Ieri il tribunale fiorentino ha assolto i 19 compagni processati per associazione sovversiva, smontando di fatto i ridicoli teoremi dell’isterica PM Pietroiusti.

Alcuni compagni sono però stati condannati per reati specifici.

Non ci interessa tessere le lodi di qualsiasi tribunale, ci mancherebbe, probabilmente questa volta il teorema era troppo palesemente ridicolo anche per chi generalmente non si perita ad emettere sentenze al limite del grottesco.

Rileviamo invece l’oscenità veicolata nuovamente dai media che nel riportare le assoluzioni ha dato più spazio ai capi di imputazione, nel caso per esempio de “Il sito di Firenze” gli infami ostensori dell’ “articolo” si sono profusi nella spiegazione di cos’è e cosa recita l’articolo 270bis, che alla sentenza e, sempre nel caso del simpatico sito, sono stati pubblicati tutti i nomi ed i cognomi degli imputati, evidentemente con l’intento di marchiarli…ma sappiano i libellisti che nessuno si vergogna di niente, che anzi che l’onore di essere invisi all’autorità è direttamente proporzionale allo spessore dei muri entro i quali vorrebbero rinchiuderci.

Un abbraccio agli imputati. Viva l’anarchia!

 

Antonio Ginetti
Martedì 15 maggio

6° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME

Ieri visita del medico: parametri tutti nella norma.
… Pulsazioni: 70 Pressione: 95/140 (leggermente alta)
Notte perfetta, con un sonno da bambini, penso di non aver neppure sognato,
forse perchè sto sognando di giorno e la notte la mia mente si riposa.
Stamani mi sono alzato con vigore. Tuttora non sento nessun calo di forze, nessun abbassamento di energie.
Neppure stamani sento alcun morso allo stomaco, e un caffè (con un pò di latte) mi è sufficiente.
Oggi alle ore 14.30 Conferenza Stampa. Mi han promesso la presenza tutti i giornali locali e una tv, sempre locale.
Per oggi non tengo altri impegni se non sentire dall’avvocato gli umori della GIP.
Stamani, alle ore 8,24 mi ha telefonato un signore di Prato che tutti gli anni organizza uno spettacolo amatoriale di cui io curo la scenografia. Era a conoscenza del mio arresto a gennaio, però, come mi ha detto, pensava che tutto si fosse risolto.
Nessuno può credere che, con le imputazioni (senza parlare poi delle “prove”) che ci hanno mosso, da gennaio ancora si continui a mantenere in stato di detenzione (seppure domiciliari) tutte queste persone.
Caselli dovrebbe smetterla di parlare al vento ed entrare nel merito dell’accanimento (perchè solo di questo trattasi) giudiziario che sta, contro ogni, non solo logica, ma anche procedura legle, attuando contro persone che tuttora dovrebbero essere tutelate dalla giurisdizione. Ma forse, nel caso dei No Tav questa è stata sospesa. Del resto, come ci dice il Ministro degli Interni il Movimento No Tav è oggi la vera preoccupazione nazionale.

Hanno sgomberato il MACAo, hanno dato fuoco ad un centro sociale a Peggio Calabria, e si sentono solo urla stridule da operetta per un portatore di morte a mezzo atomo che andrà zoppo per qualche tempo. Le anime belle aborriscono la violenza, ovviamente unilateralmente, perché quella che lo stato perpetra ogni giorno viene accettata come ineluttabile, come stato di natura. Chi si ribella all’oppressione è isolato, trattato da delinquente, additato, biasimato, in parte perché l’introiezione dell’asservimento è arrivata ad un livello tale da far paura, in parte perché il ribelle mette lo schiavo impietosamente davanti alla propria condizione. Solidarietà complice a chi tiene ben fisso lo sguardo sull’orizzonte.

 

“…dopo tentai di gettare l’anima

al di là del muro. Zelante

il guardiano me la sbattè sul muso “

poesia, memoria e critica del carcere

con SANTE NOTARNICOLA

Arrestato nel 1967 per le rapine del gruppo passato alla storia come “Banda Cavallero”,

Sante Notarnicola è stato un pioniere di quel movimento di rivolta che ha scosso dal profondo le carceri italiane negli anni Settanta, strappando conquiste per tutti i carcerati e mettendo alle corde per oltre un decennio l’autorità degli infami secondini. Ma Sante Notarnicola è anche un poeta, che ha disseminato di parole fortissime e delicate i suoi 25 anni di prigionia. Un diario di storie e di sofferenza, di lotte e dignità. Un canto d’amore alla libertà che, nonostante tutto, non si arrende.

VENERDI’ 11 MAGGIO 2012 a partire dalle 17.30

Letture Memorie Dibattito

A seguire cena e proiezioni

A VILLA PANICO

(in quel di san salvi)

 

 

 

 

Da oggi Antonio è in sciopero della fame contro le misure restrittive nei suoi confronti che gli impediscono anche di lavorare…questo lo fa lo stato, lo fanno le procure lo fa l’autorità, reprimere chi non doma, ma la repressione non ci ferma, ci rafforza. Antonio, siamo con te!

Di seguito il comunicato:

Il 16 aprile il G.I.P. di Torino respingeva l’ istanza dei miei avvocati tesa ad ottenere un alleggerimento degli Arresti Domiciliari.
La motivazione stava nella mia: “mancata presa di coscienza e di critica di quanto commesso”
In tal modo il GIP torinese non solo mi riconfermava gli Arresti domiciliari, ma mi toglieva il diritto a rivendicare la mia estraneità ai fatti contestatimi, mi toglieva la “PRESUNZIONE D’INNOCENZA.

Il 26 aprile presentavo una richiesta di permesso ad uscire per recarmi al lavoro.

a) questo non influiva nella realtà dei Domiciliari, in quanto chiedevo solamente
di uscire per il tempo del lavoro. Dunque non il sabato e la domenica. E comunque i Domiciliari rimanevano.
b) Nella richiesta scrivevo: “mi rendo disponibile, previo accordo…a presentarmi
quotidianamente alla polizia Giudiziaria per controlli”
c) il sottoscritto vive solamente del proprio onesto lavoro. Dal 1986 sono iscritto alla Camera di Commercio quale Ditta individuale.

La risposta del G.I.P. anche su questo è stato il rigetto.

Con la motivazione che: “la dichiarazione di non aver nè orari nè sede rende l’attività incompatibile con la misura domiciliare;

Dopo avermi tolta la “PRESUNZIONE D’INNOCENZA”, ha voluto pure togliermi il diritto al proprio mantenimento.

Non potendo contare ancora sui miei risparmi, considerato l’allontanamento dal lavoro che si protrae dal 26 gennaio, mi trovo in grosse difficoltà economiche.
Pertanto non mi rimane che utilizzare l’unico strumento in mio possesso per oppormi a questo che considero unicamente un accanimento repressivo.

Da giovedì 10 maggio sarò in sciopero della fame.

Pistoia 9 maggio 2012 Antonio Ginetti

Stasera dalle 20,30 in piazza della Sala si terrà “La Bruca”, la storica cena vegan della Riottosa Zquat per stasera straordinariamente in Pistoia, benefit per Nicola, Filomena e Sandro. Ci vediamo stasera! Porta quello che vorresti trovare!

da Militant blog:

Ai salti della quaglia di Giuliano Castellino c’eravamo abituati, ma uno così drastico non ce lo saremmo mai aspettati. Spaspodicamente impegnato nella ricerca di una poltrona per sistemare se stesso e il suo clan l’aspirante ducetto de noantri è passato per tutte le organizzazioni dell’estrema destra romana fino ad approdare, qualche anno fa, alla corte di Alemanno. Ma poichè madre natura quando si è trattato di distribuire la materia grigia è stata abbastanza avara con lui, lo scorso ottobre il nostro calimero (sfigato, piccolo e nero) pensò bene di darsi la zappa sui piedi andando a contestare l’allora ministro della cultura Giancarlo Galan al Festival del Cinema di Roma convinto di fare cosa gradita al capo. L’azione futurista (leggi) dei Castellino’s boys  mise però in forte imbarazzo lo stesso sindaco che, pur se in polemica da tempo col ministro stesso (leggi), fu costretto a scaricare la sua guardia pretoriana e a chiudere i cordoni della borsa. Tempo qualche mese, smaltita l’evidente delusione per un posto in consiglio comunale sfumato in extremis, il contorsionista nero è finito con entrare nel partitino di Storace aderendo ufficialmente alla manifestazione flop contro il governo Monti dello scorso 3 marzo. Arrivati a questo punto, esaurite le parrocchie a cui andare a bussare, credevamo che se ne sarebbe stato fermo per un po’, almeno fino alle prossime elezioni… e invece ecco la sorpresa. Folgorato sulla via di Damasco il nostro Giulianino è passato armi e bagagli dalla parte della rivoluzione sociale diventando addirittura anarchico. Nei giorni scorsi sono infatti comparsi sui muri di Roma i manifesti che vedete qui sopra in cui non solo è chiaramente ritratta una manifestazione di anarchici greci, ma fra le fila dei compagni, in evidente assetto da sommossa, fa bella mostra di se uno striscione che recita “Apopte petheni o fascismos” ovvero “Stasera muore il fascismo”. Ora le cose sono due, o lui è veramente rinsavito portandosi dietro pure Storace e Buontempo, oppure è assolutamente e incontrovertibilmente stupido. Come diceva Corrado Guzzanti qualche anno fa: la seconda che hai detto!

Da Gonews.it

Pistoia piange oggi, martedì 17 aprile, la scomparsa a 96 anni di Artese Benesperi, partigiano e anima della Resistenza cittadina. Grande amico di Silvano Fedi, ucciso in un’imboscata tedesca il 29 luglio 1944, nei pressi della Croce di Vinacciano. Militava nelle Squadre Franche Libertarie, con lui anche nomi come Enzo Capecchi, Danilo Betti, Brunello Biagini, Marcello Capecchi, Santino Pratesi, Giulio Vannucchi, Giovanni Pinna e Iacopo Innocenti.

 

Tra le sue imprese anche la liberazione della cittadina di Vinci, Lamporecchio, San Baronto e Quarrata, prima di entrare a Pistoia l’8 settembre 1944.

 

I funerali si svolgeranno domani, mercoledì 18 aprile, alle 15 nella chiesa di San Benedetto a Pistoia.

 

PER DECENZA NON RIPORTIAMO IL SEGUITO CON LE AFFERMAZIONI DI VANNINO CHITI CHE CI DICE COME IL BENESPERI FOSSE VIVO TESTIMONE DEI VALORI DEMOCRATICI…ARTESE ERA ANARCHICO, COME SILVANO FEDI, AMANTI DELLA LIBERTA’ CHE CON LA DEMOCRAZIA -CHE E’ ASSERVIMENTO AZZIMATO E BEN VESTITO- NON C’ENTRAVANO NIENTE. NON ANDREMO AL FUNERALE, NON ABBIAMO A CHE FARE CON CHIESE E RITI, NON COMMEMORIAMO DEI CADAVERI, MA TERREMO SEMPRE VIVA LA SUA MEMORIA E PROCEDEREMO SEMPRE OSTINATI E CONTRARI VERSO UN ORIZZONTE CHE SI CHIAMA ANARCHIA. CIAO ARTESE.

In questi giorni sto ricevendo molti abbracci e ringraziamenti dal popolo NO TAV, dalla mia gente della valle e di tutta Italia. Ma io ritengo doveroso ringraziare tutti per essere stati vicino a noi proprietari NO TAV (una decina) e i tecnici e gli avvocati che hanno svolto egregiamente il loro lavoro.Un ringraziamento a tutti quelli che, a ogni chiamata, vanno alle reti; alle tre donne che, dopo il taglio delle reti, sono entrate nel fortino e sono state denunciate; alle altre donne che, al di là delle reti, mi sono state vicino e mi hanno tenuto la mano e, durante la carica della polizia, non si sono mosse, a costo di essere manganellate e a coloro che hanno resistito alla carica e non sono indietreggiati.Un grazie a tutti gli arrestati che, per essere venuti in Valle Susa, pagano per noi un caro prezzo, in particolare a Giorgio, Luca e Guido, che hanno vissuto con noi per molti mesi l’esperienza della Repubblica della Maddalena, e a Luca per la paura che mi ha fatto prendere e per il culo che ha avuto, nonostante tutto quello che sta passando in questo periodo.
Voglio poi mettere in rilievo un episodio odioso di alcuni giornalisti che sono entrati nel fortino anche se, ai cancelli della Centrale, fosse vietato l’accesso ai giornalisti; si tratta di un giornalista di Repubblica, uno de La Stampa (Numa) e altri. Il giornalista di Repubblica si è avvicinato a dove ero ammanettata per parlarmi. Alle mie rimostranze per il fatto di essere all’interno con la Digos, ha cercato delle giustificazioni che io non ho voluto neanche sentire. Durante lo scontro verbale mi ha detto: “E’ grazie a me che lei è qui ammanettata e può manifestare!”. A lui dico: “Vergogna perché nonostante i suoi capelli bianchi, come i miei, non ha capito niente, o forse troppo perché fa parte della casta, mentre ci sono giornalisti giovani e precari che in questi giorni ci hanno seguito al di là della reti e hanno fatto dei servizi che forse non verranno mai pubblicati.
Marisa

…] qui sopra v’ho fatto 1 disegno (ho sempre lo stesso in testa che lo ripropongo a molti/e…) comunque semmai nella prossima agenda lo pubblicaste mi farebbe molto piacere (la lettera di ringraziamento non occorre). Intanto sorry, mi sarei sbizzarrita di più se avessi avuto i colori per puntualizzare le punte delle fiamme in rosso come le ali della fenice ma qua in isolamento non è che si può tenere molto… […]

Maddalena Calore
Sezione Alta Sorveglianza 2
Carcere di Rebibbia femminile – Roma
4 aprile 2012

Da Radio Onda Rossa

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