medi ora sotto processo.
Le accuse vanno dalla Resistenza a pubblico ufficiale alle Lesioni pluriaggravate… lesioni che, purtroppo, i compagni hanno solo subito per mano della Polizia, fin troppo abile a ribaltare la verità e costruire l’ennesima montatura giudiziaria.

Quello che inzierà lunedì è solo uno dei processi che a breve vedranno decine di studenti medi tra il banco degli imputati. Dopo le mobilitazioni dell’autunno 2008, infatti, il movimento studentesco ha dovuto fare i conti con un vero e proprio accanimento repressivo da parte della Digos.
Piogge di denunce, manganelli, perquisizioni ed Avvisi Orali, sono solo alcune delle armi con cui la Questura da mesi a questa parte sta cercando di soffocare un movimento autorganizzato che, nato dalle occupazioni, si è distinto da quel momento per la sua capacità di riportare nelle scuole e nelle piazze delle lotte radicali e radicate: dall’opposizione alle riforme della scuola all’antifascismo militante.
Gli studenti medi sotto processo sono colpevoli di essersi ribellati e di continuare a farlo, convinti che l’unico modo per cambiare lo stato di cose presenti sia quello della lotta autorganizzata dal basso, senza scendere a compromessi con le istituzioni e senza sottostare passivamente alle loro leggi.

E’ sotto gli occhi di tutti come l’attacco delle questure nei confronti di chi lotta sia in crescita esponenziale. Solo negli ultimi mesi abbiamo dovuto fare i conti con l’arresto del compagno “Mannu”, fatto prigioniero “preventivamente” per 3 mesi senza alcun processo, mentre verso gli studenti la Questura si diverte a rispolverate leggi appartenenti al ventennio fascista (contenute nel T.U.L.P.S.) per perquisire le loro case senza alcun mandato (art. 41) e denunciarli per “riunione non autorizzata” (art. 18, che punisce i promotori della riunione e “coloro che nelle riunioni predette prendono la parola” “sebbene indetta in forma privata” qualora questa non sia “autorizzata” dal Questore). A questo si aggiungono i 1800€ di multa che gli studenti hanno accumulato nelle ultime due settimane per “affissione non autorizzata” e le denunce per “stampa clandestina” per i manifesti diffusi.

Di fronte a tutto ciò non possiamo restare a guardare né possiamo lasciare soli i compagni sotto processo. Attaccandone uno ci attaccano tutti: di questo siamo consapevoli e per questo crediamo sia necessario opporsi attivamente alle azioni repressive di Digos e Magistrati promuovendo da un lato la solidarietà concreta verso gli studenti colpiti (dal sostegno economico per le spese legali alle presenze solidali durante le udienze), e dall’altro rilanciando le lotte e la conflittualità sociale che la repressione sta cercando di soffocare.

i compagni e le compagne della Cassa Studentesca Contro la Repressione


Pistoia : aggioRnamenti !

Published on 22:20, 02/07,2010

                                 MARCO è LIBEROoOooOO!!

ha l'obbligo di rispettare un coprifuoco , di non uscire dal comune di (Tr)istoia!

 


[Firenze] party! 3 anni di occupazione della Riottosa

Published on 18:41, 02/05,2010

12 febbraio 2010
3 anni di occupazione della Riottosa Squat!
giornata festosa per i tre anni di occupazione della RiottosaZsquat

bellafica, no?
no bar no money
porta e condividi

dalle 16. teatrino dei burattini di Pulcinella
con merenda per bimbi e bestiole

dalle 20. teatre des senses
teatrino elettrico (elettrodomestici)
elettrocapra(basso batteria)
ino (improvvisazioni non ordinarie)

niente clienti, solo malviventi: oh bellafica! portati tu, porta ber mangiar quel che ti par

La Riottosa, Galluzzo, Firenze
dalla stazione fi smn bus 37 o 68 ferma "ponte bailey"
in auto dirigere per Firenze Certosa, chiedere del Ponte Bailey

info: lariottosa@insiberia.net


Firenze: Benefitte x Marco!!

Published on 18:40, 02/05,2010

http://viadeconciatori2rosso.jimdo.com/


Aggressione fascista all'Università di Tor Vergata (Roma): "Blocco Studentesco" a braccetto col PdL

Published on 11:47, 02/05,2010

del COLLETTIVO "LAVORI IN CORSO"
clic.noblogs.org
 
Nella mattinata di mercoledì 27 gennaio otto neofascisti di "Blocco Studentesco-Tor Vergata" hanno minacciato e poi aggredito due studenti del "Collettivo Lavori in Corso" che stavano affiggendo alla fermata ATAC di ingegneria i manifesti riguardanti un'assemblea con i lavoratori alla ex-Eutelia.

Appena arrivati i fascisti si limitavano a interloquire chiedendo la divisione degli spazi d'affissione solo per darsi una finta parvenza di “democratici”. Poi, vista la situazione a loro favorevole, guidati dal capo-branco, Noah Mancini, studente di Giurisprudenza, massimo responsabile di "Blocco Studentesco", già sprangatore-tricolore a piazza Navona nell'ottobre del 2008, gli otto squadristi accerchiavano i due studenti del "Collettivo". Così protetto Noah Mancini poteva mettere sul suo curriculum una nuova aggressione.

Il tutto si è svolto in pieno giorno alla presenza di altri studenti in attesa del "20 Express".

Non sono le prime azioni di questo gruppo neofascista a Tor Vergata, direttamente legato a "Casapound".

Questi soggetti, famosi per il loro slogan "Né rossi né neri", in realtà sono fascisti e si fregiano di organizzare incontri nel loro covo all'Esquilino ospitando personaggi come il senatore Dell'Utri, condannato per mafia, e Stefania Craxi, per beatificarne politicamente il padre tangentista.

Tutto questo per potersi ora alleare ufficialmente con il PdL sostenendo la candidatura di Renata Polverini quale presidente alla Regione Lazio e quella di Adriano Palozzi come consigliere.
Nel 2008 "Blocco Studentesco" finse di protestare contro il ministro Gelmini per infiltrarsi nel movimento così come suggerito pubblicamente dal senatore a vita Francesco Cossiga.
A colpi di spranghe e con l'aiuto della polizia, riuscirono a ritagliarsi il loro spazio a piazza Navona durante un corteo, prima di esserne cacciati da centinaia di persone.
Con l'accordo partitico stipulato con il PdL confermano nuovamente la loro falsa opposizione allo smantellamento della scuola e dell'università voluto proprio dagli attuali alleati (Gelmini, Brunetta, Tremonti...).
Cosa che per altro avevano già fatto sostenendo attivamente proprio a Tor Vergata nel 2009 la (mancata) elezione al CdA di uno studente di "Azione Universitaria" (gruppo giovanile del PdL).
E' chiaro quindi quale è il loro gioco partitico e politico a livello studentesco.

Sostenendo il sindaco di Marino, Adriano Palozzi, risulta evidente che il fantomatico progetto di "mutuo sociale" che "Casapound" e "Blocco Stuentesco" spacciano come risolutore dei problemi legati all'emergenza abitativa è in realtà qualcosa di falso e propagandistico.

Adriano Palozzi sta infatti dando vita ad una spaventosa colata di cemento a Marino paese e, soprattutto, nelle frazioni, dove sono sorti numerosi comitati per tentare di evitare lo scempio. Il sindaco-costruttore è stato condannato a 8 mesi di detenzione, insieme ad altri colleghi, funzionari e palazzinari per aver approvato illegalmente la cementificazione in corso di cui ne stanno pagando le conseguenze i cittadini di S.Maria delle Mole, Cava dei Selci, Due Santi, Frattocchie, ecc... Del resto lo slogan di Palozzi è molto eloquente "Il Lazio è di chi lo fa". Ed è per questo che in un chilometro di strada a S.Maria delle Mole si contano una decina di agenzie immobiliari che vendono case in aree senza i minimi servizi al "modico" prezzo di 3.000-5.000 euro al metro quadro. E' fin troppo evidente che mentre i pezzi grossi di partito speculano economicamente sul problema-casa, i pesci piccoli come i neofascisti in questione ne strumentalizzano il bisogno, rendendosi poi effettivamente complici di chi è materialmente responsabile della situazione. Con questo pensiamo di aver chiarito ogni dubbio a chi si chiedeva cosa fosse questo "mutuo sociale": nulla, solo speculazione per poi portare voti ai palazzinari.

Sotto campagna elettorale ai fascisti prudono le mani più spesso che negli altri periodi dell'anno.
Il loro prurito è evidentemente causato dalla posta in palio che si giocano nel caso i loro candidati del PdL non arrivassero ad occupare le poltrone sperate in Regione.
Inutile dire che le intimidazioni e le aggressioni che "Blocco Studentesco" e "Casapound" hanno portato avanti da oltre un anno a questa parte non hanno minimamente prodotto i risultati che loro speravano.

Anzi, i loro pruriti sono la riprova di quanto siano fallimentari le loro idee, il loro servilismo di partito, i loro atteggiamenti e, in ultima istanza, loro stessi.
Roma, 2 febbraio 2010


TERZA UDIENZA DEL 29 GENNAIO 2010, TRIBUNALE DI PISTOIA

Published on 14:46, 02/04,2010

Venerdì 29 gennaio si è tenuta al tribunale di Pistoia la terza udienza relativa ai fatti dell’11 ottobre. Il primo a deporre è stato Dessì, dichiarando che durante l’aggressione a CasaPound ha riconosciuto un uomo un po’ stempiato, alto press’a poco quanto lui, intorno ai 30 anni, corporatura normale, capelli castani  chiari, maglietta forse gialla o beige, forse jeans. L’uomo che aveva la catena al braccio portava una maglietta militare, occhiali con lenti chiare, occhi scuri, un po’ più alto di Dessì. Un terzo uomo portava una maglietta Nike scura, con barba corta, intorno ai 30 anni, non ha notato orecchini e sostiene di non aver visto altre foto di queste persone.
La seconda deposizione è quella di Luccarelli, il pizzaiolo che ha l’attività accanto a CasaPound. Il teste afferma di aver notato un uomo alto circa un metro e ottanta, snello, capelli corti, occhiali da vista, barba lunga. Vi sarebbe stata anche una donna alta circa un metro e settanta, robusta, coi capelli mesciati e pearcing . Infine u terzo individuo sui 30 anni, senza barba né baffi, alto un metro e settantacinque circa. Dichiara di non aver visto foto di questi personaggi. Successivamente, assieme ad Alessandro, entrano i quattro indagati di Livorno: Alessandro Orfano, Elisabetta Cipolli, Casella e Colombo. Il giudice chiama di nuovo a deporre il Luccarelli, il quale sostiene di aver visto da vicino alcune persone (20-25 individui) pare armati di bastoni e che si stavano sfilando le cinture. Tra gli aggressori la donna mesciata, dove però vi aggiunge altri particolari, ossia che essa avrebbe portato pantaloni neri e maglietta viola scura. Luccarelli continua sostenendo che costoro sarebbero corsi in direzione di Porta S.Marco e che lui, assieme al Ramondia (suo dipendente), li avrebbe inseguiti col suo scooter fino alla stazione, perdendone le tracce. L’avvocato chiede al teste dove si trovava durante il raid e lui risponde che era nei pressi del bar Gianni, accanto alla sua pizzeria, inoltre aggiunge che al momento dell’irruzione lui avrebbe udito un grande fracasso ma che non si sarebbe voltato a guardare cosa poteva essere accaduto, anche perchè il circolo Agogè non era logisticamente in grado di vederlo. Avrebbe notato i vandali scappare a corsa lungo i due marciapiedi e da lì l’inseguimento con lo scooter. Luccarelli ha sottolineato un particolare importante, ossia che in quel mentre stava reggendo una stufa assieme al Ramondia e che assieme dovevano trasportarla da un vicino. Una volta compiuta l’irruzione avrebbero comunque continuato il lavoro, per poi tornare indietro a vedere cos’era successo a seguito anche della telefonata della moglie. Il Luccarelli afferma di  non essere entrato nel circolo Agogè a notare quanto accaduto, né di aver parlato col Dessì, che in quel momento stava sanguinando al braccio, ma si sarebbe soltanto avvicinato a lui. Durante l’inseguimento con lo scooter il teste sostiene di essere passato accanto ad alcune auto non targate Pistoia, perciò avrebbe secondo lui avuto senso proseguire verso la stazione (???), anche per questo particolare egli ritiene che i teppisti non fossero pistoiesi. Riprende a dire che vi si sarebbe trovato anche un uomo rossiccio con la cresta, tra gli aggressori. L’avvocato chiede al teste se il giorno dopo parlò con il Dessì e lui risponde affermando che questi, essendo un cliente, ha sempre avuto modo d’incontrarlo in pizzeria e che all’indomani dell’aggressione, presso il suo locale, si sarebbero scambiati poche battute relativamente al fatto, senza scendere nei particolari. Al Luccarelli viene chiesto di riconoscere in aula Alessandro ed altri tra gl’imputati di Livorno, egli conferma che tra gli esecutori vi sono anche loro. Juri Bartolozzi (già in aula all’inizio dell’udienza) era stato riconosciuto dal Dessì come partecipante al raid.
A seguito interviene a deporre il Ramondia, il quale precisa che non appena udito l’attentato avrebbero posato subito a terra la lavatrice  senza occuparsi di finire il trasporto che il Luccarelli avrebbe ricevuto la telefonata dalla moglie da lì a pochi minuti, che si sarebbero precipitati al circolo e parlato con Dessì dell’irruzione, che si sarebbero diretti alla stazione e che non avrebbe ragionato col Luccarelli relativamente alle macchine non di Pistoia.
Da queste due deposizioni emergono delle contraddizioni rilevanti:






il Luccarelli afferma di aver terminato il trasloco della stufa per poi accorrere sul luogo, mentre il Ramondia testimonia l’opposto, cioè che avrebbero immediatamente posato l’oggetto (che per il Ramonidia è una lavatrice).
Il Luccarelli sostiene di aver parlato col Ramondia a proposito delle auto, il Ramondia contraddice questa testimonianza.
Il Luccarelli precisa di non aver parlato col Dessì, né di essere entrato dentro il circolo Agogè, mentre il Ramondia dice l’opposto.

Nel pomeriggio si è riaperto il processo, con la visione del video dei danni a CasaPound.
Hanno deposto in seguito alcuni agenti della Digos di Pistoia, Christian Boeri dei c.a.r.c., gl’imputati livornesi Alessandro Orfano ed Elisabetta Cipolli i quali hanno menzionato la presenza di una catena a bordo dell’auto che li conduceva a Pistoia, dove avrebbero partecipato al dibattito al circolo 1°maggio. Elisabetta si ricorda della moglie del Bartolozzi ma non di quest’ultimo al momento dell’arresto. Inoltre sono state mostrate le foto della catena per il riconoscimento.
L’udienza si è conclusa con la richiesta di revoca degli arresti domiciliari a carico di Alessandro e degli altri imputati, relativamente al reato di devastazione. Il Pubblico Ministero non ha acconsentito quest’istanza ed il giudice si è riservato di decidere.

Comitato amici e  parenti di Colle Val d'Elsa.


Raf:comunicato stampa

Published on 23:11, 02/03,2010

Dopo appena la prima udienza svoltasi il 20 febbraio il Giudice del processo contro gli antifascisti ILLEGITTIMAMENTE arrestati l’11 ottobre e il 9 novembre in quella che sempre abbiamo definito una RAPPRESAGLIA poliziesca contro il movimento antifascista toscano, aveva deciso la scarcerazione di Alessandro Della Malva e la revoca, per lui e tutti gli altri ai domiciliari, del divieto di incontro e comunicazione con il resto del mondo.
Oggi, lunedì 1 febbraio, dopo la terza udienza lo stesso Giudice, pur rinviando a tempi migliori la derubricazione del reato di devastazione e saccheggio (reati voluti e utilizzati dalla questura     unicamente per poter imporre gli arresti, non avendo né prove né evidenze alcune) in semplice danneggiamento, pone termine al sopruso voluto dalla Questura e sottoscritto sempre dal P.M.e toglie gli arresti domiciliari a tutti gli antifascisti perseguitati e sotto processo.

Occorre però notare che di una politica cara alla Questura anche il Giudice di corte non ha inteso finora liberarsi: l’ACCANIMENTO GIUDIZIARIO sviluppato illegittimamente e pretestuosamente contro gli antifascisti. Li si è tolti dagli arresti domiciliari, ma si è deciso (su quali basi giuridiche ci sfugge) di mantenere contro di loro un provvedimento di divieto di uscire dalla Provincia di residenza, e un obbligo di residenza dalle ore 21.00 di sera alle ore 07.00 di mattina.

Leggiamo nell’ordinanza recapitata agli antifascisti:…”i fatti risultano notevolmente ridimensionati nella loro gravità..” .
RIDIMENSIONARE: ..”ricondurre nei giusti limiti di valutazione…”.
Si pensi che al Giudice è stato sufficiente vedere le foto della sede danneggiata (foto riprese dai giornali dei giorni successivi), visionare un video girato subito dopo il fatto (e trasmesso da una TV privata) per rendersi conto dei “giusti limiti di valutazione”.

Perché allora non si prende la giusta decisione: assoluta Libertà?
Ma semplice: il Tribunale sa che questi compagni sotto processo sono innocenti. Sa che essi sono semplici capri espiatori di una RAPPRESAGLIA.
Però non può decidere da subito di porsi contro una operazione della Questura.
A pillole ci danno giustizia.
Dunque la prossima mossa: ASSOLUZIONE!


LIBERTA’ IMMEDIATA E ASSOLUTA!
ASSOLUZIONE PIENA!
RIPRISTINO DELLA VERITA’ CALPESTATA!


Emilia Romagna - Perquisizioni contro compagni ecologisti radicali e animalisti

Published on 20:54, 02/03,2010

fonte: romagnaoggi.it

RAVENNA - Le abitazioni di una decina di giovani aderenti a movimenti ecologisti ed animalisti sono finiti nel mirino degli uomini della Digos. Le perquisizioni, effettuate venerdì notte nel Forlivese, a Ravenna e a Faenza, aveva come principale obiettivo la ricerca di documenti relativi ai vari gruppi che operano in Emilia Romagna. Il materiale recuperato potrà esser utilie per risalire agli autori di alcuni blitz vandalici commessi in una serie di fashion group.

 

Gli inquirenti hanno sequestrato anche tutti i pc trovati nelle abitazioni e le matrici per la stampa di diverse magliette. Nel mirino degli animalisti negli ultimi mesi sono finiti in particolar modo i negozi ‘Max Mara' di Faenza, Rimini e Riccione, catena accusata di vender pellicce con pelo animale, secondo quanto riporta l'edizione di Ravenna del Carlino.


Manifestazione antifascista sabato 6 febbraio ore 16:00 piazza della stazione firenze

Published on 20:44, 02/03,2010

FUORI I FASCISTI DALLE NOSTRE CITTA'

Non siamo più disposti ad accettare il revisionismo storico e le maschere dei nuovi movimenti fascisti che lavorano indisturbati alla ricostituzione del partito fascista dichiarandosi non conformi e collaborando con partiti di nostalgici. Questa è la prova che ad oggi cercano la rinascita sventolando simboli, sfidando la costituzione, avendo lo stato come garante.

FIRENZE RIPUDIA TUTTO QUESTO, LA TOSCANA ANTIFASCISTA MILITANTE
SI OPPONE E SI MOBILITA

Manifestazione antifascista sabato 6 febbraio ore 16:00 piazza della stazione Firenze
 


[Livorno] studenti denunciati

Published on 20:42, 02/03,2010

Abbiamo appreso questa mattina che due studenti dell'Istituto Nautico, minorenni, sono stati convocati in questura ed addirittura in tribunale in merito a quanto accaduto il 17 ottobre scorso all'Istituto Nautico “Cappellini”. Non sappiamo ancora con sicurezza cosa venga loro contestato, né se altri studenti abbiano ricevuto la stessa notifica. La mattina di lunedì 17 ottobre gli studenti del Nautico avevano provato ad occupare la propria scuola, per portare avanti in modo deciso, con una forma di lotta legittima, diffusa e riconosciuta di riappropriazione, la mobilitazione studentesca iniziata nei primi giorni di ottobre, contro la politica scolastica del Governo.

Dopo una tesa trattativa con la dirigenza, gli studenti ottennero di poter svolgere nei locali dell'istituto un'assemblea permanente. Le uniche tensioni quella mattina derivarono dal comportamento intimidatorio e provocatorio di polizia e dirigenza scolastica. Tale atteggiamento nei confronti degli studenti suscitò una forte polemica in città, con numerosi comunicati di solidarietà dal mondo politico cittadino; quella mattina infatti vennero identificati dalla polizia oltre 70 studenti, in maggioranza minorenni. A quasi quattro mesi di distanza, gli ultimi sviluppi non fanno che confermare quanto già avevamo affermato sulla vicenda. Ci troviamo di fronte a provvedimenti inaccettabili e gravissimi, oltre che incomprensibili, spiegabili solo in un ottica di repressione nei confronti di chi lotta, di chi si autoorganizza di chi crea legami di solidarietà e mobilitazioni dal basso.

Coordinamento Studentesco Livornese


aggiornamenti sugli antifascisti arrestati il 12 dicembre

Published on 14:28, 02/03,2010

Ieri pomeriggio il Giudice per le Indagini Preliminari ha accettato l'istanza presentata la scorsa settimana.
Robbi, che era in carcere a Pavia, è stato trasferito agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni mentre Andrea, che era ai domiciliari, ha le firme tre volte in settimana.
Nicu rimane in carcere a Sollicciano.

per esprimergli solidarietà con lettere e telegrammi

Roman Nicusor
casa circondariale
via Minervini 2/R
50142 Firenze Sollicciano


CRAL BREDA di Pistoia - proiezione: "I 7 fratelli Cervi"

Published on 13:26, 02/03,2010

Giovedì 4 febbraio alle ore 21.30 al CRAL BREDA di Pistoia,per il ciclo su Gian Maria Volontè, ci sarà la proiezione del film "I 7 fratelli Cervi" con la presenza in sala di Adelmo Cervi, figlio di Aldo.
 
Vi aspetto.

 


Answers: 6 Febbraio, serata di solidarietà

Published on 21:32, 02/02,2010

serata di finanziamento per la cassa di resistenza dei lavoratori Answer (Pt)

Sabato 6 Febbraio
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos Campi B (Fi)

- ore 22.00 Presentazione del dossier "Piazza Fontana. Una strage lunga 40 anni" a cura di Contropiano per la Rete dei comunisti. Interviene Ernesto Rascato della libreria Quarto Stato di Aversa

- a seguire concerto con Trade Unions (Oi! Livorno), Punkistan (Punk, Fi)

L'incasso andrà alla cassa di resistenza del lavoratori della Answer di Pistoia che interverranno nel corso della serata.

Related Link: http://www.k100fuegos.org


[Livorno] Presidio contro la costruzione di un CIE tra Pisa e Livorno

Published on 21:23, 02/02,2010

Venerdì 5 febbraio, dalle ore 16:30
il Collettivo Anarchico Libertario sarà presente in Piazza Grande, all'angolo con V.Pieroni, per un presidio informativo contro i Centri di Identificazione ed Espulsione.
Riteniamo importante dare un'immediata risposta alla notizia, apparsa in questi giorni sulla stampa locale, della possibile costruzione di un CIE nell'area del Biscottino, tra Pisa e Livorno. Non ci stupisce che il Sindaco Cosimi abbia preso posizione a favore della costruzione di un lager per clandestini anche in toscana. E' è stata infatti la sua parte politica che, con la Turco-Napolitano, ha creato queste strutture.
Saremo quindi in Piazza Grande venerdì per denunciare questo progetto e per opporci alla costruzione del CIE.
Invitiamo a partecipare tutti coloro che lottano contro razzismo, sfruttamento e repressione.
 
NO CIE - NO LAGER - NE' QUI NE' ALTROVE

sarà diffuso a breve un comuncato più completo.

Collettivo Anarchico Libertario
colettivoanarchico@hotmail.it
http://collettivoanarchico.noblogs.org

 


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