Archive for Maggio, 2014

IL MAINASSO SOFFIA ANCORA

Questa notte, 27 maggio, la questura ha sgomberato, con un imponente spiegamento di forze, il Mainasso occupato da appena 2 mesi.
Ciò non ci scoraggia, ma anzi ci spinge ad andare avanti per la nostra strada senza esitazioni.
Per 2 mesi uno spazio di proprietà delle Opere Pie (il famigerato Ente Morale), abbandonato da tempo (e che tale rimarrà, blindato e oscurato), è stato sottratto alle dinamiche imperanti del profitto, della passività e dell’alienazione. Non ponendosi obbiettivi specifici a termine, un semplice fondo di pochi metri quadrati è diventato un posto di ritrovo per chiunque si ostini a voler vivere il piacere dell’incontro, della condivisione e del confronto, per chiunque si ostini a voler vivere ancora le strade.
Un posto dove ospitare iniziative, cineforum, cene, incontri… Sempre con la priorità di sostenere e portare la solidarietà a chi è colpito dalla repressione per essersi battuto contro questo stato delle cose, contro questa società infame nella quale vorrebbero costringerci a vivere.
Uno spazio ritorna al suo precedente stato di inerzia, ma chi lo ha vissuto non intende limitarsi in alcun modo.
Per questo le iniziative previste verranno mantenute, a partire da stasera, con luoghi e modalità che saranno comunicati di volta in volta.

STASERA alle 21 in PIAZZA DELLE ERBE per la rassegna “VERITA’ E CONFLITTO TRA INDIVIDUO E AUTORITA’”, I DIAVOLI di Ken Russell

LUNEDI 2 GIUGNO dalle 19 presentazione del progetto editoriale CROCE NERA ANARCHICA

VENERDI’ 6 GIUGNO dalle 19 presentazione dell’opuscolo “DIVIDE ET IUDICA – IL LABIRINTO PROCESSUALE DEL 15 OTTOBRE”

SABATO 7 GIUGNO dalle ore 18 aperitivo in sostegno ad un compagno sotto processo per i blocchi stradali avvenuti in seguito alla morte di un operaio in porto nel 2007

ANCORA!
PER LA RIVOLTA!
PER LA LIBERTA’!

 

Apprendiamo che il processo a Gianluca ed Adriano è stato rinviato al prossimo 4 Luglio per un vizio di forma di alcune notifiche. In attesa di aggiornamenti confermiamo ancora tutta la nostra solidarietà ribelle ai due compagni. Adriano e Gianluca liberi! Liberi/e tutti/e! Per l’internazionale nera, Viva l’Anarchia!

La prigione degli sguardi
Note sul processo in videoconferenza


La catena dei forzati e lo sguardo pubblico

Fino al 1836 in Francia sopravviveva la tradizione di far marciare in catene i condannati alla prigione. I futuri galeotti venivano incatenati tra loro con collari di ferro e costretti a marciare sulla pubblica via trascinando i segni della propria condanna e mostrando al popolo, che accorreva numeroso, le conseguenze pronte ad abbattersi su chi violava la legge.
Il cammino verso la reclusione, l’ultimo viaggio prima di sparire dietro l’opacità segreta delle prigioni, avveniva dunque sotto gli occhi di tutti, in un cerimoniale pubblico di forte impatto visivo in grado di sprigionare sentimenti contrastanti. La partenza di queste catene umane richiamava il popolo in massa, esibiva il condannato alla folla, alle ingiurie, agli sputi, ma anche alla commozione, alla simpatia, alla complicità; lo esponeva allo sguardo pubblico e mostrava il suo sguardo al pubblico, in un rituale complesso il cui esito non era scontato. (altro…)

Ce lo eravamo persi, Stefano Cini, sbirro della narcotici, è schiattato d’infarto nella sua casetta…strano, pensavamo che i colpi al cuore prendessero solo agli Aldrovandi, ai Magherini e a tutti gli “sfortunati” che hanno deciso di “sentirsi male” dopo un fermo…però certe volte i colpi prendono anche ai tossici…chissà che il nostro non si portasse un poco di “lavoro” a casa… Comunque giubilo per il mirabile operato della nera mietitrice. -1…e per tutti gli amici che si sono profusi in commenti a questo post:

Le toccanti parole di Guido Magherini ieri a Chi l’ha visto:
01:12:40
Federica Sciarelli – “Guido, abbiamo finito con la tua voce che dici: -‘Mi hanno detto… una disgrazia’”
Guido Magherini – “No, a me mi hanno detto ch’e’ morto d’infarto. Pero’, prima di andare avanti, vorrei… quel carabiniere li, che si facesse vivo e che avesse la faccia e il coraggio di dire : -‘Sono io che ho detto “Se la smette di rompere i coglioni”‘, vorrei che avesse la forza di uscire. Siccome questi signori sono stati sempre nascosti e hanno avuto anche la forza di andare a farsi certificare all’ospedale per percosse subite da Riccardo, allora, il Maresciallo Castellano s’e’ preso 8 giorni perche’ era stato… aveva preso delle botte da Riccardo, questo Castellano, grande eroe della nostra arma, poi c’e’ l’appuntato Ascenzi, trauma cranico, 7 giorni, poi c’e’ l’appuntato Della Porta, detto anche ‘il Pistolero’, che si e’ preso 2 giorni,ed e’ quello che ha preso la testata, che dice di aver preso la testata, ha preso 2 giorni, allora uno che prende una testata, minimo, conoscendo, come funziona […] e poi l’appuntato Corne che ha avuto, la mano, un trauma distrattivo, al polso, di 10 giorni, ecco Riccardo gli ha fatto tutte ste cose qua, mentre Riccardo non ha subito niente, Riccardo era, era… non ha subito niente, Riccardo. Eccolo qua Riccardo, non ha subito niente, da loro. Riccardo e’ stato quello che ha dato le botte e non le ha prese. Allora mio figlio, ora sono in grado di poterlo dire e gliel’ho gia’ detto anche con una lettere aperta all’avvocato dei Carabinieri e’ stato torturato, pestato, gliel’hanno fatte di tutti i colori e prego, lo prego arditamente e con tutta la forza che mi quereli perche’ se e’ un uomo mi deve querelare come l’ha promesso alle persone, perche’ lui ha minacciato tutti dicendo: -‘Basta non deve dire queste cose, perche’ i Carabinieri hanno fatto un intervento da protocollo’. Eccolo qui il protocollo.”
Riccardo Magherini – (Varese, 17/06/1974 – Firenze, 03/03/2014 – Borgo San Frediano) Ex-calciatore, separato, padre di un bimbo di 2 anni

Lunedì 26 maggio 2014

ore 8 del mattino colazione bellavita davanti a palazzo nuovo, via sant’ottavio

CONTRO SGOMBERI E REPRESSIONE

ore 21:00
cineforum
“Sotto la Mole”
per la serie Black mirror

Rabèl Libreria Bar Spazio Occupato Autogestito, Via Gaudenzio Ferrari 12 – Torino

segue programma settimanale

92376

Testo rivendicativo:

Il 13 Maggio è stato bruciato un veicolo della compagnia SPIE in rue de Mouzaia (19° distretto) e poi un veicolo della compagnia di sicurezza ONET nella giornata di domenica 18 Maggio in rue Kleber, Montreuil (93).

Perché queste due compagnie sono coinvolte nel controllo sociale con le loro telecamere e guardie.

Solidarietà con gli anarchici prigionieri in Italia.

Libertà per Adriano e Gianluca.

Libertà per Nicola e Alfredo.

Libertà per Mario, Alberto, Luca e Francesco (e buona fortuna a Vincenzo).

Libertà per tutti!

 

fonte

Diffondiamo il comunicato che, dal carcere di Ferrara, ci è giunto oggi in vista dell’udienza del prossimo lunedì per il processo che vede imputati Adriano e Gianluca per una serie di attacchi contro responsabili delle nocività.

Dentro come fuori le galere, contrastiamo la videoconferenza!

Un abbraccio solidale ai compagni sotto processo.

Cassa AntiRep Alpi occidentali


Spendo solo poche parole a sostegno della scelta di non presenziare all’udienza del 26 maggio, ed eventualmente alle prossime, essendo stata disposta la videoconferenza.
L’applicazione di tale dispositivo rientra, per ora, nell’infame logica della differenziazione dei circuiti detentivi, dove l’individuo recluso e imputato viene demonizzato e disumanizzato data la notevole “pericolosità sociale”.
Sperimentato nel 41 bis vuole ora estendersi ai prigionieri classificati A.S. e in ogni processo dove la solidarietà e conflittualità sono o potrebbero essere caratterizzanti e quindi elementi di disturbo e opposizione per chi, applicando codici in vestaglia e bavaglino, svolge il proprio lavoro, decidendo sulla libertà fisica altrui. Non possedendo peraltro alcuna virtù, ma avendone facoltà. Dato il diritto. Data la legge.
La videoconferenza pone limiti ben precisi a discapito di chi è sotto processo, favorendo da ogni punto di vista accusatori e giudicanti.
Ragionando poi ad ampio raggio, le limitazioni potrebbero non riguardare solo l’ambito processuale…
Considerate le magnifiche sorti del progresso, tale strumento di contenzione, anche per ragioni economiche, vorrà un domani estendersi ulteriormente e dilagare in molti se non in tutti i processi. Non ci vuole poi molto ad allestire stanzette con schermi, microfoni e telefoni. Lor signori sempre troveranno una “valida” motivazione per giustificarne l’impiego. Come ovvio che sia, la non neutralità dell’avanzata tecnologica si mostra in ogni ambito e sempre rivela l’essere asservita al Potere.
La virtualizzazione di un processo, per quanto significativa, è in fondo poca cosa comparata alle nefandezze dell’autorità (in questo caso giudiziaria) ma è comunque indicativa in relazione a quella che è la virtualizzazione della vita, volta a controllare e annichilire, dove vengono meno emozioni, espressività e sensorialità… dove viene meno la bellezza stessa della vita e la libertà di viverla realmente.
Mi risparmierò quindi di sentirmi uno scemo, ritrovandomi seduto davanti a uno schermo per assistere inerme al teatrino che vedrà come coprotagonisti assenti me e mio fratello Gianluca.
Sarà quindi un giorno di galera come un altro, dove la rabbia è una costante, ma si cerca, per quanto possibile, stabilità e un po’ di serenità. Non nascondo la tristezza di non potere rivedere e magari riuscire ad abbracciare le persone a cui tengo e sentire il calore di compagnx solidali.

Solo nella lotta la liberazione! Sol nell’anarchia la libertà!

Adriano
17-05-2014

Per scrivergli:

Adriano Antonacci
CC di Ferrara
Via Arginone 327
44122

Roma, servizi indiscreti.

Ieri, 20/5/2014, poco prima delle 13, appena uscito dal lavoro e dopo aver messo in moto la vespa per tornare a casa sono stato avvicinato da una donna. Credevo volesse qualche informazione stradale invece chiamandomi per nome e cognome si presenta con un po’ di imbarazzo per una funzionaria dei servizi segreti. Mi chiede cortesemente di ascoltarla solo due minuti al fine di una proposta lavorativa… declino e rimando, senza darle modo di aggiungere altro, la proposta al mittente in modo meno garbato di lei; appena partito urlando ha ripetuto di farle il piacere di ascoltarla, pronunciando il nome di un compagno che frequento e dicendo che costui già forniva loro dei piaceri… a proposito di ciò, approfitto anche in questa sede per rinnovare tutta la mia stima, affetto, fiducia e solidarietà alla persona tacciata di questa infamia. (altro…)

IL BENEFIT CADE A FAGIUOLO

Massimiliano Peggiochemmai – Torino. Ormai la procura cittadina non ha più dubbi, ed il documento segreto ritrovato nei boschi della Clarea lo conferma, i NO TAV sono in possesso di ordigni micidiali ed esplosivi e si preparano ad usarli:

“Apericena benefit per Chiara, Niccolò, Claudio e Mattia, in carcere in regime di alta sicurezza dal 9 dicembre 2013, accusati/e di terrorismo per aver ucciso un compressore che si trovava all’interno del cantiere-fortino del TAV.

Dopo la giornata del 18 aprile scorso, ci troviamo nuovamente a cucinare con gli ingredienti che i regolamenti carcerari non permettono di far arrivare ai/alle nostri/e compagni/e. Dopo la cena a base di riso, questa volta toccherà alla pasta e fagioli! Ancora: Quello che il carcere non permette noi lo reinventiamo.

Come se non bastasse la reclusione, le limitazioni alimentari, spesso del tutto arbitrarie, sono uno dei mezzi, forse tra i più striscianti, per esercitare pressione psicologica e per ribadire la totale ed insindacabile mercé cui vorrebbero sottoporre i/le prigionieri/e rispetto all’autorità. Ma chi lotta non è mai solo/a, per questo il primo giugno ci troveremo a Venaus, per condividere esperienze di lotta e tessere ancora la rete di solidarietà per i/le nostri/e compagni/e.”

Tutti/e Liberi/e!

 

LA PAPPA WEB

IL PROGRAMMA DELLA SERATA INCRIMINATA

DALLE ORE 19: APERICENA PASTA E FAGIOLI, GLI ORDIGNI MICIDIALI ED ESPLOSIVI

GLIELI DIAMO NOI!

DALLE 21 CIRCA suoneranno: CAMOLA INFETTA E RATAVULOIRA

A SEGUIRE: KARTELLA SELECTA (DA LOU QUINSE, BBHC CREW). TRASH’ EM ALL!

PRENOTATE ENTRO IL 30 MAGGIO AL NUMERO: 333.92.63.155

DOMENICA 1 GIUGNO 2014 PRESSO IL PRESIDIO NO TAV DI VENAUS